mercoledì 25 aprile 2018

Ue: Greenpeace, fondi finanziano allevamenti inquinanti Ong chiede di destinare i sussidi ad aziende più ecologiche

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2018/04/24/ue-greenpeace-fondi-finanziano-allevamenti-inquinanti_218f606c-c353-44d7-95bb-b32aa21d0c03.html
Un'inchiesta condotta da Greenpeace incrociando i dati dei finanziamenti diretti nell'ambito della Politica Agricola Comune (Pac) e il Registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR) "rivela come i sussidi comunitari finanzino alcuni tra gli allevamenti più inquinanti d'Europa". Per questo Greenpeace chiede all'Unione europea e all'Italia di tagliare i sussidi agli allevamenti intensivi e sostenere aziende agricole che producono con metodi...
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Un'inchiesta condotta da Greenpeace incrociando i dati dei finanziamenti diretti nell'ambito della Politica Agricola Comune (Pac) e il Registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR) "rivela come i sussidi comunitari finanzino alcuni tra gli allevamenti più inquinanti d'Europa". Per questo Greenpeace chiede all'Unione europea e all'Italia di tagliare i sussidi agli allevamenti intensivi e sostenere aziende agricole che producono con metodi ecologici.

L'associazione ambientalista spiega che "oltre la metà (51%) degli allevamenti esaminati in sette diversi Paesi dell'Ue ha ricevuto fondi per un totale di 104 milioni di euro, nonostante si tratti di alcuni tra i maggiori emettitori di ammoniaca nei rispettivi Paesi". Rilasciata da fertilizzanti o liquami, l'ammoniaca può inquinare fiumi, laghi e mari - aggiunge Greenpeace - ed è "causa inoltre di inquinamento atmosferico da particolato fine, con conseguenti impatti sulla salute umana".

L'inquinamento da ammoniaca "è solo la punta dell'iceberg", afferma Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia.

La ricerca ha preso in esame allevamenti in Italia, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Olanda e Polonia e inseriti nel Registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti a cui solo le aziende agricole che emettono più di 10 mila chilogrammi di ammoniaca all'anno sono obbligate a comunicare i dati.

In Italia, i sussidi alla Pac sono stati erogati a circa il 67% delle 739 società incluse nel registro, afferma Greenpeace ricordando che la Pac stanzia annualmente 59 miliardi di euro di sovvenzioni, circa il 40% del bilancio complessivo dell'Ue.

"Nel 2015 - anno per cui sono disponibili i dati più recenti - in Italia 874 allevamenti hanno sforato il valore soglia di 10 tonnellate annue di ammoniaca, emettendone 46.000 tonnellate", rileva l'ong spiegando che ciò rappresenta il 12,8% delle emissioni totali di ammoniaca del comparto agricolo del Paese.

In altre parole, l'87,2% delle emissioni di ammoniaca del comparto agricolo non viene registrato nell'E-PRTR".
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La microplastica inquina i sedimenti dei fondali marini anche a 2000 metri di profondità. A scoprirlo i ricercatori dell'ente nazionale australiano di ricerca Csiro che che l'hanno rilevata nel Great Australian Bight, la Grande Baia che delimita al sud gli stati del South Australia e del Western Australia. Gli studiosi ne hanno trovato i frammenti mentre analizzavano campioni prelevati a centinaia di chilometri dalla costa in uno degli ambienti marini più preziosi per la biod...
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 La microplastica inquina i sedimenti dei fondali marini anche a 2000 metri di profondità. A scoprirlo i ricercatori dell'ente nazionale australiano di ricerca Csiro che che l'hanno rilevata nel Great Australian Bight, la Grande Baia che delimita al sud gli stati del South Australia e del Western Australia. Gli studiosi ne hanno trovato i frammenti mentre analizzavano campioni prelevati a centinaia di chilometri dalla costa in uno degli ambienti marini più preziosi per la biodiversità e più isolati d'Australia. Secondo ambientalisti e scienziati, il rinvenimento dovrebbe servire da campanello d'allarme ai governi e alle grandi compagnie per ridurre l'uso della plastica e per "legiferare e incentivare" in modo da affrontare il sempre più grave problema della plastica negli oceani. Per Denise Hardesty, che ha guidato l'analisi dei sedimenti al Csiro la scoperta "rivela quanto onnipresente sia la plastica nel nostro ambiente.

Dovunque ormai gli organismi, anche in queste aree più isolate, vi entrano in contatto".

I sedimenti sono stati analizzati usando una tintura rossa che rende fluorescente la plastica sotto una luce speciale. I frammenti individuati avevano una larghezza di almeno 10 micrometri, lo spessore della lana più fina. Gli studiosi stanno ora conducendo ulteriori analisi e preparano una relazione da presentare a una rivista scientifica.

"Questa è un'ulteriore prova che il mondo deve mettere fine alla dipendenza dalla plastica e fare molto di più per impedire l'inquinamento da questo materiale", ha dichiarato James Cordwell dell'Australian Marine Conservation Society.

"L'inquinamento da plastica scorre nei nostri oceani ad un tasso allarmante, la fauna marina vi resta impigliata o la sbaglia per cibo. Una volta ingerita la plastica si attacca alle pareti dello stomaco e dell'intestino e l'animale muore di fame.

Dobbiamo impedire che la plastica raggiunga i nostri oceani ed entri nella catena alimentare", aggiunge.
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Montato al #Trasimeno il primo prototipo in #Europa di spettroradiometro automatico! Consentirà di effettuare il monitoraggio della qualità dell'acqua via satellite.

Montato al #Trasimeno il primo prototipo in #Europa di spettroradiometro automatico! Consentirà di effettuare il monitoraggio della qualità dell'acqua via satellite. #Eomores #H2020 #CnrIrea #WaterInsight #ArpaUmbria #Umbria#CuoreVerde https://twitter.com/arpaumbria/status/988770168502456320
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Montato al il primo prototipo in di spettroradiometro automatico! Consentirà di effettuare il monitoraggio della qualità dell'acqua via satellite.  https://twitter.com/arpaumbria/status/988770168502456320

Scoppio di oleodotto a mare in Indonesia. Un incendio, 5 morti, 60 km di spiaggia e 120 kmq di mare al petrolio

http://dorsogna.blogspot.it/2018/04/scoppio-di-oleodotto-mare-in-indonesia.html
Inferno petrolifero in Indonesia. Un mese fa, scoppio in mare, cinque morti e 120 kmq di oceano petrolizzato. Oggi un altro pozzo scoppia su terraferma, dieci morti.

Il ministro dell'energia di Indonesia riporta di una nave del Paraguay che e' rimasta coivolta nello scoppio di un oleodotto lungo le coste dell'isola di Borneo.
L'oleodotto si e' incendiato e sono morte di cinque persone. Nel frattempo 60 chilometri di spiaggia sono rimaste inquinate. In mare invece c'e' una chiazza di 120kmq. I cinque morti erano semplicemente dei pescatori che cercavano di spegnere l'incendio alla meno peggio.
Siamo in localita' Balikpapan e l'oleodotto, g...
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La nave Ever Judger e tutto il petrolio Il tracciato dell'oleodotto in questione, costruito nel 1988 Le chiazze di ...
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Norvegia: la petrolditta di stato Statoil cancella l'oil dal suo nome e diventa Equinor. Meno petrolio, piu rinnovabili

http://dorsogna.blogspot.it/2018/03/norvegia-la-petrolditta-di-stato.html
E poi, finalmente, anche la Norvegia cambia. La petrolditta statale decide di puntare sulle rinnovabili, cambia il suo nome da Statoil a Equinor e guarda avanti, al sole e al vento.

Per quarantacinque anni si e' chiamata Statoil ASA, ed e' la piu' grande ditta petrolifera di Norvegia, responsabile dell'enorme ricchezza del paese.
Ma ora decidono di cambiare.
Non si chiameranno piu' Statoil ma Equinor. Equi come equita', equilibrio, uguaglianza; Nor come Novergia. 
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Pontinia museo MAP INVESTIGHIAMO IL PAESAGGIO PONTINIA E IL SUO TERRITORIO Da Sabato 28 Aprile fino al 6 Maggio




Comunicato Stampa Pontinia, 20 Aprile 2018 INVESTIGHIAMO IL PAESAGGIO PONTINIA E IL SUO TERRITORIO Da Sabato 28 Aprile fino al 6 Maggio gli studenti di Architettura dell’Università Tecnica di Berlino e del Politecnico di Milano, con gli studenti di Public History della Freie Universität di Berlino, in cooperazione con il MAP Museo Agro Pontino e il Comune di Pontinia, indagheranno il territorio di Pontinia. Che cosa è un paesaggio rurale oggi? Gli studenti, coadiuvati da un team internazionale di professionisti e da esperti locali, ripercorreranno le tappe di ammodernamento delle campagne pontine, interrogandosi sul loro significato e ruolo oggi. Particolare attenzione sarà data alla percezione dello spazio, sia da parte degli abitanti che da parte degli studenti stessi. L’indagine del territorio includerà anche una ricerca con l’artista Elena Bellantoni, che condurrà il workshop I have a memory (Ho un ricordo) sulla costruzione e utilizzo di macchine fotografiche rudimentali. Nei giorni del workshop verranno proposte diverse attività aperte al pubblico e gratuite: Sabato 28 Aprile presso il Teatro Fellini di Pontinia, alle ore 18.00, ci sarà l’inaugurazione del Workshop. Il team di Berlino e Milano, con il MAP, presenterà le finalità della ricerca e le fasi del progetto. A conclusione verrà offerto un aperitivo. Domenica 29 Aprile presso il Teatro Fellini di Pontinia, alle ore 18.00, si terrà una performance interattiva con i Bhangra Brothers. A conclusione sarà offerto un aperitivo etnico. Giovedì 3 Maggio presso il Teatro Fellini di Pontinia, alle ore 18.00, verrà proiettato il film “The Harvest”, in cooperazione con il Centro Servizio per il volontariato del Lazio CERV – SPES. Sabato 5 Maggio presso il Teatro Fellini di Pontinia, alle ore 18.00, si terrà la conclusione dei lavori, con la presentazione dei primi risultati e l’elaborazioni di dati, interviste ed impressioni raccolte. Il workshop è finanziato dal DAAD - German Academic Exchange Program e fa parte delle attività di MODSCAPES – Modernist Reinvention of the Rural Landscapes, un progetto Europeo HERA (Humanity in the European Research Area). www.modscapes.com Il progetto è il secondo frutto della cooperazione tra il MAP, il Comune di Pontinia e MODSCAPES. Partner del progetto sono l’associazione Bici per l’Umanità onlus e il Teatro Fellini, che ospiterà gli studenti e tutti gli eventi pubblici. Per informazioni: Responsabile del Progetto: Vittoria Capresi vittoria.capresi@tu-berlin.de Responsabile del Progetto a Pontinia: Marianna Frattarelli marianna.frattarelli@gmail.com MAP – Museo dell’Agro Pontino Piazza J.F. Kennedy 1, 04014 Pontinia – LT sito web: www.museoagropontino.it email: info@museoagropontino.it tel. 0773 867422

San Donà, incendio Se.Fi. Ambiente oggi 23 aprile 2018 „ San Donà, devastante incendio in una ditta di smaltimento rifiuti: capannone distrutto Il rogo lunedì sera alla Se.Fi. Ambiente di via Argine di Mezzo. Sul posto personale Arpav e una quarantina di operatori dei vigili del fuoco. Il sindaco: "Chiudete le finestre"

http://www.veneziatoday.it/cronaca/incendio-sefi-ambiente-san-dona-via-argine-di-mezzo.html
San Donà, incendio Se.Fi. Ambiente oggi 23 aprile 2018

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La ditta Se.Fi. colpita dall'incendio di San Donà: "Specializzata in rifiuti speciali"
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Il rogo lunedì sera alla Se.Fi. Ambiente di via Argine di Mezzo. Sul posto personale Arpav e una quarantina di operatori dei vigili del fuoco. Il sindaco: "Chiudete le finestre"
VENEZIATODAY.IT
San Donà, incendio Se.Fi. Ambiente oggi 23 aprile 2018

Fiamme altissime hanno illuminato a giorno il circondario, preoccupando non poco i residenti. Grosso incendio lunedì sera alla Se.Fi. Ambiente di via Argine di Mezzo a San Donà di Piave. Si tratta di uno stabilimento specializzato in raccolta, trasporto, stoccaggio e smaltimento di rifiuti, anche speciali, per la provincia di Venezia.

Ingente dispiegamento di mezzi

Sul posto una decina di squadre di vigili del fuoco, oltre agli ispettori dell'Arpav e al sindaco della città del Piave, Andrea Cereser. Si è reso necessario l'intervento di 2 autopompe serbatoio, 5 autobotti di cui due cisterne ad alta capacità, un carro schiuma e la sala operativa mobile del 115. L'allarme è scattato nel momento in cui il fuoco ha iniziato a propagarsi a un intero capannone da 5mila metri quadri all'interno della ditta, situata in località Chiesanuova. All'interno dalle prime informazioni (i rilievi continueranno alla luce del sole, con il buio e l'incendio è impossibile stabilire con precisione cosa si trovasse) ci potrebbero essere oli esausti, diluenti, batterie. In mattinata è previsto un sopralluogo del Niat, il Nucleo investigativo dei pompieri, per cercare di stabilire la causa scatentante del fuoco, particolarmente violento a tratti. Le operazioni sono durate per tutta la notte.

"Chiudete le finestre"

Allo scoccare della mezzanotte tra lunedì e martedì non erano state segnalate problematicità dall'Arpav, ma le istituzioni predicano cautela: "Grazie all’uso di schiumogeni, l’incendio è stato arginato - ha dichiarato sui social il sindaco di San Donà, Andrea Cereser - Arpav sta completando il campionemento dell’aria in più punti. I dati saranno disponibili in poco tempo.
In attesa dei risultati, si consiglia di privilegiare la permanenza in luoghi chiusi, almeno nella zona di Destra Piave". Alle 9, poi, il nuovo aggiornamento: "Arpav rende noto che gli esiti delle analisi sui primi due campioni di aria, prelevati a 400 e 700 metri dal luogo dell’incendio, hanno dato esiti confortanti - ha scritto in un nuovo post il primo cittadino - Al momento, quindi, non c’è necessità di disporre misure straordinarie. Nel corso della giornata saranno effettuati altri campionamenti. Da prassi si raccomanda, a titolo precauzionale, di non consumare ortaggi coltivati entro un raggio di 500 metri sino a quando non saranno disponibili gli esiti delle analisi su queste matrici. Un grande ringraziamento a tutto il personale (vigili del fuoco, carabinieri, protezione civile, Arpav, polizia locale) che si sta adoperando per gestire al meglio questa situazione".

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Emissioni CO2 delle auto a benzina superano diesel in Europa Acea-Eea, è l'effetto della nuova tendenza del mercato

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Le emissioni di anidride carbonica prodotte dalle nuove auto a benzina in Europa hanno superato quelle delle nuove diesel a causa della crescita delle vendite di modelli a benzina. Lo riferisce l'Associazione Europea dei costruttori di auto (Acea) in base ai dati della stessa associazione e dell'Agenzia Europea dell'Ambiente (Eea). Nel complesso, precisa l'Acea, le emissioni medie prodotte dalle nuove auto nel 2017 sono cresciute dello 0,4% rispetto all'anno precedente a 118,...
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 Le emissioni di anidride carbonica prodotte dalle nuove auto a benzina in Europa hanno superato quelle delle nuove diesel a causa della crescita delle vendite di modelli a benzina. Lo riferisce l'Associazione Europea dei costruttori di auto (Acea) in base ai dati della stessa associazione e dell'Agenzia Europea dell'Ambiente (Eea). Nel complesso, precisa l'Acea, le emissioni medie prodotte dalle nuove auto nel 2017 sono cresciute dello 0,4% rispetto all'anno precedente a 118,5 grammi per chilometro. E' la prima crescita annuale dal 2010, anno in cui sono cominciate le rilevazioni.

l'Acea ricorda che nel 2017 le auto a benzina, per la prima volta dal 2009, hanno sorpassato quelle diesel. "I consumatori - ha dichiarato il segretario generale dell'Acea, Erik Jonnaert - stanno mandando un chiaro segnale: ci sono troppe barriere - mancanza di infrastrutture, problemi di affidabilità e autonomia - che impediscono ai veicoli elettrici di sostituire il diesel.

Le riduzioni di CO2 dipenderanno dalle vendite di veicoli elettrici o ad altre alimentazioni alternative".

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