martedì 31 maggio 2011

Pontinia, turbogas il ministero ci scrive

Pontinia, richiesta bonifica fanghi da Legambiente

“Dopo il sequestro serve una bonifica immediata. I liquami non debbono continuare a inquinare la falda e mettere a rischio l’agricoltura e il fiume – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. – Ancora una volta le forze dell’ordine e la magistratura operano per garantire la salute dei cittadini e dell’ambiente. Ora speriamo che diano risultati definitivi anche le indagini sulle modalità di trasporto dei fanghi e accertare eventuali altri abusi. Seguiremo la vicenda con attenzione, anche valutando un nostro esposto in merito”.
Così Legambiente commenta il sequestro di un terreno di quasi mille metri della “Fondana Allevamenti” effettuato qualche giorno fa a Pontinia dalla Polizia Provinciale e dall’Arpa. Circa duecentosettantadue tonnellate di fanghi provenienti da un’azienda casearia di Marcianise, senza alcune trattamento specifico, erano accatastati a pochi metri dal fiume Ufente. L’azienda pontina, infatti, pur avendo un permesso a trattare questo tipo di fanghi, non lo faceva secondo le dovute prescrizioni, stoccando di fatto il materiale senza alcun trattamento, ad una distanza dal corso d’acqua inadeguata.
“Il ritrovamento di fanghi a Pontinia è l’ennesima dimostrazione di quanto anche la provincia di Latina sia purtroppo crocevia per il traffici di rifiuti pericolosi, con un fiorire continuo di discariche abusive – afferma Marco Omizzolo, coordinatore provinciale di Legambiente a Latina. Un territorio colpito dal fenomeno delle ecomafie che con il ciclo dei rifiuti, del cemento e delle agromafie spadroneggiano inquinando un ambiente invece meraviglioso e da tutelare ed espone a rischi gravissimi la salute della collettività”.http://www.h24notizie.com/news/?p=35675

e adesso, 12 e 13 giugno referendum

visualizzate e diffondete i seguenti spot sui referendum del 12 e 13 giugno.

http://www.youtube.com/watch?v=lUw5ieqYVGI&NR=1


http://www.youtube.com/watch?v=2T0z8Ztyp1w&feature=fvwrel

http://www.youtube.com/watch?v=mSMZwrDtK2o video video video

lunedì 30 maggio 2011

Pontinia, cetrioli o agricoltura di qualità?

L'economia della pianura pontina è sempre stata la produzione agricola
di qualità. L'agricoltura è minacciata dalla truffa delle quote latte
(di cui si parla sicuramente troppo poco), ma anche dai tanti troppi
casi di adulterazione. A livello provinciale mancano i progetti di
sistema e di filiera. Non mancano invece tanti progetti incompatibili
con la vita, l'agricoltura, l'ambiente e la salute. 2 centrali a
turbogas, tante centrali a biomasse addirittura promosse dalla
Provincia. Senza posti di lavoro, senza economia collegata. La
settimana scorsa c'è stata un'interessante riunione presso l'azienda
agrituristica "Tenuta di Mesa" nel comune di Pontinia dove sono stati
presentati alcuni interessanti progetti per tutelare, promuovere la
produzione agricola, le aziende, posti di lavoro diretti e tutto
l'indotto. Non mi pare gli organi di informazione ne abbiano parlato.
Si è parlato di marchio di qualità, della trasformazione diretta dei
prodotti agricoli e di centrali a biogas. Oltre a risolvere il
problema dello smaltimento dei liquami, dei residui del mondo agricolo
(senza l'inquinamento cancerogeno delle biomasse) si produrrebbero MW
di energia elettrica e decine di posti di lavoro. Intanto dall'estero
arriva l'ennesimo caso di alimentazione adulterata. Giorgio Libralato
Cetrioli killer, ancora decessi in Germania
Salute Sono nove i morti segnalati dalle autorità sanitarie tedesche.
Oltre mille le persone contagiate nel Paese, molte delle quali in
gravi condizioni. Circa 40 i casi nel resto d’Europa di Federico Tulli
“Terra” 29 maggio 2011
Eliminare dalla dieta qualsiasi tipo di verdura fresca non ha evitato
ai tedeschi di contare nel proprio Paese nuovi numerosi casi di
gastroenterite acuta con diarrea ematica. Alcuni dei quali mortali.
Nel corso della giornata di ieri il bilancio provvisorio delle vittime
del batterio-killer Escherichiacoli (Ehec), trasmesso dai pericolosi
colibatteri riscontrati in un campione di cetrioli presumibilmente di
origine spagnola, è salito a nove. Mentre il numero delle persone
infette ha superato quota mille. Tra queste, concentrate specie nel
Nord del Paese, diverse centinaia versano in condizioni talmente gravi
da non far escludere altri decessi nelle prossime ore. Da venerdì
l’emergenza è scattata anche in Spagna e Italia, dove peraltro
l’Istituto superiore di sanità non ha ancora registrano
contaminazioni, e nelle ultime 24 ore notizie di persone colpite
dall’Ehec sono arrivate da buona parte del Nord Europa: 25 in Svezia,
7 in Danimarca, 3 in Gran Bretagna, 2 in Austria ed una in Olanda. In
tutti i casi, i contagiati erano stati in Germania.
Sebbene ovunque si stiano organizzando misure di prevenzione, forse il
peggio deve ancora venire. Il ministro della Sanità della Bassa
Sassonia ha spiegato in una nota che «sulla base dei dati attuali
bisogna attendersi un’evoluzione dinamica» della malattia. Secondo il
presidente della Società tedesca di nefrologia, Reinhard Brunkhorst,
questa ondata di contagio è più seria dell’influenza pandemica H1N1
(la cosiddetta “suina”).
Oltre alla velocità di propagazione, la particolarità dell’epidemia
riguarda i soggetti colpiti. Di solito l’Ehec aggredisce neonati e
persone anziane. In questo caso quasi il 90 per cento dei contaminati
sono adulti, oltre la metà dei quali donne (almeno sei dei nove morti
erano di sesso femminile). Inoltre è ancora ignota l’origine del
focolaio del batterio, che si manifesta sotto forma di diarrea con
sangue e crampi addominali e può portare ad anemia, insufficienza
renale e trombocitopenia.
Se lungo il versante sanitario l’emergenza è in continua evoluzione,
sul fronte politico la tensione si fa sempre più palpabile. Ha
generato reazioni opposte la notizia che il batterio Ehec sia stato
individuato dall’Istituto d’igiene di Amburgo in tre cetrioli di
provenienza spagnola e in uno olandese.
Le autorità iberiche hanno chiuso velocemente le due aziende
sospettate di aver prodotto le verdure incriminate, nonostante gli
esperti di Amburgo non abbiano ancora stabilito se quelle rilevate
siano le uniche fonti del focolaio, né sono stati in grado di
dimostrare dove la contaminazione si sia verificata. Mentre quelle
olandesi contestano le conclusioni dell’autorità sanitaria tedesca.
Nel frattempo in Germania centinaia di tonnellate di prodotti
ortofrutticoli sono finite al macero perché invendute a causa del
panico che si sta diffondendo tra la popolazione.

Mr. Obamaaaa, gli elettori sono tutti comunisti....

E adesso gli avrà telefonato piangendo?

Obama, Berlusconi non mi rappresenta

http://www.corriere.it/politica/11_maggio_27/facebook-obama-commenti-scuse-italiano-parole-berlusconi_423940c6-8863-11e0-9f3b-7863374fa955.shtml

http://www.repubblica.it/politica/2011/05/27/news/berlusconi_obama_reazioni_web-16853453/

domenica 29 maggio 2011

centrale nucleare a Pontinia, Sezze o Priverno?

Il Trio Medusa (dal minuto 13 circa fino al minuto 24 circa) con i
rilievi a Sezze, Cisterna per la nuova centrale nucleare
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-03808a28-3744-4949-bc35-90ef4eaacc64.html#p=0

Clima, la Micronesia fa causa per il clima

Clima: Micronesia affonda,sfida legale a centrale in Rep Ceca
Centrale carbone produrra 40 volte CO2 di tutto arcipelago 27 maggio, 11:11

SYDNEY - Il piccolo stato-arcipelago della Micronesia, 100 mila abitanti in piu' di 600 isole, tra le nazioni piu' immediatamente minacciate dal sollevamento dei mari, ha montato una sfida legale senza precedenti ai piani della Repubblica Ceca di espandere una centrale a carbone a 11 mila km di distanza, affermando che il danno ambientale causato minaccia la sua sopravvivenza.

Il caso potra' stabilire un precedente nel diritto internazionale, man mano che i paesi esposti al cambiamento climatico decidono di agire contro i maggiori responsabili delle emissioni di CO2. ''Questo passo davanti alla giustizia internazionale mostra che i paesi minacciati come il nostro hanno ormai il sostegno del diritto internazionale, per pesare in modo piu' efficace sulle scelte energetiche'', dichiara in un comunicato il ministro della Giustizia della Micronesia, Maketo Robert.

Dopo l'espansione, l'impianto Prunerov II diverrebbe una delle centrali a carbone piu' grandi d'Europa e la piu' grande produttrice di emissioni nella Repubblica Ceca, con una quantita' 40 volte maggiore di quella prodotta dalla popolazione della Micronesia.
Inoltre potra' operare fino al 2035, anziche' il 2020. Nella causa sostenuta da Greenpeace, la Micronesia si basa su un testo chiamato ''Valutazione transnazionale degli impatti ambientali'', finora utilizzato tra paesi confinanti, ma mai invocato da una nazione situata in una differente regione o emisfero.
© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati
http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/clima/2011/05/27/visualizza_new.html_844315848.html?idPhoto=1

nucleare, mercoledì il verdetto della Cassazione

Nucleare: mercoledi' il verdetto della Cassazione

Roma, 27 mag. (Adnkronos) - Il verdetto della Cassazione sul nucleare arrivera' mercoledi' prossimo. Per quella data infatti si riunira' l'ufficio centrale elettorale presso la Suprema Corte. In particolare, i giudici, dopo che il capo dello Stato ha promulgato la legge che contiene la 'moratoria' nucleare voluta dal governo, dovranno decidere se il testo uscito dal Parlamento supera o meno il quesito referendario.

Sondaggio trasmesso dal tg LA7 di stasera (27 maggio):
Il 75% degli elettori pensa di andare a votare per i referendum!

giovedì 26 maggio 2011

nucleare, lo abbandona anche la Svizzera

http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?PHPSESSID=uu11lo9e7bvouvns5cde073ev7&topic=1859.0

26/05/11 La Svizzera dice addio all'energia nucleare
« inserito:: Oggi alle 09:06:51 »
Il Consiglio Federale svizzero si impegna ad eliminare progessivamente il nucleare
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.reuters.com

ZURIGO – Il governo svizzero ha deciso, mercoledì, di abbandonare l’energia nucleare dal 2034, dopo che il disastro in Giappone ha scosso la fiducia del pubblico nel settore.
Le centrali esistenti saranno chiuse in maniera graduale e non prematuramente.

Il governo svizzero ha sospeso il processo di approvazione di tre nuove centrali, a marzo, in attesa di una revisione dei criteri di sicurezza dopo il disastro di Fukushima in Giappone.

Lo scorso fine settimana, 20.000 persone si erano mobilitate contro il nucleare, nella più grande manifestazione di questo tipo dal 1980.
Il Consiglio Federale ha deciso di non costruire nuovi reattori atomici una volta che le attuali centrali raggiungeranno la fine del loro operato. L’impianto più vecchio verrà dismesso nel 2019, mentre il più recente rimarrà in funzione fino al 2034.

“Le centrali nucleari esistenti saranno chiuse al termine della loro vita operativa e non saranno sostituite da quelle nuove”, ha comunicato il governo.

La decisione segue la linea di non chiudere in maniera “prematura” gli attuali reattori per non avere un effetto negativo sui costi dell’elettricità e sul settore manifatturiero, quello che necessita di maggiore energia del paese.

Ma questo prolungamento dei tempi aumenta la rabbia dei Verdi e dei Socialdemocratici che avevano richiesto la chiusura dei reattori già parecchio tempo fa.
Le società svizzere Axpo, Alpiq e BKW avevano manifestato i loro interessi nella costruzione di nuovi impianti e le decisioni sulle scelte dei siti erano state previste per la metà del 2012.

Le cinque centrali nucleari svizzere producono il 40% dell’elettricità del Paese alpino. Sviluppato è anche il settore idroelettrico il quale però necessita di implementazioni e miglioramenti.
La vicina Germania è chiamata a votare la sua uscita dal nucleare il prossimo 6 giugno. Qui si prevede un arresto di tutti i suoi reattori entro un decennio.


« Ultima modifica: Oggi alle 10:00:34 da Administrator »

mercoledì 25 maggio 2011

Pontinia: la proposta delle deleghe

Come sapete, in base alla normativa attuale, il comune di Pontinia può avere 5 assessori. Li sceglie il Sindaco. Quasi sempre su indicazione dei partiti. Udc e Pd. Sempre come sapete il Sindaco può scegliere gli assessori tra i consiglieri oppure tra i cittadini o anche tra esperti residenti altrove. Tombolillo ha incaricato diversi esterni al consiglio. Allo stesso modo il Sindaco può indicare oltre agli assessori, che ricevono uno stipendio, alcuni cittadini delegati ad alcune questioni specifiche. Nelle passate legislature il Sindaco Tombolillo ha dato un incarico ad ogni consigliere. Ognuno aveva un compito. Ugualmente il Sindaco può delegare dei cittadini esperti anche se non consiglieri per svolgere alcuni compiti. I delegati non ricevono ovviamente compensi. Per esempio io ho svolto diversi compiti in ambito ambientale senza alcun compenso. Credo nella Politica come servizio. Con questo spirito ho fatto la proposta che segue, ma come delegati e non come assessori. I delegati che ho proposto non siedono in consiglio comunale e nemmeno in giunta. Non fanno riunioni di maggioranza. Lavorano per il bene comune. Ovviamente ho parlato di persone che conosco. Sicuramente ce ne sono molti altri bravi e capaci che non ho la fortuna di aver conosciuto. Questo può far paura ai partiti e a chi è abituato ad uno schema. Ne ha parlato Latina Oggi con il breve articolo che segue. Le reazioni sono state molto positive tra la gente e i cittadini. Per i partiti un pò meno. Questo spiega perchè i partiti sono vuoti ed autoreferenziali. Giorgio Libralato
http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b09fc5de0bedce/pag24sabaudia.pdf PONTINIA, LA PROPOSTA DI ECOLOGIA E TERRITORIO
«Ambiente, la delega ai giovani»
COME più volte sottolineato il Sindaco Tombolillo è riuscito ad avere un grande risultato ma non a rinnovare, in maniera sostanziale, la classe dirigente di Pontinia. L’unico giovane entrato è Stefano Boschetto. Proprio per dare un nuovo
impulso alla squadra di Governo e attenzione alle politiche ambientali, Giorgio Libralato, di Ecologia e Territorio, propone di assegnare una delega ad un giovane della città che in passato si è contraddistinto nel campo ambientale. «Per rendere più efficace l’attività amministrativa – ammette Libralato – propongo di delegare ad alcuni giovani cittadini un ruolo all’interno della nuova Giunta Comunale. Quando parlo di giovani faccio i nomi di Gianpaolo Danieli, dell’associazione ‘Cantiere Creativo’, di Paolo Cima, impegnato in passato con la rete no turbogas e la giovanissima candidata Fabiana Cappelli». Una proposta che ha il sapore di una scommessa. R.A.C.
AL SIGNOR SINDACO DEL COMUNE DI PONTINIA
Oggetto: proposta di deleghe in favore dell'ambiente
Il vincente programma elettorale della lista Insieme per Pontinia per Tombolillo sindaco è stato votato da 2 cittadini su 3. Merito anche dei punti qualificanti in tema ambientale. Tra questi ricordo:
“G/3 – Attenzione e salvaguardia dell’ambiente verrà attuata tramite una efficiente ed efficace raccolta dei rifiuti differenziati. Attuazione di educazione ambientale; isole ecologiche fisse ed itineranti, volantinaggi ed assemblee cittadine e di quartiere rappresentano già un sicuro mezzo di sensibilizzazione per il raggiungimento della quota 60% della differenziata. Verrà inoltre istituito l’osservatorio ecologico del territorio, comprendendo anche canali e fiumi.
G/4 – E’ intendimento di questa Lista attivarsi per dare al nostro comune il riconoscimento nazionale di “COMUNE VIRTUOSO”.”
Per rendere più efficace l'attività amministrativa per concretizzare questi obiettivi propongo di delegare alcuni Cittadini che si sono distinti per capacità, impegno e competenza su questi temi:
Gianpaolo Danieli e molti componenti dell'associazione “Cantiere Creativo” di cui è responsabile e Paolo Cima che nella breve esistenza della “rete no turbogas” (di cui era Presidente) ha saputo informare i cittadini sui rischi dei progetti incompatibili con l'ambiente. A questi aggiungerei anche Fabiana Cappelli per il suo impegno, da candidata sugli stessi temi di qualificazione ambientale.
Hanno contribuito a influenzare il pensiero e l'atteggiamento verso le energie naturali e rinnovabili e le nuove tecnologie verso il risparmio energetico e il miglioramento e adeguamento tecnologico. Tutti sappiamo che c'è bisogno di una migliore qualità della vita, risparmio economico (per le famiglie e per la comunità), ma anche nuove attività e nuovi posti di lavoro di cui c'è grande bisogno.
Il ricorso alle energie naturali e rinnovabili consentirebbe di risparmiare e di creare centinaia di nuovi posti di lavoro.
Stesso discorso per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, per la gestione diretta dell'acqua che possono consentire un risparmio del 30% sui costi che oggi gravano sulle famiglie.
Per questo ampliando la competente giunta scelta sui vari argomenti, nonché la valida e qualificata rappresentanza in consiglio comunale, oltre alle strutture comunali propongo di delegare per l'osservatorio ecologico che intendete costituire, appunto, Fabiana Cappelli, Paolo Cima e Gianpaolo Danieli.
In questo modo si potrebbe accelerare il raggiungimento degli obiettivi sopra elencati, magari migliorandolo con:
progetto “vetro indietro” (già attuato per esempio a Treviso con notevoli risparmi di costi economici, ambientali, energetici);
aderire alla rete nazionale “rifiuti zero”;
costruire sul costruito evitando ulteriore consumo del territorio oltre a quanto già previsto dal PRG vigente, fermare il consumo del territorio di grande valenza ambientale e agricolo.
sostituire l'illuminazione pubblica con la tecnologia a led.
Ringraziando per l'attenzione si inviano distinti saluti.
Pontinia 22 maggio 2011 Giorgio Libralato
stralcio programma elettorale della lista “Insieme per Pontinia” per Tombolillo sindaco
G – L’AMBIENTE.
G/1 – La protezione dell’ambiente sarà altro primario obiettivo della lista INSIEME PER PONTINIA. Si realizzeranno formali convenzioni con il Demanio, il Consorzio di bonifica, il Corpo della Guardia forestale. Si realizzeranno campagne di sensibilizzazione cittadina per il decoro di aree di proprietà privata.
G/2 – Le fasce frangivento richiedono costante controllo. L’amministrazione avrà particolare cura nel coinvolgere autorità preposte all’uopo.
G/3 – Attenzione e salvaguardia dell’ambiente verrà attuata tramite una efficiente ed efficace raccolta dei rifiuti differenziati. Attuazione di educazione ambientale; isole ecologiche fisse ed itineranti, volantinaggi ed assemblee cittadine e di quartiere rappresentano già un sicuro mezzo di sensibilizzazione per il raggiungimento della quota 60% della differenziata. Verrà inoltre istituito l’osservatorio ecologico del territorio, comprendendo anche canali e fiumi.
G/4 – E’ intendimento di questa Lista attivarsi per dare al nostro comune il riconoscimento nazionale di “COMUNE VIRTUOSO”.
G/5 – Spostamento antenna Telecom da viale Europa.
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G/6 – Monitoraggio continuo sul sano e tranquillo insediamento delle famiglie in zona vicinale del consorzio industriale dove operano aziende di diverso tipo.
G/7 – Realizzazione dell’isola ecologica attrezzata e presidiata , con l’utilizzo di un sistema informatizzato di ultima tecnologia. Il progetto vedrà infatti l’utilizzazione di tessere magnetiche di identificazione Utente e di una colonnina interfaccia collegata ad un sofware. Nella tessera magnetica saranno presente i dati degli utenti (iscrizione al ruolo TARSU, cosa e quanto si conferisce nell’isola ecologica, ritiro di sacchi…). La tessera permetterà quindi l’entrata alla stazione ecologica, garantendo un’efficienza del servizio di recupero ingombranti e riducendo, a lungo termine, i costi di servizio, migliorando la gestione.
G/8 - Realizzazione di un impianto di lavaggio per i mezzi TRA. SCO presso l’area della ex Arcobaleno di proprietà del comune.
G/9 – Valorizzazione del canale botte nel tratto urbano (Migliara 47 ½/48).

lunedì 23 maggio 2011

Pontinia, centrale a turbogas e rischio incidenti rilevanti

Il TAR di Latina aveva riconosciuto la ragione del Comune di Pontinia a considerare la centrale a turbogas progettata nel consorzio industriale di Mazzocchio tra quelle soggette alla Direttiva Seveso e quindi a rischio di incidente rilevante (decreto legislativo 334/99). Cioè tra quelle aziende che hanno un rischio che si potrebbe estendere anche all'ambiente circostante coinvolgendo aziende limitrofe, ma anche case, infrastrutture (case e la vicina ferrovia). La distribuzione del gas e centrali simili sono state, negli ultimi anni, oggetto di incidenti gravi con decine di morti ad ognuno di esso (quello di Viareggio, Middletown, nel Connecticut, nel Texas tra questi). Eppure qualche anno fa nella stessa zona dove dovrebbe sorgere (praticamente di fronte a meno di 100 m) la sgradita centrale a turbogas c'è stato un incendio che ha distrutto un capannone industriale (dove c'era il centro di compostaggio di metallo, carta, plastica). ((http://iltempo.ilsole24ore.com/latina/2007/07/23/80874-antonio_subiaco_pontinia_dopo_quaranta_duro_lavoro_vigili_fuoco_latina_priverno.shtml, 21 luglio 2007, http://www.latina24ore.it/latina/622-pontinia-incendio-alla-sep-paura-per-nube-tossica.html.) Lo stesso capannone è tutt'ora inutilizzato in seguito all'incendio. Il 20 aprile 2010 un altro incidente nell’area di Mazzocchio con il ribaltamento di un’autocisterna carica di 230 quintali di gpl. Nella zona dell'area dove dovrebbero sorgere le 2 centrali contestate (a biomasse e a turbogas) avvengono frequentemente incendi. (http://pontiniaecologia.blogspot.com/2010/07/incendi-ed-incidenti-non-vedo-non-sento.html).
Il 29 luglio 2010 invece, è stata finalmente emanata la circolare e la campagna contro gli incendi da parte del Prefetto di Latina, S.E. Antonio D’Acunto (www.prefettura.it/latina) che sollecita gli enti preposti ad attuare quanto previsto per legge, compreso il catasto degli incendi per le aree percorse dal fuoco. Sul lotto adiacente il mese scorso, quello del centro di compostaggio dell'umido, c'è stato un altro incendio che, dalle cronache locali, è stato spento con qualche difficoltà. Basteranno queste esperienze negative per usare la logica e il buon senso? Oppure dovremmo subire l'inquinamento, il degrado ambientale della centrale a turbogas o a biomasse? Giorgio Libralato
Latina Oggi 21 aprile 2011 - PONTINIA- Rifiuti in fiamme alla Sep
IERI un improvviso incendio è divampato nell'impianto Sep di Mazzocchio, adibito alla lavorazione dei rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata praticata in molti comuni della Provincia. Come hanno accertato i Vigili del Fuoco subito intervenuti, si è trattato di un incendio causato da autocombustione dei materiali organici assemblati nel capannone di miscelamento che ha provocato alte colonne di fumo che ha messo in allarme la popolazione vicina. Sul posto si sono recati anche i Vigili Urbani e i membri del comitato cittadino guidato dal presidente Luigi Cellini. Questi ha inviato un esposto al Sindaco, alla Asl e alla Provincia per denunciare la mancanza di adeguate condizioni di sicurezza dell'impianto in caso d'incendio. Cellini chiede di sapere se questi aspetti siano stati verificati prima di rilasciare le autorizzazione al funzionamento dell'impianto di compostaggio.
«Prima dell'arrivo dei pompieri - scrive Cellini - alcuni operai hanno tentato di spegnere le fiamme con normali getti d'acqua, ma inutilmente, per cui si domanda: e se i vigili fossero giunti in ritardo? E aggiunge: e se quel fumo conteneva sostanze tossiche chi doveva dircelo? E conclude: ci sentiamo abbandonati da tutti, eppure siamo persone che hanno (o meglio, dovrebbero avere) pari dignità come gli altri cittadini di Pontinia.
A.S http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b09fc5df0bedcb/pag23lepini.pdf 

domenica 22 maggio 2011

Fall-out film documentario Chernobyl

video

FALL-OUT FALL-OUT

Un film documentario di Daria De Benedetti. Il film ha preso avvio da un incontro fra Daria e il presidente di Mondo in Cammino, Massimo Bonfatti, alcuni anni fa.

"CHERNOBYL è una parola che vorremmo cancellare dalla nostra MEMORIA.
Ma questo sogno ci è precluso".
Kofi Annan. (segretario generale dell'O.N.U.)

Fall-out è una finestra sulla realtà di Chernobyl oggi, un viaggio attraverso le zone interdette bielorusse, fatto di paesaggi segnati dall’abbandono e volti di donne e uomini che raccontano con forza intatta i silenzi di ieri, i problemi di oggi e le paure per il domani.
A più di vent’anni dall'esplosione del reattore nucleare, Chernobyl è ancora il nome della contaminazione, del disastro di un continente, e la prova vivente della manipolazione dell'informazione nella società contemporanea.
Le radiazioni non si vedono, non si toccano, non hanno odore ma le loro conseguenze sulle condizioni sanitarie,
economiche e sociali di 10 milioni di persone rimangono e rimarranno per molti anni attualità.
Tutto questo passa attraverso l’obbiettivo di una x-pan, una di quelle macchine fotografiche che non ammette distanza: se vuoi uno zoom devi avvicinarti. E proprio la vicinanza è uno dei cardini del film, che trasforma la soggettiva della fotoreporter che ha compiuto il viaggio nella soggettiva di chi guarda e viaggia come lei, quasi da solo, quasi abbandonato in un susseguirsi di volti nuovi e pezzi di un puzzle fatto di contraddizioni ma soprattutto di vite, segnate da Chernobyl che non è più un luogo ma un fatto.
«Fall-out è un film di denuncia con quel retrogusto amaro che solo il tempo, il voler dimenticare e il non voler capire sanno dare ai problemi».
Vedere tutto questo e raccontarlo... con la speranza che nessuna voce venga perduta e nessun volto venga dimenticato!

In edicola per un mese dal 10 maggio!!!
Per info: info@mondoincammino.org

Un film documentario di Daria De Benedetti. Il film ha preso avvio da un incontro fra Daria e il presidente di Mondo in Cammino, Massimo Bonfatti, alcuni anni fa.

"CHERNOBYL è una parola che vorremmo cancellare dalla nostra MEMORIA.
Ma questo sogno ci è precluso".
Kofi Annan. (segretario generale dell'O.N.U.)

Fall-out è una finestra sulla realtà di Chernobyl oggi, un viaggio attraverso le zone interdette bielorusse, fatto di paesaggi segnati dall’abbandono e volti di donne e uomini che raccontano con forza intatta i silenzi di ieri, i problemi di oggi e le paure per il domani.
A più di vent’anni dall'esplosione del reattore nucleare, Chernobyl è ancora il nome della contaminazione, del disastro di un continente, e la prova vivente della manipolazione dell'informazione nella società contemporanea.
Le radiazioni non si vedono, non si toccano, non hanno odore ma le loro conseguenze sulle condizioni sanitarie,
economiche e sociali di 10 milioni di persone rimangono e rimarranno per molti anni attualità.
Tutto questo passa attraverso l’obbiettivo di una x-pan, una di quelle macchine fotografiche che non ammette distanza: se vuoi uno zoom devi avvicinarti. E proprio la vicinanza è uno dei cardini del film, che trasforma la soggettiva della fotoreporter che ha compiuto il viaggio nella soggettiva di chi guarda e viaggia come lei, quasi da solo, quasi abbandonato in un susseguirsi di volti nuovi e pezzi di un puzzle fatto di contraddizioni ma soprattutto di vite, segnate da Chernobyl che non è più un luogo ma un fatto.
«Fall-out è un film di denuncia con quel retrogusto amaro che solo il tempo, il voler dimenticare e il non voler capire sanno dare ai problemi».
Vedere tutto questo e raccontarlo... con la speranza che nessuna voce venga perduta e nessun volto venga dimenticato!

In edicola per un mese dal 10 maggio!!!
Per info: info@mondoincammino.org

seconda giornata costituente ecologista

la diretta streaming che potrete seguire a questo indirizzo:
http://www.costituentecologista.it/convention-costituente-21-22-maggio-2011.html

Domenica 22 Maggio

TEATRO AMBRA IOVINELLI

Via Guglielmo Pepe 43 - Roma

Sessione plenaria



Ore 10.00 Apertura

Ore 10.10 Messaggio

Giorgio Napolitano
Presidente della Repubblica

Conduttore
Marco Gisotti (Modus Vivendi)

Ore 10.20 Relazione

Antonio Noto - IPR Marketing
Presentazione Rapporto sulle prospettive per una politica ecologista in Italia



Ore 11.00 Testimoni della Terra Madre

Sponsorizzato da TERRA
Modera Luca Bonaccorsi

Sydney Possuelo – Leader Indigenista

Satoko Watanabe – Coord. Intern. Verdi Giapponesi

Padre Ottavio Raimondo – Padre Missionario Comboniano


Ore 11.15 Intervento di Giobbe Covatta

Ore 11.25 Sessione

Video di Daniel Cohn Bendit
Co-Presidente Gruppo Verdi-Ale

Monica Frassoni
Co-presidente Verdi europei

Angelo Bonelli
Presidente Verdi italiani

Domenico Finiguerra
Sindacodi Cassinetta di Lugagnano

Mario Tozzi
Ricercatore CNR

Michele Dotti
Coordinatore Appello Abbiamo un Sogno

Claudia Bettiol
Appello Io Cambio

Video di Rita Borsellino
Parlamentare Europea

Video di Stefano Rodotà
Giurista

Jacopo Fo
Attore, ambientalista e divulgatore

Gianfranco Bettin
Assessore all'Ambiente del Comune di Venezia

Dacia Maraini
Scrittrice

Donne Terre-Mutate
Comitato L'Aquila

Roberto Burdese
Presidente Slow Food Italia

Giuliano Tallone
Presidente Lipu e Coordinatore dell'Appello Io Cambio


Ore 13.00 Sessione Referendaria

Corrado Oddi - Comitato Referendario 2 SI per l'Acqua Bene Comune

Massimo Scalia - Referendum Vota SI Contro il Nucleare

Anna Orunesu e Marco Seddone (C.A.N. - Comitato Antinuclearista Nuorese)



Pausa



Ore 14.00 Video su "Alex Langer: testimone e profeta dei nostri tempi"

Intervento di Marco Boato


Ore 14.15 Conclusioni delle Sessioni Programmatiche

Interventi dei Rapporteurs



Ore 14.45 Eruopean Greens

Video di Philippe Lambert
Co-Portavoce Verdi Europei


Ore 15.00 Video sui Comuni Virtuosi

Vincenzo Cenname
ex Sindaco di Camigliano

Giovanni Ruvolo
Movimenti Civici Siciliani

Paolo Canducci
Ex assessore al comune di San Benedetto del Tronto

Brigitte Foppa
Consigliera comunale di Bolzano

Ore 15.25 Video sul Clima, no al nucleare, Green Economy e Rinnovabili

Video: Il suolo minacciato. 6'20'' ed intervento di Nicola dall'Oglio

Pippo Onufrio
Direttore Greenpeace

Mario Agostinelli
Contratto Mondiale per l'Energia

Guido Viale*
Scrittore e sociologo

Tonino Perna
Economista e Sociologo

Myriam Ines Giangiacomo
Vicepresidente Manager Zen

Debora Billi
Blogger

Video di Luca Mercalli
Climatologo

Ore 16.00 Consegna Premio Green Vision con Amedeo Tinelli (Modus Vivendi) e Ines Nobili (Attrice)
Sponsorizzato da MODUS VIVENDI

Thomas Brown – Ricercatore Chose

Mamme Vulcaniche – Comitato di Terzigno

Mario A. Rosato – Imprenditore

Alberto Giuliani – Fotografo

Michele Ciacciofera – Pittore

Nino De Masi –Imprenditore

Ore 16.40 Video su Parchi e Biodiversità

Vittorio Cogliati Dezza
Legambiente

Gaetano Benedetto
Ambientalista

Silvio Greco
Slow Food

Guido Pollice
VAS

Andrea Masullo
Green Accord

Nicola Caracciolo
Italia Nostra

Ciro Pesacane
Forum Ambientalista

Walter Caporale
Animalisti Italiani

Gianluca Felicetti
LAV

Ore 17.10 Presentazione del Nome

Ore 17.30 Conclusioni

Michele Dotti
Coordinatore Appello Abbiamo un sogno

Marco Boschini
Assessore all'Ambiente del comune di Colorno

Angelo Bonelli
Presidente nazionale dei Verdi

Giuliano Tallone
Coordinatore della Costituente Ecologista

sabato 21 maggio 2011

Pontinia: 24 settembre tutti in bicicletta

è l’anno di Moving placet - L’ecorivoluzione sulla bici
Terra incontra Bill McKibben, giornalista Usa e autore della campagna digitale 350.org.
Si batte da anni contro il cambiamento climatico promuovendo grandi manifestazioni planetarie
Emanuele Bompan da Washington D.C.
Bill McKibben va annoverato tra i dieci personaggi più influenti della storia dell’ambientalismo. Giornalista, scrittore attivista, vulcanico e hi-tech, da quando ha scritto End of Nature 22 anni fa non ha mai smesso di combattere per cercare di fermare il cambiamento climatico, dalla sua casa nel placido Vermont, armato di portatile e Ipad o viaggiando per il mondo. È l’ideatore di un premio in giornalismo ambientale presso il Middlebury College.
In Italia ha recentemente Pubblicato “Terra” per Edizioni Ambiente.
Ma fuori dal BelPaese
Bill è conosciuto soprattutto per aver lanciato la campagna digitale per il clima più famosa del mondo: 350.org. Concentrandosi sul numero 350, il tetto massimo di parti per milione di Co2 nell’atmosfera per mantenere l’aumento della temperatura derivato dall’effetto serra sotto i 2°C, McKibben, e un manipolo di suoi studenti del Middlebury College, ha lanciato la più grande mobilitazione globale orchestrata interamente via web. Poche risorse economiche ma tantissimo successo, con partecipanti da oltre 190 Paesi, che hanno ridefinito il concetto di attivismo ondine e di ambientalismo partecipato.
Terra lo ha contattato per discutere in anteprima della sua prossima campagna globale, organizzata completamente online, che si svolgerà il 24 settembre prossimo, dal nome di Moving Planet.
Come mai avete scelto per la vostra nuova campagna il nome Moving Planet (pianeta in Movimento)?
Abbiamo già organizzato due giornate di azione globale: nel 2009, una grande manifestazione globale per fare pressione sui negoziati di Copenhagen e la seconda il 10 ottobre 2010, un work party, una festa dove ognuno ha svolto un’azione per aiutare il pianeta. Questa volta abbiamo voluto concentrarci sull’idea di motion, movimento, un momento topico di azione politica... muovendosi! Per questo il nome Moving Planet, e letteralmente in ogni angolo del mondo le persone si metteranno in moto, la maggioranza in bicicletta.
Perché in bici?
a) è una delle soluzioni di cui abbiamo bisogno per aiutare il pia- neta; b) sono incredibilmente belle e affascinanti c) perché sono un veicolo potentissimo per attirare l’attenzione dei nostri leader politici. Provate ad immaginare decine di migliaia di bici che girano intorno alla Casa Bianca e d) le bici sono uno dei pochi mezzi che ricchi e poveri hanno in comune. Sarà un mezzo perfetto.
Perché il concetto di movimento?
Perché abbiamo bisogno di smuovere il dibattito sul cambiamento climatico! Abbiamo bisogno di vedere azioni concrete e le persone con il loro “movimento”, il 24 settembre, porteranno ai propri rappresentanti politici richieste concrete per un agire risoluto. Questo accadrà in tutto il mondo.
Quindi sarà anche un messaggio da consegnare ai rappresentanti delle 192 nazioni che saranno a dicembre in Sud Africa per il 17imo incontro negoziale Onu sul Clima?
Esatto, sarà fondamentale per il round negoziale di Durban, però ogni amministrazione, ogni città e ogni Paese devono svolgere la propria parte. E quindi la gente salterà sulle proprie biciclette per richiedere nuove piste ciclabili, maggiori investimenti nelle energie rinnovabili, strategie di risparmio energetico insieme a strategie nazionali per fermare le emissioni di Co2.
Qual è la tua opinione sul negoziato sul clima dopo gli step intermedi di aprile?
Sembra più immobile che mai e sembra difficile uscire dall’impasse, in parte per colpa degli Usa. Per questo stiamo cercando di fare pressione qua in America sull’amministrazione Obama per dare una scossa. Abbiamo anche organizzato una campagna contro la Camera del Commercio Americana, da sempre una delle lobby climanegazionista più influenti.
Quanti Stati vi aspettate che aderiscano quest’anno?
Geez, non saprei ogni volta siamo sempre più sorpresi dalle adesioni che riceviamo. Lo sappiamo sempre all’ultimo. Quando organizzammo la prima azione, la Cnn la definì il più grande evento diffuso su scala globale mai organizzato, l’anno scorso siamo riusciti a fare di meglio. La cosa eccezionale è la partecipazione sempre maggiore dei paesi in via di sviluppo.
Oltre alle biciclette, che mezzi vi aspettate?
A piedi, ma anche tante barche, canoe, Kayak. Ci saranno grandi marce nelle periferie delle grandi città; in Nuova Zelanda la gente convergerà da ogni parte verso il centro incluso un gruppo che arriverà dall’oceano via nuoto; in Sud Africa centinaia di studenti saliranno sugli skate-boards e via dicendo. Tutto sempre coordinato dal vostro sito www.350.org.
E una delle cose migliori è il fatto che molta gente ha partecipato agli eventi passati anche senza essere un ambientalista convinto e ben informato.
Cosa possiamo fare in Italia?
Se andate sul sito 350.org si può vedere chi ha già organizzato eventi, chi sta lavorando, o segnalare un evento che si vuole organizzare.
Il sito ha anche una versione in italiano.
Molti ambientalisti dicono che esistono troppi eventi per l’ambiente: Earth Hour, il Giorno Della Terra, 350...
Forse hanno ragione, noi però dobbiamo concentrarci sulla scienza e sui numeri e per questo 350 deve rimanere un punto di orientamento sull’obiettivo per fare pressione sui nostri leader. E abbiamo bisogno di tutti. Anche in Italia!

venerdì 20 maggio 2011

presidio contro il nucleare permanente

Prima hanno impedito che i referendum si tenessero insieme alle amministrative, sprecando 400 mln di euro.
Poi hanno rinviato l’approvazione del regolamento
per la RAI di un mese ed hanno messo in atto una censura sistematica per nascondere i referendum del 12 e del 13 giugno.

Ora stanno tentando di cancellare il referendum
sul nucleare e di rubare agli italiani anche il diritto di dire la loro.

Per questo i comitati referendari (il COMITATO VOTA SI' PER FERMARE IL NUCLEARE e il COMITATO DUE SI' PER L'ACQUA BENE COMUNE) hanno deciso di lanciare una mobilitazione permanente davanti Montecitorio il 23 e 24 maggio – giorni in cui il Parlamento deciderà sul decreto Omnibus che contiene la finta uscita dal nucleare.

La rotatoria di Sezze Scalo e la sicurezza stradale

Anche oggi alle ore 18.30 la situazione è sempre la stessa.
In un tratto di scarsa visibilità, doppia curva, rotatoria, semaforo sui 2 tronchi della SR 156 dei Monti Lepini, nessuna informazione, nè segnaletica sulla via del Murillo. Chi si immette sulla SR 156 dalla via del Murillo pensa di avere (giustamente) la precedenza. Idem per chi arriva dalla SR 156 dopo aver avuto il via libera del semaforo.
Sperando che non succeda l'incidente Vi chiedo: in caso di incidente chi paga? Chi ha ragione e chi ha torto? Ma davvero non c'è nessuna Istituzione, nessun servizio che può intervenire e presidiare questo benedetto incrocio? Se state realizzando la rotatoria vuol dire che sapete che è pericoloso. Perchè ne aumentate la pericolosità riducendo la carreggiata con scelte incomprensibili, senza segnaletica e senza
personale che presidia l'incrocio? Perchè su questo incrocio non c'è alcuna sorveglianza? Pontinia 19 maggio 2011 Giorgio Libralato

Il 19 maggio 2011 07:49, giorgio libralato
ha scritto:
> ALLA POLIZIA STRADALE DI LATINA
> ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI LATINA
> ALLA PREFETTURA DI LATINA
> ALLA REGIONE LAZIO
> ALL'ASTRAL
> ALLA PROVINCIA DI LATINA
> ALL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE VITTIME DELLA STRADA
> AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE
>
> Siamo al 3. giorno, visto che la situazione del senso unico alternato
> regolato (solo sulla SR 156 dei Monti lepini) è iniziata martedi 17
> maggio. Anche questa mattina, ore 7.15 la situazione di pericolo
> permaneva. Chi si immetteva dalla via del Murillo, direzione Sezze
> Scalo rischiava un frontale. L'incrocio non era presidiato, non c'era
> personale al lavoro e la segnaletica, ancora una volta non era
> adeguata. A tutti può capitare di sbagliare o un incidente. Però
> quando queste situazioni di pericolo permangono nel tempo, tutti le
> possono vedere, osservare e nessuno interviene vuol dire che la
> situazione grave in cui versano le nostre strade è irreversibile? Ci
> siamo abituati alle morti, alle stragi, alla incapacità e
> all'impreparazione? Può essere che nessuno interviene? E tutte le
> dichiarazioni fatte in merito alla sicurezza stradale e alla
> prevenzione degli incidenti? Io comunque non mi rassegno. Saluti.
> Pontinia 19 maggio 2011 Giorgio Libralato
>
>
> ---------- Messaggio inoltrato ----------
> Da: giorgio libralato
> Date: 18 maggio 2011 11:44
> Oggetto: mancata sicurezza stradale a sistema?
> A: presidenteprovincia@provincia.latina.it, caterina.amato@interno.it,
> urp@provincia.latina.it, urp@regione.lazio.it, report@rai.it,
> "isoradio@rai.it" , stradasicuralt@yahoo.it
>
>
> ALL'ASTRAL
> ALLA PROVINCIA DI LATINA
> ALLA REGIONE LAZIO
> ALLA PREFETTURA DI LATINA
> All'Associazione Familiari vittime della strada
> Alla Canale Radiofonico “Isoradio”
> Alla Trasmissione “Report di Rai 3”
>
> oggetto: la mancata sicurezza stradale
>
> Avevo già segnalato l'apertura dei cantieri relativi alla rotatoria
> nella strada regionale “156 dei Monti Lepini” in località Sezze Scalo,
> all'incrocio con la via del Murillo, nel comune di Sezze (LT) senza il
> relativo preavviso con segnaletica stradale insufficiente, come da
> nota allegata.
> Ieri, per chi veniva da Sud (per esempio dal comune di Pontinia dalla
> Migliara 47 e comunque andando in direzione Latina Scalo) si immetteva
> nella costruenda rotatoria e poteva solo immettersi in direzione Sezze
> Scalo (quindi non poteva andare verso l'Appia o verso Latina).
> Per chi percorreva la SR 156 (da Sezze Scalo verso l'Appia) trovava la
> strada interrotta con senso unico alternato regolato da semaforo. Idem
> per chi veniva dall'Appia in direzione Sezze Scalo.
> Nessuna informazione (l'incrocio non è presidiato e non c'è
> segnaletica stradale) per chi veniva dalla via del Murillo che
> rischiava un frontale per chi veniva dalla direzione Sezze Scalo verso
> l'Appia.
> Lo stesso avveniva questa mattina.
> Non conosco la durata di questo sistema altamente pericoloso.
> Né se in mattinata la situazione sia stata risolta.
> Ritengo invece che chi è responsabile di questa situazione di grave
> pericolo dovrebbe cambiare attività per non essere più pericoloso per
> la società e la pubblica incolumità.
> Spero di non assistere nuovamente a tali atti pericolosi.
> Specie in una provincia dove le vittime da incidenti stradali,
> purtroppo, sono a livelli tali che è necessario prevenirli sicuramente
> con opere di messa in sicurezza, come la rotatoria di cui sopra, ma
> soprattutto con la necessaria informazione, segnaletica, coordinamento
> e manutenzione.
> Grazie dell'attenzione.
> Saluti.
> Giorgio Libralato Pontinia
>
>
> iniziano i lavori della rotatoria nel comune di Sezze, all'incrocio
> tra la SR 156 dei Monti Lepini con la via del Murillo nella campagna
> di Sezze Scalo. L'incrocio a raso è particolarmente pericoloso e
> finalmente verrà messo in sicurezza con questa opera importante. Chi
> arriva dalla via del Murillo (per esempio dal comune di Pontinia)
> verso la SR 156 all'improvviso, senza alcuna segnalazione e
> informazione si vede costretto a fare inversione di marcia, tornare
> indietro e costretto a percorre la via Fontana Acquaviva. Per
> chiamarla strada ci vuole molta fantasia o una buona dose di
> ottimismo. La carreggiata è stretta e non consente l'incrocio tra 2
> macchine. Potete pensare se nella trappola ci finisce uno dei tanti
> camion con tutti i divieti possibili e immaginabili di percorso. Poi
> percorrerla di giorno, se non ha piovuto, è quasi possibile,
> considerate le autentiche voragini che saltuariamente si alternano a
> timidi tratti di asfalto. Provate a immaginare cosa vi può succedere
> se avete 2 ruote o se la dovete percorrerla di notte o comunque ogni
> volta che c'è scarsa visibilità. Oppure dopo che ha piovuto e le
> voragini scajolicamente a vostra insaputa , sono ricoperte da acqua e
> fango e quindi non visibili. Eppure che c'era in progetto di
> realizzare questa rotatoria, stando alla segnaletica, si sapeva da
> mesi. In un paese normale che si preoccupa che non avvengano incidenti
> oppure che non vuole punire chi si muove per lavoro o per studio,
> ammesso che non potesse investire centinaia di migliaia di euro
> rapinati agli automobilisti con autovelox non regolari, per mettere in
> sicurezze le strade alternative, bastavano poche centinaia di euro.
> Con segnaletica, avvertimenti, informazioni stradale e sui giornali.
> Giorgio Libralato 4 aprile 2011 Pontinia
>
> Quasi sempre il mancato rispetto delle regole comporta un danno alla
> collettività. Può capitare che rappresentino un pericolo o creino
> danni o vittime. Come nel caso del codice della strada. Se poi questa
> mancanza di rispetto anziché un privato cittadini lo fa un
> rappresentante delle istituzioni, addirittura utilizzando un'auto blu
> e quindi un mezzo pagato dai cittadini, il danno è ancora peggiore.
> Una volta erano le istituzioni e si suoi rappresentanti che dovevano
> dare esempi positivi da seguire. Oggi, purtroppo danno un esempio
> negativo. Come è successo lunedi mattina alle ore 9,25 circa. Come si
> vede nelle foto
> http://pontiniaecologia.blogspot.com/2011/05/lesempio-delludc-quando-le-regole-sono.html,
> una macchina blu con autista, con passeggero un noto rappresentante,
> da decenni, di varie istituzioni, tuttora con diversi incarichi, in
> corrispondenza dell'incrocio regolato da semaforo (tra via di Tor Tre
> Ponti e via Pantanaccio, la macchina proveniva dall'Appia, da Tor Tre
> Ponti verso Latina), senza azionare lampeggiante o altri segnalatori,
> superava la striscia bianca continua, in divieto di sorpasso,
> superando il limite di velocità di 50 km/h, superava una lunga serie
> di autoveicoli (e camion) fermi al semaforo rosso.
> Giorgio Libralato 7 maggio 2011 Pontinia
>
> E' importante l'esempio delle istituzioni e dei suoi rappresentanti
> anche perchè influenzano il comportamento dei cittadini che li
> osservano. Martedi mattina verso le 9.30 percorrendo la strada dal
> Piccarello verso Tor Tre Ponti, dopo aver superato l'incrocio con
> semaforo in corrispondenza del canale delle Acque Medie, arrivo a
> quello del Pantanaccio. Trovo il rosso e mi fermo senza macchine
> avanti a me. Di fronte (che venivano dall'Appia in direzione Latina)
> c'erano 6 o 7 macchine ferme ad attendere che diventasse verde. La
> striscia, ovviamente, è continua e il limite è di 50 km/h. Arriva
> (dall'Appia in direzione Latina) un'auto blu (senza lampeggiante,
> senza freccia, ma non aveva nemmeno le luci di posizione o gli
> anabbaglianti) che non si ferma e non si mette in fila (come prevede
> oltre che il codice stradale, il buon senso). Sorpassa la fila (senza
> segnalatori di nessun tipo) percorre l'altra corsia contro senso con
> il rischio di investire chi come me aveva avuto (nel frattempo) il
> diritto a ripartire con il colore verde. Affianco dell'autista ho
> riconosciuto un noto esponente politico provinciale. Uno di quelli,
> per intenderci, dai quali ci si aspetta il buon esempio. Non fosse
> altro perchè la Provincia ha posizionato una decina di autovelox che
> dovrebbero punire gli automobilisti che superano il limite, come ha
> fatto la sua autoblu.
> 27 gennaio 2011 Giorgio Libralato
>

Pontinia: Pedretti e Sperlonga la classe non è acqua

A Pontinia gli “sbruffoni – americani – vanesi – esibizionisti” non hanno avuto grande successo alle elezioni. Tra i 3 candidati a sindaco ha vinto (nettamente) l'unico che non ha fatto mega manifesti e che non ha occupati gli spazi elettorali abusivamente. Quello che ha rispettato le regole. Tra i candidati a consigliere il record (ed è la 2. volta) è andato a Franco – Antonio Pedretti. Che a Pontinia non ha affisso manifesti né mini né maxi. E nemmeno lui ha debordato aumentando il degrado. E' stato premiato. E' stato anche uno dei pochi Signori che ha affisso il manifesto per ringraziamento. (lo stesso ha fatto il neo – sindaco, per la 4. volta, record assoluto in provincia con la nuova legge). Anche Patrizia Sperlonga non ha affisso manifesti ed è stata giustamente riconfermata. Suo il lavoro di coordinamento candidature, firme, programma mentre i suoi “colleghi” cercavano voti. E' vero che gli organi di informazione spesso celebrano la malattia, il degrado e non chi li cura o chi rispetta le regole democratiche. Le stesse che si dà chi non le rispetta.

mercoledì 18 maggio 2011

la bambina per l'acqua pubblica

video

la provincia di Latina sul quotidiano Terra


Latina ha bisogno di acquisire e assimilare i principi ispiratori della costituente ecologista. Difatti perde migliaia di posti di lavoro l'anno. Da una parte la chiusura fisiologica di alcune attività. Dall'altra l'abbandono delle multinazionali verso nazioni dove tasse e obblighi sono meno forti. Considerata la felice esposizione, l'ambiente favorevole, una persona normale si aspetterebbe che amministratori e dirigenti indirizzassero aziende e imprenditori, verso le nuove tecnologie, il turismo di qualità, le energie naturali e rinnovabili. Invece al contrario si favoriscono gli impianti devastanti e che non portano aumenti significativi di posti di lavoro. La raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani è ferma a circa il 20%. Eppure quella spinta, oltre ai naturali benefici ambientali, al risparmio economico, porterebbe a circa 1.000 nuovi posti di lavoro. Coprire il 20% dei fabbricati con impianti di energia naturale e rinnovabile con il fotovoltaico renderebbe la provincia di Latina autosufficiente per abitazioni, uffici e negozi, creando circa 2 mila nuovi posti di lavoro. Unendo, poi, il turismo ambientale a quello storico, enogastronomico, oltre a creare un circolo virtuoso con le aziende di qualità, ad una migliore tutela del territorio, porterebbe centinaia di nuovi posti di lavoro. Il mancato controllo, a livello comunale, provinciale e regionale di questa situazione per la scarsa sensibilità, ma anche per favorire speculatori senza qualità sociali, ha portato, negli ultimi anni la crescita esponenziale di progetti incompatibili con il territorio. 2 centrali a turbogas, la presenza di una centrale a biomasse di 10 MW, altri progetti (4 già approvati da 1 MW, uno ancora pendente da 20) senza alcuna relazione con il territorio. Tutti invece con aumento di emissioni in atmosfera, di malattie all'apparato respiratorio. Il trasporto pubblico è agli ultimi livelli in Italia con le più alte percentuali di macchine e morti in seguito ad incidenti stradali. Con una rete viaria e con il collegamento ferroviario in pessime condizioni. Anche le scelte urbanistiche favoriscono gli speculatori al contrario del bene comune e del reale soddisfacimento delle necessità dell'abitare, specie per giovani e anziani. La provincia di Latina ha nell’agricoltura di qualità uno dei pochi punti di forza che viene messa in pericolo anche dai progetti incompatibili come il fotovoltaico al posto dei migliori e più produttivi campi agricoli. L’aumento delle infiltrazioni malavitose in provincia di Latina, il fenomeno della quinta mafia crescono in modo esponenziale insieme ai vari progetti di gestione errata sia dell’energia, che dei rifiuti e al degrado ambientale. E’ quindi necessario creare gli anticorpi a questi fenomeni con la cultura del rispetto del territorio. Latina è da sempre una meta importante dei flussi di immigrazione e, purtroppo, i tristi casi delle morti per povertà e abbandono sono ricorrenti. Per questo bisogna ripensare e coordinare la decina di progetti di porti, le 3 autostrade, il progetto della centrale nucleare, dei 2 depositi di scorie, dell’aeroporto e valorizzare invece tutte le potenzialità ambientali e turistiche: dalle isole ponziane, le perle del mediterraneo, il parco nazionale del Circeo, le colline e i monti, i laghi, le zone umide, la macchia mediterranea, la storia e la tradizione.

lunedì 16 maggio 2011

Eligio Tombolillo si conferma sindaco per la 4. volta a Pontinia

Eligio Tombolillo si riconferma sindaco di Pontinia.
16-05-2011
Il primo cittadino uscente, del Pd, ottiene il 66.59% dei voti.

PONTINIA (3 candidati sindaco) 14 su 14 sezioni - DATO DEFINITIVO

ELIGIO TOMBOLILLO (Pd) 66.19% ELETTO
ERNESTO BILOTTA (Pdl) 20.93%
LUIGI SUBIACO (La Destra di Storace) 12,87%
http://www.studio93.it/news/read_news.php?news=43973&category=1

venerdì 13 maggio 2011

Pontinia, perchè voto per Tombolillo

dichiarazione di voto: per me la coerenza, il rispetto, la famiglia, il lavoro, la solidarietà sono dei valori irrinunciabile. Così come la salute, l'ambiente, le classi sociali deboli, i giovani, gli anziani, le donne, le minoranze. Per questo non voterò mai i fascisti, gli arroganti, la destra, l'udc e tutti coloro che difendono la criminalità. Nella scelta poi è obbligatorio difendere Pontinia e il suo comune dai progetti incompatibili e devastanti. Come quelli inutili delle centrali a turbogas e a biomasse. Le mie indicazioni di voto sui candidati sono per le donne, i giovani, le persone capace e preparate, quelle serie e coerenti, disponibili (nel senso del bene comune) e indisponibili (a essere comprate). Purtroppo non sceglieremo gli assessori. Quelli spettano al sindaco in base agli accordi e ai partiti.

la Pontinia brutta

In questo periodo elettorale in molti hanno dato il peggio di sè rendendo Pontinia più brutta. Questo è solo l'inizio e l'anteprima di ciò che succederà quando non si potrà ricandidare a sindaco Eligio Tombolillo. La distanza tra cittadini e candidati, tra problemi reali e coloro che si propongono per amministrare o governare è sempre più forte. Così come è evidente che la maggior parte di coloro che si propongono non sono in grado di amministrare per il bene comune, né hanno alcuna voglia di farlo. A questi ambiziosi, arroganti e incapaci non rimane che cercare di apparire senza essere. Fortuna che ieri è finita la più brutta campagna elettorale da quando (1994) viene applicata la legge per l'elezione diretta del Sindaco. Comunque vada, qualunque sia il risultato le prospettive sono preoccupanti. Se vince la destra Storace ha già evidenziato (con il progetto più contestato della provincia di Latina, l'autostrada devastante, con l'impianto di compostaggio di Pontinia, con la devastazione della sanità pubblica) cosa può diventare il Lazio e quali metodi possono essere usati (il presunto spionaggio contro gli avversari per i quali ci sono i processi in corso). Se vince il pdl Pontinia ha già avuto questa opportunità con il dissesto economico che si è rivelato inesistente. Se vince Tombolillo, stando alle notizie di stampa, 2 (almeno) assessorati andranno all'udc insieme alla candidatura a sindaco nella prossima tornata. Poi l'incarico a Calisi per aver rinunciato alla candidatura. Quindi almeno una donna (Patrizia Sperlonga?). Resterebbe 1 assessorato per 3 pretendenti uscenti (Mantova, Battisti, Pedretti) e i consiglieri che potrebbero essere riconfermati e chiedere la candidatura a sindaco (Perfili, Medici, Ronci, Sellacci). Poi ci sarà la continua fuga in avanti tra l'udc e i vari consiglieri uscenti per la candidatura a sindaco. Insomma amministrazione a rischio per le ambizioni personali.

corridoio tirrenico meridionale? ripassate nel 2013

12/05/2011
Ance: ‘dal Cipe nessuna nuova assegnazione per le opere medio-piccole’
I finanziamenti confermati per il Piano del 26 giugno 2009 restano a quota 45%

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Dpef Allegato
Infrastrutture 2010-2013
http://www.edilportale.com/normativa/documento-unico/2009/ministero-delle-infrastrutture-e-dei-trasporti-dpef-allegato-infrastrutture-2010-2013_11114.html


COMUNICATO STAMPA

Dichiarazioni di Gualtiero Alunni Portavoce del Comitato No corridoio
Roma-Latina per la metropolitana leggera


Oggetto: risposta al Pres. ApL Luigi Celori - suo comunicato
dell’11/5/11 - autostrada a pedaggio Roma- Latina.


Persistere con la propaganda e la disinformazione, come continua a
fare il sig. Celori è un metodo scorretto e disonesto
intellettualmente. Diversamente della “Nuova Pontina” si tratta di una
devastante autostrada a pedaggio di tipo “A” (la più invasiva),
inoltre arriverà solo alle porte di Latina (BorgoPiave) per una
percorrenza di circa il 50% di tutta la Pontina e di questo, solo il
60% si sovrapporrà all’ area di sedime della ss 148, insomma siamo
nell’ordine di 24 km sui 100 complessivi.

E’ incredibile come lievitino i numeri della “nuova occupazione” che
porterà questa inutile opera. La Polverini solo qualche mese fa
parlava di un totale di 9.000 posti, ora Celori parla di 16.000 posti
più i lavoratori interessati al cantiere. Pensiamo che si stanno
“dando i numeri” , ma la certezza sono le decine di aziende agricole
che chiuderanno, le decine di attività industriali imbottigliate (vedi
per es. l’area industriale tra la Via Pontina e l’autostrada in zona
Caronti - vecchia Pontina), abitazioni che verranno espropriate e
abbattute, grave impatto sul parco di Decima-Malafede. Celori inoltre,
omette che il Cipe in quel lontano ormai 18/11/10 approvò il progetto,
ma subito dopo la Guardia di Finanza sequestrò tutti gli incartamenti
conseguentemente ad un indagine aperta dalla Corte dei Conti per
“distrazione di denaro pubblico” e per questi motivi ancora oggi non è
stato pubblicato in GU e quindi è totalmente bloccato il suo iter
tecnico/burocratico. Come non ribadire che agli enormi costi di
costruzione (oltre 2.700 mln di euro) non corrisponderà nessun
beneficio per gli automobilisti pendolari, che continueranno più di
prima, a fare file interminabile e a pagare il pedaggio beffa, perché
accedere a Roma sarà un miraggio.

Si pensa al “triangolo del divertimento” per dei fantomatici turisti e
non alla “via crucis” quotidiana dei cittadini delle comunità locali
pontine.

Delle soluzioni più semplici ed efficaci, del loro finanziamento, atto
a ridurre drasticamente i tempi di percorrenza e a ridurre i flussi
del traffico privato su gomma, come la costruzione della metropolitana
Roma-Pomezia-Ardea, il miglioramento della rete ferroviaria esistente
a partire dal raddoppio del binario della Nettuno-Roma: nemmeno
l’ombra.

Altro che rivitalizzare l’economia, neanche un potente defibrillatore,
dopo questi colpi mortali inferti al territorio per favorire i soliti
speculatori alla Impregilo, potrebbe tentare una impossibile
rianimazione socio/ambientale.

Per questo ieri come oggi ci opponiamo a vecchi e retrivi metodi
d’intervento sulla viabilità come il mostro di cemento e asfalto
dell’autostrada a pedaggio Roma-Latina, ma sosteniamo e proponiamo
soluzioni alternative realmente risolutrici dei problemi della
mobilità.



Comitato No Corridoio Rm-Lt per la Metropolitana Leggera

FIRMA on line: http://www.PetitionOnline.com/ppnoc1/
Il nostro blog: http://quartiereroma12.blogspot.com

E.mail : nocorridoio@tiscali.it - 3332152909

giovedì 12 maggio 2011

nucleare i comuni fanno causa al governo

Ho smesso di credere alla befana tanti anni fa. Alcuni aspiranti (o
attuali) amministratori continuano a crederci. Tanto che, qualcuno, si
dichiarava favorevole al nucleare a Borgo Sabotino in cambio di soldi
per compensare morti, malattie, perdita di valore e competitività del
territorio. Io non avrei venduto la dignità, la salute e il territorio
nemmeno se i soldi (tanti o pochi) li avessero dati davvero. Giorgio
Libralato

http://www.repubblica.it/ambiente/2011/05/11/news/anci_nucleare-16095514/
NUCLEARE
La pazienza dei comuni è finita
l'Anci fa causa al governo
Dai municipi sede delle vecchie centrali azione legale contro Palazzo
Chigi per ottenere le compensazioni pattuite per lo smaltimento degli
impianti: "Sconcertati dalle 'menzogne' che ci vengono raccontate"
ROMA - Tra decreti, moratorie, pause di riflessione colpi di furbizia
e referendum in bilico, l'Italia è ancora in attesa di capire se ci
sarà mai una seconda era nucleare, ma intanto il governo deve ancora
finire di fare i conti con il passato. Sei Comuni della Consulta Anci
dei Comuni sedi di impianti nucleari (Caorso, Saluggia, Trino
Vercellese, Rotondella, Ispra e Piacenza) hanno avviato oggi un'azione
legale nei confronti di Palazzo Chigi a tutela degli interessi delle
amministrazioni e dei cittadini per chiedere che vengano ripristinate
le somme spettanti ai Comuni dal 2005".

In una nota, l'Anci ricorda che le compensazioni per i municipi sedi
di servitù nucleari (non solo le vecchie centrali, ma anche deposito
di stoccaggio di materiale radioattivo), sono previste dal decreto
Scanzano del 2003. "In virtù della legge finanziaria, nel 2005 -
spiega Fabio Callori, presidente della Consulta e sindaco di Caorso -
tali risorse sono state decurtate del 70% per destinare gli introiti
che i cittadini pagano con la bolletta elettrica alla fiscalità
generale". Si tratta, tra l'altro, di quegli "oneri di sistema" che
rendono il costo dell'elettricità in Italia uno dei più alti d'Europa
e che nelle settimane scorse il governo ha propagandisticamente
cercato di attribuire 1 esclusivamente al peso degli incentivi per le
fonti rinnovabili.

Una scelta bocciata anche dall'Autorità per l'Energia, ricorda l'Anci,
dato che in via generale non si possono destinare a un'entrata dello
Stato delle cifre che hanno una precisa destinazione, quella di
riqualificare i territori sui quali ha gravato la vecchia generazione
del nucleare. "Finora - sottolinea Callori - l'Anci si è impegnata con
tutte le iniziative possibili a livello di emendamenti e di proposte
per il recupero delle somme, fino ad arrivare alla proposta al Governo
del rilascio di attestati per il riconoscimento dei crediti. Ad oggi,
da parte del Governo, non c'è stato nessun riscontro". Come se non
bastasse, l'esecutivo ad oggi non ha adempiuto però neppure al
pagamento del restante 30%.

"Oggi - denuncia ancora il presidente della Consulta Anci - ci
ritroviamo poi a dover anche inseguire l'erogazione di quello che
rimane, ovvero il 30% che è stato già deliberato dal ministero
dell'Ambiente per le annualità 2008-2009 e contabilizzato dalla Cassa
conguaglio per il settore elettrico, ma ad oggi il Cipe non si è
ancora espresso per le ripartizione del fondo e probabilmente ciò
comporterà oggettive difficoltà per il completamento delle opere in
corso di realizzazione sul territorio".

"Siamo letteralmente sconcertati dalle 'menzogne' che ci vengono
raccontate - conclude Callori - le carte e le risorse per le delibere
Cipe ci sono tutte e oggi ne abbiamo avuto conferma; ancora una volta
non riusciamo proprio a capire il perché di queste negligenze".
Secondo Callori la mancanza di risorse potrebbe determinare gravi
conseguenze: "A fronte del perdurare della situazione i nostri Comuni
potrebbero vedersi costretti a bloccare i processi di smantellamento
dei vecchi impianti".

All'iniziativa dell'Anci ha risposto a nome del governo il
sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia. "Ho
partecipato personalmente alla riunione del pre-Cipe della settimana
scorsa che recava all'ordine del giorno la delibera sulle
compensazioni per i Comuni sedi di impianti nucleari - ha spiegato -
Pertanto posso affermare che è pronta per l'approvazione. Il rinvio è
stato dovuto solo a questioni formali".

Se restano quindi ancora da saldare i conti per il nucleare di oltre
20 anni fa, rischiano di avere un costo salato anche i sogni per il
futuro. "Il piano nucleare del governo potrebbe pesare sulle tasche
degli italiani anche dopo lo stop a seguito del disastro di
Fukushima", denunciano i parlamentari del Pd Ermete Realacci e Luigi
Zanda in un'interrogazione congiunta presentata a Camera e Senato ai
Ministeri dello Sviluppo Economico e degli Affari esteri e alla
Presidenza del Consiglio. "Il governo - chiedono i due esponenti
democratici - venga in Parlamento e renda noto quali siano gli accordi
previsti dal protocollo Italia-Francia sul nucleare sottoscritto nel
febbraio 2010 e se contemplino eventuali clausole di rescissione e
rimborso in caso di arresto del piano di cooperazione energetica in
materia di nucleare tra Italia e Francia". "Su questo tema - prosegue
il documento - da mesi abbiamo già chiesto chiarimenti al governo con
altre interrogazioni, ma non c'è stata mai nessuna risposta. E' un
fatto molto grave sul quale è indispensabile chiedere la massima
chiarezza e trasparenza. La beffa nucleare non può diventare comunque
un danno per le tasche dei cittadini e un affare per pochi".
(11 maggio 2011)

nucleare, il Giappone non lo vuole più

Inversione di tendenza: Il Giappone ferma la costruzione di nuovi reattori nucleari ed è pronto a valutare fonti di energia alternative
Traduzione di ProgettoHumus da http://www.bellona.org

Il Primo Ministro giapponese, Naoto Kan, ha annunciato, Martedì che il suo paese rinuncerà ai progetti di costruzione di nuovi reattori nucleari, nel contesto delle conseguenze dell’incidente alla centrale di Fukushima. Secondo lui, il suo paese ha bisogno di “ricominciare da zero” nella creazione di una nuova politica energetica.



Il fisico nucleare, Nils Bohmer, dice che la decisione, di per sé drammatica, richiederà una rivisitazione totale dell’atteggiamento del governo nei confronti delle energie alternativa.
“E’ una decisione che arriva al momento giusto, non solo per l’incidente di Fukushima, ma perché il Giappone, lo scorso anno, ha avuto maggiore convenienza ed una maggiore efficienza nell’installazione di energie alternative rispetto al nucleare. Solare, eolico e biomasse… il governo giapponese ha una buona opportunità di poterle realmente sviluppare”, dice Bohmer.

La decisione di martedì significherà l’abbandono di un piano, che il governo Kan aveva varato lo scorso anno, di costruzione di 14 reattori nucleari entro il 2030 aumentando la quota di energia elettrica giapponese prodotta dall’atomo al 50%.
In Giappone ci sono attualmente 54 reattori che, prima del terremoto, producevano il 30% della sua elettricità.

L’impianto di Fukushima ha subito un danno ai sistemi di raffreddamento dei reattori che hanno causato la fuoriuscita di radioattività, iniziata l’11 marzo, giorno dello terremoto e dello tsunami. La società che gestisce l’impianto, TEPCO, ha chiesto aiuto al governo giapponese per risarcire le persone colpite dal disastro.
E’ di questi giorni la notizia di una nuova perdita di acqua altamente contaminata dal reattore n.3 della centrale in avaria, simile a quella precedente dal reattore n.2 che è stata bloccata con un matariali speciali (polimeri del vetro).

Un portavoce TEPCO ha detto ai giornalisti che uno dei lavoratori presso l’impianto ha trovato acqua di mare in uno dei pozzi del reattore n.3. Il portavoce ha detto che l’azienda non può confermare se l’acqua contaminata si stà disperdendo nel vicino oceano.
Sono più di 80.000 gli abitanti che vivevano entro un raggio di 20 Km. dalla centrale e che sono stati evacuati dalle loro case.
Nei giorni scorsi, è stato permesso a circa 100 residenti delle zone evacuate intorno all’impianto di Fukushima, di ritornare brevemente alle loro case per la prima volta, dopo il devastante terremoto e lo tsunami, per raccogliere ciò che potevano dei loro affetti personali.

Gli impianti nucleare attualmente forniscono circa il 30% dell’energia elettrica giapponese. Intervenendo ad una conferenza stampa, kan ha descritto il nucleare come “un importante pilastro della società giapponese, insieme ai combustibili fossili”. Ma a detto anche che la ricerca di nuove forme di energia è di importanza fondamentale per il futuro.
“La politica corrente prevede che il 50% della fornitura complessiva energetica provenga dal nucleare, entro il 2030, ed il 20% da quelle delle rinnovabili. Ma questo progetto deve essere rivisto da zero, dopo questo grave incidente. Migliore sicurezza deve essere garantita per l’energia atomica, mentre le energie rinnovabili devono essere maggiormente promosse.
Maggiore attenzione dovrebbe essere rivolta al risparmio energetico; il Giappone si deve trasformare in una “società a risparmio energetico”, ha detto.

Bohmer ha accolto con favore le dichiarazioni di Kan e pensa che questa sia una grossa occasione anche i consumatori giapponesi.
“Invece di utilizzare e versare denaro per la costruzione di 14 nuovi reattori, il Giappone può investire nella ricerca e nello sviluppo delle energie alternative. L’energia alternativa è più conveniente e questo potrebbe rappresentare un importante impulso per il suo sviluppo a livello mondiale”, ha aggiunto Bohmer.
L’annuncio di Kan, martedì, è arrivato pochi giorno dopo in cui il Giappone aveva dichiarato fedeltà al nucleare. La sua apparente marcia indietro può essere dovuta in parte all’opinione pubblica, che si è notevolmente attivata dopo l’incidente di Fukushima.
A Tokio continuano a svolgersi manifestazioni settimanali con migliaia di persone che chiedono al governo di abbandonare l’energia nucleare.
Anche prima di questo annuncia, il disatro giapponese ha ridotto le speranze dell’industria nucleare di rilanciarsi a livello mondiale nel realizzare nuovi reattori.

Ma la crisi nucleare del Giappone aveva già portato diversi paesi a cambiare atteggiamento nei confronti dell’atomo. La Germania, per esempio, ha dichiarato una moratoria temporanea sulla costruzione di nuovi impianti.

La TEPCO ha dichiarato che si potrebbero impiegare fino a nove mesi per arrestare completamente Fukushima, che gli addetti ai lavori stanno cercando di stabilizzare.
I sistemi di raffreddamento dei reattori sono stati messi fuori uso durante il terremoto e lo tsunami dell’11 marzo, causando l’esposizione delle barre di combustibile esaurito ed al surriscaldamento delle piscine del combustibile nucleare. Ci sono state poi esplosioni nei quattro reattori operativi al momento del sisma.
Gli ingenieri hanno continuato a pompare acqua nei reattori nel tentativo di raffreddare e mentre si lavorava per il ripristino dei sistemi.

I rapporti indicano che Fukushima avrebbe rilasciato un decimo della radioattività rilasciata dall’esplosione di Chernobyl, ma il dato non è sicuro e potrebbe aumentare.

richiesta messa in sicurezza Casal Traiano e Borgo Pasubio

ALLA PROVINCIA DI LATINA
ALLA REGIONE LAZIO
AL COMUNE DI PONTINIA
ALLA PREFETTURA DI LATINA
oggetto: richiesta messa in sicurezza incroci di Borgo Pasubio e di Casal Traiano
La Provincia di Latina aveva messo nel programma delle opere da realizzare nel piano triennale 2005 – 2008, finalmente, la messa in sicurezza di diversi incrocio, tra i quali 2 nel comune di Latina dove la frequenza degli incidenti è settimanale di varia entità.
Sono passati 6 anni e non sono state realizzate né la rotatoria a Borgo Pasubio, né quella di Casal Traiano.
Non ne conosco la motivazione né mi interessano le avvilenti e squalificanti scambi di responsabilità tra amministrazioni o, peggio, del colore politico.
La salute pubblica, la prevenzione degli incidenti sono un obbligo che non può essere giustificata, dopo 6 anni in alcun modo.
Peggio ancora, se possibile, leggo che a Casal Traiano, anche qui non conosco né capisco il motivo, sarebbe stata abbandonata la rotatoria per installarvi un semaforo che chiamarlo “intelligente” mi pare un insulto, considerato che non è una scelta definitiva, ma un palliativo. Non si riduce la velocità, non c'è la certezza del diritto, non diminuiscono gli incidenti e sopratutto c'è una visibilità troppo scarsa.
Voi mi insegnate che i semafori non sono la soluzione visto che vengono ovunque sostituiti da rotatorie, considerato che continuano ad esser teatro di incidenti ancora peggiori perdendo, spesso, anche la certezza di ragione e torto.
Né possiamo contare sull'esempio di alcuni amministratori come dimostra qualche immagine fotografica.
Allora Vi chiedo, abbandonate da subito questo progetto sbagliato del semaforo, come avete fatto in modo intelligente in tutti gli altri casi, e soprattutto realizzate in tempi umani le rotatorie da Voi giudicate importanti e urgenti.
La maggior parte di noi Vi ringrazieranno avendo evitato incidenti e lutti, danni troppo gravi per la collettività.
Grazie dell'attenzione.
Saluti.
Giorgio Libralato

Pontinia, Latina, richiesta taglio vegetazione

ALLA PROVINCIA DI LATINA
ALLA REGIONE LAZIO
AL COMUNE DI PONTINIA
ALLA PREFETTURA DI LATINA
oggetto: richiesta taglio vegetazione
Come ogni anno, anche se sembra strano, cresce la vegetazione spontanea sulle banchine e sui fossati delle strade. Conseguentemente viene limitata in modo pericolosa la visibilità in corrispondenza di incroci dove mancano le necessaria opere minime di messa in sicurezza.
Per limitare il ripetersi di incidenti si chiede di provvedere con urgenza almeno al taglio della vegetazione.
Ringraziando per l'attenzione si inviano distinti saluti.
Pontinia 10 maggio 2011 Giorgio Libralato

Pontinia: la denuncia di Tombolillo

ALLA PREFETTURA DI LATINA
AL COMUNE DI PONTINIA
oggetto: la denuncia sulla propaganda elettorale
Ho letto sulle cronache locali dei giornali della, giusta, denuncia del candidato a Sindaco del Comune di Pontinia, dottor Eligio Tombolillo, in merito ad eventuali brogli sulla propaganda elettorale.
Da quasi un mese assistiamo, anche nel nostro comune, del degrado e della bruttura dei manifesti e striscioni di ogni tipo, al di fuori degli spazi elettorali, che gli stessi amministratori si sono assegnati.
Pali della luce, pubblicità commerciale (pagata oppure sono state evase le relative tasse?), alberi, siepi, recinzioni, palazzi, terreni privati non sono stati risparmiati.
Non è stato risparmiato nemmeno il rispetto del Codice della Strada con mega manifesti in corrispondenza di incroci pericolosi senza rispettare le relative distanze.
Tutti sappiamo che non è né dall'arroganza e dall'esuberanza di questa dimostrazione di mancato rispetto delle stesse regole che gli amministratori si danno che dipende il risultato elettorale.
C'è solo l'esigenza di apparire.
Questo ennesimo brutto esempio dato da molti aspiranti amministratori dovrebbe essere fermato dai partiti e dalle forze politiche con una semplice autoregolamentazione civile che si chiama rispetto delle regole.
Basterebbe questo per far rimuovere dai rappresentanti e dai responsabili delle liste autonomamente questa bruttura e questo degrado di chi, evidentemente, non ama Pontinia e non rispetta bene comune e i suoi abitanti.
Purtroppo sappiamo che non è così come sappiamo che l'abuso sarà rimosso per legge.
Quello che nessuno può rimuovere, però, è il costo per riparare a questo degrado.
I responsabili tutti li possono individuare visto che hanno viso, nome, cognome e lista.
Vi chiedo, pertanto, di far rimuovere , entro sabato, queste brutture addebitandone il costo agli stessi responsabili del degrado.
Le Istituzioni manterrebbero la loro credibilità facendo rispettare le regole che valgono per i cittadini.
Ringraziando per l'attenzione invio distinti saluti.
Giorgio Libralato

martedì 10 maggio 2011

le elezioni amministrative a Pontinia

I candidati a Sindaco per consiglio comunale di Pontinia sono: Ernesto Bilotta (lista n. 1 “il popolo delle libertà per Bilotta), Luigi Subiaco (lista n. 3 “rinnovamento e sviluppo la destra per Subiaco sindaco”) ed Eligio Tombolillo (lista n. 2 “Insieme per Pontinia per Tombolillo sindaco”). Fino ad 1 mese fa erano insieme ad amministrare Pontinia nella stessa coalizione: Tombolillo sindaco, Subiaco vice sindaco e assessore al bilancio (dopo aver ricoperto l'assessorato all'urbanistica) e Bilotta assessore alle attività produttive e commercio. Ernesto Bilotta nato a Caracas nel 1956 da decenni abita a Pontinia dove gestisce un negozio di alimentari, sposato. Socialista da sempre eletto in consiglio comunale nel 1990, è stato assessore con Tombolillo sindaco. Ha tentato senza successo anche l'elezione a consigliere provinciale. La sua lista sostenuta dal Pdl è l'unica che non crede al suo candidato come sindaco non avendolo indicato nel simbolo. La sua candidatura è stata proposta dagli ex di Forza Italia dopo l'abbandono di Luigi Subiaco proposto dagli ex di An. Di Bilotta è nota la sua posizione per l'acqua pubblica contro la gestione di Acqualatina e la sua ferma opposizione al progetto del Mega centro commerciale di 40 mila mq di Mesa. I candidati della lista di Bilotta: Arpante Luca, Attanasio Luciana, D’Aversa Giulio (consigliere comunale uscente, il più anziano in assoluto tra tutti i candidati in consiglio classe 1941. Difatti Bilotta dichiara: “i giovani la nostra forza”), Di Trapano Roberto (consigliere comunale uscente), Francia Federico (discendente della storica famiglia di industriali. Prima di lui in consiglio per 30 anni, anche sindaco socialista, lo zio Alceo, poi i cugini Claudio e Massimo tutti con Tombolillo), Maggi Maurizio, Malandruccolo Silvia (la più giovane della lista del gennaio 1993, eletta nel consiglio dei giovani), Mandatori Gianluca, Mochi Giuseppe (già consigliere comunale di opposizione, poi sindaco, segretario provinciale di An, primo dei non eletti alla camera dei deputati nella lista del pdl), Musocco Emiliano (prima PD, poi Fli, poi Pd nell'arco di pochi mesi), Novelli S. Marcello (assessore nella giunta Mochi sempre eletto in consiglio comunale dal 1994, il grande stratega dell'operazione Bilotta), Paluzzi Valentina, Sciscione Umberto (già vice sindaco della giunta Mochi, candidato sindaco sconfitto da Tombolillo nel 1998), Torelli Paolo (consigliere comunale uscente in quota An, il nonno consigliere comunale con la Dc, il padre vice sindaco del PCI, prima al ministero con la Meloni, poi all'assessorato regionale con Zappalà), Turchetti Alessandro, Violo Fabio.
Luigi Subiaco nato a Terracina nel 1951, medico di famiglia, specialista in otorino laringoiatria, imprenditore, sposato con 3 figli. Entra in consiglio comunale nel 1985 con la Dc, confermato nel 1990 diventa assessore nel 1992 e 1993. Poi nel 1994 con i popolari e con Tombolillo sindaco confermato assessore. Non si candida nel 1998 e nel 2003 con la coalizione del Pdl in quota ad An contribuisce in modo determinante di Mochi sindaco di cui diventa assessore per poi dimettersi contro il dissesto. Poi di nuovo vicesindaco con Tombolillo nel 2006. Rinuncia alla proposta di candidato sindaco del Pdl affermando che “non hanno bisogno di me per perdere”. La sua candidatura è proposta dal partito della destra di Storace (che ha approvato il contestato impianto di compostaggio di Mazzocchio). Di Subiaco è noto il suo aperto sostegno ad altri 2 contestati progetti, le centrali a turbogas e a biomasse e la proposta di liberalizzazione degli impianti fotovoltaici al posto delle coltivazioni in agricoltura. E' l'unico candidato della destra a sindaco in provincia di Latina. La lista di Subiaco: Belli Giuseppe Silvio (consigliere comunale uscente, in maggioranza con Mochi ha votato il dissesto, ex FI),Borriello Francesca, De Angelis Giulio, Del Bono Davide (segretario comunale della destra), Di Girolamo Gianpiero, Di Vittorio Simone, Feudi Marco (Feudo) (eletto nel consiglio dei giovani), Ghidoni Luca (eletto nel consiglio dei giovani, febbraio 1993 il più giovane tra tutti i candidati in consiglio comunale), Iacovacci Luigi, Marrocco Roberto, Matarrese Roberto (il più vecchio della lista classe 1955), Pietropaoli Marco, Rossi Patrizia, Sacchetto Anna, Simonetti Giorgio, Soverchia Luca.
ELIGIO TOMBOLILLO, medico di famiglia è nato ad Amaseno nel 1955. Attualmente è sindaco di Pontinia e Consigliere Provinciale (eletto nel 2004 a furor di popolo miglior risultato di tutta la provincia e confermato nel 2009) del Partito Democratico. Sposato con due figlie. E' l'unico ad aver ufficializzato il suo blog tra i candidati a sindaco. E' entrato in consiglio comunale nel 1990 nel PCI, è subito diventato assessore nella giunta di centrosinistra con Guidi nella stessa coalizione di Bilotta, con Subiaco all'opposizione. Nel 1992 di nuovo assessore con Ferrarese sindaco nella stessa giunta di Subiaco e Bilotta all'opposizione. Nel 1993 all'opposizione (insieme a Bilotta) della giunta di destra con Subiaco assessore. Nel 1994 Tombolillo viene eletto con grande maggioranza primo sindaco direttamente, in giunta con lui Subiaco (vice sindaco) e Bilotta. Nel 1998 (allora il mandato durava 4 anni) Subiaco è contemporaneamente vice sindaco e opposizione. Tombolillo rivince le elezioni a sindaco, con Bilotta assessore e Subiaco invece fa candidare ed eleggere la figlia nell'opposizione. Nel 2003 Tombolillo non può ricandidarsi a sindaco, viene eletto consigliere all'opposizione con Bilotta. Poi nel 2005 il commissariamento grazie alla firma di Tombolillo, Subiaco e Bilotta sfiduciando Mochi. Nel 2006 l'ultima volta tutti insieme Tombolillo di nuovo sindaco, è la 3. volta (solo Bartololomeo è riuscito a fare lo stesso in Provincia) con Subiaco vice sindaco e Bilotta assessore. Tutti insieme fino a 2 mesi fa. La lista di Tombolillo nasce dall'accordo Pd-Udc o meglio Tombolillo – Donnarumma (il candidato a sindaco del Pdl del 2006 sconfitto dall'attuale sindaco) e poi ratificato dai rispettivi partiti. In lista anche la figlia Rosita Ciocca dello storico esponente e segretario di Rifondazione Comunista, Franco, che è stato candidato a qualsiasi carica elettiva. Poi c'è Paolo Cima già fronte della gioventù, segretario di An che ha aderito al manifesto di Pennacchi del fasciocomunismo, ma sopratutto fondatore e presidente della disciolta Rete no turbogas che ha avuto il grande merito di far cambiare idea a Tombolillo sulla turbogas. Infine due giovani nuovi dell'esperienza Fabiana Cappelli e Stefano Maria Boschetto.
La lista di “insieme per Pontinia per Tombolillo sindaco”: Battisti Valterino (assessore uscente), Boschetto Stefano, Bottoni Giovanni, Cappelli Fabiana, Cengia Gianluca (segretario dell'Udc da un decennio, probabile candidato sindaco insieme a Donnarumma e Bottoni), Cima Paolo, Ciocca Rosita (la più giovane della lista classe 1991), Donnarumma Alfonso (il padre storico esponente della sinistra comunista, consigliere uscente sconfitto da Tombolillo come candidato sindaco del Pdl), Massimo Mantova (figlio di un ex sindaco Dc, il padre per 30 anni è stato consigliere comunale. Massimo è presente in consiglio comunale dal 1994, assessore uscente), Medici Carlo (consigliere uscente, il padre Domenico è stato sindaco con la Dc e presente in consiglio comunale per 30 anni), Pedretti Antonio (in consiglio comunale dal 1985, classe 1947 il più vecchio della lista, più volte assessore, candidato sindaco sconfitto da Mochi), Perfili Argeo (consigliere comunale dal 1994), Ramati Maurizio (consigliere comunale dal 1994), Ronci Fernando (consigliere comunale uscente, prima di lui in consiglio il padre e la sorella), Sellacci Paolo (consigliere comunale uscente), Sperlonga Patrizia (assessore uscente, in consiglio comunale dal 1990 con il PCI).

I risultati delle elezioni del luglio 2006: “Lista Tombolillo sindaco” voti 5.490, 61.9% , consiglieri 13 (i consiglieri con le singole preferenze Luigi Subiaco 502, Antonio Pedretti 405,Valterino Battisti 374, Cesarina Cappuccilli 339, Fernando Ronci 304, Patrizia Sperlonga 292, Argeo Perfili 270, Giovanni Farris 244, Massimo Mantova 211, Ernesto Bilotta 236, Marcello Calisi 183, Paolo Sellacci 183, Carlo Medici 166. Con la surroga della Cappuccilli entra in consiglio la Nardoni, con la surroga della Nardoni e di Farris entrano in consiglio Rinaldi e De Marchi). “casa della libertà” candidato sindaco Alfonso Donnarumma voti 2.684, 30.5%, 6 consiglieri (oltre a Donnarumma entrano con le preferenze Sandro M. Novelli, Maurizio Ramati, Paolo Torelli, Giuseppe S. Belli, Roberto Di Trapano), lista civica “Liberi e Forti”, candidato sindaco Mario Tortorelli, voti 664, 7.6% 1 consigliere. Con la surroga di Tortorelli entra in consiglio D'Aversa.
LISTA TOMBOLILLO, le preferenze dei consiglieri Luigi SUBIACO 502, Antonio PEDRETTI 405, Valterino BATTISTI 374, C. CAPPUCCILLI 339, Fernando RONCI 304, P. SPERLONGA 292, Argeo PERFILI 270, Giovanni FARRIS 244, M. MANTOVA 211, Ernesto BILOTTA 236
Marcello CALISI 183, Paolo SELLACCI 183, Carlo MEDICI 166, M. T. NARDONI 165, M. De Marchi 163, Salvatore RINALDI 153, Piera Migliorelli 89, L. Ciaramella 87, C.MARINO 68
Mario Luppi 27
DONNARUMMA SINDACO, le preferenze S. M. NOVELLI 221, Maurizio RAMATI 215, Paolo TORELLI 211, Giuseppe S. Belli 202, R. DI TRAPANO 182, R. Malandrucco 154, G. NEGOSSI 130, A. MARASCA 120, Lia REALACCI 108, Gianluca CENGIA 93, Enio LUCHIN 93, Enrico EMILIOZZI 92, Giacomo DESSENA 80, B. MALAFRONTE 56, Claudio TIRINO 49, A. DE BENEDETTO39, Carla PACINI 37, Stefano REGGI 36, M. FRITEGOTTO 25, Aldino CONTE 21
TORTORELLI SINDACO, le preferenze: Giulio D’AVERSA 142, G. ANITORI 76, Giuseppe IONTA 30, Roberto CIAMPINI 25, E. DE ANGELIS 22, A. ANTONICOLA 21, Sabato ESPOSITO 21, Luigi BERTI 15, Elio PALETTI 14, M. L. CAVALCANTI 11, Bruno FANTINO 10, F. PAOLELLA 9, Andrea VALLETTA 9, Carolina GALUPPI 7, C. M. ARMOCIDA 3, G. A. LACCANA 2, Gianluca PISA 1, Luigi MIGLIORI 0
Il consiglio comunale dei giovani a Pontinia al suo insediamento era così composto: Federico Mirvi, Marco Feudi, Matteo Lovato, Marzia Abbruzzese, Alfonso Perugini, Roberto Belli, Alessandra Pieretti, Silvia Malandruccolo, Manuel Cardarelli, Alessandro Cozzi, Federica Guzzon, Luca Ghidoni e Ilenia Zuccaro.
http://www.comune.pontinia.lt.it/ev/images/manifesto_PONTINIA_84%20COPIE.pdf
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domenica 8 maggio 2011

il convegno sulle foreste al Parco del Circeo

Convegno nazionale:
2011 Anno Internazionale delle Foreste: “La biodiversità delle foreste italiane:tutela, servizi ecosistemici e sviluppo sostenibile”
 
Nell’Anno Internazionale delle Foreste, l’Ente Parco Nazionale del Circeo organizzato, insieme al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al Corpo Forestale dello Stato, e con il supporto di Federparchi, si è svolto un Convegno che ha evidenziato l’importanza delle foreste italiane, non solo per la conservazione della biodiversità, ma anche per la tutela della qualità della vita dell’uomo e lo sviluppo compatibile delle aree economicamente marginali.La prima giornata è stata dedicata all’approfondimento scientifico del collegamento delle foreste con alcune importanti tematiche: cambiamenti climatici, servizi ecosistemici, gestione sostenibile delle risorse forestali. Riportato il quadro delle politiche internazionali in ambito forestale ed evidenziata l’importanza della Foresta Demaniale del Circeo, già riconosciuta Riserva della Biosfera dall’Unesco e nodo della Rete ecologica europea Natura 2000. Nella seconda giornata la rilevanza del ruolo svolto da tutto il sistema italiano delle Aree Protette per la conservazione della biodiversità e la corretta gestione del patrimonio forestale. Ricordata l’importanza della Strategia Nazionale per la Biodiversità, definita nel corso del 2010, quale strumento prioritario di riferimento per le politiche di tutela e gestione delle risorse naturali. Le sessioni tecnico-scientifiche vedranno la partecipazione di autorevoli rappresentanti del mondo accademico e delle associazioni di categoria e ambientaliste. Presenti i rappresentanti delle associazioni Greenpeace, Legambiente e oggi Fulco Pratesi, con il Presidente Gaetano Benedetto e il Direttore del Parco del Circeo Giuliano Tallone, il presidente nazionale della Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali (Federparchi), Giampiero Sammuri, Riccardo Valentini, Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici

Marco Marchetti, Presidente Forest Steward Council Italia, Carlo Blasi, Presidente della Società Italiana di Scienza della Vegetazione. Alcune informazioni interessanti sullo stato dell'impegno italiano per l'adempimento degli obiettivi di Kyoto, il valore economico delle foreste proprio in funzione della riduzione delle sanzioni in materia del raggiungimento del mancato obiettivo proprio per la riduzione delle emissioni. Alcuni dati poi fanno riflettere: l'abbassamento delle falde di circa 15 – 20 metri in corrispondenza della Foresta del Parco Nazionale del Circeo hanno cambiato l'aspetto delle specie floricole all'interno del Parco. Così come fa riflettere la percentuale stimata del 40% di legname attualmente bruciato in Italia per la produzione di energia di provenienza illegale. E continuano a spuntare progetti di centrali a biomasse, in provincia di Latina, addirittura con l'olio di palma proveniente dalla deforestazione illegale dell'Indonesia.