giovedì 14 dicembre 2017

Garantire le produzioni agricole, sostenere la biodiversità Il 20 dicembre 2017, al via una giornata di incontro tecnico-divulgativa sulle attività agricole, la tutela della Biodiversità e dell’ambiente acquatico nelle Zone Ramsar del Parco Nazionale del Circeo

http://www.parcocirceo.it/dettaglio.php?id=45586
Sabaudia, 11 Dicembre 2017) - Il 20 dicembre prossimo, dalle ore 9:00, presso l'Auditorium del Centro visitatori del Parco Nazionale del Circeo prenderà il via una giornata di incontro tecnico-divulgativa sulle attività agricole, la tutela della Biodiversità e dell'ambiente acquatico nelle Zone Ramsar del Parco Nazionale del Circeo dal titolo "Garantire le produzioni agricole, sostenere la biodiversità". 
La giornata di incontro è l'atto conclusivo del progetto "Adempimenti connessi all'attuazione del PAN per l'uso sostenibile dei prodotti fotosanitari, relativamente alle aree individuate ai sensi della Convenzione di Ramsar" che ha visto il Parco Nazionale del Circeo collaborare con ISPRA nelle attività sul territorio. 
Il Piano d'Azione Nazionale (PAN-DM 22/01/2014, cfr. cap.7), che stabilisce un quadro di misure per l'utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari mirando alla tutela della salute umana, dell'ambiente e della biodiversità, prevede per le aree Ramsar misure per regolamentare l'uso di prodotti pericolosi per gli ecosistemi acquatici. Pertanto il Ministero dell'ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha affidato ad ISPRA un progetto, da svolgere in collaborazione con 6 enti gestori/competenti di Zone Ramsar, per valutare l'uso dei prodotti fitosanitari, le criticità e le necessità delle aziende per realizzare un'agricoltura compatibile con la tutela della biodiversità e delle funzioni degli ecosistemi acquatici, fra cui quelli legati alla fornitura di acqua di buona qualità. Al progetto collabora anche il CREA, in particolare per l'individuazione delle misure dei Piani di Sviluppo Rurale (PSR), per lo sviluppo di un'agricoltura di qualità. Le Zone Ramsar interessate dallo studio e le aree protette in cui ricadono, sono: Lago di Sabaudia e territori limitrofi (Parco nazionale del Circeo), la Riserva Naturale/Zona Ramsar Lago di Mezzola-Pian di Spagna, Lago di Nazzano detto La Meanella (Riserva Naturale Nazzano, Tevere – Farfa), Lago dell'Angitola (nel Parco Regionale delle Serre), Laghi di Murana, Preola e Gorghi Tondi (Riserva Naturale Integrale Lago Preola e Gorghi Tondi), Stagno di Cabras. 
Nel territorio del Parco, la collaborazione con gli agricoltori - mediata egragiamente dalle principali Associazioni di Categoria, è stata proficua e ha permesso di effettuare un primo screening sulla tipologia di attività effettuata nell'area Ramsar del Lago di Sabaudia. 

Allegati:

Artico sempre meno gelido, ghiaccio marino più sottile Noaa, il 2017 secondo anno più caldo per temperatura aria

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/clima/2017/12/14/artico-sempre-meno-gelido-ghiaccio-marino-piu-sottile_8004963d-7721-474c-b1d1-b60b483bc670.html
(ANSA) - ROMA, 14 DIC - L'Artico si riscalda e non mostra segni di ritorno alla regione più gelida degli scorsi decenni: il ghiaccio marino invernale ha raggiunto livelli minimi nel 2017 e quest'anno sarà il secondo più caldo per temperatura media dell'aria. L'impietosa sintesi è dell'Agenzia americana per l'Atmosfera e gli Oceani (Noaa) che nel dossier annuale sulla regione polare evidenzia i segni di una tendenza inarrestabile al riscaldamento.

Per la Noaa l'Artico è in una "nuova normalità" caratterizzata da perdite a lungo termine nell'estensione e nello spessore della copertura di ghiaccio marino, nell'estensione e nella durata della neve invernale e nella calotta di ghiaccio della Groenlandia e dei ghiacciai artici.

Altro trend il riscaldamento della superficie marina e di quella del permafrost.

Il 2017, si legge nell'Arctic Report Card 2017, è il secondo anno più caldo, dopo il 2016, per temperatura media annuale dell'aria dal 1990: registrati 1,6 gradi centigradi sopra la media del periodo 1981-2010. Invece l'estensione massima del ghiaccio marino invernale, che viene misurata ogni marzo, è stata la più bassa mai registrata. Lo spessore del ghiaccio marino diventa più sottile di anno in anno: il ghiaccio annuale comprende il 79% della copertura, mentre il ghiaccio pluriennale il 21%. Nel 1985 il ghiaccio pluriennale rappresentava il 45% del ghiaccio marino.

Sopra la media anche le temperature della superficie marina: di 4 gradi centigradi ad agosto 2017 nei mari di Barents e Chukchi. È in aumento, dal 2003, la proliferazione di plancton nell'oceano artico, effetto dello scioglimento primaverile del ghiaccio che permette alla luce del sole di raggiungere gli strati superiori del mare. Anche la tundra è più verde: i dati satellitari indicano che nel 2015 e nel 2016 la vegetazione complessiva è aumentata.(ANSA).
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Ispra Call for papers per il rapporto sul consumo di suolo

http://www.isprambiente.gov.it/it/news/call-for-papers-per-il-rapporto-sul-consumo-di-suolo
, oltre alla presentazione dei dati aggiornati sullo stato del nostro territorio, ci sarà uno spazio dedicato alla loro discussione attraverso una selezione di alcuni contributi scientifici. Qui le info per la presentazione degli abstract
Nell’ambito dell’edizione 2018 del Rapporto ISPRA-SNPA sul consumo di suolo, oltre alla presentazione dei dati aggiornati sullo stato del nostro territorio, ci sarà uno spazio dedicato alla loro discussione attraverso una selezione di alcuni contributi scientifici.
archiviato sotto: 

Rifiuti: fatturato del riciclo in Italia 23 mld, 1% del Pil Studio, Italia ricicla 79% rifiuti, 1/a in Ue con Germania

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/rifiuti_e_riciclo/2017/12/14/rifiuti-fatturato-del-riciclo-in-italia-23-mld-1-del-pil_dbd64f53-a693-43a2-8608-2ff34c1ac2e4.html
(ANSA) - ROMA, 14 DIC - L'industria italiana del riciclo fattura 23 miliardi di euro all'anno, l'1% del Pil, e il nostro paese e' all'avanguardia in Europa in questo settore: ricicla il 79% del rifiuto raccolto, come la Germania, piu' di Francia e Gran Bretagna e piu' della media europea (51%). Nel 2016 e' aumentato il riciclo in tutti I settori, in particolare dell'alluminio, dell'acciaio e del legno. Gli imballaggi sono arrivati al 67%, l'organico al 41,2%. I dati sono emersi stamani nel corso della presentazione a Roma dello studio L'Italia del Riciclo 2017, il rapporto annuale della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile (presieduta da Edo Ronchi) e da FISE Unire (l'Associazione che rappresenta le aziende del recupero rifiuti). Il rapporto quest'anno fa il punto sui vent'anni del Decreto Ronchi, che ha regolato per la prima volta il settore industriale del riciclo, e alla vigilia del varo da parte dell'Unione europea del nuovo pacchetto sull'economia circolare.

Le aziende italiane che gestiscono rifiuti sono 10.500, con 133.000 occupati. I problemi che affrontano sono ancora notevoli. Andrea Fluttero, presidente di Fise Unire, ha elencato l'ostilita' delle comunita' locali, processi autorizzativi differenti da Regione a Regione, controlli delle forze dell'ordine frammentati e spesso non adeguati tecnicamente, scarsa ricerca a causa delle piccole dimensioni delle aziende, necessita' di un ecodesign che produca oggetti gia' pensati per il riciclo e di certificazioni che garantiscano la qualita' dei materiali riciclati. (ANSA).
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Smog: Ispra, limite PM10 superato in 34 città nel 2017 A Torino il maggior numero di sforamenti, sono stati 103

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2017/12/14/smog-ispra-limite-pm10-superato-in-34-citta-nel-2017_aad820c8-1d8a-4725-9962-7b8dea0c0c04.html
(ANSA) - ROMA, 14 DIC - Pm10 ancora oltre la norma in molte città italiane: al 10 dicembre 2017, il valore limite giornaliero è stato oltrepassato in 34 aree urbane, gran parte di queste localizzate nel bacino padano. Torino è la città con il numero maggiore di superamenti giornalieri (103).

Situazione ancora più critica per l'ozono: nella stagione estiva, sempre 2017, ben 84 aree urbane vanno oltre l'obiettivo a lungo termine. Nel 2016 il limite annuale per l'NO2 (biossido di azoto) è stato superato in 21 aree urbane, mentre va meglio per il PM2,5 (25 g/m): solo 7 città superano il limite annuale.

Questi i dati relativi all'aria, aggiornati al 10 dicembre 2017 e contenuti nella XIII edizione del "Rapporto sulla Qualità dell'Ambiente Urbano", presentato questa mattina a Roma. Il report porta la firma del Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SNPA) dell'Ispra e raccoglie i dati relativi a 119 aree urbane. (ANSA).
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In Italia cementificata metà della costa, sud il più colpito Studio Legambiente, abusi continuati anche dopo legge Galasso

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2017/12/14/in-italia-cementificata-meta-della-costa-sud-il-piu-colpito_8d8d13b0-adce-4ece-a9e0-53aa51a30bf0.html
(ANSA) - ROMA, 14 DIC - In Italia complessivamente sono 3291 i chilometri di paesaggi costieri trasformati da case, alberghi, palazzi, porti e industrie, pari al 51% del totale. In alcune Regioni i numeri raggiungono situazioni incredibili, come in Abruzzo e Lazio, dove si supera il 63%, in Liguria il 64% e in Calabria il 65%, e dove si sono salvate solo le aree meno appetibili o più difficili da aggredire, come foci di fiumi e rilievi montuosi. È questa la fotografia scattata da Legambiente e che viene raccontata nel libro "Vista mare. La trasformazione del paesaggi italiani costieri" - edito da Edizioni Ambiente e pubblicato con il supporto di Castalia.

Si tratta di una ricerca approfondita delle aree costiere e che, con analisi fotografiche e numeriche e contributi scritti, fa il punto sugli oltre 6mila chilometri di costa. Un viaggio fotografico, regione per regione, per vedere, attraverso una serie di scatti satellitari ravvicinati (con scala 1:5000), come è cambiata la costa e come il cemento, nel corso di questi anni, abbia deliberatamente invaso i litorali anche in barba alla Legge Galasso in materia di tutela paesaggistica, approvata nel 1985 e che prevede un vincolo di tutela per le aree costiere fino a 300 metri dalla linea di costa.

Dal 1985, nonostante tale legge, sono stati trasformati 302 chilometri di coste, con una media di 13 km all'anno "consumati" dal cemento, cioè 48 metri al giorno. In questi anni sono solo tre le Regioni (Puglia, Toscana e Sardegna) dove sono entrati in vigore Piani paesaggistici che davvero tutelano i territori costieri. Tra le regioni più devastate dal cemento tra il 1988 e il 2012, ci sono quelle del sud e centro Italia: la Sicilia con 65 km cementificati, il Lazio con 41 e la Campania con 29 chilometri. (ANSA).
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Con cambiamento clima uragani tipo Harvey più frequenti Studio, triplicano le possibilità di eventi con piogge record

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/clima/2017/12/14/con-cambiamento-clima-uragani-tipo-harvey-piu-frequenti_fbae153f-0757-4c38-86a8-8b943853a2e0.html
(ANSA) - ROMA, 14 DIC - Piogge record, e mortali, come quelle dell'uragano Harvey che quest'estate ha messo in ginocchio il Texas saranno più frequenti a causa del cambiamento climatico.

Secondo un'analisi degli scienziati di World Weather Attribution (Wwa) i mutamenti del clima triplicano le possibilità del verificarsi di eventi simili.

La quantità di pioggia caduta col passaggio di Harvey a Houston, in Texas, a fine agosto, indicano i ricercatori, è stata un evento raro. Ma il "global warming" lo ha reso del 15% più intenso e tre volte più probabile. In appena tre giorni è caduto su Houston e dintorni fino a un metro di pioggia. Secondo gli scienziati, simili fenomeni estremi potrebbero verificarsi più spesso anche se il riscaldamento globale fosse contenuto entro 2 gradi centigradi, obiettivo principale dell'accordo sul clima di Parigi. Senza sforzi per limitare il "global warming", invece, eventi simili potrebbero essere non tre ma dieci volte più probabili entro la fine del secolo.

Harvey ha provocato almeno 80 morti e ha lasciato senza casa più di 700 mila persone. Il costo dell'uragano in termini di danni è stato stimato in circa 180 miliardi di dollari, più di ogni altro disastro naturale negli Stati Uniti.(ANSA).
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richiesta annullamento autorizzazioni in ambito ambientale senza le garanzie finanziarie

Alla Provincia di Latina
Alla Banca d'Italia
oggetto:  richiesta annullamento autorizzazioni in ambito ambientale senza le garanzie finanziarie

Si richiede l'annullamento delle  autorizzazioni in ambito ambientale senza le garanzie finanziarie.
Secondo il Presidente del GSE, in audizione in commissione contro le ecomafie, dichiara che il 64% degli impianti è irregolare.
Alcune situazioni sono già state segnalate dalla Banca d'Italia alla Provincia di Latina per garanzie  rilasciate da società o istituti non autorizzati, come per esempio il caso della centrale a biogas di Borgo Bainsizza che, a oggi, non sarebbe ancora in possesso di garanzia accettata.
Secondo la Procura di Latina (commissione contro le ecomafie del 30.3.16) molte di queste garanzie sarebbero "carta straccia".
E' stato richiesto, senza successo, di sapere, per esempio, se le garanzie economiche per le attività interne alla discarica di Borgo Montello contengano le garanzie di legge.
In particolare se le società che le hanno avessero all'epoca del rilascio e se le hanno in data odierna le caratteristiche di legge.
Inoltre si è chiesto, senza successo, di sapere se tali garanzie, eventualmente prodotte, siano autentiche, siano nella giusta percentuale in base alle opere di risanamento e bonifica.
Un nuovo caso farebbe ritenere una nuova autorizzazione senza le caratteristiche di legge.
Infatti, nell'albo pretorio della provincia di Latina è stata pubblicata " D.lgs. 152/06 e s.m.i. “Norme in Materia ambientale” - “Recycling PFU S.r.l..” sede impianto a SS. Cosma e Damiano in Via Provinciale Ausente n°15/17- Proroga Autorizzazione rilasciata ai sensi dell’art. 208 del D.lgs.152/06 e degli artt.15 e 16 della L.R.27/98 dal Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale nel Territorio della Regione Lazio con Decreto n°123 del 13.12.2007." con  n riportata a pagina 2  la garanzia rilasciata dal "Consorzio Fidi Italicum".
Considerato che  tra i SOGGETTI SEGNALATI PER GARANZIE RILASCIATE IN ASSENZA DI ABILITAZIONE https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/avvisi-pub/soggetti-non-legittimati/intermediari-non-abilitati-06092017.pdf risulta proprio "CONSORZIO FIDI ITALICUM"
si chiede di sapere se tale garanzia sia regolare oppure che l'autorizzazione sia da annullare per mancanza di presupposti di legge.
Si chiede inoltre di conoscere quali controlli siano stati prodotti per evitare situazioni analoghe.
Se tali garanzie siano inesistenti, carenti o nulle si chiede di annullare le relative autorizzazioni. 

Messaggio di posta certificata



Il giorno 14/12/2017 alle ore 21:17:10 (+0100) il messaggio
"richiesta annullamento autorizzazioni in ambito ambientale senza le garanzie finanziarie" è stato inviato 
indirizzato a:
bancaditalia@pec.bancaditalia.it ufficio.protocollo@pec.provincia.latina.it 
Il messaggio originale è incluso in allegato.
Identificativo messaggio: opec286.20171214211710.18667.02.1.65@pec.aruba.it

la provincia di Latina continua a rilasciare autorizzazioni senza le dovute garanzie finanziarie? Norme in Materia ambientale” - “Recycling PFU S.r.l..” sede impianto a SS. Cosma e Damiano in Via Provinciale Ausente n°15/17-



SOGGETTI SEGNALATI PER GARANZIE RILASCIATE IN ASSENZA DI ABILITAZIONE Aggiornamento al 6 settembre 2017 Proroga Recycling PFU.pdf
D.lgs. 152/06 e s.m.i. “Norme in Materia ambientale” - “Recycling PFU S.r.l..” sede impianto a SS. Cosma e Damiano in Via Provinciale Ausente n°15/17- Proroga Autorizzazione rilasciata ai sensi dell’art. 208 del D.lgs.152/06 e degli artt.15 e 16 della L.R.27/98 dal Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale nel Territorio della Regione Lazio con Decreto n°123 del 13.12.2007.

SOGGETTI SEGNALATI PER GARANZIE RILASCIATE IN ASSENZA DI ABILITAZIONE

https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/avvisi-pub/soggetti-non-legittimati/intermediari-non-abilitati-06092017.pdf

Sos alluvioni per 250mila romani, Autorità distretto vara un piano D'Angelis,rischio più elevato d'Europa. Rimuovere 30 relitti

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/acqua/2017/12/14/autorita-tevere-sos-alluvioni-per-250mila-varato-piano_2f9dfb93-e733-44ed-9f92-18c5225bfeb7.html
"La Conferenza istituzionale conclusa al ministero dell'Ambiente con i ministeri delle Infrastrutture, Agricoltura, Beni culturali, Protezione Civile, le Regioni Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Lazio e l'Autorità di Distretto idrografico dell'Italia Centrale ha adottato il Piano stralcio per la salvaguardia dal rischio alluvioni del Tevere, Aniene e del reticolo minore". Lo fa sapere, in una nota, Erasmo D'Angelis, Segretario Generale dell'Autorità di Distretto ex Tevere. Si tratta, aggiunge, del "risultato di un lavoro di analisi tecnica soprattutto delle condizioni di elevato rischio alluvione nell'area metropolitana della Capitale. La nuova perimetrazione delle aree alluvionabili presenta un quadro di rischio per oltre 250.000 cittadini, il più elevato d'Europa".

"Il Tevere oggi è in condizioni vergognose e indegne di una Capitale, e purtroppo il rischio alluvioni è tale da non dormirci la notte e frutto di anni di incuria e cementificazione selvaggia, anche abusiva, permessa e tollerata perfino sulle golene del fiume - denuncia D'Angelis, - Abbiamo consegnato alle istituzioni la mappa di circa 150 km di vie d'acqua (fossi, canali) tributarie del Tevere e dell'Aniene da ripristinare e oggi irriconoscibili e 'tombate' irresponsabilmente anche da molti romani che le hanno trattate come discariche per ogni tipo di rifiuti, e abbiamo chiesto la rimozione immediata di oltre 30 relitti arrugginiti affondati nel Tevere da anni e mai rimossi".

"L'analisi dei 55 km da Castel Giubileo alla foce mostra - aggiunge il segretario Generale dell'Autorità di Distretto ex Tevere - ben 120 ettari di golene su 1150 ormai cementificate e 9 km di sponde ricoperte da vegetazione infestante con tronchi pronti a fare da tappo in caso di piena. Ci sono 2.7 km di banchine con smottamenti e nel degrado totale, sulle 59 installazioni galleggianti poche risultano in regola con le concessioni e hanno ormeggi adeguati". "Tratti di sponde sono spesso - prosegue - altre discariche abusive e ricoveri di varia umanità che in caso di piena rischiano la vita. Abbiamo chiesto anche di tenere in perfetta efficienza la rete fognaria che a Roma in alcune zone ormai non fa defluire nemmeno un acquazzone e provoca allagamenti". Il Piano "Tevere sicuro" del Distretto prevede anche la progettazione di opere per la massima sicurezza strutturale. "Le istituzioni ora non hanno più alibi, l'allarme è molto serio e bisogna guardare in faccia la realtà e rimboccarsi le maniche accelerando anche sul 'contratto di fiume' che - conclude - offre opportunità notevoli per la tutela e il recupero di qualità e bellezza del più antico monumento di Roma".
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Dalla Svezia un filtro solare che mangia plastica in oceani ONU, ogni km quadrato contiene 63mila frammenti plastici

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/inquinamento/2017/12/14/dalla-svezia-un-filtro-solare-che-mangia-plastica-in-oceani_543261f8-b51c-462c-86d0-f2f57b446b1b.html
(ANSA) - MILANO, 14 DIC - Ogni km quadrato di oceano contiene 63mila frammenti plastici che contaminano l'ambiente e che vengono ingeriti dagli animali. A dirlo sono i dati ONU riportati da In a Bottle (www.inabottle.it). Ora, però, dalla Svezia arriva un progetto che punta a eliminare queste microplastiche con una membrana attivata dalla luce solare.

Il sistema, sviluppato al KTH Royal Institute of Technology svedese, "sfrutta il fenomeno dell'ossidazione fotocatalitica - spiega In a Bottle - che però nella maggior parte dei casi non sembra essere sufficiente. Gli scienziati hanno cercato un modo per accelerare il tutto: dai loro studi è nata una nuova membrana fotocatalitica da aggiungere ai sistemi filtranti delle acque reflue". La sua particolarità "è di essere costituita da nanofili rivestiti in un materiale semiconduttore che può assorbire la luce visibile e utilizzarla per 'abbattere' le particelle di plastica". Nel frattempo, per massimizzare la protezione dell'ambiente "occorre educare alla raccolta differenziata e al riciclo".
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Ex Kyklos sotto sequestro, il Pm: "Versamento pericoloso per l'ambiente" Aprilia - L'esecuzione del sequestro dello stabilimento è stato disposto dal sostituto procuratore di Latina Luigia Spinelli

http://www.latinaoggi.eu/news/cronaca/59400/ex-kyklos-sotto-sequestro-il-pma-versamento-pericoloso-per-lambiente-

WWF Assegnate le Targhe d'oro Mutti

http://www.wwf.it/news/notizie/?36742/Targhe-doro-Mutti
Notizie pubblicate su 14 December 2017
Per il terzo anno consecutivo, Mutti premia le specialità tipiche del Sud Italia, attribuendo ai migliori conferenti dello stabilimento di Fiordagosto le Targhe d’Oro, il riconoscimento destinato ai migliori produttori di pomodoro lungo e ciliegino selezionati tra gli oltre 250 conferenti dello stabilimento.

La premiazione è avvenuta presso la Masseria Pietrafitta di Foggia. Nella categoria “pomodoro lungo” sono stati premiati i primi 20 produttori tra i quali, ad aggiudicarsi il gradino più alto del podio, è stata l’azienda agricola Salvatore Di Noia di Torremaggiore (FG). Nella categoria “pomodoro ciliegino” la migliore tra le prime 4 premiate è stata l’azienda agricola Giuseppe Caroppi di Lesina (FG). In totale sono stati distribuiti riconoscimenti monetari per 45.000,00€ che premiano il 30% del pomodoro lungo e il 40% del pomodorino.

Le Targhe d’Oro Mutti confermano la volontà dell’Azienda di generare valore al Sud Italia e il suo impegno a mantenere standard di qualità elevatissimi, con un’attenzione speciale alla filiera e ai suoi protagonisti. Per questa ragione, Mutti ha deciso, come avviene ormai da 18 anni con il Pomodorino d’Oro per i conferitori dello stabilimento di Parma, di celebrare l’eccellenza, premiando gli agricoltori che si impegnano a fornire all’Azienda le migliori specialità di pomodoro del Sud Italia.

“Siamo orgogliosi e soddisfatti di poter premiare ancora una volta la qualità della nostra materia prima” – ha commentato l’amministratore delegato di Mutti SpA, Francesco Mutti – “Abbiamo iniziato questo percorso tre anni fa con l’obiettivo di replicare il modello virtuoso costruito al Nord che si basa sulla massima attenzione del processo produttivo, sulla valorizzazione del territorio, sulla responsabilità nei confronti dell’ambiente e, non da ultimo, sull’attenzione alla filiera in tutte le sue fasi attraverso strumenti di incentivazione del lavoro di qualità”.

La campagna del pomodoro 2017 si è chiusa con un incremento di circa il 41% passando dai 425.000 quintali del 2016 agli oltre 600.000 quintali del 2017, a dimostrazione del potenziale dello stabilimento di Fiordagosto, ma anche dei continui investimenti che Mutti ha fatto e continuerà a fare nella ricerca costante dell’eccellenza in ogni suo aspetto.

“La produzione dello stabilimento di Fiordagosto, nelle ultime tre campagne, è cresciuta in modo esponenziale e questo ci rende soddisfatti” – ha proseguito Mutti – “Ma ciò che ci sta maggiormente a cuore è continuare a creare una più stretta integrazione con le aziende agricole e condividere con loro obiettivi importanti, come quello della raccolta meccanizzata del pomodoro. Dal 2014 a oggi, grazie all’impegno della ns filiera, la raccolta meccanizzata è passata dal 54 al 88%. Ma la nostra sfida per il 2018 è di arrivare al 100% come già avviene nel Nord Italia e non saremo soddisfatti fino a quando non raggiungeremo questo traguardo”.

Mutti conferma così che la qualità di tutti gli aspetti produttivi rappresentano da sempre valori irrinunciabili. Con un’attenzione altrettanto importante per l’ambiente al quale Mutti si dedica ormai da anni attraverso la consolidata partnership con il WWF che ha partecipato alla premiazione delle Targhe d’Oro - attraverso l’intervento di Eva Alessi, Responsabile Sostenibilità WWF Italia - proprio per presentare le collaborazioni e i progetti legati alla filiera del pomodoro.

“Noi vogliamo andare oltre” – ha concluso Francesco Mutti – “In quanto leader di settore siamo il punto di riferimento per i consumatori e a loro dobbiamo rispondere. Per questo dobbiamo essere un passo avanti e offrire una qualità a 360° che includa – oltre all’eccellenza del prodotto, anche l’eccellenza dei processi produttivi in tutte le sue forme e manifestazioni, dalla valorizzazione del territorio al rispetto per l’ambiente”.

Mutti. Da oltre 100 anni, Mutti, azienda di Parma, è leader nella lavorazione del pomodoro; da quattro generazioni la famiglia Mutti si dedica esclusivamente al miglioramento del suo “oro rosso” realizzando concentrato, passata polpa di pomodoro e pelati, prodotti che oggi sono apprezzati in tutto il mondo. Negli ultimi anni, per ampliare la gamma dei prodotti senza snaturare una vocazione che dura da più di un secolo, sono arrivati anche sughi e salse pronte.

‘Gela is bedda’, il progetto di recupero è solo uno spot per Eni

di Manlio Lilli https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/12/14/gela-is-bedda-il-progetto-di-recupero-e-solo-uno-spot-per-eni/4037088/
“Sotto il nome ‘Gela is bedda’, un gioco di parole nato con l’intento di legare la dimensione locale a quella internazionale. Sono stati portati via dall’acropoli ben 200 sacchi di sterpaglie…”. Eni fa pubblicità così ad una sua iniziativa. Una intera pagina nel Corriere della sera. Buone Notizie di questa settimana.
E’ accaduto nel luglio scorso. Anche se la questione forse non ha avuto la rilevanza sperata. Così ecco che Eni, “Energia positiva”, la rilancia. A Gela, non lontano dalle raffinerie del colosso dell’energia italiana, c’è l’acropoli della città antica. C’è, anche se non si vede. Sterpaglie ovunque, perfino alcuni canneti ed una coppia di palme. Le strutture antiche quasi fagocitate. E’ così da anni. Insomma un mezzo disastro, completato dalla mancanza di qualsiasi indicazione. Nessun pannello che informi quei temerari turisti che giungano qui.
Ed ecco l’idea di Eni: pulire l’area, almeno renderla visibile, se non comprensibile. Chi pensasse che Eni oltre all’idea ci abbia messo i denari sbaglierebbe. E poi perché mai avrebbe dovuto farlo? Forse per il desiderio di far rinascere un’area alla cui marginalizzazione hanno contribuito i suoi stabilimenti? Oppure per rispondere ad un riscoperto senso civico? Può darsi. Quel che è certo è altro. Le modalità con le quali l’area archeologica è riemersaUn campo internazionale, appunto “Gela is bedda”, facente parte della rete Cantieregela. Per la precisione un campo di volontariato del territorio. Progetto coordinato dal Centro Studi Miconos, insieme al Gruppo archeologico Geloi, l’Ecomuseo del Golfo di Gela in collaborazione con la Casa della Divina Misericordia, la Casa del Volontariato, la scuola media San Francesco, il Polo Museale di Gela e, appunto, l’Eni.
I protagonisti? 14 ragazzi, dai 20 ai 30 anni, provenienti da ogni parte del mondo per 12 giorni. Hanno lavorato senza ricevere alcuna ricompensa, dopo aver dovuto provvedere al viaggio. Al vitto e all’alloggio ha provveduto il Comune. A parte il pranzo. A quello ha provveduto Eni, ospitando i ragazzi nel ristorante aziendale della raffineria. Progetto promosso dalla rete “Questi giovani dimostrano che è possibile una cittadinanza internazionale, dimostrando che è possibile l’integrazione tra culture differenti. Questa esperienza inoltre mette al centro l’agire libero e disinteressato del volontariato che non cerca vetrine ma è capace di mettersi veramente al servizio della città”, ha detto Michele Curto, della rete di Cantiere Gela. “In questo modo candidiamo la città a diventare laboratorio di politiche giovanili e culturali e centro di ricerca e promozione dell’archeologia”, ha aggiunto Giuseppe La Spina, presidente di Mikos e direttore del Gruppo archeologico Geloi.
Un tale successo, dicono gli organizzatori, che già si pensa al prossimo anno.

“Si vuole raccontare un’altra bella storia di energia”, si legge nella pagina pubblicitaria che Eni ha pubblicato. L’ “energia” è, naturalmente, quella dei volontari. Giustamente orgogliosi del loro lavoro. Sul fatto che si tratti un bel risultato, nessuna incertezza. Ma almeno un dubbio rimane. In questa “bella storia” Eni che c’entra? Meglio ancora, cos’ha fatto, oltre ai pranzi aziendali, per pubblicizzarla come sua? di Manlio Lilli https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/12/14/gela-is-bedda-il-progetto-di-recupero-e-solo-uno-spot-per-eni/4037088/  Ambiente & Veleni | 14 dicembre 2017