Non mi sono mai piaciuti i leghisti. Dal fondatore del loro partito, fino a Borghezio che ‘dà fuoco agli extracomunitari‘, a Maroni che mordeva le gambe ai poliziotti e poi si scopre Ministro dell’Interno. Ma, come ambientalista, non mi sono mai piaciuti in generale soprattutto perché sono sempre stati il partito che, insieme a quello comunista, ha sempre preso le parti dei cacciatori. Una razza per fortuna in via di estinzione, ma che continua a fare danni.
L’ultimo esempio di fanatismo venatorio lo si è avuto con Stefano Tosi, sindaco di Verona, che ha pensato bene di emanare un’ordinanza che consentiva l’abbattimento dei lupi (oltre che degli altri selvatici) “per legittima difesa” o “stato di necessità”. Nessun riferimento ovviamente alla normativa oltre che nazionale europea che protegge il lupo, così come nessun riferimento ad episodi specifici in cui le persone siano state aggredite da lupi. Semplicemente perché tali episodi non ci sono. Né nel comune di Verona, né in altre zone d’Italia. Cosa ha ottenuto Tosi con questa ordinanza? Sicuramente una fama che prima non aveva: era un sindaco qualsiasi. E nessuno aveva mai sottolineato che fosse anche presidente della Federcaccia Veneto. Con l’ordinanza invece si è assicurato fama perenne. Oltre alla fama, ha ottenuto una denuncia da parte del Corpo Forestale dello Stato. Fama, denuncia, e critiche anche dallo stesso Zaia, Presidente della Regione Veneto, pure lui leghista.
Pubblicità

L'annuncio copre la pagina
|
Interrompi la visualizzazione dell'annuncio
|