giovedì 22 giugno 2017

Paguro Aprilia il mondo politico esulta, la vittoria di un territorio dopo il no alla discarica

(foto Latina Oggi 22 giugno 2017)

Paguro Aprilia parere negativo della regione Lazio sull'impatto ambientale, la discarica non si farà

(foto de Latina Oggi del 22 giugno 2017)

rifiuti altro che emergenza a Rocca Massima per lo smaltimento dell'umido ci pensano le galline

(foto Il messaggero Latina 22 giugno 2017)

rifiuti la regione Lazio dice no alla discarica Paguro ad Aprilia

(foto da Il messaggero di Latina del 22 giugno 2017)

Crisi idrica sud Pontino sopralluogo negativo la sorgente Conca non aiuterà Formia. Agricoltura in ginocchio la necessità di razionalizzare l’uso dell’acqua. Rassegna stampa di Lazio tv il messaggero di Latina 22 giugno 2017

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Monitor questa sera Lazio tv vicenda rifiuti, camion in fila. Assessore regionale ambiente Buschini se Roma non realizza impianti i rifiuti di Roma e provincia saranno conferiti nelle altre province. Aggiornamento anche sull’emergenza idrica nel sud pontino. Lazio tv

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la regione Lazio dice no alla discarica progettata dalla società Paguro di Aprilia con Altissimi che annuncia il ricorso al TAR

videoil messaggero di Latina 22 giugno 2017 rassegna stampa Lazio tv

Emergenza idrica sud Pontino, le iniziative annunciate da Acqualatina: il 25 luglio sarà riattivata una nuova sorgente, il 26 luglio altri lavori di escavazione pozzi. Il 29 giugno altra riunione convocata dal presidente Provinciale Eleonora Della Penna Tg 19,30 Lazio Tv 21 giugno 2017 (194204)

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Alla conferenza dei sindaci dell’Ato 4 per l’emergenza idrica erano presenti anche commercianti ed operatori turistici, alcuni rappresentanti di acqualatina, assente il presidente di acqualatina. Il direttore tecnico di acqualatina ha illustrato alcune iniziative per far fronte all’emergenza. Tg 19,30 Lazio Tv 21 giugno 2017 (194109)

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La presidente della provincia di Latina Eleonora Della Penna ha convocato l’assemblea dei sindaci dell’Ato 4 con la richiesta alla regione Lazio dello stato di emergenza idrica. Tg 19,30 Lazio Tv 21 giugno 2017 (194022)

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Emergenza idrica nel sud pontino, conferenza dei sindaci sono state chieste le dimissioni dell’amministratore delegato di Acqualatina Raimondo Besson. Tg 19,30 Lazio Tv 21 giugno 2017

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Emergenza sfiorata per lo smaltimento dei rifiuti, con la chiusura della Rida Ambiente, se ne parlerà il 22 giugno a Monitor. Tg 19,30 Lazio Tv 21 giugno 2017

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Secondo l’assessore regionale Buschini, la città di Roma non vuole e non realizza impianti. Perché non propone Ama gli impianti, perché nessuno in Campidoglio lo vuole realizzare e quindi i rifiuti arrivano nelle province di Latina e Frosinone. Questa sera tema della punta di Monitor la questione rifiuti. Tg 19,30 Lazio Tv 21 giugno 2017

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L’assessore regionale Buschini: la regione Lazio ha detto di no alla discarica de La Gogna di Aprilia. L’ordinanza per imporre la riapertura dei cancelli del TMB della Rida ambiente di Aprilia è stata emessa dalla provincia di latina perché la regione non avrebbe competenze in materia. Tg Lazio tv 19.30 del 21.6. 17

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il rappresentante legale di Agri Power la centrale a biogas di Borgo Bainsizza afferma che nella loro struttura vengono circa 400 ragazzi l'anno: è l'unico modo per far capire che non si tratti di un mostro

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lunedì 19 giugno 2017

provincia di Latina CRISI IDRICA, IL PRESIDENTE CHIEDE LO STATO DI EMERGENZA

CRISI IDRICA, IL PRESIDENTE CHIEDE LO STATO DI EMERGENZA

Il presidente della Provincia Eleonora Della Penna, nella sua veste di presidente dell'Ato4, ha scritto al presidente della Regione Lazio chiedendo l'attivazione delle procedure per lo stato di emergenza idrica nel territorio dell'Ato.




Latina, 19 giugno 2017


Ufficio Stampa Provincia di Latina

 




Carenza Idrica, Volontari Al Lavoro Lungo I Canali Per Evitare Le Morie Di Pesci Latina - Alcuni Esemplari Sono Stati Immessi Nel Linea Altri Prelevati Dai Corsi D'acqua Nei Pressi Della Migliara 50 - See more at: http://www.latinaoggi.eu/news/attualita/52737/carenza-idrica_-volontari-al-lavoro-lungo-i-canali-per-evitare-le-morie-di-pesci#sthash.uA2hjDWP.dpuf

Gli effetti della carenza idrica già denunciati dagli agricoltori per i danni nelle campagne dovute all'impossibilità o quasi di annaffiare, ora si fanno sentire anche sulla fauna acquatica. Questa mattina i volontari dell' Asd Elite Carp team Latina e dell'associazione Amici della macrostigma del Ninfa si sono adoperati per salvare gli esemplari vivi immettendoli nel corso principale del Linea . I problemi maggiori per i pesci si sono registrati soprattutto nei canali laterali del Cavata intorno alla Migliara 50
La Redazione
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Siccità, La Provincia Chiede Ufficialmente Lo Stato Di Calamità Naturale Latina - Il Presidente Eleonora Della Penna Ha Chiesto Alle Autorità Competenti L'intervento Di Emergenza - See more at: http://www.latinaoggi.eu/news/attualita/52745/siccita_-la-provincia-chiede-ufficialmente-lo-stato-di-calamita-naturale#sthash.UkPc3yBK.dpuf

La carenza idrica, i campi agricoli bruciati dal sole, la siccità che morde accompagnata da temperature torride: la situazione per la provincia di Latina è di evidente emergenza. Tale da indurre il presidente della Provincia Eleonora Della Penna, anche in veste di presidente dell'Ato 4,  a scrivere a Governo e Regione Lazio per chiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale per l'intero territorio pontino. Un atto appunto non più rinviabile dal momento che cittadini, agricoltori, imprenditori sono allo stremo. La carenza idrica che sta portando costantemente a riduzioni del flusso idrico, in particolare nel sud pontino, si accompagana a una situazione di siccità che coinvolge l'intero territorio. Le piogge che mancano da mesi stanno rendendo la terra arida e dura, non più coltivabile. Un danno enorme. Per questo l'Ato 4 si è mossa e ha chiesto l'intervento di emergenza. "Chiedo di valutare l'attivazione dello stato di emergenza idrica per far fronte alla situazione determinatasi e la possibilità di chiedere alla Presidenza del Consiglio dei ministri l'attivazione dello stato di emergenza".

La Redazione

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Pontinia riprende la raccolta dei rifiuti indifferenziati

grazie alla Trasco che questa mattina ha fatto il lavoro straordinario per la raccolta dei rifiuti indifferenziati dopo il blocco dei cancelli del TMB della Rida Ambiente

ospedale Santa Maria Goretti e sanità pontina i problemi di sempre. Devi fare interventi alla cataratta? ti devi portare il farmaco da casa. Il presidente Zingaretti spende 200 mila euro per chiedere il gradimento della sua persona ... se viene a Latina o se gira per gli ospedali glielo diciamo noi, senza spendere un centesimo quanto non è gradito


CONSIP L’Ad, teste-chiave su papà Tiziano e Lotti, non si dimette e va al contrattacco La bomba Marroni su Renzi


tratto da www.ilfattoquotidiano.it 

Il manager: “Vogliono cacciarmi? Mi toglierò dei sassolini dalle scarpe”. E questa settimana vedrà il numero uno dell’Anticorru - zione Cantone per dargli la sua versione. Domani in Senato bagarre per le mozioni. Quella dell’o pp o s i z i o n e resta in campo. Augello: “Le dimissioni del Cda non bastano, andiamo avanti”. E intanto Ferrara, presidente della centrale acquisti, finisce indagato pure lui dopo aver ritrattato le accuse a Del Sette: “False informazioni ai pm”
Il dr. A g r icol a , medico della Juve pres critto in Cassazione per frode sportiva nel processo sul dopi n g , dirigerà la clinica bianconera. Il talento va premiato
lezioni private Il business delle ripetizioni ai tempi della buona scuola I fondi per organizzare i corsi di recupero non ci sono. E c’è chi ha fatto di questo “a i u t i n o”il proprio unico lavoro, in nero. Mentre alle medie si compie il primo passo verso il vecchio immobilismo sociale
Sedotti e indottrinati: così colpiscono le “psico -sette”
Politiche Maggioranza assoluta, entra Le Pen, crolla affluenza Francia, stravince Macron e “ribalt a” tutto il Parlamento
C u f f a ro “Le Regionali in Sicilia? Io non consiglio candidature” “Orlando è un fico molle, il ‘bast ardone’ duro sarà Grasso’”
M O N TA N A R I - FA L C O N E Critiche a Pisapia e Art.1 Neosinistra, quelli del No contro tutti: fischi a Mdp p A Roma l’assemblea che riparte dalla vittoria del referendum del 4 dicembre e lancia la lista civica: “Alleanza popolare per la democrazia e l’ugu aglianz a”. In platea partiti e associazioni. “Il Pd è un pezzo della destra”. Bordate anche contro le privatizzazioni e la riforma Treu
LA PISTA L’ex giudice Martella e la scomparsa di due ragazze LA STASI NEL DELITTO ORLANDI » CORRADO GIUSTINIANI A osa sul tavolino del bar il suo manoscritto, 44 pagine protette da una cartellina celeste, che lascia intravvedere il titolo: Mirella, Emanuela: stessa matrice. Poi, con un lampo di indignazione negli occhi, che le linee del volto addolciscono in amarezza profonda, esclama: “Si sono spesi invano più di trent’anni, senza andare alla radice della vera scomparsa delle due ragazze. Ci si è trastullati con la bufala della banda della Magliana. Una storia insulsa, una vergogna. Alla base di tutto c’è la Stasi, che era l’ultrapotente organizzazione di sicurezza e spionaggio della Germania Est. Si potevano approfondire molti e rilevanti indizi, e non lo si è fatto. Decisamente una brutta pagina per la giustizia italiana”.

crisi idrica? la provincia di Latina continua a rilasciare concessioni per la derivazioni di acqua dalle falde

R.D.1775/33. Concessione per la derivazione di acqua da corpo idrico sotterraneo: Ditta M&M Di Dalla Nora Augusta S.a.s. Fasc. 4887. Concessione M M Dalla Nora Augusta.pdf

crisi idrica, la protesta in strada con la manifestazione degli agricoltori per la mancanza d'acqua sulla Migliara 46. Pressione troppo bassa non si riesce ad irrigare, crescono le critiche al management di acqualatina. Rida ambiente il tmb di Aprilia riapre al conferimento dei rifiuti indifferenziati, la società annuncia azioni legali. Poi la solita provincia nera tra aggressioni, risse, incidenti


Nessun testo alternativo automatico disponibile.

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Mega appalto Consip, Marroni non molla. Racconterà tutto a Cantone, In Edicola sul Fatto Quotidiano del 19 giugno:

Mega appalto
Consip, Marroni non molla. Racconterà tutto a Cantone
Caos dopo le dimissioni dei vertici. Domani battaglia al Senato sulle due mozioni

di Francesco Ridolfi
Ma mi faccia il piacere di Marco Travaglio
No cioè Sì. “Stadio, gli imbarazzi Pd e la telefonata alla Roma: ‘Dobbiamo dire no, ma siamo favorevoli’” (Il Messaggero, 15.6). Opposizione costruttiva, coerente e trasparente. Tecnica di un colpo di sonno. “’Nel marzo del 2017 in Italia venne perpetrato un colpo di Stato’: scriveranno così i libri di storia sui quali studieranno i nostri […]

Ripetizioni, il mondo parallelo della scuola
Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le app che mettono gratuitamente in contatto tutor e studenti. “Tenbuilders” è stata ideata da un 20enne

di Patrizia De Rubertis
Post 4 dicembre
La sinistra del No a Mdp: “O con noi o con Pisapia”
La manifestazione di Falcone e Montanari a Roma. Il bersaniano Gotor contestato quando cita l’ex sindaco di Milano

di Fabrizio d’Esposito
L’intervista
“Leoluca, Pietro Grasso e i fichidindia molli e duri”
Salvatore Cuffaro – La Vardera finto candidato a Palermo – e i consigli di “Vasa Vasa”: “Una storia nel solco di Orson Wells. Ho dato l’ok al suo film”

di Pietrangelo Buttafuoco
COMMENTI

Giustamente
Differimento della pena per Totò Riina: un assurdo della logica
Il Diritto è lo strumento con cui si fa Giustizia; che non si ha se non si applicano le stesse regole a tutti i cittadini. Per questo servono i codici: regole certe, dunque scritte. E professionisti in grado di conoscerli e di applicarli: avvocati e giudici. Questo è il sistema migliore possibile: consente un margine […]

Di Bruno Tinti
Il Marmidone
Crocetta scarica l’ennesimo assessore e continua a buttarla sull’omofobia
Per sorvolare sul caso dei mancati fondi ai disabili e l’inchiesta Mare Monstrum, il governatore utilizza il solito pretesto

Di Pietrangelo Buttafuoco
I diari del 1988-94
La depressione di Trentin per il fallimento della sinistra
Nelle parole dell’ex segretario Cgil la disperazione per una crisi più grande dei piccoli personaggi di allora: le isterie di Occhetto, gli infantilismi di Bertinotti, la forsennata ambizione di Giuliano Amato

Di Salvatore Cannavò
ECONOMIA

Micro & Macro
Hard, soft oppure open? Gli inglesi non sanno più che Brexit vogliono
La vera conseguenza delle elezioni è di aver reso ancora più incerto il destino del negoziato con la Ue

di Mario Seminerio
Sanità ko – Cataratta e maculopatia senile
Emergenza vista, i fondi non ci sono
Nel 2000 il rimborso medio da parte del Ssn per un intervento di cataratta era di 2.000 euro. Oggi di 734 (contro i tremila della Germania). Il calcolo è della Società italiana degli oftalmologi (Soi) che ha lanciato la campagna “La vista salva la vita”. Con un budget così basso, denuncia la Soi, non si […]

di Chiara Daina
“Caro contribuente, ti scrivo”: così il Fisco incassa milioni
Basta con le liti: l’Agenzia dà la possibilità di rimediare agli errori ed evitare l’accertamento

di Patrizia De Rubertis
ITALIA

L’intervista
“Vinco perché non sono una comparsa della tivù”
Leoluca Orlando – Il cinque volte sindaco di Palermo ha sconfitto tutti: centrodestra e M5S. Non ama la televisione, sentimento ricambiato

di Enrico Fierro
MONDO

Storia&Geografia
Come abolire le nazioni unite
Abbiamo smesso da tempo di far seguire la farsa “ma dove sono le Nazioni Unite?” dopo il resoconto di qualche grande e tragico evento internazionale. Ad esempio, nei giorni scorsi, almeno due volte, una fantomatica “marina libica” di ignota dipendenza gerarchica (quale Libia) ma di sicuro armamento italiano ha fatto fuoco su diversi barconi di […]

di Furio Colombo
Ascesa e caduta
Trump, il cavallo pazzo è entrato nel bunker
A Washington i reporter veterani paragonano l’attuale comportamento del presidente a quello che ha preceduto il declino di Richard Nixon

di Stefano Pistolini
Apocalisse di fuoco: 61 morti carbonizzati
Portogallo – Rogo nel bosco a Pedrogao Grande

di RQuotidiano
CULTURA

L’intervista
“Ho scelto di portarmi a casa alcuni scorci di vita degli altri”
Alessandro Dobici – Il fotografo è il primo artista italiano a esporre a Cuba: “Finalmente dopo vent’anni metto in mostra il mio diario”

di Silvia D’Onghia
SPORT

Sessione estiva
Calciomercatisti, i creatori di mondi paralleli
Evviva la campagna trasferimenti estiva, è sempre il miglior argomento di conversazione per stendere un interlocutore che ti sta sulle scatole

di Andrea Scanzi
Solo posti in piedi
Raiola lo pagano gli abbonati Sky
Sapete qual è la differenza tra l’affondamento del Titanic e quello del calcio italiano? Che nel 1912 la nave guidata dal comandante Smith si trovò di fronte all’improvviso a un enorme iceberg senza poter fare nulla per evitare la collisione; mentre oggi la bagnarola “Serie A”, al cui timone si staglia il comandante Tavecchio, ha […]

di Paolo Ziliani di  | 19 giugno 2017 http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/19/in-edicola-sul-fatto-quotidiano-del-19-giugno/3669020/

domenica 18 giugno 2017

18 giugno 2017 emissioni odorigene moleste in via Monfalcone (di fronte alla discarica di Borgo Montello)

si comunica che anche oggi dalle ore 18.30 si stanno sviluppando le
emissioni odorigene  moleste, provenienti dalla
discarica di Borgo Montello, riscontrate nelle abitazioni site in via
Monfalcone.
L'odore particolarmente fastidioso, come sempre si propaga all'interno
delle abitazioni pur con porte e finestre chiuse.

Per anni i cittadini residenti di via Monfalcone a Borgo Montello /
Bainsizza hanno chiesto, almeno d'estate, di essere delocalizzati per
non subire la servitù e l'avvelenamento (con aerosol e con inquinamento
delle falde riscontrate) che si sprigiona nelle zone limitrofe alla
discarica.
Dopo l'impegno del 26 maggio 2015 in commissione rifiuti a La Pisana,
commissione ambiente, nessun provvedimento concreto è arrivato. Bambini
e anziani sono costretti a convivere (ammesso che con la presenza di
puzze particolarmente pesanti si possa ancora parlare di vita) con tale
servitù che ha fatto emettere pareri contrari, per la tutela della
salute, agli enti di controllo che la dichiarano incompatibile con la
presenza umana.
Ma questo non è bastato ne per fermare i progetti di nuovi volumi e
impianti, ne per risarcire le vittime che continuano ad ammalarsi e a
morire, ne per delocalizzare i cittadini, ne per bonificare il sito.
Eppure il Sindaco di Latina, medico, dovrebbe ricordare il principio
della precauzione e di essere il maggiore responsabile della salute
anche dei cittadini dimenticati di via Monfalcone.

Si rinnova
pertanto  richiesta di sopralluogo e verifica delle condizioni
igieniche, ambientale e salute pubblica per emissioni odorigene moleste
dalla discarica di Borgo Montello  e polveri, si chiede di conoscere la
causa e i probabili danni alle persone e alla colture circostanti.
Si chiede inoltre di verificare se i rumori siano in conformità alle
autorizzazioni e alle prescrizioni.
Si rinnova la richiesta di avere la documentazione delle procedure di
VIA delle discariche di Borgo Montello che da mesi rimane senza risposta
alcuna dall'Ufficio VIA della Regione Lazio, per gli impianti INDECO ed
Ecombiente in fase istruttoria presso la regione Lazio, per i nuovi
volumi e impianti presso la discarica di Borgo Montello.
Anche oggi quindi, come segnalato da mesi, si riscontrano emissioni
odorigine particolarmente moleste ed emissioni di polveri volatilli
dalla discarica di Borgo Montello.
Si rinnova la richiesta che tali informazioni vengano inserite nei
fascicoli di VIA per gli impianti INDECO ed Ecombiente in fase
istruttoria presso la regione Lazio, per i nuovi volumi e impianti
presso la discarica di Borgo Montello.
Si chiede di conoscere la causa e i probabili danni alle persone e alla
colture circostanti, nonchè le analisi e le verifiche
effettuate.L'evidente privazione della qualità della vita, dell'uso
della proprietà privata e della dignità umana continua senza soste a
causa di quelle che secondo ArpaLazio e Asl di Latina sono le
autorizzazioni illegittimi senza rispetto delle distanze di legge e
delle prescrizioni.
Si informa che, qualora perdurasse il mancato intervento potrebbero
peggiorare le gravi condizioni di salute delle persone che vivono a
ridosso della discarica tale atteggiamento omissivo delle Istituzioni
equivarrebbe ad abbandono di persone in stato di necessità.
Grazie dell'attenzione e della sensibilità:Distinti saluti.

Messaggio di posta certificata

Il giorno 18/06/2017 alle ore 19:44:29 (+0200) il messaggio
"18 giugno 2017 emissioni odorigene moleste in via Monfalcone (di fronte alla discarica di Borgo Montello)"" è stato inviato indirizzato a:
sezione.latina@arpalazio.legalmailpa.it direzionegenerale@ausl.latina.it direzionesanitaria@ausl.latina.it SO.ROMA@CORPOFORESTALE.IT segreteria.sindaco@pec.comune.latina.it servizio.ambiente@pec.comune.latina.it urp@pec.corpoforestale.it nicolettavalle@provincia.latina.it urp@provincia.latina.it VIcommissione-cons@regione.lazio.it ftosini@regione.lazio.it gpernarella@regione.lazio.it mtoccacieli@regione.lazio.it urp@regione.lazio.it
Il messaggio originale è incluso in allegato.
Identificativo messaggio: opec291.20170618194429.28906.43.1.211@sicurezzapostale.it


Dopo L'ordinanza Del Presidente Della Provincia Rida Riapre Ma Arrivano Le Controdeduzioni Aprilia - Domani L'impianto Dovrebbe Riprendere Le Attività, La Società Ha Però Fatto Sapere Che Non Farà Passi Indietro - See more at: http://www.latinaoggi.eu/news/attualita/52706/dopo-lordinanza-del-presidenre-della-provincia-rida-riapre-ma-arrivano-le-controdeduzioni#sthash.5dZQGCQb.dpuf

Dopo quattro giorni di tempesta scatenata a colpi di pec che hanno coinvolto 60 Comuni, dieci uffici regionali, la Provincia, la Prefettura, la Asl e l'Arpa, domani mattina ci sarà la prova del nove circa la tregua sui rifiuti. Infatti con una nota ufficiale inviata alle 20.40 di sabato l'amministratore della società che gestisce l'impianto di Aprilia, Fabio Altissimi, ha dichiarato che avrebbe ottemperato all'ordinanza della Presidente della Provincia a partire dal primo giorno feriale, ossia oggi. Ma quel documento pone fine solo all'emergenza non ai problemi del ciclo dei rifiuti o al suo controllo, né ai rapporti non definiti tra Rida, Regione e Provincia di Latina. Le controdeduzioni di Rida che corredano il sì alla riapertura, infatti sono pesantissime sul piano legale e, soprattutto, mettono in luce il fatto che la competenza ad intervenire in questa circostanza sarebbe stata della Regione, che ha delega specifica, e non della Provincia che è un organo sottoposto e senza competenza specifica. Fin qui la posizione di Rida. Ma, nei fatti, l'ordinanza della Presidente Eleonora Della Penna, ha creato un precedente importante per il caso rifiuti. D'ora in poi Rida più difficilmente potrà impuntarsi e chiudere i cancelli ai camion provenienti dai Comuni, pur adducendo motivazioni derivanti da scelte regionali. Perché anche in futuro la Provincia potrà intervenire con ordinanza basata sulla necessità di svolgere un servizio essenziale e di evitare problemi sanitari e ambientali.
"Non si tratta di un nostro passo indietro - fa sapere Altissimi attraverso una nota -  semplicemente stiamo rispettando un ordine ma la nostra battaglia legale non finisce qui e sin da ora mi duole ammettere che non possiamo garantire sul processo di smaltimento di rifiuti".
La Redazione
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Emergenza Idrica, Protesta Degli Agricoltori Sulla Migliara 46: Colture A Rischio Pontinia - Quello Che Si Prospetta Sono Danni Ingenti Per L'ondata Di Caldo, L'appello Da Più Parti Della Provincia - See more at: http://www.latinaoggi.eu/news/attualita/52700/emergenza-idrica_-protesta-degli-agricoltori-sulla-migliara-46a-colture-a-rischio#sthash.FXez39kR.dpuf

È in corso la protesta di alcuni agricoltori lungo la Migliara 46 a causa della carenza idrica. Lamentano l'impossibilità di annaffiare le colture anche quando il flusso idrico viene attivato perché non c'è pressione. Temono danni ingenti alle coltivazioni a causa dell'ondata di caldo.
Mentre continuano le riunioni urgenti di Acqualatina con i Comuni, una massa di disperati fa i conti con un'emergenza idrica che sta mettendo in ginocchio migliaia di aziende agricole e turistiche ed esapera trecentomila cittadini ogni giorno. Numeri impietosi che però, finora, non hanno cambiato di una virgola la situazione. La frase che nessuno ancora voleva pronunciare, ieri è arrivata: «stato di calamità». Il Consorzio di Bonifica sta valutando questa opzione da giorni pur negandolo pubblicamente. Nel frattempo alcuni agricoltori hanno dato l'assalto ai serbatoi del Consorzio e divelto i lucchetti. Ora rischiano la denuncia. E intanto i sindaci sono esclusi da ogni vera decisione. Gli ambientalisti ricordano che lo sfruttamento delle risorse idriche è stato vergognoso e irresponsabile in questi anni. Acqualatina spa sforna venti comunicati al giorno per annunciare le ore e le località in cui sarà chiuso il servizio di acqua potabile in un incessante bollettino da battaglia campale contro il «male» della scarsità di piogge. Il Presidente dell'Ato4, che è anche presidente della Provincia, intanto ha annunciato che si sta predisponendo «quanto necessario per attivare la procedura per la richiesta alla Regione Lazio dello Stato di Emergenza Idropotabile per la crisi idrica che sta interessando gran parte del territorio dell'Ato». Un iter già avviato da altre regioni italiane colpite dall'emergenza idrica e idropotabile, ma che il Lazio non ha ancora dottato.
«Il nostro territorio è alle prese con una grave crisi idrica. Servono azioni più concrete - scrive la Presidente Della Penna - anche da parte delle altre istituzioni e, oltre alle attività poste in essere dal gestore e di cui chiederemo conto nella prossima Conferenza dei sindaci di martedì, anche ai più alti livelli devono attivarsi per sostenere i sindaci e i cittadini del nostro territorio. Faccio dunque appello alla Regione Lazio e ai consiglieri regionali affinché ci sostengano in questo percorso. La Regione, anche in termini di snellimento delle pratiche burocratiche relative agli interventi necessari per il ripristino del servizio idrico in alcune zone maggiormente colpite, può fare molto. Faccio appello inoltre ai parlamentari della provincia di Latina affinché, attraverso il Governo nazionale e come già avvenuto in altre zone tramite l'intervento del Ministero dell'Ambiente, venga valutata l'opportunità di intervenire con fondi che, senza gravare sulla tariffa e quindi sulle tasche dei cittadini dell'Ato 4, ci permettano di risolvere le situazioni più critiche». In concreto si sta chiedendo di riconoscere la siccità esistente come uno stato di calamità naturale che oltre all'approvvigionamento da altre regioni potrà accelerare le procedure con parametri cosiddetti di urgenza. Lo snellimento delle procedure con l'applicazione dello stato emergenziale era stato chiesto la scorsa settimana anche dal consiglio di amministrazione di Acqualatina per avviare due dissalatori nel sud pontino e aprire i pozzi della Regione Lazio a Prossedi, tuttora sottoposti ad iter ordinario e quindi la loro fruibilità non è ancora possibile.
La Redazione
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Stop alle piscine private: “sfanculare” il vacchismo si può RIVOLUZIONARIO Marco Migliorini, sindaco di Asolo (Treviso) si batte contro le ingiustizie La sua battaglia contro la “truzzeria” per la difesa dell’ambiente: “Sono uno spreco d’acqua”

Idolo assoluto
Facciamo -
lo subito ministro
dell’Ambiente,
delle
Tempeste e
delle Foreste:
è l’unico politico
che ha
a cuore questo
Paese Ansa
Il più
a sinistra
Se esiste
una kryptonite
alla truzzeria
di
chi ostenta
la ricchezza,
essa coincide
con lui

L’INCUBO Ci impegniamo tanto per separare i materiali, aiutare l’ambiente e diminuire il peso dei sacchetti che finisce in discarica. Ma sono ancora tanti gli errori che si commettono Rifiuti e raccolta differenziata: il mistero del “dove lo butto?”

Cambio
di mentalità
Del vicino prima
si invidiava
l’erba,
ora la misura
del sacchetto Sbagliato
A finire
nel cassonetto
sbagliato
sono
scontrini,
lampadine,
piccoli
elettrodo -
mestici
e cartoni
della pizza

“Andai con altri sette mafiosi al teatro Parioli per Falcone” PARLA GRAVIANO Per la missione di morte a Roma fu caricata un’auto nel febbraio del 1992 “con mitra, kalashnikov, revolver ed esplosivo”

MAURIZIO
COSTANZO
Non si pagava il biglietto, entrava
chiunque. I controlli furono attivati
solo dopo l’attentato contro di me

“MADRE NATURA” Conversazioni tra detenuti “Il senatore D’Alì(a) è legato al latitante e ci aiuta sul 41 bis” Per gli inquirenti potrebbe riferirsi a Messina Denaro E su B.: “Per colpa di Casini e Bossi non ha fatto nulla”

Forza Italia
Il senatore è già stato
assolto dall’accusa
di mafia, ma prescritto
per gli anni pre-1994 Candidato
“pericoloso”
A Trapani
sarà
ballottaggio
tra Girolamo
Fazio, 31,8%,
( libero
dal 3 giugno
dopo due
settimane
ai
domiciliari), e
Pietro Savona
del Pd,
26, 3%.
Già escluso
il senatore
di Forza Italia,
Antonio D’Alì
(23,5%): il 18
maggio la
Dda ha
richiesto
per lui
il soggiorno
obbligato,
perché
“socialmente
pericoloso”

27 luglio 1993 La notte delle bombe “Ciampi si era spaventato ed era andato subito a Palazzo Chigi” “In caso di golpe non volevano reagire”


12 maggio 93
Il premier
Carlo Azeglio
Ciampi (1920-
2016) alla Camera
col ministro
dell’Interno
Nicola
Mancino
SU GIULIO ANDREOTTI
( 1919-201 3)
Dopo
la morte
di Lima
è finito...
lui l’ha
distrutta...
se non
avesse fatto
eh ...
andava
al
Quirinale OSCAR LUIGI
SCALFARO
“In Trattativa
era messo...”
ANGELINO
ALFANO
“Cosazza
inutile”

BATTIPAGLIA La plastica di Gomorra in fumo nella terra di bufale e mozzarelle


IL FUMO NERO è scomparso e una
montagna di sabbia copre le tonnellate di
rifiuti di plastica che domenica pomeriggio
hanno preso fuoco improvvisamente. Nell’aria,
però, si sente ancora la puzza di bruciato. Battipaglia,
provincia a sud di Salerno, centro agricolo
della Piana del Sele, terra celeberrima per
bufale e mozzarelle, ma anche per i terreni coltivati
a quarta gamma, da domenica scorsa è
diventata un’altra Pomezia. Dalle balle di plastica
depositate nel cortile della ditta SeleAmbiente,
che stocca i rifiuti di molti Comuni della
Piana del Sele, si è alzata una colonna di fumo di
30 metri che il forte vento ha portato dalla zona
industriale fino alla costa. Il sindaco Cecilia
Francese, che ha istituito l’unità di crisi a Palazzo
di Città, ha ordinato ai residenti di abbandonare
le proprie case, ha vietato agli allevamenti il pascolo del bestiame e agli agricoltori di
non vendere i propri prodotti prima della verifica
dell’Arpac. E, mentre Legambiente Campania
annuncia denunce per disastro ambientale,
la Procura di Salerno indaga per capire se si
è trattato di un incendio doloso. Già due anni fa
la magistratura aveva messo ai domiciliari il
proprietario, Morgan Meluzio, e i sigilli al deposito
di plastica e a un patrimonio di 4 milioni
di euro fatto di barche di lusso e società in Romania.
L’accusa era di associazione a delinquere
e falsa intestazione di società per preservare
il patrimonio sottratto in passato alla famiglia
Meluzio, perché ritenuta vicina al clan Maiale di
Eboli, negli anni 80 affiliato alla Nuova camorra
organizzata di Cutolo. Nel 2000 al capostipite
Antonio, condannato per camorra (in attesa
della Cassazione), è stato sequestrato un patrimonio
da 100 miliardi di vecchie lire, nel quale
c’erano anche due ditte di Como amministrate
da Angelo Mastrolia, imprenditore salernitano
condannato due anni fa in appello per il
crac di un albergo di Battipaglia di proprietà della
famiglia Meluzio e ora produttore del latte
Polenghi e Giglio, ma anche di pasta e mozzarella.
Ma questa è un’altra storia.
ANGELA CAPPETTA

Metropolitane, a Roma (e Milano) progetti sbagliati rovinano ruote e binari. E i costi di manutenzione lievitano

Nella Capitale, secondo la stazione appaltante, la tratta T3 della metro C va riprogettata perché le curve troppo strette all’altezza del deviatoio di Malatesta e dell’ingresso al deposito di Graniti sottopongono i vagoni e le rotaie a un consumo eccessivo. Stesso problema che si è verificato nei mesi scorsi nel capoluogo lombardo sulla lilla, tra Zara e Garibaldi. Anche se Fs, che ha rilevato una quota delle linea, minimizza  Un regime di usura del materiale rotabile a metà fra il “severo” e il “catastrofico”, che impone da parte del costruttore l’“aggiornamento urgente” del progetto per il prolungamento della Linea C di Roma fra San Giovanni e Colosseo. Proprio nei giorni in cui si sta procedendo per riposizionare la talpa e iniziare a scavare la galleria. Bisogna già rimettere mano alla cosiddetta “tratta T3” della terza linea della metropolitana di Roma, dove il rischio è che si verifichi un consumo spropositato dei binari e delle ruote dei convogli, in particolare all’altezza del deviatoio di scambio sotto via Sannio “che per lungo tempo sarà il terminale della linea C”. Un problema tra l’altro già presente sulla stessa linea, nel tratto già in esercizio fra Pantano e Lodi e che accomuna la metro “gemella” di Milano, la linea 5, e che se non corretto potrebbe rappresentare un aggravio insostenibile. L’allarme è stato lanciato da Roma Metropolitane – società capitolina che svolge il ruolo di stazione appaltante e alta sorveglianza – con una dura missiva indirizzata al Consorzio Metro C Scpa e firmata dal responsabile del procedimento, Andrea Sciotti. Si attende ovviamente la replica della società che ha realizzato la linea la quale, contattata da Ilfattoquotidiano.it, specifica che “a noi non risulta alcun problema e siamo pronti a replicare punto su punto a Roma Metropolitane”.
IL DOCUMENTO – Nel documento di 3 pagine, di cui ilfatto.it è in possesso, si contestano al consorzio di imprese formato da Vianini (gruppo Caltagirone)AstaldiAnsaldo Sts, Ccc e Cmb errori nella simulazione sul comportamento dinamico del materiale rotabile e l’assenza di “analisi di sensitività volta a giustificare i valori di rigidezza prescelti”. Il consumo eccessivo delle ruote dei treni e dei binari è infatti imputato ai raggi di curvatura troppo stretti realizzati all’altezza del deviatoio di Malatesta e dell’ingresso al deposito di Graniti. Questo fenomeno ha costretto il gestore della linea, l’Atac, a effettuare lavori di manutenzione sui convogli con frequenza e costi raddoppiati rispetto a quanto preventivato – quest’estate la frequenza sarà appositamente portata da 6 a 12 minuti – oltre a un lavoro di sostituzione dei binari a Malatesta effettuato lo scorso autunno e non programmato. La stessa Atac ha calcolato che la sostituzione delle ruote dovrà avvenire ogni 380.000 km, contro i 650.000 km previsti, con un aggravio di costo complessivo di 12 milioni di euro.
LA DIATRIBA SULLE RESPONSABILITA’ – Quali le responsabilità? Nonostante il progetto sia arrivato da parte pubblica, la missiva di Roma Metropolitane è un perentorio j’accuse nei confronti del Consorzio Metro C, che non ci sta e annuncia una strenua difesa. In uno dei passaggi più duri della lettera si parla di “assenza di coordinamento e controllo della progettazione da parte del Contraente Generale che, definite le caratteristiche del tracciato, e considerate anche le modalità di esercizio, avrebbe dovuto svolgere per tempo tutte le verifiche e simulazioni volte a confermare la validità delle scelte effettuate, tenendo in conto anche l’interazione ruota-rotaia”. Non solo. “Tali approfondimenti – prosegue – sono stati effettuati solo a seguito dei solleciti della scrivente (Roma Metropolitane, ndr) peraltro ad oltre 6 mesi dalla richiesta, e solo dopo l’evidenza che i valori attesi e dichiarati da progetto si sono dimostrati non realistici durante l’esercizio”. Quindi l’affondo di Sciotti: “L’inerzia del Contraente Generale a farsi parte attiva nella risoluzione” appare “pertanto, ancora più colpevole, alla luce di quanto emerso a seguito della nota in oggetto”. Cosa succederà dunque con lo scambio di via Sannio? Secondo Roma Metropolitane “appare evidente che, alla luce di quanto emerso, debba essere urgentemente aggiornato il progetto del tracciato della tratta T3 in corrispondenza del pozzo” e che “in merito alla circostanza che tali manovre saranno eseguite senza il carico dei passeggeri, non può ritenersi sufficiente ad escludere il ripresentarsi di problematiche analoghe”.
IL CASO DELLA “LILLA” DI MILANO – Come detto, un problema molto simile si sta verificando sulla “gemella” della C di Roma, la Metro 5 di Milano, dove tra le fermate Zara e Garibaldi è stata realizzata una curva strettissima che sfiora i 90 gradi – la più stretta d’Europa – con un tracciato che nel segmento e’ formato da un saliscendi che raggiunge una pendenze del 51%. Proprio a questi fattori è imputata un’usura tale dell’armamento da costringere i gestori a sostituire gli stessi 800 metri già tre volte negli ultimi tre anni. Secondo l’Ati che ha eseguito i lavori (formata da Astaldi, Ansaldo, Hitachi e Alstom), “il problema sta nella progettazione, noi abbiamo soltanto eseguito”: la curva si è infatti resa necessaria per evitare di scavare sotto le fondamenta del nuovo centro direzionale. E ora? Nei mesi scorsi è stato ipotizzato l’utilizzo, nel punto incriminato, di binari nuovi fatti di un materiale più resistente all’attrito con le ruote. A questo proposito, da qualche giorno il gruppo Ferrovie dello Stato è entrato nella gestione della Metro Lilla. L’amministratore delegato Renato Mazzoncini ha affermato che “abbiamo individuato la soluzione a un problema che si è verificato in una prima fase di esercizio”, che a suo avviso “l’impatto economico è modesto, perché nella peggiore delle ipotesi dovremo sostituire il binario più spesso” e che comunque “il costruttore resta responsabile dell’opera ai fini della garanzia”. di  | 18 giugno 2017 http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/18/metropolitane-a-roma-e-milano-progetti-sbagliati-rovinano-ruote-e-binari-e-i-costi-di-manutenzione-lievitano/3665040/

“Nascosti fin dal 1990 i rapporti sull’inquinamento in Veneto” I carabinieri del Noe: “L’azienda Miteni non informò la Regione dei veleni da Pfas”

il fatto quotidiano 15 giugno 2017 di Andrea Tornago L’azienda
Miteni
produce da
oltre mezzo
secolo Pfas,
composti che
rendono
impermeabili
pentole
e tessuti
2Solo nel 2013
è emerso
l’inquinamento
della falda
acquifera
del Veneto La falda contaminata
Oltre 300 mila
persone sono esposte
alle sostanze prodotte
nel Vicentino

Clima ed ecologia, ecco perché il progresso non basterà a salvare il pianeta

Il clima sta cambiando, la natura si sta ribellando, le disuguaglianze stanno aumentando e non basta fare un G7 a Bologna o un accordo a Parigi per fermare questo disastro ecologico e sociale. La tecnologia non basterà a salvare il pianeta. Occorre abbandonare un modello di sviluppo basato sulla “crescita infinita”, che mira a far crescere il Pil, sottomettendo la natura, abbattendo i costi ambientali e sociali, facendoci consumare il più possibile. Una ruota per criceti, non per esseri umani.
Non bastano più le vuote promesse di un mondo migliore, non basta schierarsi contro il cattivo Trump per dire che i buoni fermeranno il disastro ambientale, con l’aiuto della tecnologia, senza rinunciare (ovviamente) alle comodità conquistate. In una società dove ci sono almeno 122 telefonini e 62 auto ogni 100 abitanti, dove si producono mezza tonnellata di rifiuti annui a testa, dobbiamo comprendere i nostri eccessi: “accompagnare l’eco-efficienza alla sufficienza” (Wolfang Sachs). Per questo, l’11 giugno a Bologna, contemporaneamente al G7, 100 scienziati italiani e 200 realtà della società civile hanno marciato e protestato, presentando un manifesto per una società ecologica con dieci proposte per un’Italia a zero emissioni e zero veleni.
Per questo Francesco Gesualdi e Gianluca Ferrara hanno recentemente scritto un manuale, La società del BenEssere comune, in cui si legge: “Secondo il rapporto della ong britannica Oxfam, i 62 uomini più ricchi del mondo posseggono un patrimonio equivalente a quello dei 3,6 miliardi più poveri. Oggi ci troviamo a un bivio. Pensare in Occidente di intraprendere una nuova stagione come quella cominciata dopo il secondo conflitto mondiale è utopico. La folle presunzione di poter crescere in maniera infinita in un pianeta dalle risorse finite non è più praticabile”.
Lo stesso “terrorismo” non è altro che una ripercussione di politiche imperialiste finalizzate ad accaparrare sempre nuove risorse. Nel libro si avanzano concrete proposte per realizzare una società del benessere comune: dal reddito minimo di cittadinanza, alle eco-tasse sui prodotti e attività più inquinanti, affinché le esternalità siano incluse nel prezzo del prodotto: carbon tax, distance tax: una sorta di iva differenziata che andrebbe a colpire i prodotti o le attività più futili, inquinanti, creati con energie non rinnovabili o proveniente da lontano. Per combattere l’obsolescenza programmata, i produttori dovrebbero essere obbligati a riprendersi gli scarti da imballaggio (come accade dal 1991 in Germania) e le carcasse dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (detti raee: elettrodomestici, pc e cellulari), oppure si potrebbero incentivare forme di noleggio: dal car sharing alla condivisione di lavatrici.
In una società del benessere comune occorre ridurre l’orario di lavoro, renderlo etico, a servizio dell’ambiente e della comunità: anche i sindacati devono ripensare ai loro obiettivi. Non possono limitarsi a difendere il posto del lavoro senza capire le ripercussioni ambientali e sanitarie di quel lavoro: devono capire che non c’è lavoro in un pianeta morto. Una riduzione dell’orario di lavoro permetterebbe di “liberare” tempo: per il volontariato, per le relazioni familiari e sociali, per l’auto-produzione. Occorre difendere la fiscalità progressiva, e pensare anche ad altre forme di tassazione (sul tempo e non solo sul reddito: si chiede a tutti qualche ora di lavoro socialmente utile). In questo modo, anche i servizi pubblici e la tutela dell’ambiente, ne gioverebbero.
Occorre infine limitare o proibire le pubblicità che incitano al consumismo di prodotti industriali, inquinanti (auto, giochi, merendine), incentivando i circuiti di economia locale che bypassano la grande distribuzione. Una società del bene comune, dove il servizio civile per i giovani sia obbligatorio (per rinsaldare il legame di comunità) e i servizi di base (in particolare scuola e sanità) siano gratuiti, dignitosi e garantiti a tutti, e che proibisca le iniziative private in questi settori. Una società del benessere comune, dove i trasporti pubblici e la mobilità sostenibile siano capillari, efficienti, e assunti a normalità, mentre il ricorso ai mezzi privati sia un’eccezione da limitare il più possibile.
Il libro ci lancia un invito al cambiamento, alla radicalità, alla coerenza, anche nel nostro quotidiano: “La coerenza personale e di gruppo è un contributo importante al cambiamento, perché sottrae consenso al pensiero dominante, limita i danni sociali e ambientali, indica le strade da battere. Ma per esprimere tutte le sue potenzialità, la coerenza deve farsi politica, in un’ottica di cambiamento di sistema”. di  | 18 giugno 2017 http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/18/clima-ed-ecologia-ecco-perche-il-progresso-non-bastera-a-salvare-il-pianeta/3656928/