lunedì 30 gennaio 2012

impianti fotovoltaici, incentivi 2012 precisazione GSE su piccoli e grandi impianti

Registro grandi impianti fotovoltaici: precisazioni dal Gse
Ai grandi impianti non iscritti, che entrino in esercizio nel 2012, incentivi dal 2013
di Rossella Calabrese
30/01/2012 - Qualche giorno fa il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha comunicato che il Registro Grandi Impianti fotovoltaici non si aprirà per il secondo semestre 2012 (leggi tutto http://www.edilportale.com/news/2012/01/normativa/non-si-aprir%E0-il-registro-grandi-impianti-per-il-2%B0-semestre-2012_25616_15.html).
Giovedì scorso, a seguito delle numerose richieste di delucidazioni pervenute, il GSE è tornato sull’argomento con alcune precisazioni.

In primo luogo, la non apertura del Registro per il secondo semestre 2012 - spiega il GSE - deriva dall’applicazione di una specifica disposizione contenuta nel DM 5 maggio 2011 che non ha ripercussioni sui “piccoli impianti” i quali, salvo eventuali modifiche della normativa, potranno accedere agli incentivi per essi previsti.

Ai “grandi impianti” già ammessi nelle precedenti graduatorie nei limiti di costo sarà riconosciuta, qualora conformi alla normativa di riferimento, la tariffa incentivante vigente alla data di entrata in esercizio dell’impianto.

Ai “grandi impianti” che, pur non iscritti nel Registro, entrino in esercizio nel 2012, gli incentivi potranno essere riconosciuti, sussistendone i requisiti, a decorrere dal 1° gennaio 2013. Per tali impianti - i quali potranno fare richiesta di ammissione agli incentivi a partire dal 1° gennaio 2013 - ai fini della determinazione della tariffa spettante, sarà individuata una data convenzionale di entrata in esercizio, coincidente con il primo giorno del semestre in cui è presentata la richiesta di incentivazione al GSE.

Infine, per i “grandi impianti” a concentrazione (Titolo IV del DM 5 maggio 2011) e quelli integrati con caratteristiche innovative (Titolo III del DM 5 maggio 2011), il riconoscimento degli incentivi non è subordinato all’iscrizione al Registro.
(riproduzione riservata)http://www.edilportale.com/news/2012/01/risparmio-energetico/registro-grandi-impianti-fotovoltaici-precisazioni-dal-gse_25665_27.html

Pontinia: pagheranno l'ICI e L'IMU i proprietari delle aree edificabili?

delibera di giunta comunale n. 12 del 24 gennaio 2012
Atto di indirizzo politico-amministrativo

LA GIUNTA COMUNALE

VISTA la nota sottoscritta dal Responsabile del Settore Finanziario del 10.01.2012 prot. 318 avente ad oggetto una comunicazione in merito alla necessità di determinare periodicamente e per zone omogenee il valore delle aree fabbricabili e dei terreni agricoli dal 2007 ad oggi;

RITENUTA la necessità di individuare un consulente tecnico esterno che possa rapidamente predisporre un elenco che evidenzi tutte le aree fabbricabili su base catastale con la relativa zonizzazione prevista dal PRG;

VISTO l’art. 4 del Regolamento comunale in materia di ICI che dispone la periodica determinazione dei suddetti valori attraverso uno specifico provvedimento la cui adozione è possibile in quanto l’Ente ha approvato il PRG nel 1996;

Tutto ciò premesso;


DELIBERA


DI AVVIARE la determinazione dei valori delle aree fabbricabili e dei terreni agricoli dal 2007 ad oggi, conferendo specifico incarico a professionista esperto e di fiducia dell’Ente;
DI DARE MANDATO al Responsabile del Settore Urbanistico di conferire il suddetto incarico per la rapida definizione dell’elenco predisposto sulla base del PRG e s.m. che permetta l’identificazione delle singole aree su base catastale e relativi valori entro il 20 marzo;
DI DICHIARARE il presente atto immediatamente eseguibile.

la casta dei gestori degli stabilimenti balneari contro decreto liberalizzazioni

Dopo i taxi tocca alle spiagge. Ma la casta dei gestori tenta l’ultima difesa. In Europa La direttiva Bolkstein prevede che le attuali concessioni nella mani dei proprietari degli stabilimenti balneari vengano assegnate secondo i principi della concorrenza, attraverso modalità che andranno definite nei regolamenti attuativi di ogni singolo stato. Per chi lascerà la licenza, la legge prevede un equo indennizzo. Ma rimane il dubbio se varrà il valore di mercato dello stabilimento, oppure semplicemente il valore economico dell’attività esercitataSono passati quasi 50 anni da quando uscì l’album di Mina Stessa spiaggia stesso mare. Era il 1963 e i bagnini della Riviera non avrebbero mai immaginato che un giorno l’olandese Frits Bolkestein, noto per avere dato il suo cognome all’omonima direttiva sulla libera circolazione dei servizi, avrebbe messo in discussione le loro concessioni demaniali.

Al momento, in spiaggia, regna l’incertezza. In settimana si sono susseguiti incontri tra il governo e i rappresentanti delle Regioni per dipanare una situazione che per ora inibisce ogni tipo di investimento. Nessuno bagnino intende infatti esporsi, con il rischio che dopo il 2015 gli venga revocata la concessione.

Il calendario dei confronti è iniziato martedì 24, all’interno della Conferenza Stato Regioni-commissione turismo. Sono poi seguite le riunioni dell’Osservatorio parlamentare sul turismo e del Comitato permanente di coordinamento in materia di turismo, al quale hanno partecipato i presidenti delle Regioni interessate e i loro assessori.

A illustrare la posizione dell’Emilia-Romagna c’era l’assessore Maurizio Melucci: “Le regioni italiane –dichiara- hanno chiesto che il governo ci dica se ha intenzione di aprire un confronto con la Comunità europea per una deroga alla direttiva dei servizi sulle concessioni balneari. In caso risponda negativamente, chiediamo che si apra un tavolo di confronto con le associazioni di categoria, per giungere al decreto di riordino della materia a livello nazionale, come è stabilito dalla legge comunitaria”.

Il ministro senza portafoglio per il Turismo Piero Gnudi sembra dell’idea che occorra applicare la Bolkestein senza se e senza ma. Pertanto ha affermato, nel corso degli incontri, che ci saranno dei bandi per le concessioni, ma a livello regionale.

La reazione ha destato un certo turbamento sui litorali della Toscana e del Lazio, dove si concentrano gli operatori più decisi a chiedere una deroga alla direttiva europea.

Sulla Riviera romagnola intanto i bagnini hanno quasi uniformemente abbandonato una posizione che pare ormai pura utopia. Le regole ci sono e parlano chiaro. Lo ha capito, senza volersi illudere, Giorgio Mussoni, presidente di Oasi Confartigianato: “Uscire dalla Bolkestein? –si chiede. Per me è uno slogan”. “Mi piacerebbe –aggiunge- anche se non ci ho mai creduto. Abbiamo sempre detto al governo: fate un tentativo serio per ottenere clausole che non siano così rigide. Ma a tutt’oggi la Comunità non ha modificato la sua posizione di una virgola”.

Sarà compito del governo Monti cercare di dare un corretto adempimento alle ingiunzioni europee troppo a lungo disattese, cercando di tutelare allo stesso tempo la specificità dell’impresa balneare italiana.

Nella sua analisi l’assessore Melucci ritiene possibili due soluzioni: “La situazione –afferma- è necessariamente e inevitabilmente in mano del governo che ha la delega per trattare con l’Europa. Se ritiene di farlo lo dirà ai concessionari all’incontro del 23 febbraio, se no è chiaro che sarà fondamentale fare una legge quadro di riordino della materia, dove all’interno della direttiva servizi vi siano delle condizioni che salvaguardino le caratteristiche delle nostre spiagge”.

In ciò spera Confartigianato, ovvero che la legge europea sia applicata in modo elastico agli arenili italiani, che sono stati finora gestiti, per decenni, dagli stessi operatori. Dopo che il ministro Gnudi ha liquidato l’ipotesi delle concessioni per 4 anni, che renderebbe impossibile ai gestori di sostenere gli investimenti, ora si parla di un tempo più lungo, dai 6 ai 20 anni.

Ma in spiaggia non ci sono solo i bagnini. Sulle concessioni è tornato anche Ezio Filippucci, presidente dell’associazione bar ristoranti spiaggia di Riccione e lo ha fatto puntando il dito contro “un grossolano errore di geografia economica e di interpretazione dell’art. 49 commesso da una sola persona, il commissario europeo Michel Barnier”.

“I governi precedenti –continua Filippucci- non sono stati in grado di dimostrare che in Italia e in Europa ci sono ancora spiagge dove insediare nuove attività, visto che questo è il solo presupposto che ci viene contestato, per non applicare la regola che è la durata illimitata delle concessioni (art.11 dir.123/2006 CE). La libertà di stabilimento, come prevista nell’art. 49 del Trattato è quindi ampiamente garantita. Noi –conclude il presidente- chiediamo quello che il governo Monti vuole da farmacisti e tassisti, diciamo quindi sì a nuove imprese sul demanio, no all’asta di quelle già avviate”.

Nel caos della situazione presente Melucci auspica che “le scelte del governo siano rapide in un senso o nell’altro”. “Per quest’estate –afferma- ci sarà ancora una discreta tranquillità, dato che la proroga delle concessioni arriva fino al 2015, ma dobbiamo attrezzarci rapidamente: in questa situazione si assiste al blocco totale degli investimenti”.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/28/liberalizzazioni-dopo-taxi-tocca-alle-spiagge-bagnini-deroghe-alla-legge-europea/187163/

il patto di oltre 100 sindaci per il bene comune: Monti come Berlusconi

“Monti come Berlusconi”. I sindaci del Sud (con Vendola) rompono il fronte pro-tecnici Al meeting per il "bene comune", partono critiche al governo dagli amministratori locali. De Magistris: "Io vedo solo poteri forti". Zedda: "Non c'è differenza dal precedente governo". Emiliano (Pd): "Il mio partito dice che queste liberalizzazioni sono il nuovo Risorgimento. Non sono d'accordo"Gli amministratori del Sud fanno rete e animano l’opposizione alle politiche del governo Monti e all’unanimismo che lo sostiene. Da Napoli, in nome della difesa dei beni comuni – acqua, trasporti, scuola, territorio – dall’assalto delle privatizzazioni, il sindaco Luigi de Magistris rilancia lo spirito ‘arancione’ che è stato alla base del suo successo e debutta come aspirante leader nazionale. “Si può essere rivoluzionari governando – ha affermato de Magistris in un teatro Politeama gremito – mentre questo esecutivo è un arroccamento dei poteri forti contro le istanze di cambiamento che provengono dalla società. Le politiche di Monti sono quelle di Berlusconi, mentre da qui, dal nostro esempio di democrazia partecipativa e dal basso, devono nascere modelli economici alternativi al liberismo, anche perché i partiti hanno perso il compito di trasformare la società. Nel 2013 dobbiamo andare al governo del Paese non per difendere gli interessi dei Marchionne, ma quelli di Antonio De Luca”, l’operaio della Fiat ‘mobbizzato’ perché iscritto alla Fiom. E anche se a margine del Forum dei Comuni per i beni comuni de Magistris assicura che al momento non intende ‘uscire’ da Napoli, l’iniziativa di raggruppare quegli amministratori locali capaci di saldare politica e movimenti può essere un interessante preludio a qualcosa di più ampio. De Magistris ha promesso che tornerà su questi temi attraverso una Festa dei Beni Comuni da organizzare alla Mostra d’Oltremare, dove “nel 1976 parlò Enrico Berlinguer”.

Circa duemila persone hanno partecipato ai quattro forum tematici al Maschio Angioino e al dibattito finale al Politeama. Assenti – ma almeno ufficialmente giustificati – gli amministratori del centro-nord: Nicola Zingaretti (presidente della Provincia di Roma), Giuliano Pisapia (sindaco di Milano), Virginio Merola (sindaco di Bologna) e Giorgio Orsoni (sindaco di Venezia). Sono invece regolarmente intervenuti il governatore della Puglia Nichi Vendola e i sindaci Massimo Zedda (Cagliari) e Michele Emiliano (Bari).

“Abbiamo bisogno di politica, e non di invocare specialismi o tecnici che è un’idea di destra, autoritaria”, ha detto Vendola, lanciando “un appello da lanciare a tutti gli amministratori, bisogna scambiarsi le buone pratiche, le proprie esperienze e fatiche, ognuno alle prese con il proprio Patto di stabilità. È propagandistica l’idea che la liberalizzazioni possano trascinarci fuori dalla crisi, mentre l’Italia precipita in quel buco nero che è il -2,2% di Pil previsto dal Fondo monetario internazionale Questa giornata – ha proseguito – è un seme buono che può dare speranza per la costituzione di un processo alternativo che sia l’osmosi tra politica e movimenti. L’unità a sinistra sia tra questi due elementi, non dei vertici”.

Secondo Zedda “in questo momento c’è al governo un galantuomo che però sta facendo le cose che farebbe Berlusconi, e il solco sociale si accentua”. Ed Emiliano, ultimo dei sindaci a parlare prima di de Magistris, ha aggiunto: “Noi siamo qui e vediamo il mondo da sud. Ed ascoltare il vice segretario del mio partito (il pd Enrico Letta, ndr) che dice che le liberalizzazioni di Monti, ovvero qualche taxi in più e qualche farmacia aperta qualche ore in più, sono ‘l’inizio del risorgimento italiano’, mi fa pensare che forse siamo nella confusione delle parole. Io dico no a un sistema che vuole distruggere meccanismi che abbiamo costruito con lacrime e sangue. E credo che dobbiamo utilizzare un modello di partecipazione diverso da quello penoso dei tesseramenti”.

Dai forum, coordinati da alcuni degli assessori della giunta de Magistris, sono emersi gli indirizzi politici dei movimenti e delle associazioni che si riconoscono nel progetto di democrazia partecipativa: difendere le volontà referendarie dai tentativi di privatizzazione dei servizi idrici, trasformare le spa dei servizi pubblici essenziali in società di diritto pubblico, ripartire sul territorio con le tre “r” (riutilizzo, riciclo, riqualificazione), incrementare gli investimenti nel welfare e nel sociale e disincentivare gli interventi in sicurezza che spesso si trasforma in repressione. Un no deciso agli eccessi dei patti di stabilità, che hanno trasformato i Comuni in ostacoli allo sviluppo economico. Numerose le attestazioni di solidarietà alle tante lotte che serpeggiano sul territorio nazionale: ai No Tav, ai No dal Molin, ai comitati antidiscarica di Chiaiano, Terzigno, Taverna del Re. Ed alla Fiom ghettizzata a Pomigliano d’Arco per aver osato dire no a Marchionne. Per loro ha parlato dal palco Antonio De Luca, che quasi piangeva mentre raccontava i soprusi subiti in fabbrica da capi e capetti che mentre lo vessavano gli dicevano “hai visto che è poco salutare essere iscritti alla Fiom”? Cinque minuti di applausi in standing ovation hanno seguito queste parole. “Colpisce – ha poi detto l’operaio – il silenzio della politica di fronte a quel che sta accadendo”. http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/28/monti-come-berlusconi-sindaci-vendola-rompono-fronte-tecnici/187288/

Circeo e il piano del Parco Nazionale

Ieri la Comunità del Parco nei termini di legge ha espresso parere negativo al Piano del Parco approvato dal Consiglio Direttivo il 22 dicembre scorso. Il parere, contenuto in 17 pagine, solleva vari temi alcuni dei quali hanno già ieri ottenuto risposte di merito da parte del Presidente e del Direttore del’Ente Parco.

Primo tema sollevato in via pregiudiziale rispetto ad ogni altra motivazione, è quello della Valutazione Ambientale Strategica; la Comunità ritiene che questa dovesse essere redatta dall’Ente prima dell’approvazione del Piano, mentre l’Ente (che ha comunque predisposto e trasmesso alla Regione il Rapporto Preliminare V.A.S. per meglio operare le proprie scelte) è convinto che questo sia un compito attribuito dalle norme alla Regione.

Vengono poi eccepite una serie di discrepanze tra le tavole di piano e quelle dei piani regolatori e del piano paesaggistico regionale. Rispetto a questo già nella riunione di ieri l’Ente ha specificato che le cartografie urbanistiche in questo caso hanno solo valenza conoscitiva e servono come elemento di analisi; il fatto poi di avere assunto come riferimento l’ultimo Piano Paesaggistico adottato e non approvato trova spiegazione nella scelta della Regione di sospendere il processo di pianificazione del territorio del Parco proprio in attesa del Piano, occorreva pertanto assumere nella documentazione gli elaborati regionali più recenti ed avanzati. I rappresentanti dell’Ente hanno comunque concordato che è opportuno chiarire che nelle more di approvazione del Piano queste tavole regionali, non essendo state definitivamente approvate, non possono costituire elemento di riferimento per eventuali vincoli più restrittivi.

La Comunità esprime anche un giudizio contraddittorio rispetto alla vincolistica paesaggistica: osserva infatti da un lato che si sarebbero previste norme più permissive rispetto a questa (come nel caso di Molella) e da un altro che si sarebbero introdotte restrizioni rispetto agli ambiti di sviluppo edilizio. Secondo l’Ente Parco invece, da un lato si è considerato il piano di recupero del nucleo di Molella già adottato, mentre da un altro si è cercato di condizionare il nuovo sviluppo edilizio a standard qualitativi anche di verde e spazi pubblici. Già ieri si è comunque data disponibilità a chiarire e rendere inequivocabile la vigenza dei piani regolatori, stabilita per legge, anche all’interno di alcune aree indicate e classificate come funzionali alla protezione. E’ stato questo un tema lungamente dibattuto sia in Consiglio Direttivo che in sede tecnica: come trattare un’area agricola o parzialmente edificata quando su questa un piano regolatore prevede un’ulteriore sviluppo edilizio? La richiesta della Comunità è che questa venga a tutti gli effetti classificata come un’area urbana, la scelta del Parco è stata invece di stabilire una classificazione intermedia che faccia salvo il piano regolatore ma che, definendo un preciso ambito di tutela, condizioni le modalità del nuovo edificato e lo obblighi per quanto possibile ad una serie di attenzioni ambientali che non alterino troppo la natura dei luoghi e preservino eventuali specie presenti (si pensi ad esempio alle sughere o al sistema dei fossi). Si tratta di situazioni puntuali che si possono e si dovranno certamente considerare una per una, situazioni che potranno essere poi oggetto di osservazioni anche da parte dei privati, ma certo è che all’Ente non è apparso congruo trattare come già edificate le aree su cui attualmente esiste solo una previsione edificatoria.

Le osservazioni trattano inoltre di vari altri argomenti come quello dell’applicazione del Piano Casa (per cui si chiedono zone appositamente classificate) o come il pregiudizio che il Piano arrecherebbe ad alcuni progetti (come quello di San Felice Circeo per “un collegamento meccanizzato tra il centro storico e l’area portuale” o per il sistema di parcheggi). Sul Piano Casa delle Regione il Parco si è già con chiarezza espresso, ma come si è visto in altre situazioni l’Ente non è contrario a piani di recupero puntualmente indicati e programmati purché questi non si trasformino in piani mascherati di sviluppo edilizio al di fuori dei piani regolatori; in relazione ai progetti puntuali, quando questi muovono da esigenze reali e quando non portino volumetrie aggiuntive e siano realizzati nel rispetto dei luoghi, questi possono ben trovare compatibilità con gli elaborati di Piano.

“Come era da aspettarsi, il dibattito sul Piano si è concentrato sull’edilizia, sul mattone.” ha commentato il Presidente dell’Ente Parco Benedetto “La gran parte dei commenti presentati è a questo funzionale. Ieri la Comunità ha rifiutato l’ipotesi di avere una proroga dei termini per esprimere il parere, ha rifiutato cioè il solo deposito delle osservazioni puntali finalmente giunte per consentirne l’analisi ed un eventuale accoglimento di queste. Si è scelto di sottolineare la posizione degli Enti locali con un parere negativo che, a differenza di altri documenti sempre della Comunità del Parco, non fa mai cenno alla condivisione degli obiettivi di conservazione o ad alcune soluzioni positive individuate per tutte le aree di pregio ambientale e non solo. Molte delle osservazioni fatte sono accoglibili e certamente si sarebbero potute fare prima gestendole in modo propositivo, invece vengono oggi usate per motivare un dissenso che come tutti sanno ha una natura solo politica. Se così non fosse avremmo visto i rappresentanti degli Enti locali presenti in Consiglio Direttivo dell’Ente e non invece essere assenti da anni, avremmo avuto dai Comuni un atteggiamento collaborativo nelle fasi di scrittura del Piano e non invece una partita tattica, di attesa ostruzionistica, che ha poi visto tutti muoversi precipitosamente solo quando ci si è accorti che il Piano davvero sarebbe stato approvato entro i termini ampiamente dichiarati”

“E chiaro che, per com’è scritto il parere” continua Benedetto “viene sostanzialmente preannunciata un’impugnativa del Piano per la Valutazione Ambientale Strategica, ma altrettanto chiaro è quanto tutto ciò sia strumentale. Si tratta di un balletto procedurale che avviene dopo una costante, reiterata, cocciuta, rinuncia ad un percorso costruttivo dove la politica locale non ha mai voluto riconoscere all’Ente un ruolo positivo e pretendeva che il Parco scrivesse sotto dettatura i propri atti. In questo senso il parere di ieri è stato scritto mesi e mesi fa: la Comunità del Parco aveva espresso parere negativo sul primo documento di piano, ha rifiutato la regolamentazione dei laghi, ha risposto con infinito ritardo agli atti di piano sollevando eccezioni di ogni tipo, ha mischiato il momento della condivisione delle linee di piano con quello delle osservazioni puntuali, ha cercato di ritardare in ogni modo il processo di pianificazione e basta vedere gli atti per ricostruire tutto ciò. Cosa c’era dunque da aspettarsi? Poiché comunque noi siamo assolutamente consapevoli che se il Piano non procede a rimetterci per primi sono i cittadini” conclude Benedetto “essendo solo ora arrivate osservazioni puntuali, assumeremo quanto di condivisibile c’è nel parere espresso prima di inviare il Piano in Regione. Se poi qualcuno deciderà di impugnarlo comunque bloccando così un percorso che porta finalmente chiarezze, semplificazioni e regole per tutti, si assumerà certamente una grave responsabilità rispetto la collettività”.
http://www.radiowebitalia.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=74432:la-comunit%C3%A0-del-parco-esprime-parere-negativo-al-piano

domenica 29 gennaio 2012

Pontinia, colazione al Museo, cinedocuforum e associazioni

Da ieri in edicola su Il settimanale di Latina nella pagina di Pontinia:
Questa mattina dalle 10,30 colazione al museo (di Gianpaolo Danieli).
Ore 17 cinedocuforum sull'attività di Emergency "domani torno a casa" proiezione gratuita al Fellini, segue dibattito.
Da martedi 31 gennaio dalle 20.30 Giovanni Romano e il corso di fotografia

Oggi ore 16,30 a Sabaudia, la strada del riciclaggio, 3 storie da Sabaudia, Sud America e L'Aquila

Ricevo da Libera e pubblico
“Tutto il mondo è paese: la strada d’oro del riciclaggio, tre storie
da Sabaudia al Sud America passando per il terremoto dell’Aquila”.

E’ una domenica pomeriggio diversa, quella proposta dal presidio di
Libera “Giancarlo Siani” di Sabaudia, un invito rivolto a tutti per
parlare attraverso tre racconti, del territorio anche partendo da
esperienze che vengono da lontano e che poi riportano in Italia, nella
nostra regione, in provincia di Latina e a Sabaudia. “Tutto il mondo è
paese”, un detto ma anche una verità soprattutto se si affronta la
tematica del riciclaggio del denaro sporco e di come la mafie piazzino
i loro investimenti in una sorta di Risiko. All’incontro che si terrà
a partire dalle 16.30 presso il salone parrocchiale della Santissima
Annunziata a Sabaudia parteciperanno dei relatori d’eccezione. Si
comincerà con la testimonianza del coordinatore provinciale di
Legambiente Marco Omizzolo, in anticipazione del dossier di
Legambiente sui rifiuti ed in modo particolare sulla discarica di
Borgo Montello. Un impegno che va avanti da anni quello di Omizzolo
come pure del Circolo Larus, una lente di ingrandimento sugli
investimenti che vengono fatti a Sabaudia. Seguirà il racconto del
giornalista Angelo Venti autore di importanti inchieste sul terremoto
dell’Aquila nonché del dossier sugli investimenti da parte delle mafie
nel post ricostruzione. Conosciuto anche per la sua partecipazione nel
film Draquila di Sabina Guzzanti, Angelo Venti traccerà una linea che
dall’Aquila porterà anche a Sabaudia. L’incontro si concluderà con la
testimonianza di don Tonio Dell'Olio, membro dell'ufficio di
presidenza e responsabile del settore internazionale di Libera. È
direttore della rivista Caposud. In passato è stato coordinatore
nazionale (1993 - 2005) e membro del consiglio nazionale (1993 - 2009)
di Pax Christi - movimento cattolico internazionale per la pace.
Attualmente è membro dei direttivi del CIPAX (Centro
Interconfessionale per la pace) e della Tavola della pace. Racconti di
narcos e di storie geograficamente lontane quelle di don Tonio ma
anche di come le mafie, all’estero organizzino i traffici per
l’Italia. Una figura importante quella di don Tonio, una sorta di
ponte con altre culture. Ha coordinato, tra le altre, la mobilitazione
per la difesa della legge 185/90 per il controllo del commercio delle
armi, è stato portavoce della Campagna per la pace in Sudan, ha
promosso la Rete Disarmo e tra i promotori della Campagna Italiana
contro le Mine. Ha organizzato incontri e momenti di dialogo tra
rappresentanti di diverse tradizioni religiose come contributo delle
fedi alla costruzione della pace, fra cui il forum “Il cammino di
liberazione delle fedi del Mediterraneo” tenutosi a Bari nel dicembre
2005. Ha contribuito all'organizzazione di molte mobilitazioni in
difesa dei diritti umani, contro la guerra e per il disarmo. Come
membro della Tavola della Pace, ha contribuito a organizzare le
edizioni dell'Assemblea dell'ONU dei popoli. Inoltre, don Tonio è
stato cappellano del carcere di massima sicurezza di Trani e in quel
contesto ha approfondito sul campo le dinamiche legate alla cultura
delinquenziale e alle grandi famiglie criminali. Ha operato in
quartieri segnati da degrado e marginalità come i Quartieri Spagnoli
di Napoli, dedicandosi ai minori e al recupero dei tossicodipendenti,
anche attraverso la fondazione del Centro Giovanile Metropòlis a
Bisceglie. Il pomeriggio si concluderà con un aperitivo realizzato con
i prodotti di Libera Terra dalle terre confiscate alle mafie.
L’ingresso è libero e aperto a tutti.

Pontinia Cinedecoforum Domani torno a casa con Emergency

Al via, per il secondo anno consecutivo, la serie di incontri di Cinedocuforum organizzata dall’associazione culturale Cantiere Creativo di Pontinia. Con il patrocinio del Comune, la manifestazione si terrà presso il Teatro Fellini di Pontinia e toccherà tematiche ormai care all’associazione come l’ambiente, il sociale e l’arte.

Primo appuntamento previsto per Domenica 29 Gennaio, ore 17:00, con la proiezione del film “Domani torno a casa”, film che documenta l'attività umanitaria di Emergency in luoghi come Afghanistan e Sudan. Il film diretto da Fabrizio Lazzaretti e Paolo Santolini, è la speranza di una vita normale, quella sperenza di cura e assistenza che l'Associazione umanitaria fondata nel 2004 da Gino Strada, vuole in quelle terre martoriate dalla guerra. A seguire l'intervento del gruppo territoriale Emergency di Cisterna-Latina il quale ci aggiornerà sulle ultime innescando un dibattito con il pubblico.http://cantiere-creativ.blogspot.com/

Pontinia il comune dopo aver attaccato l'agricoltura ora tenta di difenderla

PONTINIA Latina Oggi 28 gennaio 2012
Coltivatori, presto l’incontro in Comune
PRESTO l'assessore all'Agricoltura Ramati d'intesa con il Sindaco Tombolillo e il Presidente della Commissione Boschetto, riunirà a Pontinia i responsabili delle Organizzazioni e Associazioni agricole per discutere la situazione generale dei vari comparti che a Pontinia in particolare, riguardano la zootecnia, l'orticoltura e il turismo legato all'agricoltura.
Secondo Ramati, con l’inizio del 2012 si stanno registrando segnali di ripresa come dimostrano i dati forniti dall'Istat che danno in calo il numero delle imprese agricole e in aumento la loro superficie. Inoltre, le imprese che sopravvivono mantengono un importante ruolo occupazionale. Tuttavia, osserva Ramati, il decreto SalvaItalia minaccia di impattare negativamente sul costo del lavoro in agricoltura per via degli aumenti dei contributi previdenziali per coldiretti e imprenditori agricoli. Ramati cita la recente legge regionale n.107 che introduce misure a sostegno delle eccellenze produttive laziali incoraggiando lo sviluppo di sistemi di qualità e di tracciabilità attraverso un marchio di qualià a garanzia dell'origine dei prodotti Made in Lazio.
Quest' ultima rappresenta una misura importante , c o n s i d e r a t a l'insopportabile globalizzazione dei prodotti agricoli e agroalimentari che arrivano dall'estero, spesso soggetti anche a scarsi controlli. A.S.

Pontinia, i tagli di Donnarumma e la cultura senza sede, appello associazioni

Cultura senza «sede», l’appello Latina Oggi 28 gennaio 2012
DOPO l’attrito tra l’amministrazione e le associazioni di Pontinia per il ventilato taglio delle risorse economiche, adesso sono proprio le varie associazioni a reclamare un luogo comune dove potersi riunire. Bisogna dire, in maniera oggettiva, che la città di Pontinia dimostra, giorno dopo giorno, di possedere una vera e propria risorsa nelle attività delle organizzazioni associative nate in città.
Realtà che operano sia ne ll’ambito sociale, culturale e sportivo. Il prossimo 4 febbraio è fissato l’appuntamento della Pro Loco presso il teatro parrocchiale. Il primo luogo a cui i rappresentati delle associazioni hanno pensato sono stati gli spazi
dell’ormai ex Museo della Malaria. In attesa che si concretizzi il progetto della ex Hilme, a lunga scadenza, l’ex Museo della Malaria sarebbe un luogo ideale per le associazioni. R.A.C.

in arrivo la più grande tempesta solare

Eruzioni solari, cosa succede adesso?
Sulla Terra starebbe per scatenarsi la più grande tempesta solare dal 2005. Lo rivelano i telescopi che hanno visto il Sole emettere una fiammata improvvisa classificata di potenza M9, cioè appena poco al di sotto della massima energia. Le particelle cariche scagliate verso la Terra sono conosciute come “espulsione di massa coronale”, o CME, e dal picco dell’ultimo ciclo solare di 11 anni non se ne era più verificata una così intensa. Le grandi tempeste solari avvengono di solito in seguito a un percorso abbastanza (ma non del tutto) coerente nel tempo.

Il video con le aurore boreali durante le ultime tempeste solari http://www.ilsussidiario.net/News/Scienze/2012/1/25/TEMPESTA-SOLARE-E-la-piu-forte-degli-ultimi-anni-il-caso-delle-aurore-boreali-video-/235309/

Come scrive The Atlantic, la tempesta solare causerà problemi per alcuni satelliti e renderà più belle le aurore boreali nelle regioni artiche vicino ai poli magnetici della Terra. Su una scala che va da S1 a S5, la perturbazione magnetica in arrivo si colloca al livello S3. Che cosa avverrà nei prossimi mesi? Per rispondere, occorre ricordare che nel 1859 si verificò una tempesta solare così potente che i telegrafi funzionavano senza bisogno di batterie. E’ un po’ come se, per fare un paragone con i giorni nostri, l’aria incominciasse a ricaricare gli iPhone senza bisogno di inserire il trasformatore.

La scoperta: La luce verde invisibile per 50 miliardesimi di millisecondo http://www.ilsussidiario.net/News/Scienze/2012/1/18/FISICA-Luce-verde-invisibile-Ma-solo-per-50-miliardesimi-di-millisecondo/234522/

Come raccontò al New York Times un operatore del telegrafo dell’epoca, “abbiamo osservato l’influenza sulle linee fin dal momento di iniziare le nostre attività, alle 8 in punto, ed è proseguita con una tale intensità fino alle 9.30 da costringerci a disinserire le batterie da ciascuno dei due capi della linea e a lavorare utilizzando la sola corrente atmosferica”. Un operatore di Boston scrisse via telegrafo a un destinatario di Porland: “Le mie batterie sono disconnesse, e stiamo lavorando con la corrente aurorale. Come ricevi i miei messaggi?”. E la risposta fu: “Meglio di quando abbiamo le batterie in funzione”.
http://it.notizie.yahoo.com/eruizioni-solari--cosa-suucede-adesso-.html

sabato 28 gennaio 2012

Lazio, ecco la circolare esplicativa sul piano casa

http://www.lucianociocchetti.com/wp-content/uploads/2012/01/DGR-prop-25383.pdf
CIRCOLARE ESPLICATIVA DEL PIANO CASA

27/01/2012 - Care cittadine e cittadini, vi informaimo che da oggi è possibile scaricare qui la circolare esplicativa : “Piano Casa della Regione Lazio. Primi indirizzi e direttive per la piena ed uniforme applicazione degli articoli 2, 3 e 6 della l.r. Lazio n. 21/2009, come modificati, integrati e sostituiti dalla l.r. Lazio n. 10/2011”. L'approvazione della circolare conferma l'impegno della regione Lazio nel perseguire la piena operativizzazione del Piano Casa come fondamentale strumento di rilancio dell'economia territoriale e, in particolare modo con questa circolare, un concreto sostegno alle famiglie che cercano una migliore soluzione abitativa.

350.org contro la centrale a carbone nel Kosovo, scrivi alla Banca Mondiale

Chers amis,

Vous pourriez déjà être au courant : la semaine dernière, le président américain Barack Obama a officiellement rejeté le projet de pipeline Keystone XL!

C'est une victoire énorme pour ce mouvement et pour la planète. Au mois de Novembre dernier, nous nous sommes réjouis lorsque le projet a été retardé d'un an - et maintenant Obama l’a totalement rejeté.

Et voici l’histoire: il ya six mois, presque tout « expert » en énergie pensait que le pipeline Keystone XL était inévitable. Mais alors notre mouvement s’est levé. Nous avons utilisé une action créative, non-violente et alimentée par le peuple pour arrêter le pipeline Keystone dans son élan.

Notre prochain objectif? Nous partons de la puissance de ce mouvement pour arrêter une centrale de charbon proposée au Kosovo. Et ce n'est pas juste du charbon, il s’agit du lignite, le charbon le plus sale de la sorte. Nous devons soutenir le peuple du Kosovo dans leur lutte pour aller au-delà du charbon et entrer dans une nouvelle phase de développement basé sur une énergie propre, renouvelable et efficacité énergétique.

Le Kosovo est un petit pays des Balkans qui regorge de la 5ème plus grande réserve de lignite dans le monde. Il ne correspond pas tout à fait à l'échelle des sables bitumineux du Canada en termes de quantité totale de charbon, mais pour un pays aussi petit que le Kosovo, la centrale au charbon proposée sur place, poussée par le gouvernement des Etats-Unis et la Banque mondiale, est très certainement leur version du pipeline Keystone XL.

Actuellement, nous avons juste devant nous une semaine pour essayer de dissuader la Banque mondiale d'aller de l'avant avec la centrale au charbon proposée. Déjà le mouvement appelant à des solutions alternatives d'énergie sur le terrain au Kosovo a gagné de l’ampleur, et il est aidé par de nouveaux rapports détaillant les alternatives propres et plus abordables disponibles pour le Kosovo. Malheureusement, la Banque mondiale et le Département d'Etat américain n'ont pas suffisamment tenu compte de ces alternatives et sont décidés à brûler ce charbon sale. C'est là où nous entrons en jeu.

Cliquez ici pour envoyer un message à la Banque mondiale en leur disant de faire marche arrière sur le charbon du Kosovo.
http://act.350.org/sign/kosovo-fr/?akid=1565.442651.l8qt1j&rd=1&t=4

Cette semaine est cruciale, car en ce moment un groupe d'"experts" de la Banque mondiale revoit la proposition et va déterminer s’il faut aller de l'avant avec le financement et le processus de planification de la centrale. Ils vont rendre leur rapport d’évaluation la semaine prochaine, et il est indispensable qu'ils sachent que notre mouvement est prêt à s'unir avec la communauté sur place pour lutter en faveur des alternatives au charbon. Nous avons besoin de donner l'alerte sur la bombe au charbon carbone du Kosovo aujourd'hui.

Cliquez ici pour ajouter votre voix appelant à de stopper le charbon au Kosovo aujourd'hui : www.350.org/kosovo-fr
http://act.350.org/sign/kosovo-fr/?akid=1565.442651.l8qt1j&rd=1&t=5

La victoire sur le pipeline Keystone XL a démontré le pouvoir de se tenir dans la solidarité à travers le monde contre l'injustice climatique. La lutte a été conduite par les communautés locales au Canada et aux États-Unis avec des centaines de Nord-Américains prêts à mettre leur corps sur la ligne et aller en prison pour la cause. Mais nous avons tous intérêt à maintenir les sables bitumineux du Canada dans le sol, et nous avons effectivement ajouté nos voix ensemble, à travers des pétitions, des photos, des en partageant des articles et mises à jour en ligne, en visitant les ambassades américaines, et plus encore. Nous avons un pouvoir énorme quand nous agissons ensemble.

Cette semaine, nous sommes debout avec le Kosovo. La semaine prochaine ou le mois prochain il pourrait être n'importe où ailleurs sur la planète. Beaucoup d'entre vous sont impliqués dans vos propres luttes climatiques locales: en combattant contre les projets de combustibles fossiles, créant de solutions locales, et en plaidant pour des politiques nouvelles qui feront avancer votre ville ou votre pays au-delà des combustibles fossiles tous ensemble. 350.org existe pour aider à catalyser, coordonner et relier ces efforts. Et quand il ya des moments critiques où ce mouvement mondial peut s'unir autour d'une cause commune - qu'il s'agisse d'arrêter le pipeline Keystone XL ou pousser à éliminer progressivement les subventions aux combustibles fossiles - nous le ferons.

Une chose est sûre: la lutte pour des solutions climatique requiert que nous travaillions tous localement dans nos propres communautés, et que nous nous unissions globalement quand nous le pouvons. En ce moment, pour le Kosovo, nous le pouvons. S'il vous plaît signer aujourd'hui.

http://act.350.org/sign/kosovo-fr/?akid=1565.442651.l8qt1j&rd=1&t=7
En solidarité,

Will et l’équipe de 350.org

P.S. Pour construire une vague mondiale contre le Keystone du Kosovo, nous avons besoin de passer le message loin - pouvez-vous prendre une seconde à partager l'action avec un peu de clics sur Facebook et Twitter? Un grand merci à l'avance.

Labaro cittadini in rivolta contro la casa Lazio nella pineta

Labaro, abitanti in rivolta
contro la "Casa Lazio" nella pineta
Via ai lavori per il palazzetto del volley di Lotito. Gli abitanti: "Difenderemo gli alberi". "Hanno segnato con la vernice rossa i pini che dovranno essere abbattuti: sono più di cento"
di PAOLO BOCCACCI
Manifesti, sit-in e striscioni tra gli alberi nella vecchia Pineta di Labaro. Iniziano i lavori per il nuovo centro sportivo della Lazio Volley, cemento per 50 mila metri quadrati, e il quartiere si ribella. "La mattina del 6 gennaio ci siamo accorti che erano stati istallati dei pali di recinzione per l'avvio del cantiere" raccontano "e il giorno seguente ci siamo recati dai vigili dell'Ufficio Tutela Ambientale e abbiamo fatto un esposto. Il progetto prevede la costruzione di un palazzetto dello sport con l'eliminazione di ben 103 alberi del parco e servizi molto invasivi come parcheggi e strade di accesso".

Subito scatta la rivolta. "All'inizio eravamo sbalorditi, meravigliati e confusi" scrivono in un blog "perché il Parco Labaro è un polmone verde caro a tutti noi ed è stato selezionato per questo progetto in quanto lo hanno considerato addirittura "area degradata". Ma come è possibile far passare questo scempio per una riqualificazione?".

E così è sorto spontaneamente un movimento di protesta guidato da un gruppo di cittadini, che, ribadiscono, "hanno a cuore il destino della pineta". Subito è stata aperta una pagina su Facebook dal titolo "Salviamo il parco dei Colli d'Oro, con un indirizzo mail per raccogliere notizie, ed è stato deciso di organizzare un presidio con il quale hanno bloccato i lavori per un giorno. "Solo il 21 gennaio gli operai hanno messo in sicurezza l'area. La campanella d'allarme è suonata però quando sugli alberi sono comparsi dei segni rossi che ne indicano chiaramente la destinazione ad essere abbattuti".

Le parole d'ordine della protesta sono dure: evitare il taglio anche di un solo pino, bloccare tutti i lavori all'interno del parco, chiedere che i cittadini siano consultati per l'utilizzo del territorio pubblico ed infine cambiare in modo definitivo la destinazione d'uso del Parco di Labaro da "area verde attrezzata" a "parco pubblico". E la battaglia è continuata con una raccolta di firme e con l'iniziativa "adotta un albero". Prossimi appuntamenti domani e sabato 4 febbraio, sempre nella Pineta.

A denunciare la vicenda del centro sportivo della Lazio Volley, ora in costruzione dopo la vittoria di un bando il 20 settembre del 2006, con la giunta Veltroni, è Legambiente Lazio. Afferma Mauro Veronesi, responsabile del Territorio dell'associazione: "É battezzato Centro Comunale, pur essendo realizzato da privati, e la durata della concessione dell'area è di 45 anni. Dov'è l'interesse pubblico nell'operazione lanciata dall'ex giunta e riconfermata da Alemanno?".

E Lorenzo Parlati, presidente regionale degli ambientalisti: "No alla colata di cemento nel verde, che tra l'altro potrebbe servire al patron Lotito per togliere metri cubi dall'"operazione nuovo stadio" sulla Tiberina e farsela così approvare".

(27 gennaio 2012)
http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/01/27/news/labaro_abitanti_in_rivolta_contro_la_casa_lazio_nella_pineta-28867337/

agricoltura, forconi laziali in marcia verso Roma

“Forconi” laziali in marcia su Roma
“Arriveremo al Circo Massimo coi trattori” "Dignità sociale" è l'ultimo arrivato tra i movimenti che si ispirano alle proteste siciliane. Alla guida l'ex carabiniere Antonio Pappalardo e Danilo Calvani, leader storico dei sindacati autonomi degli agricoltori di Latina. "Il 30 gennaio marceremo sulla Capitale"Antonio Pappalardo al megafono e dietro di lui Danilo Calvani Si chiama “Dignità sociale” ed è l’ultimo arrivato tra i movimenti che si ispirano ai “forconi” siciliani. E’ nato il 15 gennaio scorso, da un sindacato autonomo dei contadini e allevatori della provincia di Latina, il Cra – Comitati riuniti agricoltori. Alla guida hanno chiamato un ex generale dei carabinieri, Antonio Pappalardo, che ha avuto un periodo di notorietà negli anni ’90. Ha lasciato l’arma dopo aver diretto, non senza polemiche, il Cocer (il Consiglio centrale di rappresentanza dei Carabinieri, ndr) e dopo un periodo, nel 1992, come deputato del Partito socialista democratico italiano. Oggi Pappalardo – amico in passato del principe siciliano Alliata di Montereale, il nobile “nero” legato a Junio Valerio Borghese e alla massoneria deviata – si è posto alla guida delle rivolte di qualche centinaio di agricoltori del sud pontino, che già da un paio d’anni erano sul piede di guerra contro Equitalia e le quote latte.


“Dignità sociale” ha annunciato la sua marcia sulla Capitale, prevista per lunedì 30 gennaio. Alle sei del mattino una colonna di trattori e autotreni partirà da Borgo San Donato, quartiere dell’agro di Latina a pochi chilometri dalla città di Sabaudia. “Il nostro obiettivo è il Circo Massimo“, ha spiegato il generale a riposo durante il comizio di presentazione della manifestazione. Le richieste del movimento che apre le sue riunioni con l’inno d’Italia e con il segno della croce del segretario generale Danilo Calvani - leader storico dei sindacati autonomi degli agricoltori di Latina – sono chiare: “Elezioni politiche a giugno – ha spiegato Pappalardo – e avvio di un processo contro i responsabili del debito pubblico italiano”. Un programma che lunedì verrà portato, spiegano, al presidente Napolitano.

Hanno un nemico dichiarato e chiaro queste famiglie di agricoltori che si sono riunite attorno all’ex generale dei carabinieri: i sindacati di categoria. Il movimento autonomo è nato qualche anno fa con la contestazione delle quote latte, in uno stretto parallelo con le aziende di allevatori del nord Italia. Il leader contadino di Latina Danilo Calvani ha poi guidato fino al dicembre dello scorso anno una lunga occupazione del piazzale dell’Inps della capitale pontina, protestando contro le cartelle Equitalia relative ai contributi previdenziali. Poi, i primi di gennaio, l’incontro con Pappalardo e la nascita di “Dignità sociale”.

Il primo atto del movimento è una lettera inviata il 15 gennaio scorso al presidente della Repubblica, dove si annuncia la nascita di un gruppo che ha riunito «contadini e carabinieri», mentre a Latina Calvani annunciava la partecipazione anche delle «forze armate». «Sono queste le uniche istituzioni che riconosciamo», ha spiegato Calvani durante la manifestazione di giovedì, mentre per il generale non deve essere riconosciuto «un Parlamento di falliti».
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/forconi-laziali-marcia-roma-arriveremo-circo-massimo-trattori/187043/