venerdì 31 ottobre 2014

Lazio, Zingaretti affida l’Arpa a fedeli di Alemanno implicati in Parentopoli

Dopo la nomina a dg dell'Arpa di Marco Lupo, uomo di fiducia di Stefania Prestigiacomo, ecco i nuovi vicedirettori: Sergio Marchi e Maria Grazia Pompa. Il primo fu tra i più attivi nel sistema di assunzioni sospette dell'Atac; la seconda è la "protetta" di Luca Fegatelli, arrestato per associazione a delinquere E il Pd targato Zingaretti affidò l’Ambiente alla destra. Due settimane fa la nomina del direttore generale dell’Arpa: Marco Lupo, uomo di fiducia di Stefania Prestigiacomo, ex consulente della ministra alle Pari opportunità. Ora arrivano le nomine dei vicedirettori Arpa: Sergio Marchi e Maria Grazia Pompa. Prima di descrivere i nuovi vertici dell’Agenzia che vigilerà sull’ambiente, è il caso di ricordare quali interessi sono in ballo a partire dai prossimi mesi. Ne citiamo soltanto alcuni: la centrale termoelettrica a carbone dell’Enel e la Turbogas di Civitavecchia della società Tirreno Power del gruppo Sorgenia, che appartiene alla famiglia De Benedetti. E ancora: la Turbogas diAprila, sempre del gruppo Sorgenia. Poi l’inceneritore diMalagrotta, di Manlio Cerroni i gassificatori di Colleferro e San Vittore, i progetti sulle centrali a Biomasse nella provincia diFrosinone. Ora, con le scelte firmate Zingaretti, chi guiderà l’agenzia che dovrà rilasciare, verificare e controllare le autorizzazioni ambientali di tutti gli impianti industriali?
L’ex assessore silurato da Alemanno
Sergio Marchi è stato assessore ai trasporti, al Comune di Roma, della Giunta Alemanno. Viene sostituito nel 2011 quando scoppia il caso “Parentopoli Atac che porta la procura di Roma a indagare su otto persone per 49 assunzioni sospette. Tra parenti, mogli,fidanzate, amici e amici degli amici, l’Azienda per la mobilità del Comune di Roma era diventata un vero e proprio postificio. Marchi, seppur non coinvolto nell’inchiesta, è stato tra i più attivi nel sistema di assegnazioni pilotate dei posti di lavoro: tra gli assunti ci finiscono anche la sua fidanzata, la segretaria particolare, la figlia di quest’ultima. Di Sergio Marchi parla il suo collega Marco Visconti, assessore all’Ambiente del Comune che finirà indagato nell’inchiesta, in un’intercettazione telefonica definita dai pm, negli atti, una vera e propria ammissione.
“Se ne sistemi 12 sei un cretino”
Visconti parla al telefono con il consigliere Francesco Maria Orsi. Commentano il caso Atac. I due discutono sull’opportunità di Marchi, che non sarà mai indagato – di consegnare la delega ai Trasporti: “Cioè, se tu assessore – dice Visconti a Orsi – te metti 10 o 12 persone tutte da anni riconducibili a te, e te le sistemi tutte, sei un deficiente, punto”. Non resta altra scelta – dice Visconti – che le dimissioni, “Come scoppia ‘sta cosa, t’hanno scoperto er culo, vai dal Sindaco e rassegni le dimissioni e la pratica si chiude…”. Marchi viene poi allontanato da Alemanno, ma non cade nell’oblio.
Sempre in sella
Il tempo di calmare le acque e per lui c’è una nuova poltrona come capo segreteria di Isabella Rauti, componente dell’ufficio di Presidenza del consiglio regionale del Lazio e moglie del sindaco. Posto che Marchi conserva fino alla fine della legislatura Polverini. Il Pdl lo ricandida alla Presidenza del I municipio di Roma nell’elezioni del 2013 ma perde al ballottaggio con la sfidante del Pd,Sabrina Alfonsi. Ora per lui la nomina di Zingaretti a vicedirettore Arpa Lazio con uno stipendio di 120 mila euro all’anno. L’altro vice direttore, che affiancherà Marchi e il direttore Marco Lupo, è Maria Grazia Pompa per la quale è previsto uno stipendio analogo a quello di Marchi. Chi è Maria Grazia Pompa? Lo scopriamo dalle carte di un’inchiesta in cui, è bene precisare, non è indagata.
La “protetta”
Viene descritta come la “protetta” di Raniero De Filippis e Luca Fegatelli, funzionari della Regione Lazio, arrestati a gennaio scorso, per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e truffa insieme con Manlio Cerroni, patron della discarica di Malagrotta e altre cinque persone. Pompa – si legge negli atti – prende il posto di Riccardo Ascenzo, alla direzione dell’area rifiuti, proprio per volontà dei suoi protettori. Il punto è che Ascenzo sta creando parecchi problemi a Cerroni: per l’accusa, infatti, Ascenzo “mette il dito nella piaga” nel sistema delle tariffe dei rifiuti. E al suo posto arriva Maria Grazia Pompa, la “protetta” di Fegatelli, accusato d’aver consentito alle società del Gruppo Cerroni di “confezionare la tariffa in relazione alle proprie esigenze”. Il GipMassimo Battistini scrive: “Appare evidente la correità dei funzionari regionali al gruppo criminale, e segnatamente dei soggetti che operano in sottordine rispetto al Fegatelli: Maria Grazia Pompa e Manuela Manetti – non indagate, ndr – firmatarie di molte note”.
Quella strana diffida
Nella fase conclusiva della giunta Polverini, a febbraio 2013, Pompa diffida il Gse (Gestore dei servizi energetici) a stipulare la convenzione definitiva con il consorzio Co.E.Ma – di Cerroni, Acea e Ama – per la realizzazione dell’inceneritore ad Albano Laziale. Un passaggio fondamentale, che avrebbe consentito alla cordata di ottenere lo sblocco di 500 milioni di euro di incentivi per costruire. Ma c’è un piccolo dettaglio, del quale, Pompa, pare non accorgersi: l’ordinanza che autorizza la costruzione dell’impianto èillegittima. E infatti, proprio per questo motivo, il Gse si rifiuta di sottoscrivere la convenzione. Non era un “dettaglio” difficile da conoscere: Pietro Marrazzo, ex governatore e commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, emanò l’ordinanza soltanto dopo aver cessato i suoi poteri di commissario. L’atto fu bocciato prima da una sentenza del Tar, nel 2010, poi dal Consiglio di Stato, nel 2012. Ma nel 2013 la Pompa diffida comunque il Gse a stipulare la convenzione con Cerroni. A sollevare il caso è stato il comitato no Inc di Albano Laziale che ha presentato in procura una denuncia nei confronti dei dirigenti dell’area rifiuti della Regione.
IlFattoQuotidiano.it ha contattato l’ufficio stampa del Governatore Zingaretti che senza entrare nello specifico della vicenda spiega che, i vice direttori nominati dal Presidente del Lazio, previsti nell’atto istitutivo dell’Arpa “sono frutto d’intese condivise all’interno dell’Assemblea regionale, per garantire il pluralismo delle forze politiche presenti”.http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/31/regione-lazio-pd-affida-lambiente-destra-parentopoli-amica-cerroni/1182462/

Borgo Montello ci risiamo con la strategia allarmistica per continuare a conferire?

ormai è evidente dai dati delle indagini, perizie, delle denunce e rivendicazioni di cittadini, di amministratori attuali o precedenti che l'inquinamento di Borgo Montello (delle falde, come dell'aria con le emissioni moleste) sia stato causato dalle opere (relative agli invasi della discarica), dai mancati e insufficienti controlli e dalle autorizzazioni spesso speciali, in quanto difformi da regolamenti, normative e leggi. Chi ha buona memoria ricorderà che dalla seconda metà degli anni '80 (cioè da quando sembra siano stati conferiti rifiuti speciali, tossici e anche fusti tossici) periodicamente ritorna il richiamo allarmistico che o si amplia la discarica oppure arriva l'emergenza ambientale con i rifiuti in strada. Spesso con i riferimenti alla Campania e a Napoli, cioè dove la storia delle inchieste indica l'intervento della malavita per continuare il sistema discarica e impedire la raccolta differenziata. Allo stesso modo chi ha buona memoria ricorderà che cittadini, comitati, ambientalisti, verdi indicavano allora (dalla seconda metà degli anni '80) la necessità di attuare la raccolta differenziata per evitare la discarica e quindi l'emergenza ambientale. In tanti parti del mondo e in Italia da nord a sud la raccolta differenziata è una realtà civile con ottimi risultati (oltre il 70%) con la tutela ambientale che si coniuga al risparmio economico e ai posti di lavoro. Esattamente ciò di cui ha più che mai bisogno il nostro territorio e la nostra provincia. Non c'è nulla da studiare o da inventare, basta solo avere la volontà di replicare un sistema positivo. In altre realtà nemmeno tanto lontane dalla provincia di Latina ci sono indagini, arresti, processi contro chi ha fatto fallire (imprenditori, amministratori pubblici, politici, esponenti di associazioni ex ambientaliste) la differenziata per continuare con la discarica o con gli inceneritori. In questo periodo, dal gennaio di quest'anno, cioè da quando la magistratura con i 4 più grossi gruppi di indagini, arresti e sequestri (gruppo Cerroni, Colucci, De Pierro, Green Holding) ogni tanto qualcuno tenta di far passare l'allarme emergenza per far approvare impianti incompatibili con il territorio, autorizzazioni di impianti inutili (la provincia di Latina avrebbe impianti per oltre 4 volte le necessità provinciali), rinnovo di autorizzazioni e invasi difformi dalla normativa, dalle direttive europee e non rispondenti (secondo indagini e perizie) alla tutela dell'ambiente e della salute pubblica. Anche negli ultimi giorni, dopo il crescendo di fatti che evidenziano il mancato rispetto delle norme, dei controlli precisi avvenuti dentro la discarica di Borgo Montello qualcuno prova con la stragia allarmistica per continuare a conferire in discarica. Adesso basta. Lasciate ai comitati la gestione del ciclo dei rifiuti e in 30 giorni avrete la raccolta differenziata vera, insieme alla tutela del territorio, della salute con la chiusura degli invasi. Se gli amministratori non sono capaci, lasciate fare ai cittadini

Trattativa stato mafia , il verbale della deposizione di Giorgio Napolitano, presiente della repubblica : “Stragi aut aut per destabilizzare”

La testimonianza al Quirinale del presidente della Repubblica: “D’Ambrosio mi trasmise ansia e insofferenza per la pubblicazione delle intercettazioni tra lui e Mancino. Ma la lettera di dimissioni arrivò come un fulmine a ciel sereno” 


Farmaci ai bovini per aumentare produzione di latte: sequestri e denunce

Operazioni dei Nas di Cremona in nove province d'Italia (al Nord, ma anche a Ragusa), che hanno scoperto un traffico illecito di medicinali: tra sequestri e perquisizioni, denunciate anche sette persone con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al commercio e somministrazione di medicinali veterinari di provenienza vietata Un vero e proprio mercato nero di farmaci veterinari. Una operazione condotta da 900 carabinieri dei Nas e dall’Arma territoriale, partita da Cremona e che ha interessato noveprovince d’Italia (oltre a Cremona, Mantova, Bergamo,Verona, Brescia, Parma, Piacenza, Rovigo e Ragusa), ha portato alla luce un traffico illecito di medicinali, somministrati ai bovini per aumentarne fino al 20% la produzione di latte. Somatropina bovina, in particolare, è il nome del farmaco sequestrato in dosi massicce, oltre ad altre sostanze provenienti daPaesi extra Ue prive di prescrizioni e di registrazioni, vendute ad allevatori in siringhe e flaconi, pronte per essere somministrate adanimali.
Il bilancio dell’operazione: 48 decreti di perquisizione di cui 31 in allevamenti intensivi, che ospitano 15-20mila capi di bestiame da latte. L’indagine, avviata dal Nas di Cremona sei mesi fa, è stata coordinata dal sostituto Ambrogio Cassiani della procura della Repubblica di Brescia. Procura che ha emesso decreti anche nei confronti di sette indagati ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata al commercio e somministrazione di medicinali veterinari di provenienza illecita. I militari hanno altresì eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un medico veterinario, libero professionista, il quale, insieme agli altri indagati – professionisti del settore zootecnico – è stato trovato in possesso di una quantità ingente di farmaci veterinari privi di registrazione e autorizzazione all’immissione in commercio: due quintali circa di specialità medicinali comunitarie ed extracomunitarie, 20 chilogrammi di polvere anonima, verosimilmente antibiotico, e 500 confezioni di farmaci di provenienza extra Unione europea.
L’indagine ha permesso di far luce su un vasto traffico illecito disomatotropina bovina, triangolata da paesi extra UE e venduta insieme ad altri farmaci veterinari, provenienti dal “mercato nero”, irregolarmente introdotti in Italia, che servivano a far aumentare, come detto, fino al 20% la produzione di latte delbestiame trattato. Le perquisizioni eseguite all’interno di aziende commerciali e zootecniche hanno portato al sequestro di 16 allevamenti4.079 capi di bestiame55 chilogrammi di sostanze farmacologicamente attive (tipo aspirina ed antibiotici) illegali e da sottoporre ad analisi, centinaia di confezioni medicinali veterinari irregolari, registri di carico e scarico di farmaci veterinari irregolarmente compilati. Nonché 80mila litri di latte sottoposti a vincolo sanitario per un valore stimato di 30 milioni di euro. Complessivamente le persone deferite all’autorità giudiziariasono 26. http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/31/farmaci-bovini-per-aumentare-produzione-latte-sequestri-denunce/1182943/

cosa ha fatto l'assessore Maurizio Guercio (che voleva i mosaici del duce) per tutelare Borgo Montello?

Oggi l'ex assessore Maurizio Guercio con la giunta Zaccheo si erge a paladino del territorio di Borgo Montello. Sarebbe interessante sapere cosa ha fatto nell'adempimento della sua funzione di delegato alla qualità urbana. Adesso si tinge di green e pontifica. Facile quando dopo il lavoro di denuncia e informazione delle famiglie Piovesan e di altri cittadini (Bortoletto, Gatto e non solo) la magistratura sta facendo il suo lavoro. Chi ha amministrato Latina, secondo le dichiarazioni di Fabrizio Cirilli, è responsabile di aver abbandonato Borgo Montello per decenni. Se proprio non si vuole chiedere scusa per non aver saputo svolgere l'incarico di tutelare il territorio si potrebbe almeno avere la decenza del silenzio. Guercio era proprio quello che anzichè tutelare Borgo Montello voleva i mosaici del duce. Anzichè ai morti sarebbe il caso di tutelare i vivi. Per far del bene c'è sempre tempo


IL COMUNE A GUIDA AN COMMISSIONA UNA PAVIMENTAZIONE CHE RIEVOCA LA BONIFICA PONTINA. LO SCRITTORE PENNACCHI: SARÀ SOLO PACCOTTIGLIA

Mosaici con il Duce a Latina. «E' la nostra storia, porteranno turisti»

Il progetto ispirato alla visita di Mussolini nella città fondata nel 1932 come Littoria. L' assessore: il bozzetto è pronto, con scene di trebbiatura come nelle foto d' epoca

Borgo Montello senti chi parla adesso: Maurizio Guercio

LATINA, L'INTERVENTO DI GREEN ITALIA

"Montello, nella discarica una montagna crimini ambientali"

Guercio: subito uno studio epidemiologico, al Comune la gestione dei fondi post mortem “La Regione Lazio spieghi come sia stato possibile, appena il 9 settembre scorso, autorizzare l’ampliamento  degli invasi della discarica di Borgo Montello, permettendo così di continuare ad inquinare”. L’imbarazzante quesito arriva da Maurizio Guercio, coordinatore provinciale di Green Italia, che si sta battendo affinché i cosiddetti fondi post mortem, accantonati per quando la discarica sarà chiusa, siano gestiti dal Comune di Latina per destinarli ad opere di risanamento e valorizzazione ambientale. Fondi che, come ha evidenziato l’inchiesta della Procura della Repubblica, sono stati girati a tre società di diritto lussemburghese. Una procedura che è costata ad amministratori del Gruppo Green Holding e della società Indeco l’iscrizione nel registro degli indagati per peculato.

UN AMPLIAMENTO INOPPORTUNO. La Regione Lazio non poteva non sapere. Non poteva non sapere, lascia intendere Green Italia, che la discarica in questione, per la quale è stato autorizzato l’ampliamento, era già oggetto di attività di controllo e monitoraggio da parte degli enti locali ed enti deputati al monitoraggio come l’Arpa. Era già al centro di esposti indirizzati alla Procura da parte di comitati di cittadini e di varie indagini del Gico.
LA DISCARICA DEI MISTERI. “La giunta regionale del Lazio – afferma Guercio - aveva autorizzato già a partire dagli anni  ‘90 il trattamento di rifiuti speciali di origine industriale, aprendo le porte della discarica anche al polo chimico della zona, da tempo interessato a realizzare un impianto per trattare le scorie delle lavorazioni, con tutto quello che ne è però conseguito in termini di indagini, accertamento di illeciti e reati presunti e accertati”. Guercio cita i fatti di cronaca, dalle dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone, al mistero dei fusti interrati, dall’omicidio di don Cesare Boschin fino ai recenti arresti della Squadra Mobile nell’ambito dei fondi post mortem.
LA SANZIONE UE. “Borgo Montello – si legge in una nota di Green Italia - è proprio una delle discariche per cui il 15 ottobre la Commissione Ue ha dichiarato l’Italia inadempiente per la gestione dei rifiuti laziali, interrati fino al 1 agosto 2012 senza un adeguato trattamento. Nel recente Rapporto di Legambiente sulle Ecomafie del 2014 si afferma poi che nel corso del 2013 sono state accertate nel Lazio 2.084 infrazioni, che rappresentano il 7,1% del totale nazionale, ossia 5,7 illegalità al giorno e la regione Lazio si posiziona, per il terzo anno consecutivo, al 5° posto nazionale per reati ambientali accertati, subito dopo le ‘tradizionali regioni a presenza mafiosa’. La vicenda di Borgo Montello rende chiaramente palese l'assenza di una programmazione sistematica nella raccolta differenziata dei rifiuti e merita una azione politica concertata da parte degli Enti preposti mirata al ripristino della legalità e del rispetto delle norme ambientali e di sicurezza per i cittadini”.
ORA UNO STUDIO EPIDEMIOLOGICO. E’ tempo di un approfondito studio epidemiologico, sostiene Guercio: “Green Italia Latina è impegnata in prima linea per garantire il massimo rispetto delle norme ambientali e di sicurezza, il corretto e adeguato sviluppo e ripristino delle attività commerciali di accoglienza turistica in zona Borgo Montello-Le Ferriere e ad un costante monitoraggio dell’aria e delle acque nella zona con l'esame delle falde sotterranee destinate al consumo umano, animale e alla coltivazione delle culture e le analisi sulla qualità del fiume Astura per garantire la salute dei cittadini e dei prodotti agricoli coltivati, ad oggi asfissiate da miasmi provenienti dalla discarica e avvelenati da acque contaminate, il cui tasso di inquinamento, nonostante l’impegno dei cittadini e degli ambientalisti, non è ancora stata completamente accertata, consentendo finalmente l’avvio di una approfondita indagine epidemiologica”.
I FONDI AL COMUNE. Dunque la battaglia di Green Italia affinché i 34 milioni di euro (fondi poste mortem) vengano versati non alla Regione ma direttamente al Comune per destinarli ad opere di risanamento e valorizzazione ambientale”.  http://www.corrieredilatina.it/news/ambiente/11537/-Montello--nella-discarica-una.html

Greenpeace Obiettivi 2030 UE: pessimo accordo che non salva il clima, ma noi non ci fermiamo!

http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/blog/obiettivi-2030-ue-raggiunge-pessimo-accordo-l/blog/51081/
L’Unione Europea ha deciso: c’è l’accordo sugli obiettivi clima e energia al 2030. Taglio di “almeno” il 40% della CO2 (ci saranno obiettivi nazionali), “almeno” il 27% di energia da fonti rinnovabili (obiettivo vincolante ma a livello europeo) e “almeno” il 27% di incremento dell’efficienza energetica (obiettivo indicativo).
Un fallimento totale? Non del tutto, poteva andare peggio (alcuni Paesi volevano un solo obiettivo sulla CO2). Una presa di coscienza da parte della politica circa l’urgenza dei cambiamenti climatici e le richieste dei cittadini per un futuro “pulito”? Decisamente no!
La politica ha dimostrato ancora una volta di essere molto lontana dai cittadini, giocando al ribasso. Ma se stanotte un accordo è stato chiuso, se sono stati fissati due obiettivi vincolanti e uno indicativo e se - buona notizia - c’è la possibilità di aumentare le cifre in vista della conferenza sul clima di Parigi nel 2015, gran parte del merito va proprio alle persone, alle associazioni e alle imprese che in Europa e nel mondo stanno chiedendo un futuro cento per cento rinnovabile.
I leader europei ci hanno provato negli ultimi mesi, ma è stato impossibile ignorare un movimento sempre più trasversale e in costante crescita. Oltre un milione di persone scese per le strade in 159 paesi del mondo solo poche settimane fa, a cui sommare il recente appello di oltre 10 grandi imprese europee (tra cui Ikea, Philips e Swarosky), tutti con un unico messaggio: occorre abbandonare i combustibili fossili e puntare su un futuro di efficienza energetica e rinnovabili, per fermare i cambiamenti climatici ma anche per rilanciare economia e occupazione.
Gli obiettivi fissati sono, però, decisamente poco ambiziosi. Si vuole evidentemente fermare la crescita delle rinnovabili, e si ignorano le potenzialità dell’efficienza energetica per diminuire i consumi. A pagare le conseguenze di queste scelte saranno, come sempre, i cittadini. E la lobby fossile ringrazia.

L’Italia, Presidente di turno dell’UE, ha giocato un ruolo del tutto anonimo, non schierandosi mai ufficialmente tra i paesi leader contro i cambiamenti climatici e non sostenendo tre obiettivi ambiziosi e vincolanti. Ora, in perfetto stile italiano, si susseguono annunci per rivendicare l’accordo come una vittoria del governo, ma è evidente a tutti come la realtà sia ben diversa. D’altronde c’era da aspettarselo: Renzi in Italia vuole le trivellazioni in mare e attacca le rinnovabili, facendo contenti i petrolieri e scontentando al contempo i cittadini, sempre più attivi contro questa “politica fossile”.
Già 80 mila persone hanno firmato la nostra petizione #nonfossilizziamoci, per chiedere un futuro senza trivelle e carbone, per questo non ci fermeremo. Nelle prossime settimane ci attendono momenti decisivi per il futuro del nostro Paese - con l’approvazione del decreto “Sblocca Italia” che sbloccherà, di fatto, le trivelle nei nostri mari - e dell’Europa, verso la conferenza sul clima di Parigi 2015, durante cui si dovranno decidere degli accordi globali per fermare davvero gli effetti dei cambiamenti climatici.
Il clima sta tragicamente continuando a lanciare i suoi messaggi, e le ultime alluvioni in Italia ne sono la triste testimonianza. I cittadini in tutto il mondo hanno ormai preso coscienza del problema, e anche le imprese si stanno muovendo verso rinnovabili e efficienza. L’accordo siglato dai leader europei è debole e dovrà essere rafforzato. Per questo continueremo a batterci.
La rivoluzione energetica è iniziata, e non si fermerà nonostante la miopia della politica.
Il futuro è rinnovabile, #nonfossilizziamoci!
Luca Iacoboni, responsabile campagna Energia e Clima

gli ospedali di ricettopoli, 8 medici nel mirino dei Nas controlli incrociati sul personale Asl - provincia di Latina il primo giorno del presidente Eleonora dell Penna "concorsi da annullare"- Anzio corruzione tutti condannati - Gaeta bimba disabile paghi la ASL

Amianto, “non si fanno le bonifiche e aumenta diffusione del mesotelioma”

In dieci anni oltre 3.200 casi di mesotelioma pleurici conclamati in Lombardia di cui il 65% dovuti ad una esposizione professionale. Tre milioni di metri cubi, invece, è il numero che ci racconta quanto ancora l'eternit sia presente sul territorio regionale In dieci anni oltre 3.200 casi di mesotelioma pleurici conclamati in Lombardia di cui il 65% dovuti ad una esposizione professionale all’amianto misurata su un arco temporale medio di 28 anni. Diventano 3.844 se si considerano anche i casi cosiddetti ‘probabili’, cioè in attesa di conferma (ma con alta probabilità di certezza) alla chiusura del report. Quasi 1.100 quelli verificati tra gli operai meccanici. Tre milioni di metri cubi, invece, è il numero che ci racconta quanto ancora l’eternit sia presente sul territorio regionale, dove ad oggi manca una vera e propria mappatura deiluoghi contaminati e pochissimo si è fatto per la bonifica dei siti dismessi. Questi e altri dati sono stati illustrati a Origgio, in provincia di Varese, nell’ambito del convegno “Quale tutela per le vittime dell’amianto?”, organizzato dall’Ona (Osservatorio Nazionale Amianto).
“La diffusione del mesotelioma in Lombardia – spiega il presidente nazionale dell’Ona Onlus Ezio Bonanni, che tutela lavoratori e parenti delle vittime dell’amianto – è in continuo aumento, più che nel resto d’Italia. Mentre in quasi tutto il mondo civile i casi sono in diminuzione, da noi aumentano, e ciò perché non si fanno le bonifiche e non sono state adottate le misure di sicurezza per evitare l’esposizione ad esso. In Italia, inoltre, si è dismesso in ritardo l’utilizzo di tale materiale in edilizia”. La Lombardia secondo il ReNaM (Registro Nazionale Mesoteliomi) si colloca al terzo posto in Italia, con 1.205 casi, dopo le regioni Piemonte (1.963) e Liguria (1.246) per quanto riguarda le altre patologie correlate. Dal convegno emerge che, stante il lungo periodo di incubazione della malattia, il picco di mesoteliomi e patologie asbesto correlate è previsto tra il 2015 e il 2025. Per questo i coordinamenti Ona di Milano, Pavia e Cremona si stanno confrontando per fare sinergia e affrontare l’emergenza alle viste.
Negli ultimi cinque anni c’è stato un aumento del 7% di aziende registrate alla voce smaltimento, coibentazione, incapsulamento eternit. “Non si tratta di intraprendenza imprenditoriale – commenta ancora Bonanni -: è piuttosto uno stato di necessità”. Sembrano piccole percentuali, ma in realtà nascondono una grande emergenza: il 2% si ammala perché i familiari sono stati a rischio amianto; il 3% per essere stato a contatto con il materiale per hobby (bricolage, ad esempio). “Esposizione inconsapevoli”, vengono definite. E destanoallarme. L’esame disaggregato dei dati proietta poi la Lombardia in cima alla graduatoria delle morti anche da esposizione indiretta. I ‘soliti sospetti’ sono l’edilizia (esposizione pari al 22%, sette punti percentuali in più della media nazionale), lametalmeccanica (11%, più 6%), il tessile (8%, più 2%).
L’Ona persegue ancora una volta di più, grazie ad un convegno assai partecipato, l’obiettivo della prevenzione primaria, della diagnosi precoce e della tutela gratuita risarcitoria, come strumenti indispensabili per arrestare in Lombardia un “fenomeno epidemico che si aggrava ogni giorno di più”. Altro triste primato lombardo, quello da esposizione “improbabile o ignota”, tipo il caso di un artigiano che non sapeva di avere l’amianto in bottega e di esserne stato esposto per 40 anni, e di averlo scoperto solo dopo essersi ammalato. http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/30/amianto-non-si-fanno-bonifiche-aumenta-diffusione-mesotelioma/1181290/

discarica di Borgo Montello l'inquinamento continuo nelle falde si spiega solo con l'assenza delle istituzioni, veleni nelle falde c'è il rinvio al 15 dicembre del processo contro ecoambiente, emissioni e salute la proposta alla regione Lazio del M5S, i fondi per la bonifica devono restare al comune


borgo Montello inquinamento delle falde fuori e dentro la discarica udienza rinviata al 15 dicembre nel processo contro Ecoambiente



Sezze sr 156, la strada delle polemiche, tanti errori in fase di progettazione da parte della solita regione Lazio pasticciona



sr 156 dei Monti Lepini i soliti disastri della regione Lazio dalla viabilità in quota alle ultime novità


crisi nel comune di Latina e nel fallito laboratorio della destra: l'incognita delle inchieste dietro le dimissioni del sindaco di Giorgi - trasporto locale disservizi per metà delle corse e dei bus- la villa della cmorra viene tolta alla curia- insediamento del neo presidente della provincia di Latina Eleonora Della Penna -auto in fiamme un avvertimento

giovedì 30 ottobre 2014

Greenpeace sblocca Italia: Renzi, abbiamo portato un messaggio alla Camera. ‘No trivelle, sì rinnovabili!

Non si può avere “l’iPhone e cercare il buco per infilare il gettone” (Matteo Renzi, intervenendo alla Leopolda). Eppure il Presidente del Consiglio – almeno sul tema dell’energia – ha intenzione di inondare il Paese di “vecchie e sorpassate cabine telefoniche in cui infilare i gettoni”, piuttosto che puntare su innovazione e tecnologie pulite.
La politica energetica del governo – che programma trivellazioni in mare per estrarre le ultime gocce di petrolio, ignorando l’efficienza energetica e attaccando le rinnovabili – non è certo un esempio di innovazione, ma piuttosto un complesso di scelte che ci legherà ad energie del passato, con l’aggravante di essere un vero e proprio regalo ai petrolieri.
Dopo i proclami di New York contro i cambiamenti climatici (durante il suo discorso, Renzi è sembrato a tratti il nuovo leader dei Verdi), tutto si è “normalizzato” e lo slogan del governo in Italia è tornato ad essere “Più trivelle per tutti”. Proprio oggi è stato votata alla Camera la fiducia sul decreto “Sblocca Italia” che, indebolendo la Valutazione di Impatto Ambientale e svuotando di potere le regioni, rende il nostro mare un far west e lo consegna nelle mani dei petrolieri.
Se il decreto verrà convertito in legge, le coste della Sicilia, dell’alto Adriatico e molte altre zone della penisola diventeranno il Texas d’Italia, con enormi rischi per l’ambiente e per le economie locali, che vivono in gran parte di pesca sostenibile e turismo.
Poco importa se diverse Regioni e moltissimi Comuni si oppongono a questa scellerata politica fossile. Poco importano le proteste didecine di migliaia di persone che hanno detto chiaramente che il mare è dei cittadini e non dei petrolieri, che vogliono sfruttarlo solo per ricavarne profitti. Renzi se ne infischia e tira dritto per la sua strada, anche se a sostegno di questo “Sblocca trivelle” non c’è la benché minima argomentazione, neppure a livello economico: sono i dati ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico infatti a dire chiaramente che tutto il greggio presente nei mari italiani coprirebbe appena pochi mesi dei consumi nazionali.
Dei soldi provenienti dall’oro nero, i cittadini – ovviamente – vedrebbero ben poco: non è d’altronde un mistero che l’Italia abbiaroyalties tra le più basse al mondo, e che gli abitanti della Basilicata – dove si concentra la maggior parte del petrolio italiano – non siano certo tra i più ricchi del Paese. Altro che innovazione e premier rottamatore, la storia è sempre la stessa: in pochi si arricchiscono sulle spalle dei cittadini e dell’ambiente.
Ma c’è qualcosa di nuovo: i “comitatini” (come li ha definiti Renzi) aumentano di giorno in giorno e sempre più i cittadini chiedono un futuro rinnovabile, e non una svolta fossile. Oggi il loro pensiero è arrivato alla Camera dei Deputati, su uno striscione di 10 metri – aperto proprio durante la votazione della fiducia allo Sblocca Italia – con il messaggio: “No trivelle, sì rinnovabili”. Un messaggio semplice, che Greenpeace ha portato direttamente a chi sta decidendo il futuro della nazione senza tener conto delle opinioni dei cittadini, degli amministratori locali e di esperti economisti. Ora Renzi e tutta la maggioranza non potranno più fare finta di nulla, ignorando le richieste che vengono da decine di migliaia di cittadini: il messaggio è stato recapitato direttamente a domicilio. Forte, chiaro e sotto gli occhi di tutti.
E visto che al premier piace coniare nuove metafore, noi rispondiamo con un motto gandhiano che ci ispira da sempre: “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci”. Noi non ci fermiamo.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/30/sblocca-italia-renzi-ti-abbiamo-portato-un-messaggio-alla-camera-no-trivelle-si-rinnovabili/1180609/

Lazio tv questa sera nella trasmissione Monitor alle 21,10 si parlerà ancora dell'inquinamento continuo nella discarica di Borgo Montello, presente il comitato di cittadini di Borgo Bainsizza, il video delle anticipazioni del direttore Egidio Fia


Latina la crisi politica Fabrizio Cirilli brutta aria per il vicesindaco nel mirino di forza Italia, detrattori anche nel gruppo misto, la lista civica si incontra per valutare la situazione mentre il sindaco Giovanni di Giorgi non si fa vedere - Cirilli come assessore ha aperto diversi fronti caldi il verde pubblico, la guerra sui rifiuti, l'inquinamento continuo fuori e dentro la discarica di Borgo Montello - l'accordo di fine mandato stracciato dal sindaco finisce sul web


il perito conferma "falde inquinate a Borgo Montello" nel processo a Ecoambiente presso il tribunale di Latina, depositata la relazione tecnica sulla contaminazione delle acque sotto la discarica del CTU Tomaso Munari - Mof il mistero acqualatina


processo Ecoambiente il perito: "inquinamento (delle falde) consapevole" la periza conferma acque contaminate e bonifica inadeguata, il percolato a Borgo Montello è fuoriuscito dagli invasi colpendo la falda sottostante - Formia sopralluogo al depuratore il comune non partecipa il sindaco Sandro Bartolomeo "non è opportuno visto che c'è un'inchiesta in corso" - debito con acqualatina i soldi versati e scomparsi le aziende pagavano il piano di rientro al Mof


Clima, ambientalisti delusi da obiettivi Ue. “Governo non ha fatto abbastanza”

Il Consiglio europeo si è accordato una riduzione del 40% delle emissioni di gas serra e un aumento del 27% di rinnovabili ed efficienza energetica nell'arco di 40 anni. Soddisfatta Confindustria, ma il compromesso scontenta Wwf, Legambiente e le associazioni che rappresentando i produttori da eolico e fotovoltaico Dopo un lungo tergiversare, i Paesi europei hanno raggiunto durante l’ultimo Consiglio un accordo sul pacchetto clima-energia. Dal precedente obiettivo “20-20-20 al 2020″ (ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% ilrisparmio energetico e aumentare di altrettanto il consumo di energia da fonti rinnovabili) si passa a “40-27-27 al 2030″. Tradotto: meno 40% per le emissioni di gas serra e più 27% di rinnovabili ed efficienza energetica, il tutto nell’arco di 40 anni (dal 1990). Un compromesso tra chi puntava a obiettivi più ambiziosi e i veti di chi spingeva per maglie più larghe. L’accordo ha ricevuto il plauso di governo e Confindustria, mentre è visto come un altro grattacapo per ambientalisti e associazioni di settore. Già afflitto dalle spade di Damocle dei tagli agli incentivi alle rinnovabili e dello “sblocca-trivelle” decisi dal premier Renzi, il mondo green ha definito l’intesa “deludente”, “debole”, “completamente inadeguata”, “incoerente”, “inferiore alle più pessimistiche previsioni”. Inoltre, è il ragionamento degli ambientalisti, l’esecutivo italiano è doppiamente responsabile, visto che ha la presidenza di turno dell’Unione europea.
Nel mirino, in particolare, finisce la decisione di rendere vincolante a livello nazionale solo l’obiettivo per la riduzione delle emissioni. Per quel che riguarda rinnovabili ed efficienza energetica, invece, il target è obbligatorio solo a livello comunitario. Gli obiettivi saranno raggiunti “nel pieno rispetto della libertà degli Stati membri di determinare il proprio mix energetico“, hanno deciso i capi di Stato e di governo dei 28 Stati membri. Sul risparmio energetico, inoltre, l’obiettivo del 27% è inferiore di tre punti percentuali rispetto alle cifre di cui si parlava prima dell’accordo: la Commissione aveva proposto il 30%, l’Europarlamento il 40. L’esecutivo Ue dovrà indicare i settori da cui possono essere ottenuti i maggiori guadagni di efficienza e dovrà proporre le relative misure a livello Ue. Vista la crisi russo-ucraina, nell’accordo si parla anche di sicurezza degli approvvigionamenti di gas: bisognerà realizzare il prima possibile il corridoio Nord-Sud, il corridoio Sud e un nuovo hub del gas in Europa meridionale. Dovrà poi essere “migliorata la gestione della capacità di rigassificazione del Gnl (gas naturale liquefatto) e degli stoccaggi per poter affrontare al meglio le situazioni di emergenza”. L’intero pacchetto passerà a breve al vaglio della Commissione e del Parlamento europeo. “Con l’accordo sul clima l’Europa ha scelto di stare in prima linea”, ha commentato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Sulla stessa linea Confindustria, che ha sottolineato il ruolo svolto dal governo italiano “per assicurare che gli obiettivi di sostenibilità ambientale siano perseguiti salvaguardando la competitività delle imprese”. In molti avevano però chiesto obiettivi molto più ambiziosi. Il Movimento 5 Stelle puntava a una riduzione entro il 2030 delle emissioni di gas serra di almeno il 55% rispetto al 1990, un aumento del 45% di rinnovabili e del 40% di efficienza rispetto al 2005. Il Wwf Italia parla di “risultato debole” e di target “completamente inadeguati”, Green Italia di obiettivi che “non solo indeboliscono la politica climatica Ue, ma ne mettono a rischio l’indipendenza energetica”. Legambiente dice che “l’Italia si è limitata a svolgere un ruolo semplicemente notarile di presidente di turno della Ue”. L’associazione dei produttori da fonte eolica,Anev, sottolinea che senza obiettivi obbligatori a livello nazionale lo sviluppo delle rinnovabili “sarà compromesso e si metterà a rischio un intero comparto industriale”. Assorinnovabili da parte sua ritiene che “i capi di governo dell’Unione europea si siano limitati al compitino, rimanendo sordi agli inviti di maggior coraggio che fino all’ultimo sono arrivati dal settore della green economy e perdendo lo slancio rivoluzionario che aveva caratterizzato il pacchetto 20-20-20”. Infine, Free (Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) definisce l’accordo “inferiore alle più pessimistiche previsioni”.
L’intesa non piace neanche alle associazioni europee, anche se in Italia la situazione è aggravata, secondo gli ambientalisti, dalle recenti scelte legislative del governo Renzi: il decreto spalma-incentivi, che riduce i sussidi ai grandi impianti fotovoltaici, e lo sblocca-Italia, che velocizza gli iter autorizzativi e punta ad incrementare la produzione di greggio. Per i Verdi “il ministro Galletti, di fatto, rappresenta gli interessi dell’energia fossile perseguendo una linea ammazza rinnovabili che in Italia si sta realizzando con il decreto spalma incentivi e con le norme del decreto sblocca Italia che hanno come obiettivo di raddoppiare la produzione di petrolio nel nostro Paese”. http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/29/clima-ambientalisti-delusi-obiettivi-ue-governo-non-fatto-abbastanza/1178715/