venerdì 29 agosto 2008

Catasto ai Comuni: stop del Consiglio di Stato

Alcuni comuni, nel recente passato, tra questi anche Pontinia, hanno attribuito rendite catastali ai fabbricati che non l’avevano o che non erano accatastati, chiedendo, ovviamente, il pagamento dell’Ici relativa.
Diversi contribuenti avevano protestato evidenziando l’anomalia confermata dal Consiglio di Stato.
29 agosto 2008 Giorgio Libralato

Da http://www.edilportale.com/
Catasto ai Comuni: stop del Consiglio di StatoConfermata la sentenza con cui il Tar bocciava l’attribuzione ai Comuni della facoltà di riclassare gli immobili
di Rossella Calabrese

29/08/2008 - Con l’Ordinanza n. 4474 del 26 agosto 2008, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso con cui l’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) chiedeva l’annullamento della sentenza 4259/2008 del Tar Lazio relativa al decentramento delle funzioni catastali ai Comuni. Secondo i giudici di Palazzo Spada, “trattandosi di problemi di natura organizzatoria, il danno paventato non appare né grave né irreparabile”.

Ricordiamo che con la sentenza n. 4259 del 15 maggio 2008 il Tar del Lazio aveva accolto il ricorso con il quale la Confedilizia contestava la legittimità della possibilità per i Comuni, data dal Dpcm 14 giugno 2007 sul decentramento del Catasto, di determinare l’estimo di singoli immobili, sottraendo tale competenza all’Agenzia del territorio. Secondo la Confedilizia, l’attribuzione diretta in materia di estimi ai Comuni contrasta con l’art. 1, comma 197, della Finanziaria per il 2007, che prevedeva che i Comuni “partecipassero” solamente alla determinazione degli estimi (e quindi delle imposte), essendo la decisione finale riservata allo Stato e per esso all’Agenzia del territorio.

Il Tar Lazio ha accolto il ricorso di Confedilizia affermando che “l’attribuzione ai Comuni dell'esercizio della potestà autoritativa di procedere al classamento e quindi alla definizione della relativa rendita catastale costituisce un’opzione non prevista dalla legge nell’ambito del trasferimento di funzione catastali”. All’indomani della sentenza, l’ANCI aveva subito espresso l’intenzione di impugnare la sentenza. (leggi tutto).

Il Consiglio di Stato nega dunque la sospensiva degli effetti della sentenza 4259/2008 del Tar richiesta dall’Anci, insieme con 300 Comuni; in altre parole, impedisce per il momento ai Comuni di andare avanti sulla via del decentramento del catasto.

Il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, in un comunicato ha dichiarato: “La nostra fiducia nella giustizia amministrativa è stata confortata dalle decisioni sia del Tar che del Consiglio di Stato. Il Governo ha ora campo libero per provvedere ad una riforma del Catasto che corrisponda alle esigenze di un fisco giusto ed equo, basato sulla redditività – reale o imputata – degli immobili così come del resto prevede il programma elettorale delle forze politiche premiate dall’elettorato”.

Con Confedilizia si è schierato il Codacons, che ha invitato “tutti coloro che hanno ricevuto una nuova classificazione dell’immobile ai fini ici dal comune a fare ricorso al Tar e a pagare l’Ici secondo la vecchia classificazione”.

L’Anci invece ha accolto “con stupore le notizie diffuse da Codacons e Confedilizia in merito alla decisione, contenuta nell’ordinanza 4474/2008”. “La lettura dell’ordinanza – secondo l’Anci - consente di affermare che l’appello presentato da Anci non è stato respinto; è stata semplicemente negata la sospensione cautelare dell'esecuzione della sentenza”. “Nel merito – ha aggiunto l’associazione – l’appello presentato da Anci deve quindi ancora essere discusso e lo sarà quando verrà fissata la data della relativa udienza. Per questo, appare perlomeno avventato e fuori luogo ogni appello ai cittadini affinchè impugnino atti adottati dai Comuni”. L’Anci – conclude il comunicato – “continua dunque la sua battaglia, impregiudicata dall’ordinanza del Consiglio di Stato, e torna comunque a sollecitare un intervento del legislatore e del Governo su una questione che appare fondamentale proprio nel momento in cui nel Paese si parla di federalismo fiscale e di attribuzione ai Comuni di tutta l’imposizione immobiliare.”

La Confedilizia ha immediatamente risposto: “Il comunicato dell’Anci, per quanto riguarda la Confedilizia, è totalmente, e volutamente, fuorviante. La nostra Organizzazione ha solo detto quanto l’Anci conferma, e cioè che il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta dei Comuni di sospendere gli effetti della sentenza del Tar. La conclusione inequivoca, e sulla quale è proprio inutile imbastire giochi di parole, è una sola: che resta bloccato il decentramento delle funzioni catastali ai Comuni, ai quali è inibita ogni attività già agli stessi attribuita dal decreto del Presidente Prodi annullato dal Tar”.
(riproduzione riservata)

martedì 26 agosto 2008

normativa elettrodotti

Centrali elettriche ed elettrodotti
Indice dell'articolo
Normativa Nazionale
Lettere Circolari
Allegati
Elenco dei progetti di centrali elettriche
Normativa Nazionale
Legge 23 agosto 2004, n. 239 "Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia" (G.U. n. 215 del 13 settembre 2004)
Legge 27 ottobre 2003, n. 290 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 agosto 2003, n. 239, recante disposizioni urgenti per la sicurezza del sistema elettrico nazionale e per il recupero di potenza di energia elettrica. Deleghe al Governo in materia di remunerazione della capacità produttiva di energia elettrica e di espropriazione per pubblica utilità" (G.U. n. 251 del 28 ottobre 2003)
Legge 55 del 9 aprile 2002 "Misure urgenti per garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale" (G.U. n. 84 del 10 Aprile 2002)
Lettere Circolari
Lettera circolare DCPST/A4/RA/1200 del 4 maggio 2005 Rete nazionale di trasporto dell'energia elettrica.
Lettera circolare DCPST/A4/RA/ 2800 dell'1 dicembre 2004 Centrali elettriche installate all'interno di attività a rischio di incidente rilevante. Procedure di prevenzione incendi.
Lettera circolare DCPST/A4/00222/RA/84 del 4 giugno 2002 "Legge 9 aprile 2002, n.55 concernente "Misure urgenti per garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale". Procedimento autorizzativo unico coordinato dal Ministero delle Attività Produttive.
Legge 9 aprile 2002, n. 55
"Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 febbraio 2002, n. 7, recante misure urgenti per garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale"
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 84 del 10 aprile 2002
Legge di conversione
Testo del decreto-legge coordinato con la legge di conversione
Legge di conversione

Art. 1.
1. Il decreto-legge 7 febbraio 2002, n. 7, recante misure urgenti per garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.
2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Testo del decreto-legge coordinato con la legge di conversione
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 84 del 10 aprile 2002
(*) Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con caratteri corsivi

Art. 1.Misure urgenti per garantire la sicurezzadel sistema elettrico nazionale
1. Al fine di evitare il pericolo di interruzione di fornitura di energia elettrica su tutto il territorio nazionale e di garantire la necessaria copertura del fabbisogno nazionale, sino alla determinazione dei principi fondamentali della materia in attuazione dell'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, e comunque non oltre il 31 dicembre 2003, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, la costruzione e l'esercizio degli impianti di energia elettrica di potenza superiore a 300 MW termici, gli interventi di modifica o ripotenziamento, nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili all'esercizio degli stessi, sono dichiarati opere di pubblica utilità e soggetti ad una autorizzazione unica, rilasciata dal Ministero delle attività produttive, la quale sostituisce autorizzazioni, concessioni ed atti di assenso comunque denominati, previsti dalle norme vigenti, fatto salvo quanto previsto al comma 4, costituendo titolo a costruire e ad esercire l'impianto in conformità al progetto approvato. Resta fermo il pagamento del diritto annuale di cui all'articolo 63, commi 3 e 4, del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni.
2. L'autorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata a seguito di un procedimento unico, al quale partecipano le Amministrazioni statali e locali interessate, svolto nel rispetto dei principi di semplificazione e con le modalità di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, d'intesa con la regione interessata. Ai soli fini del rilascio della valutazione di impatto ambientale (VIA), alle opere di cui al presente articolo si applicano le disposizioni di cui alla legge 8 luglio 1986, n. 349, e al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377, e successive modificazioni. Fino al recepimento della direttiva 96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, tale autorizzazione comprende l'autorizzazione ambientale integrata esostituisce, ad ogni effetto, le singole autorizzazioni ambientali di competenza delle Amministrazioni interessate e degli enti pubblici territoriali. L'esito positivo della VIA costituisce parte integrante e condizione necessaria del procedimento autorizzatorio. L'istruttoria si conclude una volta acquisita la VIA in ogni caso entro il termine di centottanta giorni dalla data di presentazione della richiesta, comprensiva del progetto preliminare e dello studio di impatto ambientale.
3. L'autorizzazione di cui al comma 1 indica le prescrizioni e gli obblighi di informativa posti a carico del soggetto proponente per garantire il coordinamento e la salvaguardia del sistema elettrico nazionale e la tutela ambientale, nonché il termine entro il quale l'iniziativa è realizzata. Per il rilascio dell'autorizzazione è fatto obbligo di richiedere il parere motivato del comune e della provincia nel cui territorio ricadono le opere di cui al comma 1. Il rilascio del parere non può incidere sul rispetto del termine di cui al comma 2. Qualora le opere di cui al comma 1 comportino variazioni degli strumenti urbanistici e del piano regolatore portuale, il rilascio dell'autorizzazione ha effetto di variante urbanistica. La regione competente può promuovere accordi tra il proponente e gli enti locali interessati dagli interventi di cui al comma 1 per l'individuazione di misure di compensazione e riequilibrio ambientale.
3-bis. Il Ministero delle attività produttive, le regioni, l'Unione delle province d'Italia (UPI) e l'Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) costituiscono un comitato paritetico per il monitoraggio congiunto dell'efficacia delle disposizioni del presente decreto e la valutazione dell'adeguatezza della nuova potenza installata.
4. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, eccetto quelli per i quali sia completata la procedura di VIA, ovvero risulti in via di conclusione il relativo procedimento, su dichiarazione del proponente.
4-bis. Nel caso di impianti ubicati nei territori di comuni adiacenti ad altre regioni, queste ultime sono comunque sentite nell'ambito della procedura di VIA.
5. Fino al 31 dicembre 2003 è sospesa l'efficacia dell'allegato IV al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 dicembre 1988, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 4 del 5 gennaio 1989, dell'articolo 15 della legge 2 agosto 1975, n. 393, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 1998, n. 53, relativamente alle centrali termoelettriche e turbogas, alimentate da fonti convenzionali, di potenza termica complessiva superiore a 300 MW. Restano fermi gli obblighi di corresponsione dei contributi dovuti sulla base delle convenzioni in essere.
5-bis. Le disposizioni del presente decreto si applicano nelle regioni a statuto speciale e nelle provincie autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le disposizioni degli statuti di autonomia e con le relative norme di attuazione.
Art. 2.Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
Decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità(G.U. 16 agosto 2001, n. 189, s.o. n. 211, ripubblicata il 14 settembre 2001, sul n. 214, s.o. n. 231)
Art. 52-ter. Procedure di comunicazione, notificazione e pubblicità degli atti del procedimento
1. Per le infrastrutture lineari energetiche, qualora il numero dei destinatari sia superiore a cinquanta, ogni comunicazione, notificazione o avviso previsto dal presente testo unico e riguardante l'iter per l'apposizione del vincolo preordinato all'esproprio o la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera e' effettuato mediante pubblico avviso da affiggere all'albo pretorio dei Comuni nel cui territorio ricadono gli immobili interessati dalla infrastruttura lineare energetica, nonché su uno o più quotidiani a diffusione nazionale o locale e, ove istituito, sul sito informatico della Regione o Provincia autonoma nel cui territorio ricadono gli immobili interessati dall'opera. L'avviso deve precisare dove e con quali modalità può essere consultato il piano o il progetto. Gli interessati possono formulare entro i successivi trenta giorni osservazioni che vengono valutate dall'autorità espropriante ai fini delle definitive determinazioni.
2. Le comunicazioni o notificazioni non eseguite per irreperibilità o assenza del proprietario sono sostituite da un avviso affisso per almeno venti giorni consecutivi all'albo pretorio dei Comuni interessati dalla infrastruttura lineare energetica e pubblicato su uno o più quotidiani a diffusione nazionale o locale.
Legge 27 ottobre 2003, n. 290
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 agosto 2003, n. 239, recante disposizioni urgenti per la sicurezza del sistema elettrico nazionale e per il recupero di potenza di energia elettrica. Deleghe al Governo in materia di remunerazione della capacità produttiva di energia elettrica e di espropriazione per pubblica utilità
Legge di conversione http://www.energia-alternativa-rinnovabile.it/Legge-290-2003_Normativa.php

giovedì 21 agosto 2008

turbogas Pontinia percorso elettrodotto espropri


la planimetria in, sequenza, in base catastale dell'area interessata dagli espropri e dalla costituzione di servitù per la costruzione dell'elettrodotto a servizio della centrale a turbogas di Mazzocchio - Pontinia

























































































turbogas Pontinia percorso metanodotto in base catastale


il percorso in base catastale, in sequenza, del percorso del metanodotto a servizio della centrale a turbogas di Mazzocchio - Pontinia con le aree interessate dall'esproprio e dalla costituzione di servitù.
































































martedì 19 agosto 2008

tra biciclette reali e suv cafone

Pare che in Italia ci siano circa 600 mila auto blu, circa 10 volte di più di quante ce ne siano in paesi quali Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, Francia con spreco di risorse pubbliche, tasse, carburante, inquinamento. La Regina Elisabetta sostituisce le 4x4 con le biciclette. Pensate allo smog e alle emissioni di Latina se i SUV venissero sostituiti da biciclette. Non è un caso che a Londra vi sia il problema dei parcheggi per le sempre più numerose biciclette a causa del caro petrolio e dell’inquinamento. E Londra non ha certo i favori del clima dell’Italia o della nostra provincia. Proprio dalla Gran Bretagna e dalla Casa Reale arriva l’ennesima lezione, un esempio di risparmio per la spesa pubblica, risorse che possono essere spostate verso il bene pubblico, istruzione, sanità, trasporti e produzione di energia. Lo scandaloso proliferare italiano di auto blu è solo l’ennesimo esempio della Casta che non ha sangue reale, né dimostra di avere conoscenza ed interesse verso i bisogni e le esigenze, le aspettative ed i progetti dei cittadini e delle famiglie. Intanto arriva l’ennesima stangata per le famiglie italiane. Una volta venivano chiamati risparmiatori, oggi solo tartassati. Si calcola un aumento medio a famiglia di 600 € tra gli aumenti di riscaldamento, libri, nettezza urbana, luce e gas ma anche alimentari secondo le stime di Adusbef e Federconsumatori. Visto l’esempio, l’ennesimo, della Regina Elisabetta, vien da pensare che forse i reali ci costavano meno…
Pontinia 19 agosto 2008 Ecologia e territorio Giorgio Libralato

Ansa <>
Ansa 2008-08-19 10:57
DOPO FERIE NUOVI RINCARI, 600 EURO A FAMIGLIA
ROMA - Rientro amaro dalle ferie per le famiglie italiane che rischiano di ritrovarsi a fare i conti, dopo l'estate, con una nuova stangata: una raffica di ulteriori aumenti per riscaldamento, libri, nettezza urbana, luce e gas ma anche alimentari che i consumatori di Adusbef e Federconsumatori stimano in un nuovo aggravio da oltre 600 euro l'anno sui bilanci degli italiani. "Si profila un autunno caldo sul fronte dei prezzi", spiegano sottolineando che i maggiori rincari in vista per la prossima stagione dovrebbero riguardare il riscaldamento (+175/180 euro l'anno) e gli alimentari per i quali è atteso un nuovo aggravio intorno ai 120 euro l'anno.
Dopo l'impennata dell'inflazione che a luglio ha visto i prezzi - secondo quanto confermato dall'Istat la scorsa settimana - registrare un +4,1%, ai massimi dal '96 con la spesa di tutti i giorni salita del 6,1%, il ritorno dalle ferie si profila cosi' amaro. Se le stime dei consumatori trovassero conferma, l'autunno sarebbe infatti molto 'caldo'. A registrare i maggiori rincari - spiegano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori ed Adusbef - dovrebbe essere il riscaldamento per il quale e' atteso dai consumatori un aumento della spesa annua, a partire dalla riaccensione degli impianti, intorno ai 175-180 euro. E non meno 'salata' si profila la stangata che continuera' a colpire il carrello della spesa: per gli alimentari i consumatori prevedono infatti un nuovo aggravio di 120 euro l'anno. Da mettere in conto ci saranno poi gli attesi ulteriori aumenti delle bollette della luce e del gas: dal primo ottobre le tariffe subiranno un nuovo aggiornamento che Federconsumatori e Adusbef stimano in 90 euro in piu' a famiglia l'anno. In particolare si trattera' di un aumento di 70 euro solo per il gas e 20 euro per l'elettricita', come ulteriore conseguenza dell'effetto caro-barile. Una previsione in linea con le recenti stime del Rie di Alberto Clo' che ha previsto un aumento del 6% per il metano e del 4% per la luce nell'ultimo trimestre dell'anno. Peseranno e non poco anche le spese per i libri ed i corredi scolastici che le famiglie, ogni anno, si apprestano a sostenere al rientro dalle vacanze, in vista della ripresa della scuola: per sussidiari, cartelle, astucci, penne e quaderni i consumatori prevedono un rincaro quantificabile in 62 euro a famiglia. E, ancora, da mettere in conto ci saranno - spiegano Adusbef e Federconsumatori - anche aumenti per la nettezza urbana (+35 euro), per l'Rcauto (+55 euro), per l'acqua (+30 euro) e per i servizi bancari e finanziari (+45). Un'insieme di nuovi rincari che - concludono - si tradurranno in una ''nuova pesante stangate sulle tasche delle famiglie, quantificabile in un salasso da oltre 600 euro su base annua''.

(L’Italia batte un nuovo record, questa volta non proprio positivo: quello delle auto blu. Tenetevi forte: tra stato, regioni, province, comuni, enti pubblici e società miste pubblico-private, il totale è di ben 574.215 automobili. Come dire che se si mettessero una dietro l’altra formerebbero una fila che va da Roma a Mosca. Questo strabiliante dato è il risultato di un’indagine effettuata dall’Associazione Contribuemti Italiani, che ha stilato una classifica mondiale: dopo di noi al secondo posto ci sono gli Stati Uniti con 73.000 auto blu, seguiti da Francia (65.000), Regno Unito (58.000), Germania (54.000), Turchia (51.000), Spagna (44.000), Giappone (35.000), Grecia (34.000) e Portogallo (23.000).Fra l’altro, nel nostro Paese le auto di rappresentanza pubbliche sono in vertiginoso aumento, visto che nel 2005 erano solo 198.596. E di conseguenza aumentano i costi. Sommando gli stipendi degli autisti, i rifornimenti di carburante e i pedaggi autostradali di queste auto, secondo l’Associazione contribuenti, la spesa annua arriva a 18,23 miliardi di euro. E poi si parla di risparmi… da Panorama maggio 2007)

lunedì 18 agosto 2008

l’acqua una risorsa per l’umanità o sfruttamento per pochi?

Oggetto: l’acqua una risorsa per l’umanità o sfruttamento per pochi?
E’ iniziata ieri la settimana mondiale dell’acqua, con evidenti problemi planetari, ma anche l’Italia e la provincia di Latina hanno i loro evidenti problemi.
Emblematica la gestione dell’acqua in provincia che è diventata un caso nazionale e mondiale, un pessimo esempio di come non si riescano a soddisfare esigenze dei cittadini, delle famiglie ed efficienza.
Se le ricerche indicano una situazione preoccupante della qualità delle acque, siano esse dei corsi d’acqua, delle falde e del mare, la provincia di Latina non sembra preoccuparsene più di tanto tra porti che spuntano ogni km di costa, sprechi e mancanza di un piano provinciale.
Ci sono zone, quartieri, borghi, città senza depuratori, oppure malfunzionanti o insufficienti.
Gli scarichi non sempre sono conformi alle normative.
Basta osservare la qualità dei nostri corsi d’acqua, dal Sisto, al canale delle Acque Medie, al Linea, al Botte, all’Ufente, solo per citarne alcuni.
I dati che vengono reso pubblici sono scarsi e poco rassicuranti.
Per questi motivi alcuni comitati locali stanno pensando di effettuare analisi dei corsi d’acqua per chiederne un corretto e razionale utilizzo per garantire la qualità dei prodotti agricoli, la prevenzione dell’inquinamento.
Pontinia 18 agosto 2008 Ecologia e territorio Giorgio Libralato

ACQUA: IN SUD MONDO 80% RIUTILIZZATA PER AGRICOLTURA
(ANSA-AFP) - STOCCOLMA - In otto casi su dieci l'acqua gia' utilizzata e non depurata viene largamente reimpiegata nei Paesi in via di sviluppo per coltivare il cibo nelle ''fattorie urbane''. E' quanto dimostra uno studio condotto in 53 centri urbani fra America Latina, Medio Oriente, Asia e Africa e presentato in occasione della Settimana mondiale dell'acqua, in corso a Stoccolma. Questa pratica consente di irrigare una superficie piu' ampia di colture, ma allo stesso tempo puo' avere delle ripercussioni sulla salute e sull'ambiente. ''L'agricoltura che reimpiega acque gia' 'usate' - spiega Liqa Raschid-Sally, ricercatrice dell'Istituto internazionale per la gestione delle risorse dell'acqua (Iwmi) - puo' avere effetti sia benefici sia negativi su un gran numero di utenti urbani''. Senza questo riuso, spiega lo studio, la disponibilita' di cibo sarebbe decisamente minore, non avendo molte di questi citta' la possibilita' di irrigare le colture con acqua potabile. Quindi, con l'aumento dell'urbanizzazione e la diminuzione delle risorse di acqua, il riuso diventa inevitabile. Ad Accra, capitale del Ghana che conta quasi due milioni di abitanti, per esempio, circa 200mila persone comprano ogni giorno verdure prodotte su 100 ettari di terra irrigata solo con acque riutilizzate, secondo il rapporto dell'Iwmi. L'impiego per verdure e cereali pero' presenta importanti rischi per la salute, specie per le verdure consumate crude, ma anche per l'ambiente, con la contaminazione delle acque potabili. Il rapporto fa quindi appello ai Paesi interessati per ridurre i rischi sanitari con interventi poco costosi, come il lavaggio delle verdure fresche e un'irrigazione parsimoniosa.(ANSA). 18/08/2008 14:02
AMBIENTE: GOLETTA VERDE; MARI PIU' BLU,FIUMI INQUINATI/ ANSA
(ANSA) - ROMA, 17 AGO - I mari italiani diventano sempre piu' puliti, ma non si puo' dire altrettanto dei fiumi, dalle foci sempre piu' inquinate. E' il quadro che emerge dalla campagna 2008 della Goletta Verde di Legambiente, presentato oggi a Capalbio (Grosseto) al termine delle analisi condotte su 361 campioni prelevati da acque di balneazione e foci. La campagna di monitoraggio sullo stato di salute del Mediterraneo e' stata realizzata con il contributo di Vodafone Italia e Italgest Mare, in collaborazione ministero dell'Ambiente. Per il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, i risultati della campagna, la 23/ma di Goletta Verde, sono ''sintomo di una capacita' di depurazione delle acque fognarie piu' efficiente e di scarichi piu' controllati'' e ''frutto di una maggiore attenzione da parte delle amministrazioni, soprattutto costiere''. Tuttavia il peggioramento della situazione delle foci e' la conseguenza di ''pochi controlli e scarichi civili e industriali non trattati mettono in crisi la salute dei fiumi in quasi tutte le regioni italiane''. Goletta Verde ha toccato, in 50 tappe, Liguria, Toscana, Lazio, Campania, una, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Puglia, Molise, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Ecco i risultati: - MARI SEMPRE PIU' BLU: le acque di balneazione prelevate in 50 localita' lungo le coste italiane risultano pulite nel 92% dei punti analizzati, contro l'87,6% del 2007. Dei 361 campioni prelevati, 333 sono risultati puliti; 22 campioni sono risultati invece leggermente inquinati, quattro inquinati e due gravemente inquinati. - FIUMI INQUINATI: la situazione e' peggiorata rispetto allo scorso anno, con inquinamento rilevato nel 78% dei campioni analizzati. Sono state eseguite 80 analisi, 43 delle quali hanno indicato alti valori di inquinanti microbiologici; sette sono risultati inquinati, 12 leggermente inquinati e solo 18 puliti. Salgono al 54% (contro il 47% del 2007) le foci gravemente inquinate, con uno o piu' parametri almeno dieci volte superiori ai limiti di legge. ''Una situazione sempre piu' nera - rileva Legambiente - e che non risparmia nessuna delle regioni visitate da Goletta Verde''. La maglia nera va alla Campania, mentre fanno eccezione Toscana e Puglia. - ECOMOSTRI E SPIAGGE BLINDATE: il mare e' bello, ma poco accessibile, con spiagge blindate lungo gli 8.000 chilometri di coste italiane, mentre il cemento abusivo continua a deturpare i litorali. Il record negativo va ancora alla Campania, con 673 illeciti accertati, seguita da Calabria (650) e Sicilia (617). In molti casi sono le costruzioni abusive a negare il libero accesso alla spiaggia. Ci sono poi, rileva Legambiente, ''spiagge sulle quali viene illecitamente imposto un pedaggio di accesso dai gestori degli stabilimenti balneari'', come in Liguria, dove solo 19 chilometri di spiaggia su 135 sono liberi, a Siracusa e Otranto.(ANSA). BG 17/08/2008 18:32
© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati
ACQUA: UN'INDUSTRIA GLOBALE DA OLTRE 300 MLD DOLLARI/ANSA
(ANSA) - ROMA, 16 AGO - A livello globale l'acqua e' un'industria che vale piu' di 300 miliardi di dollari. Ed e' in crescita: si stima che il capitale necessario a coprire i bisogni di acqua urbana ed infrastrutture fognarie in 50 mercati leader entro il 2025 si aggira sui 2,3 migliaia di miliardi. Questi alcuni numeri sull'oro blu di cui si discutera' nel corso della Settimana mondiale al via domani a Stoccolma, che vedra' confrontarsi i maggiori esperti in materia, 2.500 provenienti da 14 Paesi. Filo comune di seminari, riunioni plenarie, workshop ed eventi paralleli sara' il tema ''Progressi e prospettive sul tema dell'acqua: per un mondo pulito e in salute con particolare attenzione all'accesso ai servizi igienici''. Oltre 200 le organizzazioni partecipanti, che insieme al promotore dell'evento, l'Istituto internazionale dell'acqua di Stoccolma (Siwi), faranno il punto sul quadro attuale, dove a tenere banco e' la lotta per le risorse, come terra e acque, fra emergenza cibo e bioenergie, senza dimenticare i cambiamenti climatici e il loro impatto sul bilancio di oro blu. A giocarsi la partita principale oggi e' l'Asia, con quasi due terzi della popolazione mondiale, di cui due miliardi senza un accesso sufficiente ad acqua potabile e servizi igienici. Ecco alcuni dati sull'acqua nel mondo e in Italia: - MONDO: il 20% della popolazione mondiale in 30 Paesi deve fronteggiare problemi di carenza di acqua, percentuale che si stima arrivi al 30% in 50 Paesi nel 2025. Solo il 62% della popolazione mondiale, soprattutto in Occidente, ha accesso ai servizi igienici basilari. Due miliardi e mezzo di persone invece non ce l'ha, con i problemi che ne derivano: 5mila bambini muoiono ogni giorno a causa della diarrea, su un totale di 1,8 milioni di persone l'anno. Investire nelle infrastrutture per i servizi igienici conviene: 1 dollaro ne frutta 7; - MALATTIE: l'88% di tutte le malattie sono causate dal consumo di acqua non potabile, poca pulizia e scarso accesso ai servizi igienici; - CONSUMI: il mondo oggi vede una media di consumo dell'oro blu da parte di un europeo di circa 200 litri al giorno, che diventano 400 litri per un nordamericano, contro i 10 litri in media a disposizione di un persona povera nei Paesi in via di sviluppo, per bere, fare il bucato e cucinare. Negli Usa si butta il 30% di cibo, l'equivalente di 40mila miliardi di litri, ossia l'acqua necessaria ai bisogni di 500 milioni di persone; - RISORSE: dare da mangiare a tutti nel 2050 potrebbe richiedere il 50% di acqua in piu' rispetto a quella utilizzata oggi; produrre 1 kg di carne richiede tanto oro blu quanto un'utenza domestica in 10 mesi (50 litri a persona al giorno); - ITALIA: sprechi delle reti arrivano fino al 40%; il costo dell'acqua per una famiglia tipo di tre persone e' di 250 euro per 200 metri cubi l'anno, con massimi di 589 euro e minimi di 87 euro. Secondo il Dossier Acque Wwf 2007, il consumo d'acqua nelle abitazioni e nelle citta' incide solo per il 10% sul totale. All'agricoltura va il 46% dei consumi, alle industrie manifatturiere il 17%, alla produzione idroelettrica il 19% e per le forniture pubbliche il 18%.(ANSA). KWS 16/08/2008 16:45
© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati
ACQUA: DOMANI AL VIA SETTIMANA MONDIALE A STOCCOLMA
(ANSA) - ROMA, 16 AGO - Al via domani a Stoccolma la Settimana mondiale dell'acqua. A confrontarsi fino a sabato 23 saranno 2.500 fra i maggiori esperti provenienti da 14 Paesi. Il filo conduttore di seminari, riunioni plenarie, workshop ed eventi paralleli sara' il tema ''Progressi e prospettive sul tema dell'acqua: per un mondo pulito e in salute con particolare attenzione all'accesso ai servizi igienici''. Oltre 200 le organizzazioni partecipanti, che insieme al promotore dell'evento, l'Istituto internazionale dell'acqua di Stoccolma (Siwi), faranno il punto sul quadro attuale e le sfide emergenti, dove e' sempre piu' evidente la lotta per la gestione delle risorse, come terra e acqua, fra emergenza cibo e bioenergia, senza dimenticare i cambiamenti climatici e il loro impatto sul bilancio dell'oro blu.(ANSA). KWS 16/08/2008 13:22
© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati

sabato 16 agosto 2008

dalla Regione Lazio aiuti anche a Pontinia, case ed ex barbabietole

Arrivano dalla Regione Lazio due importanti iniziative in favore del comune di Pontinia che beneficerà, come altri 79 comuni laziali, dei finanziamenti in favore dell’emergenza abitativa e per la ristrutturazione delle aziende ex bieticole. Nell’ultimo caso si tratta di aiuto che andava pensato qualche anno fa, ma meglio tardi che mai. Di certo sono in corso una serie di situazioni decisive per il futuro di Pontinia. Dai progetti delle centrali a turbogas, a biomasse, all’inceneritore, tra le aggressioni peggiori, passando ai motivi che invece, se non vengono attuate, ne possono produrre il rilancio: l’energia naturale e rinnovabile, la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, le abitazioni economiche e popolari, il rilancio dell’agricoltura, del settore turistico, dell’innovazione tecnologica.
Pontinia 16 agosto 2008 Ecologia e territorio Giorgio Libralato
Sala stampa regione lazio Emergenza abitativa: 40 milioni a 79 Comuni laziali
14/08/08 - La Giunta Regionale del Lazio ha approvato durante la sua ultima seduta, su proposta dell’assessore alle Politiche della Casa Mario Di Carlo, una delibera per far fronte alla situazione di emergenza abitativa nel territorio della Regione. La cifra complessiva del finanziamento è di 40 milioni di euro, da suddividere tra varie decine di Comuni del Lazio ad alta tensione abitativa con popolazione inferiore a 150mila abitanti.Nella delibera sono presenti i requisiti per l’ammissibilità al finanziamento degli interventi proposti dai Comuni, i criteri di priorità per l’individuazione degli interventi e le modalità di concessione e erogazione dei finanziamenti.La domanda di finanziamento, da inviare a mezzo posta alla Regione Lazio – Direzione regionale Piani e programmi di edilizia residenziale entro e non oltre 15 giorni dalla pubblicazione della delibera sul Burl, deve riguardare le seguenti tipologie degli interventi ammissibili al finanziamento: Nuove costruzioni; Recupero di immobili non occupati; Acquisto di immobili non occupati.I criteri di priorità per l’individuazione degli interventi sono: la maggiore incidenza del numero di domande nella graduatoria comunale per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica in rapporto alla popolazione residente nel comune, la partecipazione economica comunale alla spesa di realizzazione espressa in percentuale, la maggiore congruità economica a parità di tipologia di intervento in relazione al risultato proposto.A seguito del ricevimento delle domande e della documentazione richiesta, la Giunta Regionale , con propria delibera, individuerà gli interventi da realizzare e disporrà l’ammissione al finanziamento.L’erogazione dei finanziamenti avverrà, per ciò che riguarda le nuove costruzioni e il recupero di immobili non occupati, per il 60% alla presentazione del verbale di consegna dei lavori e del contratto d’appalto, per il 20% alla presentazione della dichiarazione del direttore dei lavori che attesta il raggiungimento del 50% dello stato avanzamento dei lavori e per il restante 20% a seguito dell’atto di definizione e approvazione della spesa complessiva occorsa effettivamente per realizzare l’opera.Per quello che riguarda, invece, l’acquisto di immobili non occupati l’erogazione dei finanziamenti avverrà per il 50% alla presentazione e verifica tecnica della documentazione che attesta l’avvenuto impegno giuridico all’acquisto e per il restante 50% alla data di stipula del rogito notarile. Elenco comuni http://www.regione.lazio.it/binary/web/home_news/Lista_79_Comuni_ad_alta_tensione_abitativa.1218717763.pdf
Agricoltura, oltre 3 milioni per ristrutturazione settore bieticolo-saccarifero
14/08/08 - La Giunta ha approvato il Piano d’azione regionale e per la ristrutturazione del settore bieticolo-saccarifero. Gli obiettivi della Regione Lazio sono il sostegno del processo di riconversione produttiva delle imprese agricole coinvolte nella ristrutturazione del settore bieticolo-saccarifero e la promozione della diversificazione verso attività extra-agricole. Le risorse finanziare a carico del Feaga assegnate alla Regione Lazio per la concessione di aiuti alla diversificazione ammontano a 3.097.495,78 euro. I beneficiari dovranno presentare domanda di aiuto attraverso un avviso pubblico. Le domande potranno essere presentate a partire dal giorno successivo alla pubblicazione sul BURL (28 agosto 2008). La scadenza per la presentazione delle domande è il 30 ottobre 2008. La Regione designa quale organismo pagatore l’Agea - Agenzia per le erogazioni in agricoltura.Per quanto riguarda, invece, l’ammodernamento delle aziende agricole, l’obiettivo è quello di introdurre un regime di sostegno alle imprese che hanno ridotto o abbandonato la produzione di barbabietola da zucchero e che investono nell’ammodernamento delle strutture introducendo anche tecnologie innovative. Sul fronte della diversificazione verso attività non agricole, l’obiettivo è quello di accompagnare le aziende agricole ex-bieticole nelle fasi di ristrutturazione e riconversione.

mercoledì 13 agosto 2008

allora serve!

Guardo poco la televisioni, leggo molti giornali, in prevalenza quotidiani, consulto molto internet per motivi professionali e per l'informazione.
Siamo tanti, sempre di più a cercare un'informazione diversa da quella di regime, più vera e meno condizionata, grazie a internet.
Quando 20 anni fa e più abbiamo cominciato verdi e associazioni ambientaliste ad andare nelle piazze per dare quelle informazioni negate da stampa e televisioni la gente ci cercava.
Ricordo file lunghissime e pazienti per parlarci, informarci ed essere informati.
Da quando ho scoperto internet ricevo molta posta e sicuramente di più ne invio.
Scopro che onorevoli, consiglieri ai vari livelli, sindaci, assessori, amministratori vari mi leggono e mi riportano alcuni passaggi.
Qualche amministrazione si arrabbia e me lo riferiscono.
Si può fare politica in tanti modi, avendone le capacità, i voti, le preferenze, promesse da fare, favori da elargire, capacità oratorie, pratiche, fascino, potere.
Non avendole e non avendo una forza economica necessaria, nè portatore di interessi particolari ho scelto quello dell'informazione.
Che in tanti, anche fuori comune e provincia, leggono, apprezzano e mi incoraggiano, anche persone tra loro diverse.
Magari non lo scrivono nè si espongono, però apprezzano chi lo fa anche per loro.

l'inefficienza pubblica 2 premessa

Frequento giornalmente diversi uffici e servizi pubblici.
Dal Catasto all'amministrazione provinciale, gli uffici comunali di diversi comuni nella zona, dal comando provinciale dei VVF alla Azienda Usl, dal Tribunale agli uffici postali di diverse località, dai vari servizi pubblici di aziende pubbliche ai servizi sanitari, dall'agenzia delle entrate alla tesoreria provinciale, dal Genio Civile, all'Arsial, Consorzio di Bonifica, la Regione Lazio, la Prefettura, le forze dell'ordine.
Mi capita spesso di ascoltare lamentele e confidenze di dirigenti, funzionari, impiegati e la loro frustrazioni per lavorare in condizioni non sempre gratificanti e dignitose, con scelte calate dall'alto, senza riconoscere meriti, competenze e il necessario approccio del problema.
Ho vissuto direttamente o assitendo a situazioni di ricatto, intimidazione, soprusi, abusi, condizionamenti.
Non sempre la gente, i cittadini, le aziende si ribellano o protestano, un pò per rassegnazione, un pò per non farsi dei nemici, non perdere tempo, non avere ulteriori e più pesanti seccature, oppure perchè si paga in quel momento una situazione pesante perchè non si aggravi.
Comprendo alcune reazioni estreme.
Un funzionario con il quale avevo raggiunto un accordo per risolvere un problema, quando sono tornato con quanto dallo stesso richiesto ha negato tutto. Gli ho risposto così mette sul lastrico un'azienda e in mezzo alla strada famiglie che per colpa sua non potranno pagare mutui, avere un futuro. La sua risposta gelida e sprezzante: quello che dice lei è giusto, sensato, umano, ma la burocrazia vuole i suoi morti sul campo, sopratutto tra gli onesti e i lavoratori.
Conosco ed apprezzo la maggioranza degli impiegati, dei lavoratori, dei funzionari, dei dirigienti pubblici che combattono dall'interno una battaglia impari contro il malcostume generale.
E' evidente che i diritti non esistono dentro tanti uffici e servizi pubblici.

l'Italia e il rischio del fascismo

Finalmente un giornale vicino alla Chiesa Cattolica prende una posizione forte e legittima contro la deriva di un paese che non è più democratico.
Speriamo non si ripetano gli errori e gli orrori già vissuti che pare non abbiano insegnato nulla. Anzi.
www.corriere.it 13 agosto 2008
CITTÀ DEL VATICANO - Famiglia Cristiana paventa il rischio di un ritorno del fascismo in Italia. Ed è subito scontro con il governo. Il settimanale cattolico, in un editoriale firmato da Beppe del Colle, è tornato all'attacco dell'esecutivo citando un rapporto dell'organizzazione Esprit, augurandosi che «non sia vero il sospetto» che in Italia stia rinascendo il fascismo «sotto altre forme». Non si è fatta attendere la replica degli esponenti del governo: «Di fascista oggi in Italia ci sono soltanto i toni da manganellatore che Famiglia Cristiana consente di usare a Beppe Del Colle» ha replicato Carlo Giovanardi (Pdl), sottosegretario con delega per la Famiglia. «Per fortuna gli argomenti usati e le immagini evocate si squalificano da sole, mentre rimane il rammarico che un settimanale che entra in tutte le Parrocchie italiane tenti di coinvolgere una parte del mondo cattolico in una campagna connotata da pregiudizi e livore ideologico senza precedenti».
«TORNA ALLA MENTE FOTO DEL BIMBO EBREO DAVANTI AI NAZISTI»- Famiglia Cristiana, respingendo le accuse di «cattocomunismo» lanciate da esponenti del centrodestra, critica le misure varate dal governo in tema di sicurezza, soprattutto «la sciocca e inutile trovata di rilevare le impronte digitali ai bambini rom» e ricorda come in Europa sia tornata alla mente, «come un simbolo», la foto del bimbo ebreo nel ghetto di Varsavia con le mani alzate davanti ai nazisti delle famigerate Ss. «Per questo il Parlamento di Strasburgo e il Consiglio europeo hanno protestato. Esprit ha scritto che gli italiani sono incredibilmente duri contro i romeni e gli zingari. Sarà incredibile, ma è vero. Speriamo - conclude Famiglia Cristiana - che non si riveli mai vero il suo sospetto che stia rinascendo da noi sotto altre forme il fascismo»
«CRITICHIAMO QUANDO CI SEMBRA GIUSTO» - «Siamo stati, siamo e saremo sempre in prima linea su tutti i temi eticamente irrinunciabili: divorzio, aborto, procreazione assistita, eutanasia, "dico", diritti della famiglia; abbiamo condannato l'inserimento dei radicali nelle liste del Pd. E ora basta», si legge nell'editoriale sul numero in edicola questa settimana. «Non siamo mai cambiati - aggiunge del Colle - nel modo di affrontare le realtà del mondo con spirito di cristiani. Eppure, di tanto in tanto arrivano lettere: siete cattocomunisti. Perchè? Perchè critichiamo l'attuale Governo, come abbiamo fatto con tutti i Governi, anche democristiani, quando ci sembrava giusto e cristiano farlo».

l'efficienza dell'ufficio postale di Pontinia

Mi hanno riferito dall'ufficio postale di Pontinia dell'efficienza e della professionalità indiscussa del personale.
Hanno chiarito di non aver mai ricevuto nessuna denuncia nè da cittadini, nè dall'amministrazione comunale.
Evidentemente alcune notizie apparse sulla stampa, nel passato, non erano corrette.
Hanno chiarito che le uniche osservazioni ricevute riguardano i problemi del parcheggio.
Con grande soddisfazione prendiamo atto delle capacità del locale ufficio.
In netta controtendenza con Brunetta.
Pontinia è un'isola postale felice.
Tanto era richiesto, scusandoci per aver riferito notizie diverse, facendo i complimenti.

martedì 12 agosto 2008

delibere giunta, illuminazione e piscine

Alcune delibere del comune di Pontinia meritano attenzione, dalle piscine private in zona agricola, alla realizzazione dell’illuminazione pubblica della giunta oltre a quella sul PTPR del consiglio comunale.
Sul completamento dell’illuminazione pubblica di via don Luigi Sturzo (nota come “strada del cimitero”), all’incrocio con via Migliara 47 e di via Striscia ancora con via Migliara 47 e di via Nassirya (zona PEEP). Oltre ad illuminare 2 incroci particolarmente pericolosi, nel corso degli anni non sono mancati gli incidenti, da me richiesti più volte, si gioca una parte importante dell’attenzione dell’amministrazione comunale al risparmio e all’efficienza energetica.
Basta seguire gli esempi “illuminanti” (visto l’argomento) di comuni come Torraca e degli appositi convegni e seminari come: ''Efficienza energetica, rinnovabili, mobilita' sostenibile: ricette per la riduzione integrata di CO2 e NOx in ambito urbano'', organizzato in collaborazione con l'Anci nell'ambito del progetto di sensibilizzazione verso le Amministrazioni pubbliche avviato dal ministero dell'Ambiente e dal Kyoto Club. A illustrare un'esperienza virtuosa proprio nella Campania martoriata dai rifiuti, Daniele Filizola, sindaco del piccolo comune di Torraca, borgo medievale di 1400 abitanti in provincia di Salerno. Filizola ha illustrato le politiche messe in atto da Torraca per ridurre i consumi e le emissioni di gas serra: illuminazione pubblica a Led (una caratteristica che ne fa il primo paese al mondo completamente illuminato a Led ad alta efficienza, oltre che Centro Mondiale di sperimentazione permanente della tecnologia a Led); un Consorzio Universitario che si pone l'obiettivo di formare figure professionali nella gestione dei processi amministrativi e tecnici dei settori energetico e ambientale; una societa' comunale, ''Sviluppo Torraca srl'', che ha appena avviato la realizzazione di una fabbrica che produrra' pannelli fotovoltaici; l'installazione di 4 impianti fotovoltaici da 45,5 kw ciascuno (con un beneficio in termini ambientali di circa 122 tonnellate di CO2 evitate); la presenza di un parco eolico e di una piscina ecosostenibile, alimentata da un impianto solare termico e da pannelli fotovoltaici; e, infine, la realizzazione di una monorotaia che partira' da Sapri e che colleghera' la costa al borgo di Torraca. Sicuramente l’amministrazione comunale che sta contrastando progetti deleteri e sgraditi quali la centrale a turbogas, quella a biomasse, l’inceneritore, sarà l’occasione pratica di voltare pagina rispetto alle passate esperienze, superate da tecnica e buonsenso.
Sulle piscine private si prende atto della trasformazione in ville di alcune residenze, ma anche delle mutate esigenze. Speriamo che le prossime scelte urbanistiche oltre a soddisfare le voglie e le ambizioni di pochi ricchi siano in grado di dare risposte alle esigenze della maggioranza dei cittadini e delle aziende, con azioni concrete per rispondere alle esigenze vere e di miglioramento della qualità della vita, magari anche adeguandosi alla normativa regionale e nazionale.
In merito al PTPR sono state adottate osservazioni conseguenti agli strumenti urbanistici adottati e approvati. Sono state presentate 5 osservazioni, 3 da associazioni (tutte respinte perché non condivise) e 2 da privati, condivise in parte.
Pontinia 12 agosto 2008 Ecologia e territorio Giorgio Libralato

DELIBERA n. 117 del 07/08/2008

1) di formulare i seguenti indirizzi per la realizzazione di piscine private in zona agricola:

- La costruzione di piscine private in zona agricola è ammessa a condizione che le stesse piscine private siano scoperte (non è ammessa alcun tipo di copertura nemmeno se realizzata con teli ombreggianti, film plastici ecc.) e che la superficie d’acqua sia non superiore a mq 100,00. E’ ammessa la realizzazione di un camminamento marciapiede perimetrale per un larghezza di ml 1,50.
- La realizzazione delle piscine di cui sopra, si ribadisce ad uso esclusivo dei soggetti residenti nell’edificio principale, del quale le strutture stesse costituiscono pertinenze, deve essere rispettosa dell’ambiente e del paesaggio e pertanto: devono essere mantenute le alberature esistenti; non deve essere modificato il profilo naturale del terreno; non sono ammesse opere che rendano impermeabile il suolo nell’intorno della piscina.
- La realizzazione di piscine con le caratteristiche sopra specificate è consentita nelle Zone Agricole E1, E2 ed E3, con esclusione, quindi, della Zona E4, zona questa sottoposta a misure di tutela per la sua valenza paesistica.
- la realizzazione degli interventi è sottoposta a procedura di Denuncia di Inizio Attività, fatte salve le eventuali ulteriori autorizzazioni previste dalla normativa regionale e nazionale.
- la pertinenzialità delle strutture suddette (piscine) all’edificio residenziale principale (che, naturalmente, deve essere esistente, regolarmente assentito di concessione edilizia o di Permesso a costruire e, quindi, legittimo o legittimato, o in fase di contemporanea realizzazione) fa sì che non sia richiesto un lotto minimo per la loro realizzazione. Vanno, tuttavia, rispettate le distanze minime dai confini;
- Sono, in ogni caso, dovuti i contributi afferenti il costo di costruzione e i contributi sulle Opere di Urbanizzazione ove previsti.


2) di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134), Comma 4), del D.Lgs. 267/2000; (per leggere tutto http://www.comune.pontinia.lt.it/de/attachment.php?ATDOSSS=5501)


DELIBERA n. 115 del 07/08/2008 rifacimento impianto pubblica illuminazione in zona urbana (via don Luigi Sturzo, via Striscia con Migliora 47, via Nassirya)

A)DI PRENDERE ATTO di quanto in premessa meglio rappresentato;

B) DI PRENDERE ATTO che al fine di non perdere il finanziamento regionale in considerazione che entro e non oltre il 15 ottobre 2008, il Comune deve comunicare l’avvenuto perfezionamento delle obbligazioni di spesa verso terzi (contratto di appalto) alla Regione Lazio – Assessorato Lavori Pubblici e Politica per la Casa – Direzione Regionale Infrastrutture – Area Reti elettriche e telematiche – Area 2D/14 – via capitan Bavastro, 108 -00154- Roma, è necessario attivarsi con urgenza ad espletare:
1) tutte le incombenze sopra rappresentate e meglio rappresentate nella nota della Cassa DD.PP. datata 04.08.2008 – Pos. 4514749 ad oggetto: “Prestito di EUR 109.012,00 – per costruzione impianto illuminazione costruzione, completamento e rifac. Impianto ill. L.R. 11/80” registrata al protocollo generale del Comune al n. 13508 in data 05.08.2008 assegnata al settore LL.PP. e al Settore Finanziario, il tutto al fine di ottenere il mutuo di € 109.012,00 in conto mutuo a totale carico della Regione Lazio, necessario per i lavori di che trattasi;
2) tutte le incombenze per richiedere nel rispetto di quanto stabilito nella deliberazione C.C. n. 34/2008 il mutuo di € 5.738,00 a carico del Comune di Pontinia, necessario per i lavori di che trattasi;
3) a far redigere il progetto definitivo/esecutivo dall’ing. Francesco Sellacci come da determinazione di incarico n. 6/2008, nelle more che vengano concessi i mutui di cui al precedenti punti 1) e 2), stabilendo sin d’ora che qualora per qualsiasi ragione non dovessero essere concessi i suddetti mutui di cui al precedenti punti 1) e 2) le prestazioni professionali verranno pagate con i mezzi del bilancio comunale;
4) a richiedere il prescritto parere preventivo di cui all’art. 4, comma 1, della L.R. 31.01.2002, n. 5, all’area Genio Civile territorialmente competente;
5) ad approvare il progetto definitivo/esecutivo relativo ai lavori per il completamento dell’illuminazione pubblica su un tratta di via Don Luigi Sturzo e realizzazione impianto di pubblica illuminazione in via Nassirya (Loc. PEEP) ecc. appaltando i lavori di che trattasi e perfezionando l’obbligazione verso terzi (contratto di appalto) entro e non oltre il 15.10.2008, dopo che la Cassa DD.PP. avrà concesso con proprie determinazioni i mutui: di € 109.012,00 in conto mutuo a totale carico della Regione Lazio e di € 5.738,00 a carico del Comune di Pontinia; (per leggere tutto http://www.comune.pontinia.lt.it/de/attachment.php?ATDOSSS=5499)

delibera n. 31 del 29/07/2008 del consiglio comunale di Pontinia osservazioni PTPR

delibera n. 31 del 29/07/2008 del consiglio comunale di Pontinia osservazioni PTPR
http://www.comune.pontinia.lt.it/de/attachment.php?ATDOSSS=5445

normativa centrali elettriche

Normativa Nazionale
Legge 23 agosto 2004, n. 239 "Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia" (G.U. n. 215 del 13 settembre 2004)
Legge 27 ottobre 2003, n. 290 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 agosto 2003, n. 239, recante disposizioni urgenti per la sicurezza del sistema elettrico nazionale e per il recupero di potenza di energia elettrica. Deleghe al Governo in materia di remunerazione della capacità produttiva di energia elettrica e di espropriazione per pubblica utilità" (G.U. n. 251 del 28 ottobre 2003)
Legge 55 del 9 aprile 2002 "Misure urgenti per garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale" (G.U. n. 84 del 10 Aprile 2002)
Lettere Circolari
Lettera circolare DCPST/A4/RA/1200 del 4 maggio 2005 Rete nazionale di trasporto dell'energia elettrica.
Lettera circolare DCPST/A4/RA/ 2800 dell'1 dicembre 2004 Centrali elettriche installate all'interno di attività a rischio di incidente rilevante. Procedure di prevenzione incendi.
Lettera circolare DCPST/A4/00222/RA/84 del 4 giugno 2002 "Legge 9 aprile 2002, n.55 concernente "Misure urgenti per garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale". Procedimento autorizzativo unico coordinato dal Ministero delle Attività Produttive.
elenco dei progetti di centrali elettriche in corso
http://www.vigilfuoco.it/speciali/sicurezza/prevenzione_incendi/rischi_industriali/centrali/pdf/el_prog_centrali_elettriche.pdf
Le attività a rischio di incidente rilevante in Italia
Le attività soggette agli art. 6/7 del D.Lgs. 334/99
Le attività soggette all'art. 8 del D.Lgs. 334/99 (presentazione rapporto di sicurezza)
I Comuni con attività soggette all'art. 8 del D.Lgs. 334/99
-->

progetti devastanti tra ferie e feste e l’energia tra imbrogli ed aumenti

E’ sicuramente una coincidenza che i progetti devastanti vengano pubblicati in coincidenza di ferie e feste, che inizino i lavori o che si svolgano in questo periodo.
Nessuno pensa che questo sia voluto per far calare l’attenzione, sperando che gli interessati non si accorgano del pericolo che grava sulla loro proprietà e sui loro diritti.
Non crediamo che questo sia voluto per evitare il confronto ma solo una coincidenza che torna puntuale e casuale, come tutte le coincidenze casuali avviene sempre.
Era stato così, per esempio, per i 2 progetti del corridoio tirrenico, la commissione AIA per la centrale a biomasse, il deposito, la pubblicazione e la scadenza dei ricorsi contro metanodotto ed elettrodotto per la centrale a turbogas di Mazzocchio – Pontinia, addirittura 2 commissioni AIA-IPPC per la stessa centrale a turbogas.
Storicamente le proprietà e il possesso dei terreni adiacenti i Gricilli – Laghi del Vescovo, interessate dalle opere del metanodotto e dell’elettrodotto della sgradita centrale a turbogas di Mazzocchio sono di proprietà dei cittadini di Priverno, Maenza, Roccagorga e la pubblicazione è invece avvenuta solo nei comuni interessati per territorio, Pontinia e Sezze.
Quindi sicuramente questa ulteriore coincidenza non permetterà ai cittadini interessati di essere informati e se lo sono troveranno al lavoro i necessari consulenti per tutelari i propri diritti (avvocati, commercialisti, geometri)?
Avranno effettivamente il necessario tempo a disposizione per garantire la libertà e la loro proprietà oppure subiranno l’ennesima beffa?
Tutto in conformità di legge, nessuno lo dubita.
Il decreto sblocca centrali è lì proprio per questo.
Servire a chi costruisce, a pochi imprenditori, senza nessuna garanzia né diritto per cittadini, comunità, amministrazioni ed enti locali.
Solo l’energia naturale e rinnovabile garantirebbe diritti, democrazia, metterebbe al riparo dalle continue speculazioni. Intanto per Alberto Clo', che guida il Rie, e' in arrivo un nuovo salasso per le famiglie italiane: ad ottobre, le bollette saranno piu' salate del 6% per il gas e del 4% per l'elettricita'. Nonostante il calo del petrolio. Per leggere tutto http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_734789335.html.
Authority: bollette gas gonfiate, multate 5 societa'
ROMA - L'Autorità per l'energia ha inflitto sanzioni per un totale di 129.144,20 euro a 5 società di vendita di gas naturale, per scorretta misurazione ai fini della fatturazione del gas consumato dai piccoli clienti. Le 5 società multate sono Argos Energia, Bergamo Energia, Edison Energia, Italcogim Energie e Ress, per aver applicato uno specifico coefficienti di misurazione, denominato M, "con valori superiori a quelli fissati dall'Autorità e quindi di costi, per i clienti finali, maggiori di quelli dovuti". Per leggere tutto: http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_734784597.html.
Inflazione: al 4,1%, massimo dal 1996,+6,1% per la spesa
ROMA - Un luglio salatissimo per le tasche degli italiani: nel mese appena terminato l'inflazione, come ha confermato oggi l'Istat, è volata al 4,1%, quasi il triplo rispetto allo scorso anno, tornando a toccare punte che non raggiungeva dal 1996. E se gli aumenti riguardano praticamente ogni settore per gli italiani sta diventando sempre più difficile riempire la dispensa: pane e pasta continuano a subire rincari esasperati, rispettivamente del 12,9% e del 24,7% la pasta, in rialzo del 2,1% rispetto a giugno. Per leggere tutto: http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_734786422.html.
Caro-vacanze, da spiaggia a viaggi anche +11%
ROMA - Ombrelloni, aerei, treni e pacchetti viaggio. Nel luglio più caro da dodici anni, i rincari hanno colpito gli italiani anche in vacanza. Oltre a dover fare i conti con i carburanti alle stelle, una volta giunti a destinazione i villeggianti si sono trovati di fronte a rincari particolarmente salati per molti dei servizi e beni offerti nei luoghi di villeggiatura, senza differenza tra mare e montagna, con rialzi oltre il tasso medio di inflazione sia negli stabilimenti balneari che sugli impianti di risalita. http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_734752940.html
Pontinia 12 agosto 2008 Ecologia e territorio Giorgio Libralato

lunedì 11 agosto 2008

Circeo 22, 23, 24 agosto Go Parks-no nuke camping

L'Associazione Sempre Verde si sveglia dal torpore e vi propone un'iniziativa di impegno e divertimento al Circeo (Latina) per i giorni 22, 23 e 24 agosto 2008.
Go Parks - No Nuke Camping Circeo 2008
tre giorni di mare, montagna, musica e divertimento per incontrarsi e mostrare appoggio alla natura protetta e contrarietà ad inquinamento e rischi del nucleare.
Pernotto in campeggio sul lungomare pontino, escursione sul monte Circeo e bagni nel blu e nel verde del Parco Nazionale.
Il costo per 2 notti in campeggio e cena/concerto di sabato, è di 30 euro a persona, Il campeggio è a Sabaudia presso il
Camping Sant'Andrea via S. Andrea n. 36/b 04016 Sabaudia (Latina) tel. 0773 593105
Per per adesioni contattare sempreverde.noti...@libero.it +393357126978 Francesco +393351719966 Alessio
Chi abita a Latina e dintorni ovviamente può partecipare alle iniziative senza pernottare e comunque si può venire anche solo all'escursione o al concerto: non c'è problema!
Programma:
Venerdì 22 Agosto 2008
ore 18:00
arrivo: saluti e montaggio tende, cena libera e serata in riva al mare.
Sabato 23 Agosto 2008
ore 8:30 trekking sul monte Circeo da Torre paola al Picco di Circe. Necessario: scarpe da trekking, zaino, acqua e merenda. arrivo ore 11:30 pausa pranzo e discesa
ore 16:30 rientro in spiaggia riposo e bagno
ore 18:30 iniziativa-dibattito “Ritorno al nucleare e natura protetta: due realtà incompatibili” esperti del settore illustreranno al pubblico, in un incontro aperto alla discussione, i rischi del nucleare e di altre fonti di inquinamento (es. discariche e inceneritori) quando a contatto con risorse naturali e aree protette.
Partecipano: Stefano Raimondi (Legambiente Sabaudia) Alessandro Loreti (Verdi Latina) Roberto Lessio (Giornalista de' “Il Caffè”) Stefano Morea (Parco Nazionale del Circeo)
ore 20:30 falò/cena
ore 22:30 concerto dei "Canusia": canti e balli popolari a seguire performance di percussioni e jam session aperta a tutti
Domenica 24 Agosto 2008 ore 10:00 discesa in spiaggia bagni e racchettoni, proseguimento a piacere!
aspettiamo numerose le vostre adesioni! Saluti Francesco, Alessio e Daniele Associazione Sempre Verde.
Sempreverde mailing list: sempreve...@inventati.org https://www.autistici.org/mailman/listinfo/sempreverde
Sempre Verde web site http://xoomer.alice.it/sempre-verde

turbogas Mazzocchio, prossime scadenze

Alla fine del mese di agosto prossima (definitiva?) riunione AIA-IPPC del progetto della centrale a turbogas proposta dalla società AceaElectrabel sul terreno nel nucleo industriale di Mazzocchio. Il 5 agosto sono trascorsi i 20 giorni della pubblicazione dell’avviso di avvio del procedimento sul quotidiano Latina Oggi, del progetto del metanodotto e dell’elettrodotto con relativo piano di esproprio dei terreni siti nel comune di Sezze di Pontinia. I tempi nei quali per il comune di Pontinia è in pubblicazione sono compresi tra il 7 e il 27 agosto.
Il 26 settembre decorreranno i successivi 30 giorni entro i quali i proprietari interessati potranno presentare le relative osservazioni.
Si tratta di un metanodotto e di un elettrodotto della lunghezza complessiva di circa 9 km, cadauno, di cui manca l'ubicazione, di una stazione elettrica di smistamento prevista nel comune di Sezze, di due raccordi in semplice terna di smistamento dell'elettrodotto esistente di cui manca l'ubicazione.
Viene dichiarato che sono opere e strutture indispensabili all'esercizio della centrale elettrica a ciclo combinato nel comune di Pontinia, che le opere interessano i comuni di Pontinia e Sezze presso le cui segreterie sono depositati i relativi progetti.
Pare che i cittadini interessati si stiano attivando per presentare le osservazioni e ricorsi all’ennesimo progetto calato dall’alto, non gradito, anzi sul quale si sono espressi in maniera contraria e forte le amministrazioni comunali di Pontinia, Sonnino, Roccagorga, Priverno, Bassiano, Sermoneta, l’amministrazione provinciale di Latina, la Regione Lazio.

gli esami di riparazione di settembre

A settembre si rimanda il porto, le decisioni urbanistiche di Latina, il progetto dell’autostrada devastante e contestata dalla più grande manifestazione mai avvenuta a Latina, il piano energetico provinciale, l'opposizione di Veltroni invece si rimanda a ottobre (forse del 2008).
Alla fine di agosto l’ennesima commissione AIA-IPPC per la turbogas di Mazzocchio-Pontinia, a settembre ancora la ripresa dei confronti sulla turbogas di Aprilia, forse il progetto della centrale a biomasse ancora a Pontinia, il bando dell’inceneritore.Per il mondo ambientalista e di difesa dei diritti civili e sociali (con la parte di elettori che fino al 2005/2006 facevano riferimento e votavano per i verdi) sarà un momento per prepararsi a decidere se l'esperienza dei verdi è definitivamente tramontata, dividendosi in movimenti e partiti oppure se può ricominciare con un soggetto politico credibile.I verdi della provincia di Latina nel 2004 e 2005 hanno avanzato una proposta politica e amministrativa credibile, attuabile e conseguente, in considerazioni delle caratteristiche e delle situazioni esistenti.Da minoranza politica a maggioranza di opinione, sui trasporti, la mobilità, la sanità, la gestione dell'acqua, la gestione dei rifiuti che erano stati ripresi nelle campagne elettorali provinciali, regionali e del parlamento.Servivano azioni conseguenti per affrontare una situazione che in provincia di Latina era già un'emergenza.La situazione da allora è peggiorata e sta rischiando di precipitare.Dall'alto dei verdi qualcuno si è messo di impegno per cercare di distruggere la forza e l'impegno degli attivisti della provincia di Latina.C'è stato il caso Terracina che è servito per attuare il disegno di scompaginamento.Con quello che è successo dalla primavera 2006 a oggi è difficile immaginare una lista dei verdi alle prossime elezioni provinciali del 2009, sopratutto con la speranza di far rieleggere un consigliere che poi ha lasciato questa forza politica per almeno altre 2.La disaggregazione sul territorio poi ha annacquato la rappresentanza e la proposta del mondo ambientalista e di difesa dei diritti civili e sociali.Non si conoscono iniziative sul territorio, prese di posizione sui temi ambientali eclatanti relativi alla provincia di aggressione ecologica.E' il sintomo che manca, forse, anche la speranza.Cosa fare? una lista con rifondazione e comunisti italiani? la storia ha già bocciato questa eventualità. L'unione con Di Pietro? se ci sono pochi punti in comune a livello nazionale (inceneritori, grandi opere) a livello locale sono ancora di meno (acqualatina). Una lista "grillina"? serve un progetto politico che mi pare sia ancora embrionale e confuso.Una proposta, un'idea ci sarebbe che probabilmente non porterebbe in via Costa un rappresentante ma che potrebbe essere il seme per il futuro, non solo dei verdi, ma dell'intera coalizione (quella che prima di Veltroni si chiamava centro sinistra) per una provincia che possa avere un futuro.Ripartire cioè dalla base, quindi dalle esigenze del territorio, dei numerosi comitati che hanno sostituito il nulla dei partiti con il dialogo, il confronto, l'informazione, l'ascolto e la divulgazione.Questo porterebbe a delle scelte concrete, possibili, attuabili, conseguenti per un rilancio economico e culturale, politico e amministrativo, delle infrastrutture e aziendale, creando posti di lavoro per un'economia sana e propositiva.
Intanto, appunto incombono una serie di progetti che rischiano di compromettere definitivamente l’economia, le prospettive economiche, i posti di lavoro, la salute e l’ambiente della provincia di Latina.
A settembre bisognerebbe costituire un momento di confronto e dialogo tra le associazioni, i comitati e i cittadini che agiscono in difesa dei diritti civili e sociali, del territorio, ma anche per uno sviluppo armonico della provincia.

strada vicinale procoio

Quando il pubblico dice al privato: prendi tanto nessuno verrà a chiederne conto.
La strada vicinale Procoio è riportata sulle mappe catastali come proprietà pubblica.
Visti gli strafalcioni riportati sui documenti catastali e, come si dice sull'argomento, il catasto non è probatorio.
Anzi per far correggere evidenti errori occorrono a volte anche 10 anni, dopo decine di segnalazioni.
Non è detto che tutta la proprietà pubblica o una parte di questa, debbano sempre rimanere tali.
Si cambia idea, scelte e si cambia opinione.
Però quando si tratta di una proprietà pubblica questa può essere ceduta ma al giusto prezzo e nel caso in questione questo non sembra sia avvenuto.
Sempre che si dimostri che tale proprietà non sia più di interesse pubblico.
Sempre che non vi siano ragioni storiche, artistiche, culturali, paesaggistiche che dimostrino il contrario.

domenica 10 agosto 2008

emergenza umanitaria Caucaso

EMERGENZA UMANITARIA CAUCASO
L´organizzazione di volontariato "MONDO IN CAMMINO", attiva da anni in Caucaso, è appena tornata da una missione in quelle regioni, dove, fra l´altro, ha visitato i campi profughi osseti e ceceni. Ha riscontrato situazioni drammatiche: situazioni in cui, oltre all´emergenza umanitaria, è presente uno stato di abbandono generale ed in cui (nonostante i proclami di tutela delle autorità locali) buona parte dei profughi vive senza il riconoscimento dei più elementari diritti umani e civili. Ora, in questa già difficile situazione, andranno ad aggiungersi le migliaia di profughi in fuga dal conflitto osseto/georgiano. Oltre all´assenza di strutture recettive, l´esodo di queste migliaia di persone creerà una situazione di provvisorietà permanente e di tensione conflittuale in tutto il Caucaso che potrà determinare il futuro di tutta la regione, con ripercussioni sugli equilibri strategici internazionali. DI FRONTE A QUESTA TRAGEDIA UMANITARIA E ASSOLUTAMENTE NECESSARIO INTERVENIRE.
Mondo in Cammino, che dispone di contatti logistici ed organizzativi in loco, sta preparando una nuova missione, per intervenire direttamente a favore dei profughi.
PER CONTRIBUIRE ALL´EMERGENZA CAUCASO QUESTE SONO LE COORDINATE:
Banca Popolare Etica, Via San Pio, 15 bis, 10100 Torino - ABI: 05018; CAB: 01000; CIN: W; CONTO CORRENTE 000000512770; Codice IBAN: IT 44 W 05018 01000 000000512770
CAUSALE: EMERGENZA CAUCASO
Massimo Bonfatti,
presidente di Mondo in Cammino
www.mondoincammino.org
www.progettokavkas.it

Pontinia diventerà città dei rifiuti?

Stando alle notizie degli organi di informazione che spesso anticipano notizie ed eventi, la città di Pontinia, anziché delle bambine e dei bambini, com’era scritto nel programma elettorale vincente dell’attuale amministrazione rischia di diventare la città dei rifiuti o un rifiuto di città. Da qualche anno le cronache, ma anche la magistratura, le varie amministrazioni comunale, provinciale, regionale, le autorità come la prefettura si occupano di un impianto di trattamento dei rifiuti solidi urbani umidi e non (almeno fino all’incendio di un anno fa). Il problema sembra verrà risolto, con grande soddisfazione di tutti, entro pochi giorni. Sulla questione avevo fatto delle proposte che non mi pare siano state accolte. Forse sono pessimista ma penso che il non aver attuato alcune garanzie possa portare ad altri problemi o contestazioni, spero di essere smentito dai fatti. Sono l’unico anche ad aver segnalato (non risulta diversamente dagli organi di informazione) il problema della presenza di tale impianto e l’impianto che ne potrebbe derivare in contemporanea con le 2 aziende soggette alla direttiva Seveso e della prossima costruzione di 2 centrali elettriche. Anzi sono anche l’unico che si preoccupa del bando dell’amministrazione provinciale in merito alla gestione del ciclo dei rifiuti perché, oltre alle questioni tecniche, economiche, sociali, già segnalate ed ignorate (così pare dalla mancanza di notizie diverse) dai miei concittadini, possa portare sicuramente all’impianto per il cdr e forse dell’impianto finale (inceneritore). I bene informati riportano l’acquisto o la trattativa per lo stesso per un terreno di 9,5 ha nella zona industriale di Mazzocchio dove si trovano i 2 impianti soggetti alla direttiva seveso, 1 di trattamento del compost, un altro dei rifiuti solidi urbani, frazione secca, attualmente non funzionante, 2 centrali elettriche prossime sventure e, appunto tale impianto per il cdr. Non credo che agli amministratori attuali o aspiranti sia sfuggita questa situazione che cova sotto la cenere e che potrebbe portare nel comune di Pontinia i rifiuti dell’intera provincia. Gli organi di informazione ci spiegano che al consorzio industriale sono contenti della richiesta dei 9,5 ha di terreno, qualche cronista mi spiega che per ottenere l’assegnazione dell’area si pagano €/mq 0,54 + IVA al consorzio industriale per diritti (oltre al costo di acquisto) che ammontano a € 51.300 + IVA per il lotto per il cdr. A questi diritti si aggiungono poi quelli di esame progetto pari a € 0,12 + IVA per ogni mc richiesto. Il comune cosa ci guadagna? Nulla per il momento, poi gli introiti sull’ICI. Oltre all’assenso sull’ubicazione del cdr pare che anche la posizione sulla centrale a biomasse (un anno fa contestata da tutti maggioranza e opposizione) oggi abbia il consenso invece dei rappresentanti dei cittadini nel consiglio comunale. Perlomeno questo si evince dagli organi di informazione. Pontinia diventerà la città dei rifiuti? Forse all’agricoltura di qualità, alla filiera agroalimentare, ai prodotti certificati, allo sviluppo delle nuove tecnologie, al rilancio dell’economia, al Pontinia riparte non ci crede più nessuno? Nessuno pensa che Pontinia possa avere uno sviluppo urbanistico, oppure culturale, gastronomico, turistico o semplicemente uno sviluppo? Rinunciamo al miglioramento della qualità della vita

sabato 9 agosto 2008

fuso orario di Pontinia e La Cotarda

ALL’ASSESSORE ALL’ASTRONOMIA E DEL FUSO ORARIO DEL COMUNE DI PONTINIA
Oggetto: fuso orario di Pontinia e La Cotarda
Il comune di Pontinia, come è noto, ha alcune località (Quartaccio, Mesa, Campo Ioso, Borgo Pasubio, Gricilli, Mazzocchio, Casal Traiano, La Cotarda) che fanno da centro di aggregazione sociale, alcune delle quali molto attive e propositive.
La Cotarda (al confine con il comune di Priverno) ospita anche alcune manifestazioni dell’estate pontiniana, oltre ad una scuola, alcuni locali commerciali ed ha le caratteristiche tipiche del borgo rurale.
Proprio da La Cotarda iniziano i “moti ambientalisti” del comune di Pontinia e addirittura l’attività politica dei verdi con manifestazioni, incontri e dibattiti che oltre ai politici locali hanno ospitato assessori regionali e parlamentari della camera dei deputati.
Tra le questioni ambientali la famosa porcilaia si è parlato di Gricilli (Laghi del Vescovo) e della valorizzazione ambientale.
Si ricorderanno arresti, occupazione dell’aula consiliare, “sequestro” del sindaco, interventi e interrogazione in parlamento e in consiglio regionale.
Sulla questione de La Cotarda si sono fatte o sono cadute giunte comunali, accordi politici e giocate alleanze e dispute per diversi anni.
Pontinia era balzata agli onori della cronaca nazionale per una sentenza che aveva fatto giurisprudenza e modificato l’iter del rilascio delle concessioni edilizie.
Questioni amministrative che come per il dissesto, hanno fatto scuola in Italia.
Ormai le questioni si sono chiuse da tanti anni e la gente non ne parla più.
La Cotarda dista dal centro di Pontinia 12 km e qualche fuso orario.
Difatti se alle 7.00 (di mattina) siete nel centro di Pontinia, trovate l’illuminazione pubblica giustamente spenta visto che il sole è sorto verso le 6.30.
A La Cotarda, invece alle 8.00 (sempre di mattina) trovate l’illuminazione pubblica ancora accesa.
Idem la sera ore 19.00 a La Cotarda illuminazione pubblica ancora accesa, ore 20.00 centro di Pontinia illuminazione pubblica ancora spenta, giustamente visto che il sole tramonterà dopo circa un quarto d’ora.
Sicuramente il nobile assessore all’astronomia e del fuso orario del comune di Pontinia, più che quello dei lavori pubblici, o del bilancio, saprà dare una spiegazione tecnica e pratica a questo spreco economico, a questa accensione e consumo inutile di energia, al contributo dell’aumento delle emissioni di C02.
Sappiamo che, proprio grazie alla produzione dell’energia elettrica l’Italia pagherà nel 2008 circa 700 milioni di € come multa per le emissioni, qualcosa come 11 € a testa.
Ecco chiedo all’assessore all’astronomia del comune di Pontinia (o dell’amministrazione provinciale visto che la strada sulla quale c’è lo spreco di illuminazione pubblica è provinciale) di non pagare questa tassa, né io né la mia famiglia, per un consumo inutile.
Magari questo spreco potrebbe far venire in mente qualche progetto sciagurato di inutili centrali termoelettriche proprio nel vicino nucleo industriale di Mazzocchio.
Pontinia 9 agosto 2008 Ecologia e territorio Giorgio Libralato

venerdì 8 agosto 2008

nota 1 al piano regionale di tutela delle acque

La Regione Lazio ha adottato “Il Piano Regionale di tutela delle acque” con Deliberazione di Giunta Regionale n. 266 del 2 maggio 2006 e approvato con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 42 del 27 settembre 2007 (Supplemento ordinario al “Bollettino Ufficiale” n. 3 n. 34 del 10 dicembre 2007).
Si invitano, pertanto le amministrazioni provinciali e comunali a presentare le richieste e necessarie valutazioni.
Tra le novità importanti la diversa disciplina, rispetto all’attuale delle case sparse.
Nelle zone dove, tecnicamente, non è possibile adottare la sub-irrigazione sarà possibile solo l’ evapotraspirazione fitoassistita. Quindi non sarà più possibile installare impianti di depurazione domestica per recapitare le acque nei corsi d’acqua superficiale come invece oggi avviene, risolvendo diversi problemi, logistici, ambientali, di costi e tecnici.
La realizzazioni di piazzali impermeabili per le lavorazioni all’aperto.
L’obbligo di dotare i pozzi sistemi di misura delle quantità prelevate e
comunicare periodicamente all’autorità che ha rilasciato l’atto di assenso al
prelievo. La mancata installazione degli strumenti di misura comporta la
cementazione del pozzo considerato abbandonato o in disuso
Si segnalano alcuni punti del Piano:
Articolo 15
Misure per la tutela delle aree sensibili
1. Sono aree sensibili i laghi ed i rispettivi bacini drenanti individuati con
deliberazione della Giunta Regionale n. 317 del 11 aprile 2003.
Articolo 16
Misure di tutela per le zone vulnerabili da nitrati di origine agricola
1. Sono zone vulnerabili da nitrati di origine agricola quelle individuate con deliberazione della Giunta Regionale n. 767 del 6 agosto 2004.
2. In tali zone la Regione definisce i programmi di azione sulla base delle indicazioni di cui all’allegato 7/A-IV alla parte III del d.lgs. 3 aprile 2006 n. 152.
Articolo 22
Misure per gli scarichi di piccoli insediamenti, case sparse, edifici isolati e di agglomerati urbani inferiori a 2.000 a.e.
1. Per gli scarichi di piccoli insediamenti, case sparse, insediamenti isolati e agglomerati urbani inferiori a 2.000 a.e. recapitanti in acque superficiali, sul suolo o negli strati superficiali del suolo, sono definite le seguenti misure:
a. gli scarichi, nuovi o esistenti, di acque reflue domestiche originate da case sparse, da insediamenti residenziali e da insediamenti isolati inferiori a 50 a.e., se non allacciabili a reti fognarie, devono recapitare sul suolo o negli strati superficiali del suolo; devono essere depurati attraverso sistemi biologici di tipo vasca Imhoff con successiva subirrigazione o evapotraspirazione fitoassistita dei reflui trattati;
b. gli scarichi, nuovi o esistenti, di reflui domestici originati da insediamenti isolati maggiori di 50 a.e. e inferiori a 300 a.e., se non allacciabili a reti fognarie, possono recapitare in acque
superficiali. In tal caso devono essere trattati con idonei sistemi di depurazione che conseguano un abbattimento non inferiore al 70% del carico inquinante in entrata, in riferimento all’ammoniaca e ai parametri indicati nella tabella 1 dell’allegato 5 alla parte III del d.lgs. 3 aprile 2006 n. 152. Il raggiungimento dei suddetti limiti di emissione può essere raggiunto attraverso sistemi di trattamento di tipo biologico associati a trattamenti naturali dei reflui (fitodepurazione);
Articolo 24
Acque di prima pioggia e di lavaggio di aree esterne
1. Ai sensi del comma 3 dell’articolo 113 del d.lgs. 3 aprile 2006 n. 152, le acque di lavaggio e di prima pioggia dei piazzali e aree esterne industriali dove avvengono lavorazioni, lavaggi di materiali o semilavorati, di attrezzature o automezzi o vi siano depositi di materiali, materie prime, prodotti, ecc. devono essere convogliate e opportunamente trattate, prima dello scarico nel corpo ricettore, con sistemi di depurazione chimici, fisici, biologici o combinati, a seconda della tipologia delle sostanze presenti.
2. Detti scarichi devono essere autorizzati e le emissioni devono rispettare i limiti previsti dalle tabelle 3 e 4 dell’allegato 5 alla parte III del d.lgs. 3 aprile 2006 n. 152.
3. Le lavorazioni o il deposito di materiali o semilavorati, di attrezzature o automezzi o depositi di materiali, materie prime, prodotti, ecc. devono avvenire in piazzali impermeabili e dotati di sistemi di raccolta delle acque.
4. Le lavorazioni o depositi di materiali inerti o di materiali già presenti in condizioni naturali quali ad esempio: vetro non contaminato, minerali e materiali da cava, terre, argille, ghiaie, sabbie, limi, materiali da costruzione, mattonelle, ceramiche, manufatti di cemento, calce e gesso,
legname di vario genere, possono essere stoccati su aree non impermeabilizzate e sono esclusi dall’obbligo di trattare i reflui.
Articolo 27
Priorità degli interventi
1. Gli interventi devono prioritariamente avvenire nei bacini del Sacco, del Rio Martino e del Moscarello, che presentano le situazioni più complesse in riferimento allo stato di trattamento di scarichi urbani e industriali.
Articolo 28
Misure per la protezione e monitoraggio delle falde
3. Tutti coloro che a qualsiasi titolo prelevano acque dalle falde mediante pozzi devono installare sistemi di misura delle quantità prelevate e comunicare periodicamente all’autorità che ha rilasciato l’atto di assenso al prelievo, e in tutti i casi alla Regione Dipartimento Territorio, i prelievi effettuati e le relative modalità. Con deliberazione della Giunta regionale sono determinate le modalità di misura e di comunicazione alla Regione.
4. La mancata installazione degli strumenti di misura comporta la cementazione del pozzo considerato abbandonato o in disuso.
Pontinia 2 agosto 2008 Ecologia e territorio Giorgio Libralato

Pontinia, divieto di vendita alcolici?

L’iniziativa del Sindaco di Latina di vietare la vendita di prodotti alcolici dopo le 2 di notte è sicuramente lodevole, auspichiamo che venga seguita dagli altri 32 sindaci della provincia di Latina.
Da anni chiediamo che la vendita sia vietata dopo le 20 e fino alle 8.00 di mattina.
Certamente verranno ridotti i pericoli per gli utenti della strada, diminuiranno gli incidenti gravi e mortali che danno un triste primato alla nostra provincia.
A questi semplici accorgimenti dovranno seguire una serie di iniziative concrete per migliorare la sicurezza delle strade alla quale speriamo faccia fronte uno degli enti deputati per legge (l’amministrazione provinciale) che pare abbia le casse abbondanti e disponibili.
E’ un contro senso che si rivendichino progetti costosi e a volte irrealizzabili quando non si mette mano alla manutenzione (molte strade sono un colabrodo), alla segnaletica, all’eliminazione di pericoli, di incroci a raso e di semafori che possono essere sostituiti da rotatorie.
Strettoie, ostacoli lungo la carreggiata, guard rail pericolosi sono presenti lungo troppe strade.
Se poi ci fosse l’attuazione del piano del traffico si potrebbero avere incentivi all’uso dei mezzi di trasporto pubblici che garantirebbero un notevole aumento della sicurezza stradale.
Il prossimo anno ci sono le elezioni provinciali, avremmo un candidato a presidente che inserirà nel suo programma la sicurezza stradale? Avremo poi una giunta che agisca in modo conseguente?
Pontinia 2 agosto 2008 Ecologia e territorio Giorgio Libralato

Italia maglia nera nelle emissioni di CO2

E le vorrebbero pure aumentare con nuove inutili centrali a turbogas.

CLIMA: GREENPEACE,NEL 2007 CRESCE DEBITO ITALIA QUOTE DI CO2
(ANSA) - ROMA, 7 AGO - Nel 2007 cresce il disavanzo per l'industria italiana tra 'permessi' di inquinamento ed emissioni effettive di anidride carbonica. Nel complesso si passa a 25,4 milioni di tonnellate di CO2, contro i 22,8 milioni di tonnellate del 2006. Il totale delle emissioni nel complesso e' stato di 226,4 milioni di tonnellate, in lieve flessione rispetto al 2006, con 227,1 milioni di tonnellate, ovviamente nei settori regolamentati all'interno del sistema europeo di ''Emission trading'': termoelettrico, produzione cemento, raffinazione, produzione acciaio, carta, calce, vetro e ceramica. A fare un bilancio e' Greenpeace, che ricorda come sforare le emissioni 'consentite' significhi dover pagare quelle in eccesso. Attualmente le quote di CO2 costano circa 27-28 euro a tonnellata, riferisce l'organizzazione, che lancia un allarme: se lo stesso disavanzo venisse ripetuto nel 2008, il Paese dovrebbe pagare circa 700 milioni di euro. Nel 2007 infatti finisce una fase di avvio del sistema, dove il costo della CO2 era molto basso. Al settore termoelettrico si deve la maggior parte delle emissioni verificate, dove sono i grandi gruppi a detenere la maglia nera, a partire da Enel, che segna un +6,8 milioni di tonnellate, seguita da Edison, con +6,2 milioni e Edipower con +2,7 milioni. Enel, spiega Greenpeace, e' di gran lunga il primo emettitore di CO2 in Italia con 46,7 milioni di tonnellate nel 2007: da sola emette quanto la somma del comparto della raffinazione, dell'acciaio e della carta. Questo anche se il dato e' in calo rispetto al 2006 (51,6 milioni di tonnellate). Per il secondo anno consecutivo, in particolare, la maglia nera va alla centrale Enel di Brindisi Sud, la maggiore centrale a carbone in Italia, con circa 14,2 milioni di tonnellate di emissioni.(ANSA). COM-KWS 07/08/2008 13:20 © Copyright ANSA Tutti i diritti riservati
www.greenpeace.it

Greenpeace pubblica la classifica delle emissioni di CO2: Enel ancora "maglia nera"
07 Agosto 2008
Stampa
Invia

Greenpeace presenta la classifica 2007 delle emissioni di anidride carbonica (CO2). Ingrandisci
Roma, Italia — Greenpeace presenta la classifica 2007 delle emissioni di anidride carbonica (CO2). Le tabelle sono visibili sul sito di Greenpeace, all’indirizzo: http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/tabella-emissioni http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/tabella-20-impianti
Rispetto al 2006, c’è una leggera diminuzione delle tonnellate di CO2 emessa dai settori regolamentati dalla Direttiva europea sull’emission trading (ETS). Tale riduzione, tuttavia, è inferiore a quella delle quote assegnate: il risultato finale è che il disavanzo tra permessidi inquinamento ed emissioni effettive cresce. La “maglia nera” delle emissioni va, come al solito, all’Enel. In totale l’industria italiana ha fatto registrare nel 2007 un disavanzo complessivo di 25,4 milioni di quote (22,8 milioni di tonnellate nel 2006). Attualmente le quote di CO2 vengono scambiate a un prezzo di 27-28 euro a tonnellata. Se lo stesso disavanzo venisse ripetuto nel 2008, il Paese andrebbe incontro a un costo di circa 700 milioni di euro (il prezzo delle quote del 2007 era invece pari a pochi euro, a causa della sovra-allocazione avvenuta sul mercato europeo per la fase “zero” del sistema ETS – ossia dal 2005 al 2007). Al settore termoelettrico si deve la maggior parte delle emissioni verificate, settore in cui i “grandi gruppi” contano per circa il 78 per cento delle emissioni del settore termoelettrico. Sono proprio i “grandi gruppi”, inoltre, a far registrare i peggiori risultati i terminidi surplus di emissioni. Ai primi posti Enel, con +6,8 milioni di tonnellate, ed Edison, con +6,2 milioni. Enel è di gran lunga il primo emettitore di CO2 in Italia con 46,7 milioni di tonnellate nel 2007: da sola emette quanto la somma del comparto della raffinazione, dell’acciaio e della carta. Il dato è in calo rispetto al 2006 (51,6 milioni di tonnellate), ma questo non è sintomo di alcuna garanzia per il futuro. Greenpeace denuncia anzi che la politica energetica dell’azienda metterà in ginocchio l’intero Paese per quanto riguarda gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra. Enel ha infatti intenzione di riconvertire la propria produzione a carbone, il combustibile fossile con le più alte emissioni di gas serra. Nel lungo periodo il piano industriale di Enel indica che l’obiettivo è arrivare al 50 per cento della propria produzione elettrica da carbone. Nel 2009 dovrebbe essere inaugurata la centrale a carbone di Civitavecchia, e il Gruppo intende continuare a convertire a carbone le centrale di Porto Tolle (Rovigo), Piombino, Rossano Calabro più ampliamenti di potenza a carbone nel Sulcis e a Fiumesanto, in Sardegna. Le sole emissioni di CO2 di una centrale come Civitavecchia superano i 10 milioni di tonnellate all’anno. Oltre alla tabella dalle emissioni dei settori soggetti al sistema ETS, Greenpeace mostra anche quali sono i venti impianti italiani più inquinanti in termini di CO2. Per il secondo anno consecutivo la maglia nera va alla centrale Enel di Brindisi Sud, la maggiore centrale a carbone in Italia, con circa 14,2 milioni di tonnellate.