martedì 23 maggio 2017

Pomezia dopo il rogo e la nube tossica alla ECO X niente diossina nel latte. Latina lido l'estate insicura sul lungomare, salta il presidio nautico gestito dai vigili del fuoco per i lavori sul porto di Rio Martino. La sanità può rinascere ma non certo per merito del pd, di Zingaretti e Gentiloni da loro solo slogan e passerelle. Formia per il multipiano il comune paga la curatela. Lezioni e convegni per ricordare il magistrato Giovanni Falcone


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BOOM DI PRESENZA PER IL SEMINARIO DI INAUGURAZIONE DELLO SPORTELLO TELEMATICO DELL'AMBIENTE

Il seminario di inaugurazione dello sportello telematico polifunzionale dell'ambiente ha registrato un boom di presenze: venerdì, l'auditorium della curia vescovile della Provincia di Latina ha accolto i 400 professionisti e cittadini che non si sono voluti perdere il grande appuntamento. Con il nuovo sportello è infatti possibile inviare telematicamente, quindi comodamente da casa o dal proprio ufficio, tutte le istanze di autorizzazione unica ambientale e autorizzazione integrata ambientale.
Una grande rivoluzione che semplificherà la vita dei professionisti e che, prima di Latina, aveva già adottato nel febbraio 2016 la Città metropolitana di Roma.
Sono intervenuti i funzionari della Provincia di Latina, tra cui Enrico Sorabella e Antonio Nardone che si sono alternati al tavolo dei relatori per raccontare il percorso di digitalizzazione dei procedimenti e di formazione del personale svolto negli ultimi mesi insieme ai tecnici della Soc. Globo Stefano Pabellini, Alessandra Frosio e Davide Valsecchi. 
Presente all'evento anche Eleonora Della Penna, presidente della Provincia di Latina che nel suo intervento non ha dimenticato di sottolineare quanto sono importanti i progetti di digitalizzazione per la sburocratizzazione per tutte quelle pratiche fondamentali per il settore produttivo, i professionisti, i cittadini e gli uffici per essere efficienti e competenti.

Guarda la photo gallery dell'evento.

http://www.provincia.latina.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13244

Latina, 22 maggio 2017


Ufficio Stampa Provincia di Latina
 
 

Boschi non querela De Bortoli. Il libro è in testa alle classifiche, ma di azioni legali nessuna traccia,In Edicola sul Fatto Quotidiano del 23 maggio

Il caso
Etruria, Boschi non osa querelare De Bortoli
Due settimane dopo – Nessuna traccia di denunce, ma il libro che rivela la richiesta di salvare la banca di papà è in testa alle classifiche

di Stefano Feltri e Carlo Tecce
Saldi di fine stagione di Marco Travaglio
Il nuovo idolo assoluto è Simona Vicari, senatrice ex schifaniana e ora alfaniana, ovviamente indagata per corruzione, che s’è dimessa da sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti. La Procura di Palermo la accusa di aver infilato un emendamento nella legge di Stabilità che dimezzava l’Iva (dal 10 al 5%) sui trasporti marittimi urbani in cambio di […]

Falcone oggi
“Una verità a brandelli: interessi politici oscuri tramano ancora”
Roberto Scarpinato – Il Procuratore generale di Palermo: “Ancora ombre. Gli ‘amici di Roma’ e la minaccia a Di Matteo”

di Marco Travaglio
L’intervista
“La telefonata tra i Renzi di assoluto rilievo pubblico”
Stefano Rodotà – Il professore parla dell’intercettazione uscita sul Fatto: “Non si possono qualificare come fatti privati o familiari”

di Silvia Truzzi
Campo Dall’Orto rottamato: il Cda Rai lo manda a casa
I consiglieri e la presidente di Viale Mazzini bocciano il suo piano news: “Incrinato il rapporto di fiducia”. Ora si aspettano solo le dimissioni

di To. Ro.
COMMENTI

Il peggio della diretta
Mariangela! Rai Storia e la luce della Melato
Che cos’è il talento? Intelligenza, istinto, garbo, estro. E poi? Contano di più i geni o l’ambiente? Incontrare o essere notati? Impossibile non farsi queste domande assistendo a Mariangela!, lo speciale di Fabrizio Corallo dedicato a Mariangela Melato, che tra spezzoni e ricordi di chi le fu vicino, da Lella Costa a Renzo Arbore (il […]

Di Nanni Delbecchi
Identikit
Onore a Lavia: nessuno sa chi sia, ma è dappertutto
Nella colpevole indifferenza generale, un uomo lotta per noi contro le ingiustizie. Si chiama Lavia, Mario Lavia. A prima vista potrebbe venirvi voglia di pronunciare il cognome con l’accento sulla prima “a”, magari immaginandolo parente del grande regista teatrale Gabriele. Non è così: l’accento va sulla “i”, a conferma di come l’uomo in questione tenda […]

Di Andrea Scanzi
25 anni dopo Capaci, l’Italia non è cambiata
Sono trascorsi 25 anni dalla strage di Capaci. Da quando in tanti, sentendoci in colpa per non aver fatto abbastanza per sostenere Giovanni Falcone che si era sacrificato per tutti, abbiamo avvertito il dovere di fare di più per rendere l’Italia un Paese più libero, più giusto, più onesto. Molti si sono impegnati, ognuno per […]

Di Antonio Ingroia
POLITICA

La lettera a Mattarella
Province sul lastrico, l’appello dell’Upi: “Il governo si sbrighi”
“Caro Presidente, in merito all’emergenza causata dai tagli irragionevoli ai bilanci delle Province, le scrivo per informarla che dal nostro ultimo incontro la situazione è diventata sempre più critica”: così scrive il Presidente dell’Upi (Unione delle province italiane) Achille Variati, in una lettera inviata ieri al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella quale ricorda al […]

di RQuotidiano
L’intervista
“L’Italia tradisce la promessa di redistribuire”
Enrico Giovannini – “Le risorse ci sono”, dice l’ex ministro che guida l’Alleanza per lo sviluppo sostenibile

di Ste. Fel.
Lo scontro
Manovra d’autunno, Renzi può salvarsi solo col voto
La Commissione Ue: “Serve uno sforzo sostanzioso per il 2018, rimettete l’Imu”

di Stefano Feltri
ECONOMIA

Il commento
Isis #staisereno, ci stiamo distruggendo da soli
Tecno-apocalisse – Altro che Mosul, basta un hacker contro l’occidente

di Massimo Fini
Accordi preventivi col fisco
Webtax temporanea, alla Camera via libera alla proposta Boccia
Via libera alla web-tax “temporanea” nella manovrina, in attesa di una regolamentazione internazionale sul tema. Deputati bipartisan della commissione Bilancio hanno approvato l’emendamento a prima firma Francesco Boccia (Pd), presidente della commissione. La norma prevede che le società o gli enti “che appartengono a gruppi multinazionali con ricavi consolidati superiori a 1 miliardo di euro” […]

di RQuotidiano
“Con la faccina non è suicidio”: l’assurda censura di Facebook
Leak del Guardian – Il decalogo dei “moderatori” del social

di Virginia Della Sala
ITALIA

Centinaia di iniziative per la memoria
Il ricordo della strage di Capaci e via D’Amelio parte da Palermo e unisce il Paese, coinvolgendo per tutto il giorno milioni di studenti. La collaborazione tra le piazze è stata resa possibile dai “Tavoli della Legalità”, gruppi di lavoro regionali nati dalla collaborazione tra il Miur, il Csm, l’Anac e l’Anm e vari istituiti […]

di RQuotidiano
L’intervista
“Mio fratello Rocco è morto da eroe, in 25 anni neanche una telefonata”
Michele Dicillo – Il giovane agente pugliese era nella seconda Croma con Vito Schifani

di Mariateresa Totaro
Il colloquio
“La sinistra lo attaccava e io lo portai al ministero”
Claudio Martelli – L’ex Guardasigilli socialista racconta il suo incontro e la collaborazione con Falcone, gli inizi della Procura antimafia e della Dia

di Gianni Barbacetto
MONDO

Migranti
Minniti firma l’accordo con le tribù ai confini tra Libia, Ciad e Niger
Roma – Previsti hub nel deserto per fermare il flusso

di A. Pall.
Sánchez, doppia vendetta: dopo il Psoe mette nel mirino Rajoy
Siamo l’avanguardia democratica del sistema politico in Spagna”, esordisce Pedro Sánchez davanti ai militanti accorsi nella sede del Psoe di Madrid per celebrare il suo ritorno alla guida del partito. Nella stessa sala in cui, lo scorso 1° ottobre, fu costretto a dimettersi dalla carica di segretario generale. Ci torna da vincitore, avendo ottenuto oltre […]

di E. Marisol Brandolini
Israele
Trump oltre il Muro fa piangere i palestinesi
Il presidente Usa prega sui resti del tempio ebraico: Farò la pace in Medio Oriente

di Cosimo Caridi
CULTURA

Il bilancio
I muscoli gentili di Lagioia: “Ora aspettiamo Mondadori”
Oltre 160 mila presenze. Prossima edizione dal 10 al 14 maggio 2018

di S.C.
Giuseppe Laterza – Il Salone e il futuro dell’Aie
“Agli editori non serve un altro imperatore”
“Torino ha beneficiato dell’effetto Juventus”. Giuseppe Laterza, presidente della storica casa editrice barese e romana, usa una metafora calcistica per commentare il successo del Salone del Libro. Ma il fatto che i bianconeri abbiano conquistato il sesto scudetto consecutivo nel giorno di maggior affluenza al Lingotto non c’entra. Laterza, che significa? Che il tema “derby” […]

di Stefano Caselli
SPORT

L’intervista
“Giro bucato, gli sponsor hanno mollato gli italiani”
Felice Gimondi – Quindici tappe e ancora zero vittorie: débâcle con nessun ciclista azzurro in grado di competere

di Leonardo Coen
Cesena
Nicky non ce l’ha fatta, addio al “Kentucky Kid”
Ieri è stata dichiarata la morte cerebrale del pilota americano, a cinque giorni dall’incidente in bicicletta

di PDR
Juve campione
Tutti ai piedi bianconeri, ma sono (realmente) i più forti della storia?
Sei scudetti di fila, mai prima d’ora: però ci vuole la consacrazione in Champions per raggiungere Milan e Inter

di Roberto Beccantini di  | 23 maggio 2017 http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/23/in-edicola-sul-fatto-quotidiano-del-23-maggio-boschi-non-querela-de-bortoli-il-libro-e-in-testa-alle-classifiche-ma-di-azioni-legali-nessuna-traccia/3607432/

lunedì 22 maggio 2017

discarica di Borgo Montello i progetti dei sopralzi con nuove volumetrie vanno avanti senza che il comune di Latina sia in grado di opporsi. L'intervista all'assessore all'ambiente Roberto Lessio con il fallimento della raccolta differenziata e l'istituzione di un'azienda speciale per il ciclo dei rifiuti (quando? come? con quali risorse e obiettivi?). L'intervista anche all'ad di Ecoambiente Lombardi

videoRai Regione Lazio tg3 ore 14 del 22 maggio 2017

discarica di Borgo Montello i progetti alla regione Lazio settore valutazione di impatto ambientale i cittadini di via Monfalcone sono contrari ai nuovi volumi

video
Rai Regione Lazio tg3 ore 14 del 22 maggio 2017

rogo e nube tossica Eco X a Pomezia è veramente tutto a posto? è sufficiente che le analisi (quali? effettuate dove? in quali giorni e condizioni? a quale distanza dal rogo? con quali inquinanti ricercati? in un tempo di carenza sufficiente per stare tranquilli? e in ogni caso si può stare tranquilli sempre oppure vale ancora il principio di precauzione?)

videotg Lazio tv 21 maggio 2017 

Pomezia rogo Eco X, 3. video, convegno ONA a Pomezia, intervista avvocato Bonanni

videotg Lazio tv 21 maggio 2017

Pomezia rogo Eco X, 2. video, convegno ONA a Pomezia, intervista avvocato Bonanni

videotg Lazio tv 21 maggio 2017

Pomezia rogo Eco X convegno ONA a Pomezia, intervista avvocato Bonanni

videotg Lazio tv 21 maggio 2017

Giornata Mondiale della Biodiversità, negli ultimi 100 anni in Italia scomparse dalla tavola 3 varietà di frutta su 4

L'allarme lanciato dalle associazioni ambientaliste e di categoria. E ancora: gli uccelli selvatici ad alto rischio di estinzione sono passati, in Europa, dalle 40 specie dell’ultimo decennio del secolo scorso alle 68 del periodo 2000-2010 L’abbondanza di specie è calata del 40 per cento tra il 1970 al 2000, mentre gli uccelli selvatici ad alto rischio di estinzione sono passati, in Europa, dalle 40 specie dell’ultimo decennio del secolo scorso alle 68 del periodo 2000-2010 e in Italia, negli ultimi cento anni, sono scomparse dalla tavola tre varietà di frutta su quattro. Sono questi alcuni dei numeri con cui ci si ritrova a fare i conti nella Giornata Mondiale della Biodiversità, proclamata dalle Nazioni Unite il 22 maggio. Ed è proprio l’Onu a lanciare l’allarme sul patrimonio naturale della Terra, ancora in larga parte inesplorato, eppure già pesantemente a rischio tra perdita di habitat, cambiamenti climatici, invasione di specie ‘aliene’ e consumi non sostenibili. Perché è proprio l’intervento dell’uomo ad avere gli effetti più devastanti. La perdita di biodiversità, sottolinea l’Onu, minaccia le risorse di cibo, medicine, energia e le opportunità di svago. Anche l’Italia, campione di biodiversità, deve fare i conti con alcuni pericoli, a cominciare dall’omologazione delle produzioni a livello internazionale, ma è anche vero che negli ultimi anni l’agricoltura italiana è diventata la più green d’Europa.
LE MINACCE PER LA BIODIVERSITÀ – Tra flora e fauna, sono circa 13 milioni le specie che si stima abitino la Terra, ma quelle finora conosciute dall’uomo sono soltanto quasi due milioni e si tratta, nella maggior parte dei casi, di insetti. Le Nazioni Unite ricordano, però, che l’abbondanza di specie sta diminuendo ed è calata del 40% tra il 1970 e il 2000. Consumi non sostenibili stanno risucchiando risorse, superando la capacità biologica terrestre del 20%. La metà del pianeta è stata completamente trasformata in suolo per attività umane: negli ultimi 20 anni è stata convertita una superficie pari a due terzi dell’Australia. Il tutto, mentre il 70% dei poveri del mondo vive in aree rurali e dipende direttamente dalla biodiversità per la propria sopravvivenza. Un recente studio del Wwf ha previsto che entro il 2020 le popolazioni di fauna selvatica potrebbero diminuire di due terzi dai livelli del 1970.
UNO SGUARDO ALL’ITALIA – L’Italia è uno dei Paesi europei più ricchi di biodiversità terrestre e marina. Lo confermano i recenti dati del Rapporto sullo stato del capitale naturale del Ministero dell’Ambiente: la flora vascolare è costituita da oltre 6.700 specie (il 20,4% delle quali endemiche, cioè presenti allo stato spontaneo solo nel territorio italiano) e conta circa la metà delle specie note per l’Europa. La fauna include invece oltre 58mila specie, di cui ben il 30% endemiche. Ma di circa 1.400 specie vegetali valutate, 248 risultano minacciate a vario livello e 32 sono probabilmente estinte, mentre delle 672 specie di vertebrativalutate, quelle minacciate di estinzione sono il 28%.
Una prova di quanto sta avvenendo è arrivato proprio in questi giorni dalla nuova edizione di ‘Birds in Europe 3’, un rapporto redatto dalla ong animalista Birdlife International e presentato all’Assemblea nazionale di Lipu-BirdLife Italia, che si è tenuta a Parma dal 19 al 21 maggio e che ha denunciato: “Solo in Italia si possono cacciare 5 specie minacciate”. Il risultato? Gli uccelli selvatici ad alto rischio di estinzione in Europa sono passati dalle 40 specie del periodo 1990-2000 alle 68 del periodo 2000-2010. In pratica il 70% in più in soli dieci anni. “Serve un salto di qualità nella conservazione della natura e della biodiversità” ha affermato Fulvio Mamone Capria, presidente Lipu-BirdLife Italia, ricordando che “la Commissione europea ha stabilito che è giunto il momento di applicare pienamente le direttive Uccelli e Habitat”.
COLDIRETTI: “SCOMPARSE TRE VARIETÀ DI FRUTTA SU QUATTRO” – Un altro allarme arriva poi da Coldiretti. In Italia, nel secolo scorso, si contavano 8mila varietà di frutta, mentre oggi si arriva a poco meno di 2mila e, di queste, ben 1.500 sono considerate a rischio di scomparsa anche per effetto dei moderni sistemi della distribuzione commerciale che privilegiano le grandi quantità e la standardizzazione dell’offerta. “L’omologazione e la standardizzazione delle produzioni a livello internazionale – spiega Coldiretti – mettono a rischio anche gli antichi semi della tradizione italiana sapientemente custoditi per anni da generazioni di agricoltori”. La perdita di biodiversità riguarda l’intero sistema agricolo e di allevamento con il rischio di estinzione che si estende dalle piante coltivate agli animali allevati. Non va dimenticato, comunque, che l’agricoltura italiana ha invertito la rotta negli ultimi anni. “L’Italia – ricorda Coldiretti – è l’unico Paese al mondo con 4.965 prodotti alimentari tradizionali censiti, 291 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, ma è anche leader in Europa con quasi 60mila aziende agricole biologiche e ha fatto la scelta di vietare le coltivazioni Ogm e la carne agli ormoni a tutela della biodiversità e della sicurezza alimentare”. Grazie all’impegno degli allevatori, nel nostro Paese, sono state salvate dall’estinzione 130 razze allevate tra le quali ben 38 di pecore, 24 di bovini, 22 di capre, 19 di equini, 10 di maiali, 10 di avicoli e 7 di asini. “Una azione di valorizzazione – continua l’associazione – che si estende anche alle specie vegetali con la riscoperta dei frutti dimenticati del passato come la pera cocomerina, le giuggiole o il corbezzolo e di grani antichi come il Senatore Cappelli che dopo aver rivoluzionato la produzione di pane e pasta in Italia, ha rischiato di sparire, ma adesso torna sulle tavole italiane grazie alla Società Italiana Sementi con capitale 100 per 100 italiano detenuto dagli agricoltori attraverso i Consorzi Agrari”. di  | 22 maggio 2017 http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/22/giornata-mondiale-della-biodiversita-negli-ultimi-100-anni-in-italia-scomparse-dalla-tavola-3-varieta-di-frutta-su-4/3601119/

Fluorsid, inquinate altre aree. Confessano due arrestati: “Seppellito anche un camion nella cava di Monasti

succede che si scoprano i rifiuti interrati in modo illegale, capita dove si cercano Fluorsid, inquinate altre aree. Confessano due arrestati: “Seppellito anche un camion nella cava di Monastir”L'inchiesta, che ha portato in carcere i vertici della società di proprietà di Tommaso Giulini, patron del Cagliari calcio, hanno anche innescato polemiche e tensioni anche politiche. Il ruolo della Regione “azionista dormiente” e controllore della salute pubblica
di Monia Melis | 22 maggio 2017 
La lista delle “discariche” abusive nell’inchiesta sull’inquinamento provocato, secondo la Procura di Cagliari dalla Fluorsid, si allunga: oltre all’area della fabbrica e al cantiere di Terrasili, nel Comune di Assemini, si è aggiunta la cava di Monastir, citata nell’ordinanza: undici ettari sequestrati dal Corpo forestale lo scorso giovedì. Lì ci sarebbero scarti di lavorazione mischiati (altra attività vietata) comprese sostanze molto pericolose “mortali” come il fluosilicato, in mezzo a cimiteri di gomme, centinaia di estintori e persino un camion. Informazioni arrivati agli inquirenti dopo gli interrogatori di alcuni arrestati. L’inchiesta, che ha portato in carcere i vertici della società di proprietà di Tommaso Giulini, patron del Cagliari calcio, hanno anche innescato polemiche e tensioni anche politiche. Il blitz del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Sardegna ha portato cinque giorni fa in carcere cinque persone (più due ai domiciliari) tra cui i dirigenti della fabbrica, leader a livello internazionale, nella produzione di derivati del fluoro.
Le accuse: associazione a delinquere, disastro ambientale e inquinamento
In sostanza il piano per avere “più profitto” implicava azioni sistematiche “sconcertanti” che aggiravano le norme ambientali. Per anni, secondo la ricostruzione della Procura di Cagliari – pm Marco Cocco-,  la Fluorsid, alle porte di Cagliari, inquinava l’aria, la terra e le falde acquifere. Oltre alle polveri continue, si sversavano fanghi acidi nella laguna (protetta) di Santa Gilla e si nascondevano, interravano, rifiuti speciali e pericolosi. Tra queste pratiche rientra lo smaltimento delle lastre di eternit, scomparse sotto terra; un’area – si legge nell’ordinanza della gip Cristina Ornano – vasta 13.500 metri quadri, pari a quella di un ipermercato di grandi dimensioni. Tra gli arrestati un operaio e un capocantiere della ditta di appalto Ineco di proprietà di Armando Bollani (anche lui in carcere). Due di loro (ora ai domiciliari): Simone Nonnis, 42 anni, ex dipendente, e Marcello Pitzalis, 43 anni subentrato al primo come capocantiere, hanno rilevato durante gli interrogatori successivi di aver nascosto dei rifiuti in terreni procurati apposta e pure “in altri siti” oggetto di nuove indagini e probabilmente già individuati. La lista delle “discariche”, quindi, si allunga: oltre all’area della fabbrica e al cantiere di Terrasili, nel Comune di Assemini, si è aggiunta la cava di Monastir, citata nell’ordinanza: undici ettari sequestrati dal Corpo forestale lo scorso giovedì. Lì ci sarebbero scarti di lavorazione mischiati (altra attività vietata) comprese sostanze molto pericolose “mortali” come il fluosilicato, in mezzo a cimiteri di gomme, centinaia di estintori e persino un camion. Tutto nascosto con ruspe e camion. Nelle intercettazioni tra Nonnis e un altro operaio si parla proprio di quella cava e di un laghetto, un piccolo bacino naturale, prosciugato a furia di buttar dentro del materiale. Si legge nell’ordinanza: “In questa c… di cava c’è di tutto nascosto”. E si riferisce alla visita degli uomini della Forestale a cui Bollani aveva assicurato una bonifica. E poi ancora nella telefonata: “Appena se n’è andata la Forestale (ha detto) chiudi tutto! E l’ha fatto chiudere, capito?”.
I controlli ambientali e di salute pubblica tra Ispra e Arpas, il ruolo della Regione e il fronte dei sindaci
Dal primo momento si sono espresse le associazioni ambientaliste, da Legambiente al Grig – Gruppo d’intervento giuridico fino al Wwf. Di sabato pomeriggio è arrivata anche la posizione istituzionale della Regione (a cui fa capo il corpo regionale che ha eseguito il blitz). In una nota l’assessora regionale all’Ambiente, Donatella Spano, ha rassicurato: “Della vicenda Fluorsid negli effetti di salute pubblica e di salvaguardia ambientale ci siamo occupati fin dal principio e continuiamo a farlo concretamente, utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione”. Il punto è fondamentale anche perché, per quanto riguarda il monitoraggio di aria, acqua e suolo vicino alla fabbrica (tutt’ora attiva) nella stessa ordinanza, a pagina venti, si rimarca l’assenza nelle centraline dell’Arpas (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente Sardegna) del marcatore del fluoro o i suoi derivati. Per la gip un fatto ”significativo”, visto che si tratta di un produttore mondiale “già condannato seppur civilmente per problematiche legate all’inquinamento”. La stessa agenzia di fronte ai problemi dell’aria aveva citato in una relazione “le sabbie del Sahara”. E di fronte ad altri rilievi dell’Ispra (Istituto superiore per la ricerca e protezione ambientale) poco è cambiato. Sulla competenza così rimarca l’esponente della giunta Pigliaru (centrosinistra): “Abbiamo richiesto immediatamente all‘Ispra, di effettuare una ispezione straordinaria nelle aree della Fluorsid di Macchiareddu, che ricade in un’area Sin (sito di interesse nazionale). L’Ispra è infatti l’ente nazionale competente in materia”. Da Cagliari a Roma, insomma. E ancora sull’Arpas: “Ha svolto i controlli ambientali previsti dalla legge – dice l’esponente della Giunta Pigliari – come supporto tecnico a Ispra nelle attività di controllo ordinario dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale). L’Arpas ha anche fornito tutta la documentazione agli inquirenti”. A stretto giro erano stati i sindaci dei Comuni su cui si affaccia la Fluorsid e la laguna a chiedere “analisi e attenzione” in un documento firmato anche dal presidente del consorzio industriale, Cacip e da Massimo Zedda di Cagliari (ex Sel), Mario Puddu (M5s) Assemini, Toni Enas di Elmas e Giacomo Porcu di Uta con un’estensione al sindaco di Monastir.
Il ruolo della Regione “azionista dormiente” e controllore della salute pubblica
L’altro aspetto è quello della Regione azionista per anni della stessa Fluorsid spa, con un progetto di ampliamento rimasto poi inattuato. Prevedeva che la società di Giulini rilevasse una miniera di fluorite dell’entroterra, nel sud est Sardegna, a Silius, ferma da anni e in mano alla Regione tramite una partecipata regionale ora in liquidazione, la Fluorite Silius spa. Nel pacchetto era inclusa l’attività estrattiva e il rilancio di una laveria per il materiale– con relative concessioni – vicino ad Assemini, ancora da bonificare. A porre la questione degli assetti societari ci ha pensato il consigliere regionale Francesco Agus (Campo progressista) che chiede anche una discussione in Consiglio già da questa settimana. E sul coinvolgimento dell’Ente scrive: “Per anni azionista della società. In particolare – scrive in una nota – nonostante la Regione abbia esercitato il diritto di recesso sulle 560mila azioni Fluorsid possedute sino al 2011, queste risultano a tutt’oggi ancora depositate presso la Tesoreria”. E ancora: “I fatti al centro delle indagini della Procura di Cagliari portate avanti dal Corpo forestale e riportati dagli organi di stampa, richiedono un intervento di verifica, vigilanza e comunicazione pubblica immediato da parte delle istituzioni e della politica, parallelamente al lavoro della magistratura. La stessa preoccupazione espressa dal senatore Luciano Uras (Campo progressista), secondo cui la vicenda “Assume contorni politicamente rilevanti”. E fa un parallelo con l’Ilva di Taranto.Un’interrogazione urgente alla Camera è stata presentata dal deputato Michele Piras (Mdp). http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/22/fluorsid-inquinate-altre-aree-confessano-due-arrestati-seppellito-anche-un-camion-nella-cava-di-monastir/3602622/

Biossido d’azoto, a Milano concentrazioni fino al doppio del consentito. Le rilevazioni di Cittadini per l’aria

capita che i cittadini non si fidino delle istituzioni e degli enti di controllo: Biossido d’azoto, a Milano concentrazioni fino al doppio del consentito. Le rilevazioni di Cittadini per l’aria I dati raccolti grazie alle provette installate in giro per la città, sono stati diffusi all’indomani dell’apertura della procedura di infrazione contro l’Italia da parte della commissione europea. Su base mensile, il 96% dei campionatori ha misurato concentrazioni di NO2 medie superiori al limite di 40 microgrammi per metro cubo prescritto dalla legge su base annua
Le norme europee prevedono un limite per le sue concentrazioni nell’aria. Ma per il biossido di azoto (NO2), gas inquinante legato sopratutto ai motori diesel, quel limite a Milano è come se non ci fosse. Tanto da non essere rispettato quasi in nessuna parte della città, con concentrazioni che in alcuni punti arrivano al doppio del consentito. Ne danno prova i risultati del primo progetto di mappatura dell’inquinamento da NO2 realizzato dall’associazione ambientalista Cittadini per l’aria. I dati, che sono stati raccolti grazie alle provette installate in giro per la città da oltre 200 cittadini, sono stati diffusi all’indomani dell’apertura della procedura di infrazione contro l’Italia da parte della commissione europea, che mette in discussione le procedure di omologazione di alcuni veicoli Fiat Chrysler proprio per quanto riguarda le emissioni di biossido di azoto. Cosa vuol dire dal punto di vista pratico la circolazione di auto che inquinano più di quanto dovrebbero? E con che rischi per la nostra salute? La mappa realizzata da Cittadini per l’aria aiuta a capirlo.

I risultati: “Milano fuori legge” – Le misurazioni, che in ognuno dei 219 punti di campionamento scelti dai cittadini sono andati avanti dall’11 febbraio all’11 marzo hanno portato a descrivere una situazione che la presidente dell’associazione Anna Gerometta definisce “allarmante”. Le concentrazioni di biossido di azoto sono infatti fuori legge quasi ovunque. Su base mensile, il 96% dei campionatori ha misurato concentrazioni di NO2 medie superiori al limite di 40 microgrammi per metro cubo prescritto dalla legge su base annua.



Solo otto campionatori sono rimasti sotto il limite. Il punto con le più alte concentrazioni è risultato all’incrocio tra viale Certosa e via Monte Ceneri (89 µg/m3). Quasi un terzo dei campionatori, il 29%, ha rilevato concentrazioni medie che vanno da 60 a 80 µg/m3, mentre quattro campionatori hanno superato addirittura quest’ultimo valore: oltre a quello in viale Certosa, anche quelli posizionati in viale Bodio, viale Majno e via Porpora.

Dai risultati dei campionamenti, che hanno avuto la supervisione scientifica della vice presidente della divisione di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali della Società Chimica Italiana e ricercatrice dell’università milanese della Bicocca, Maria Grazia Perrone, è stata poi ricavata una stima della concentrazione media dell’NO2 su base annuale. E anche qui le cose vanno male: l’84% dei punti di rilevazione ha concentrazioni annue di NO2 superiori al limite di legge di 40 µg/m3, mentre solo in 35 punti su 219 il livello di concentrazione annuale è a norma.



I rischi per la salute – L’inquinamento da ossidi di azoto (NOx), di cui l’NO2 fa parte, ha come principale causa il traffico: “In particolare quello delle auto diesel. Anche le più evolute, come gli euro 5 e 6, emettono emissioni dannose per la salute”, spiega Pier Mannuccio Mannucci, docente emerito dell’università Statale di Milano ed ex primario di Medicina interna all’ospedale Maggiore Policlinico, che nel corso della conferenza stampa di presentazione dei dati ha parlato per il biossido di azoto di “killer silenzioso”. Tra le conseguenze per la salute ci sono irritazioni delle mucose, asma e bronchiti, oltre a patologie più gravi come edemi polmonari ed enfisemi. A rischio sono soprattutto gli anziani, le donne in gravidanza e i bambini, che – spiega Gerometta di Cittadini per l’Aria citando alcuni studi – a causa dell’NO2 rischiano anche di subire una riduzione delle capacità cognitive nei primi anni di vita.

Mailbombing al sindaco Sala – Il problema ha rilevanza nazionale. Lo dimostra il fatto che la procedura di infrazione avviata dalla commissione Ue per le emissioni dei veicoli Fca è solo l’ultima in tema di inquinamento contro il nostro Paese. E si va ad aggiungere alle due aperte in precedenza: per le concentrazioni in diverse città oltre soglia proprio del biossido di azoto e per quelle di particolato PM10. Ma le soluzioni vanno trovate iniziando dal livello locale. Così Cittadini per l’aria chiede al comune di Milano di prendere misure che riportino i livelli di NO2 entro i limiti di legge, come la creazione di zone a bassa emissione (LEZ – Low Emission Zone), dove non possano circolare i diesel più inquinanti. Per questo l’associazione invita i cittadini a farsi di nuovo parte attiva: questa volta attraverso un’azione di mailbombing indirizzata al sindaco Giuseppe Sala, per la quale l’associazione mette a disposizione una email standard a questo link.

@gigi_gno di  | 22 maggio 2017 http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/22/biossido-dazoto-a-milano-concentrazioni-fino-al-doppio-del-consentito-le-rilevazioni-di-cittadini-per-laria/3605678/

qualità dell'aria non sono più stati pubblicati i dati del 19 e 20 maggio della provincia di Latina centraline fisse Arpa Lazio

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http://www.arpalazio.net/main/aria/sci/

India: cancellata centrale a carbone per il sole sui tetti; entro il 2030 solo macchine elettriche

We are going to make electric vehicles self sufficient. 
The idea is that by 2030 not a single 
petrol or diesel car should be sold in the country."

Piyush Goyal, ministro del carbone, India.


A volte i cambiamenti epocali arrivano da dove meno te l'aspetti.

L'India ha forti problemi di inquinamento ambientale. Nuova Dehli e' perennemente soffocata dallo smog; durante l'autunno del 2016 venne designata come citta' piu' inquinata del pianeta. 

L'Air Quality Index -- piu' alto e' peggiore e' la qualita' dell'aria -- era di 999 il giorno 6 Novembre 2016 a New Dehli. Non si poteva andare oltre tale limite perche' anzi, il massimo dell'inquinamento e' considerato 500. Quello stesso giorno la citta' piu inquinata della Cina, Baoding, era a 298. 

Tutti a comprare maschere e purificatori, scuole chiuse, cantieri fermi, divieti al transito privato, visibilita' limitatissima, ospedali affollati di gente con problemi respiratori. La citta' tutta grigia. I livelli di PM10 di 16 volte superiori a quanto considerato sano.

Hanno pure dovuto sospendere le partite di cricket. 

Greenpeace rilacio' pure un report dal titolo "Airpocalypse"  in cui si stimavano oltre 2.3 milioni di morti l'anno per inquinamento ambientale.

E quindi e' evidente che qualcosa dovevano fare.

E cosi il 1 Maggio 2017 il ministro del carbone e delle miniere Piyush Goyal (hanno pure il ministro del carbone in India!) ha annunciato che dal 2030 *tutte* le macchine vendute in India saranno elettriche.

Tutte.

L'annuncio e' stato fatto durante il meeting dell' industria indiana a New Dehli. Il ministro ha paragonato l'iniziativa a quella presa nel 2015 per l'utilizzo di lampadine LED nel paese per abbassare i costi e migliorare l'efficenza. E adesso si passera' piu' in grande, alle automobili.

Secondo Goyal ci vorrano due o tre anni di assistenza da parte del governo, sottoforma di incentivi, ma che secondo i suoi piani, il mercato sara' perfettamente autonomo dopo il periodo iniziale di transizione.

Intanto il governo di Narendra Modi ha gia' iniziato a programmare, con il suo "Transformative Mobility Solutions for India" un programma per appunto cambiare in toto la mobilita' nel paese. 
La priorita' sara' di elettrizzare il trasporto, con stazioni di ricarica e batterie adeguate.  

Ci sara' molto da lavorare: problemi saranno i costi, la funzionalita' e la diffusione delle centraline di ricarica, l'adattabilita' del cliente indiano. Finora l'unica ditta che costruisce macchine elettriche in India e' la Mahindra.

Ad ogni modo, il piano prevede che le tasse e i tassi di interesse sulle macchine elettriche saranno abbassate, che i taxi saranno incoraggiati ad usare automobili l'elettriche. Si useranno le tasse del petrolio e della benzina per costruire stazioni di ricarica elettriche, per batterie ed altri impianti di stoccaggio energia solare. Si pensa anche di costruire batterie piccole e adattabili per i veicoli elettrici a due ruote.

Non ci sara' molto spazio per le macchine ibride, visto che l'elettrico puro e' molto piu' promettente.

Con questa mossa, l'India ha per obiettivo quello di dimezzare le importazioni di petrolio entro il 2030 e di aderire ai propri programmi stabiliti con durante l'incontro sui cambiamenti climatici a Parigi nel 2015.

Nel frattempo un mega impianto a carbone nello stato di Gujarat e' stato cancellato.
Il governo vuole concentrarsi solo sull'energia green - in particolare sul fotovoltaico sui tetti.

L'idea, l'ambizione del paese e' di arrivare ad un TeraWatt di energia dal sole e dal vento entro il 2030. 

Ora, se non ricordo male anche in Italia ogni santo Gennaio arriva la crisi smog. Quest'anno erano Torino e Milano sulle prime pagine dei giornali. Certo non sara' stato inquinato come Nuova Dehli, ma ... quali soluzioni, idee, inziative propone il governo italiano in merito?

Qual'e' obiettivo dell'Italia per il 2030? 

Perche' se lo pensa, vuole, studia, proporre l'India di andare al 100% elettrico in 13 anni, con tutti i suoi guai e con tutto il suo miliardo di persone, non lo puo' pensare, volere, studiare, proporre ... l'Italia? http://dorsogna.blogspot.it/2017/05/india-entro-il-2030-tutte-le-macchine.html

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tratto da www.ilfattoquotidiano.it