martedì 28 settembre 2010

è necessario richiedere la valutazione VIS per le centrali elettriche

il tavolo tecnico del comune di Pontinia che da anni sta difendendo la pianura pontina, la salute, l'ambiente, l'economia locale dai progetti incompatibili richiederà per tutti i progetti che hanno rilevanza sulla salute l'applicazione della V.I.S. (valutazione di impatto sulla salute).
In particolare tale valutazione V.I.S. Sarà richiesta per le centrali elettriche a turbogas e a biomasse contrari al protocollo di Kyoto e alla direttiva europea 20 – 20 – 20 per la diminuzione delle emissioni in atmosfera, ma anche contrari al piano energetico regionale e provinciale, alle delibere in materia di vari comuni oltre a Pontinia (Sonnino, Sezze, Priverno, Roccagorga, Roccasecca, Terracina, Bassiano, Sermoneta), del consiglio provinciale e regionale.
Gli stessi progetti, secondo il Parco nazionale del Circeo, provincia di Latina, Regione Lazio e comune di Pontinia sono anche anche contrari alla normativa europea in merito alla valutazione di incidenza ambientale.
La valutazione V.I.S., visti i dati emanati dall'istituto provinciale dei tumori, dai dati del comitato sanitario regionale sulla percentuale più alta (in provincia di Latina) di malattie e tumori nell'apparato respiratorio della popolazione femminile di Pontinia, nonché nel distretto Pontinia, Latina, Sermoneta per la popolazione maschile è quanto mai necessaria e urgente prima di procedere a qualsiasi autorizzazioni di tali impianti nocivi alla salute.
Giorgio Libralato
Esperienze e prospettive della valutazione di impatto sulla salute in Italia

 
La VIS - Valutazione di impatto sulla salute – è una procedura che consente di stimare i rischi di progetti di diverso tipo (es. piano per la gestione dei rifiuti, di un’infrastruttura, o dei piani sul traffico nelle città). Il 28 settembre 2010 si è svolto a Roma un seminario per fare il punto sulle VIS in Italia. Presentate le esperienze di Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Abruzzo, Lazio e Puglia
 
martedì 28 settembre 2010 14:22
 
Lo chiede l’Unione Europea e per molti versi l’Italia è ancora indietro, ma le prime informazioni raccolte dimostrano che la sperimentazione è decisamente positiva. LaValutazione di impatto sulla salute (VIS) aiuta infatti a ridurre i rischi per la popolazione.

È il dato che è emerso dal primo workshop nazionale organizzato sul tema, il 28 settembre 2010 a Roma da IFC-CNR, Anci, Coordinamento Agende 21 Locali Italiane e Consorzio Mario Negri Sud.

“La VIS – ha spiegato Fabrizio Bianchi dell’IFC-CNR - è una procedura che consente di stimare i rischi di progetti di diverso tipo, dare indicazioni sui miglioramenti necessari e sulle modalità di monitoraggio nel tempo”.

Si tratta infatti di uno strumento che mira a supportare la pianificazione condivisa a livello territoriale, rispondendo in modo diretto alle domande dei cittadini riguardo alla propria salute. 

“In base alle esperienze maturate fino ad ora nelle diverse regioni del paese – ha sottolineato Paolo Lauriola, in rappresentanza del Coordinamento Agende 21 Locali Italiane – emerge la necessità di un riconoscimento normativo della VIS e di un maggiore supporto da parte delle istituzioni centrali.” Nel contesto italiano difatti non ha ancora trovato una collocazione riconosciuta nelle amministrazioni, né tantomeno una vera e propria formalizzazione.

“Abbiamo ormai vari esempi di VIS nel paese – ha messo in evidenza Flavio Morini in rappresentanza dell’Anci – ma resta un’iniziativa lasciata alla buona volontà dei singoli che invece andrebbe incoraggiata”.

Tra le esperienze presentate a Roma quella del piano rifiuti di Firenze, iniziata nel 2004 da IFC-CNR e ARS Toscana che, come ha dichiarato Francesco Cipriani, responsabile dell’Osservatorio di epidemiologia dell’ARS “oltre a essersi rivelata uno strumento utile per indicare le priorità e gli interventi specifici di miglioramento della salute pubblica, ha permesso di sviluppare raccomandazioni per le mitigazioni degli effetti negativi”.

“Anche in Emilia-Romagna – ha spiegato quindi Pierluigi Macini, dirigente dell’Assessorato regionale alla salute - abbiamo concluso la sperimentazione nell’ambito di Moniter (monitoraggio ambientale e sanitario degli impianti di incenerimento della Regione) e coordineremo un progetto di VIS nelle Conferenze dei Servizi, finanziato del Ministero della Salute, assieme ai servizi sanitari di altre quattro regioni italiane”.

Dal centro Italia, dove ad esempio Roma ha effettuato un controllo delle politiche di riduzione del traffico, si passa al nord in Piemonte dove oltre alle 15 esperienze portate avanti negli ultimi anni grazie alla partnership con l’ARPA, si aggiunge quella dei campi ROM non autorizzati a Torino, realizzata dall’Università con la collaborazione della ONG Terre del Fuoco. Per il sud è rappresentativo il lavoro fatto a Taranto dall’ARPA Puglia, le cui competenze in materia di VIS si stanno consolidando.

Di grande interesse infine l’esperienza sviluppata dall’Istituto Mario Negri Sud, a partire dalla redazione di Linee Guida per la VIS nella Regione Abruzzo, nell’ambito di una legge di pianificazione territoriale nel 2008. “Nonostante sia mancata una norma di recepimento’ ha dichiarato Tommaso Pagliani ‘diversi enti locali stanno pianificando la realizzazione di VIS e sono in corso interessanti progetti nella regione. E’ stato poi presentato alla UE un progetto LIFE+ per la Valutazione partecipata degli impatti sanitari, ambientali e socioeconomici derivanti dal trattamento di rifiuti urbani.”

Alla discussione hanno partecipato Fabrizio Oleari, Direttore del Dipartimento della prevenzione del Ministero della Salute, Carlo Zaghi, dirigente del Ministero dell’Ambiente, assieme ai rappresentanti dell’Associazione Medici per l’Ambiente e di Legambiente, che hanno sottolineato la richiesta delle associazioni e dei cittadini di operare per una programmazione partecipata che sia sostenibile e condivisa.

“La partecipazione di molti qualificati rappresentanti di Enti locali, associazioni e del governo – hanno sottolineato congiuntamente gli organizzatori - fa ben sperare che un’azione di supporto istituzionale accompagni le buone pratiche già diffuse, in accordo per altro con l’impegno di ridurre gli effetti avversi per la salute dovuti ai fattori ambientali, sottoscritto dall’Italia durante la Quinta conferenza ministeriale su ambiente e salute che si è svolta a Parma nel marzo di quest’anno.
”http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=103704

sabato 25 settembre 2010

elenco progetti sottoposti a VIA Pontinia 2010

dal sito ufficiale della Regione Lazio www.regione.lazio.it

venerdì 24 settembre 2010

Pontinia, festa del lavoro globale, riduzione emissioni

Anche a Pontinia il 10 ottobre 2010, come nel resto del pianeta avviene in 150 nazioni, è in programma, in Piazza Indipendenza, la festa globale del lavoro “Global work party”. Nel pomeriggio sono in programma proiezioni e dibattiti sul tema della riduzione delle emissioni in atmosfera e verrà composta la scritta luminosa “350”. sarà un gemellaggio, per esempio, con gruppi di studenti in Zimbabwe che installeranno pannelli solari in un ospedale, mentre in Pakistan saranno organizzati seminari sull’energia del sole. Per la giornata del 10 ottobre saranno in prima fila anche piccoli gruppi di giovani come ad esempio in Nepal. A Pontinia gli argomenti trattati andranno da
Progetti a breve termine:
# Piantare alberi
# Pulire la città dai rifiuti
# Dipingere un murales che raffiguri le soluzioni ai problemi climatici
# Migliorare un parco cittadino o i marciapiedi
# Far diventare un edificio più efficiente in termini energetici per ridurre  gli sprechi
# Costruire ed installare un impianto solare
# Costruire un sistema di compostaggio per la tua zona, casa, ufficio, scuola,.
Progetti a lungo termine:
    * Riduci le tue emissioni del 10% entro il 2010
    * Lavora con la tua città o il tuo paese per creare un piano d'azione per  il clima
    * Installare pannelli fotovoltaici su edifici pubblici
    * Installare un impianto eolico
    * Pianta un giardino per la comunità e organizzaci un pranzo (o una cena)  il 10/10
    * Creare più parcheggi per le biciclette
Riunioni pubbliche
    * Organizza una biciclettata intorno alla città
    * Organizza una marcia a favore dell'ambiente
    * Organizza un incontro sulle energie pulite e invita i politici locali 
    * Sali su un tetto per promuovere la costruzione su quel tetto di pannelli solari
    * Visita un luogo naturale che vorresti fosse protetto
    * Forma un gigante 350 in un punto rappresentativo della città!
    * Organizza una presentazione su come rendere più verde la tua comunità
    * Presenta un piano d'azione per il clima per la tua città
Per ridurre le emissioni a Pontinia, per esempio se avessimo avuto un assessore ai lavori pubblici “illuminato”, far installare pannelli fotovoltaici sulla copertura dei principali fabbricati realizzati o ristrutturati (ex mercato coperto, torre idrica, palestra a Quartaccio) dove sono stati milioni di euro di soldi pubblici senza pensare minimamente all'ambiente.
Oppure quando è stata sostituita l'illuminazione pubblica si potevano installare lampade a risparmio energetico e senza spendere un centesimo per 5 anni sulla bolletta. Ma sappiamo che a Pontinia questi risparmi non sono una priorità. Oppure si poteva partecipare al bando pubblico per il finanziamento degli impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici comunali e pubblici. Tra l'altro pare che il progetto fosse già pronto e bastava spedirlo. Certo non siamo in Puglia dove si installano anche negli edifici privati gli impianti fotovoltaici gratuiti, ma sarà proposto un gruppo di acquisto per gli impianti fotovoltaici. Pontinia città dell'energia sì, ma di quella rinnovabile e soprattutto per l'interesse pubblico e non solo quello privato.
Giorgio Libralato
IL 10/10/10 IL MONDO ORGANIZZA UN “PARTY” PER SALVARE IL CLIMA

Rinnovabili.it
Il prossimo 10 ottobre in 150 nazioni della terra si svolgerà il “Global Work Party”: una “festa del lavoro” per salvare il pianeta e contrastare, con azioni concrete, i cambiamenti climatici. Una giornata dall’alto valore simbolico che ha già ricevuto il sostegno del Segretario delle Nazioni Unite Ban Ki Moon 
La data è di quelle che qualcuno potrebbe avere già scelto per convolare a nozze o tentare una scommessa fortunata alla lotteria, come accadde l’8 agosto del 2008. Invece per il 10/10/10 c’è già qualcuno che ha organizzato una vero e proprio “party di lavoro” ma con altissime finalità: salvare il pianeta con azioni concrete. Una data, quella del 10 ottobre di quest’anno, che sarà ricordata in tutto il mondo come la giornata del Global Work Party, il giorno in cui poter lavorare per il pianeta. L’iniziativa di scegliere una giornata in cui gli abitanti di 150 nazioni della terra potranno compiere diverse attività per la salvaguardia del pianeta e per la lotta ai cambiamenti climatici è stata di 
350.org 
, una campagna internazionale messa in piedi dall’ambientalista usa Bill McKibben, che si propone di ridurre la concentrazione di CO2 nell’atmosfera. 
Il Global Work Party del mese prossimo ha già ricevuto il sostegno di molti capi di stato, come il presidente delle Maldive Mohamed Nasheed, e soprattutto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Anche il Segretario Generale dell’Onu, Ban Ki Moon, infatti ha appoggiato un’iniziativa che, stando a quello che hanno dichiarato gli organizzatori “potrebbe trasformarsi nell’evento più grande della storia in termini di attività “pratiche” che potranno essere messe in campo per contrastare i cambiamenti climatici”. 

La campagna di 350.org è stata pensata per raggiungere tutti gli angoli del pianeta e per questo è stata veicolata principalmente sul web come ha sottolineato Jamie Henn, cofondatore di 350.org: “Questa campagna sarebbe impossibile senza internet. Noi usiamo il web per coordinare tutti gli eventi. Attraverso Skype chiamo in Cambogia, con i colleghi in Kenya ci aggiorniamo tramite email e grazie alle foto digitali posso vedere, ad esempio, i risultati di un evento fatto in Brasile”. 
Sul sito di 350.org, è possibile registrarsi e consultare la mappa, nazione per nazione, delle attività che verranno svolte il 10/10/10. La macchina organizzativa conta già sull’allestimento di migliaia di feste lavoro nelle 150 nazioni che hanno aderito. Gruppi di studenti in Zimbabwe, ad esempio, installeranno pannelli solari in un ospedale, mentre in Pakistan saranno organizzati seminari sull’energia del sole. Per la giornata del 10 ottobre saranno in prima fila anche piccoli gruppi di giovani come ad esempio in Nepal, e allo stesso tempo anche grandi istituzioni internazionali come Greenpeace. E per chi non dovesse avere idee “abbastanza green” per mettersi a lavoro il prossimo 10 ottobre, gli organizzatori del Global Work Party hanno pensato di 
mettere a disposizione 
alcune idee da cui prendere spunto: dall’istallazione di pannelli fotovoltaici alla piantumazione di alberi e piante nel proprio giardino o in quello della propria azienda. 
http://www.nonsprecare.it/leggi_articolo.aspx?articleID=2255

libera, presidio a Sabaudia contro la mafia

Il giorno 24 settembre presso la sala proiezioni situata all'interno del centro visitatori del Parco Nazionale del Circeo, si terrà a partire dalle 16, la conferenza stampa per l'istituzione del presidio di Libera (Associazioni,nomi e numeri contro le mafie) di Sabaudia. Il presidio intende dare un segnale forte di presenza della società responsabile. E' inammissibile rimanere indifferenti al continuo sacco del territorio da parte delle organizzazioni criminali e di chi le fiancheggia, devastando le speranze di legalità, giustizia e compromettendo il regolare sviluppo economico e politico, nonché l'immagine della provincia. Le ragioni che hanno condotto all'organizzazione del presidio sono legate alla necessità di contrastare le radicate presenze mafiose nel basso Lazio. Come è stato dimostrato dai procedimenti penali in corso, dalle relazioni della Comissione parlamentare antimafia e dalle numerose inchieste giornalistiche, le mafie hanno fatto del Lazio uno dei loro centri privilegiati per il traffico degli stupefacenti, il riciclaggio del denaro sporco nel cemento e in attività apparentemente lecite, lo sfruttamento della prostituzione, l'avvelenamento del territorio attraverso crimini ambientali. Inoltre, le classifiche nazionali vedono il Lazio ai primi posti per numero di vittime di usura. La stessa provincia di Latina si caratterizza, tra l'altro, per la presenza di una criminalità autoctona di spessore, principalmente dedita al credito usuraio. Inoltre, l'ultimo grave episodio che ha interessato Sabaudia a livello nazionale, è stato l'intimidazione al giornalista scrittore Roberto Saviano. Tutto ciò ci chiede di costruire una rete fondata sull'idea che il Noi può e deve vincere la battaglia per la legalità, la democrazia e lo sviluppo del nostro territorio. All'iniziativa parteciperà Gabriella Stramaccioni direttore nazionale di Libera, Antimo Turri, referente del coordinamento di Latina dell'associazione Libera, Marco Omizzolo coordinatore provinciale di Legambiente, Mimmo Bianchini segretario regionale del Lazio del Silp Cgil (Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia) e uno dei responsabili nazionali di Legambiente. E' invitata a partecipare tutta la cittadinanza, le associazioni e i rappresentanti delle Istituzioni.

Libera Latina
Legambiente Latina

pannelli fotovoltaici gratuiti o in acquisto solidale

FOTOVOLTAICO GRATIS: ANCHE IN PUGLIA IMPIANTI FOTOVOLTAICI A COSTO ZERO CON “100 TETTI SOTTO AL SOLE”



Il fotovoltaico gratis arriva anche in Puglia. O almeno in alcuni dei suoi Comuni. Dopo le tante iniziative lanciate simili lanciate un po’ in tutta Italia dalle amministrazioni locali o da aziende private, parte il progetto tutto pugliese “100 tetti sotto al sole“, promosso dal gruppo Etis che ha indetto un bando, che permetterà la costruzione di 100 impianti fotovoltaici sui tetti degli immobili ad uso civile a costo zero.

Potranno partecipare all’iniziativa tutte le persone fisiche, giuridiche e i proprietari degli immobili che si trovano nella zona dei municipi aderenti al progetto (nella fattispecie Bitonto, Binetto, Giovinazzo, Toritto, Sannicandro di Bari, Grumo Appula, Palo del Colle, Terlizzi, Bisceglie, Bitritto, Molfetta, Corato) purché in possesso dei requisiti necessari richiesti dal bando.

L’obiettivo è realizzare, senza oneri per chi aderisce se non le spese di istruttoria, nuovi impianti fotovoltaici da installare sui tetti di abitazione o fabbricati ad uso civile, artigianale, industriale o commerciale, per produrre energia da fonti rinnovabili. Chi beneficerà del progetto diventerà produttore autonomo di energia pulita, riducendo o azzerando completamente le spese della bolletta dell´energia, senza dover sostenere le spese necessarie alla progettazione, all’acquisto e all´installazione delle strutture.

I destinatari del progetto “100 tetti sotto al sole” potranno beneficiare dell´energia elettrica consumata per un periodo di 20 anni, trascorsi i quali poi l´impianto rimarrà di proprietà del destinatario.

Per ulteriori informazioni e per scarica i singoli bandi per i rispettivi comuni
http://www.progettogaia.it/stampa/index.asp?id=2434

GAF, I GRUPPI DI ACQUISTO FOTOVOLTAICO. PANNELLI SOLARI PER TUTTI 

Si chiamano G.A.F. - Gruppi di Acquisto Fotovoltaico – e sono ormai diventati una realtà in tutta la penisola italiana. Ce ne sono a Brescia, a Feltre, a Pescara, e da oggi anche a Corsico, in provincia di Milano. Perfino Jacopo Fo ne ha messo in piedi uno, con tanto di mappa in cui sono segnalati tutti gli impianti già installati. Il loro nome riecheggia i più famosi G.A.S. - Gruppi di Acquisto Solidale – ma in questo caso non si tratta dell'acquisto collettivo di frutta, verdura, olio o vino, bensì di pannelli solari.
Il principio resta invariato: un gran numero di persone interessate a un certo prodotto può fare abbassare il prezzo di vendita di quel prodotto, purché, ovviamente, ci si rivolga allo stesso fornitore. Sui vantaggi economici non ci piove: da un lato il risparmio energetico legato al Conto Energia, che consente di recuperare i soldi investiti in un lasso di tempo che va dagli 8 ai 12 anni, a seconda della zona dove sarà installato l'impianto (la cui durata di vita media è di 25 anni); dall'altro, il prezzo più basso dei pannelli stessi e dell'installazione – dal 10 al 20% circa – rispetto alla formula “individuale”, in virtù del gran numero di persone interessate all'acquisto.
Nella fattispecie, chiunque può dare vita a un Gruppo di Acquisto Fotovoltaico: basta raccogliere sufficienti adesioni, trovare un rivenditore interessato, convincerlo, e il gioco è fatto! L'ultimo nato della lista è il GAF del Naviglio Grande, che è stato presentato ieri sera a Corsico (Milano), in via Roma 15/A. È un progetto lanciato dell'associazione Mille città del Sole, impegnata da anni nel coordinare in modo concreto le iniziative che riguardano l'energia rinnovabile. Un altro GAF della stessa associazione è stato attivato con successo nel comune di Bresso, sempre in provincia di Milano.
Le opportunità insomma ci sono, ma bisogna affrettarsi: dal 1 gennaio del prossimo anno gli incentivi messi a disposizione dallo Stato con il Nuovo Conto Energia 2011diminuiranno del 15%, poi del 6% annuo nel 2012 e 2013. Gli indecisi sono avvisati.
http://www.progettogaia.it/stampa/index.asp?id=2427

giovedì 23 settembre 2010

nucleare, Chioggia in caso incidente coinvolge centro Italia


nell'immagine la figura 2 citata nell'articolo
http://www.greenpeace.org/italy/news/chioggia-incidente
16 Settembre 2010
Reattori nucleari. Ingrandisci
ROME, Italia — Quest'analisi è una valutazione di cosa succederebbe se si verificasse un incidente a una centrale nucleare posizionata a Chioggia. Lo studio è stato condotto dall'Istituto di Meteorologia e dall'Ecoistituto di Vienna per conto di Greenpeace Austria.

Il fallout di una esplosione nucleare è il processo di deposizione al suolo della radioattività emessa a causa dell’incidente fino al limite della troposfera, 12 chilometri di quota, che viene trasportato dal vento (o dalla pioggia) e ricade sotto forma di cenere e pulviscolo.

Il rilascio di radioattività (Cesio-137) dovuto al peggior incidente è stato quantificato in base al report di sicurezza per l'EPR presentato da AREVA alle autorità degli USA. Tra le 12 categorie di rilascio in caso di incidente grave (“large release frequency”/LRF) individuate da AREVA, è stata scelta quella di maggior probabilità descritta come “cedimento del sistema di contenimento” (causa perdita fluido di raffreddamento) e di non-funzionamento del Containment-spray (un sistema di sicurezza che eroga automaticamente uno spray ghiacciato nel doppio contenimento per abbassare la pressione in caso di incidente).

Il nostro rapporto tecnico sul fallout di un ipotetico incidente a un Epr localizzato a Chioggia è stato effettuato a partire da condizioni meteo effettivamente accadute nel corso del 1995, che può essere considerato per quell'area un “anno tipico”.

Nel caso riportato in figura 1, con le condizioni meteo del 3 marzo 1995, la ricaduta di Cesio-137 coinvolge prevalentemente il nordest dell'Italia con propaggini fino a Milano e Torino. Forti anche le ricadute oltre le Alpi.


In figura 2, con le condizioni meteo registrate il 17 dicembre 1995, la ricaduta viene spinta verso est in direzione della pianura padana, coinvolgendo Milano e verso sud coinvolgendo più marcatamente Bologna e Firenze, con ricadute significative anche nel centro Italia.


Nei casi riportati nelle figure 3 e 4 si ha un coinvolgimento significativo (oltre che del versante italiano) anche di Austria, Slovenia e Ungheria (fig. 3) e Austria e Germania, con effetti fino in Svezia e nelle eepubbliche baltiche (fig.4).

segnala i Gricilli tra i luoghi del Cuore

segnalate tra i luoghi del cuore i Laghi dei Gricilli o del Vescovo
considerato che sono zona SIC - ZPS nel comune di Pontinia e pertanto
un ostacolo importante alla realizzazione delle opere connesse
(gasdotto o metanodotto ed elettrodotto) a servizio della centrale a
turbogas progettata nel nucleo industriale di Mazzocchio - Pontinia.
Per fare la segnalazione:
www.iluoghidelcuore.it
in home cliccare su
oppure scegline uno tra quelli già segnalati
http://www.iluoghidelcuore.it/cerca?to_show=elenco
compilare i campi
Provincia (Latina)
Comune (Pontinia)
poi su cerca il tuo luogo del cuore
http://www.iluoghidelcuore.it/cerca?to_show=elenco
quindi clicca su segnala questo luogo
sotto per evitare finte segnalazioni indica la somma della addizione proposta
quindi clicca su completa la segnalazione proposta con i dati
anagrafici richiesti

martedì 21 settembre 2010

il nucleare costa più del solare

Lo aveva scritto per primo il New York Times, in un articolo che avevo ripreso e che era stato quasi completamente ignorato in Italia: l'energia solare costa meno del nucleare:
http://pontiniaecologia.blogspot.com/2010/09/il-solare-costa-meno-del-nucleare-ma.html.
Ma anche nella nostra provincia (interessata da 2 centrali nucleari che di problemi ne hanno dati parecchi) si fa finta, spesso, di non sapere o di non voler conoscere.
Fossimo stati in un paese normale avremmo letto titoli a 8 colonne da parte dei nostri politici, amministratori (o presunti e aspiranti tali) dopo la puntata di Presa diretta di domenica su Rai 3 che affermava, tra l'altro, quello che tutti già sappiamo, cioè l'aumento esponenziale della leucemia dei bambini nei pressi delle centrali nucleari.
Sempre se vivessimo in un paese civile sarebbero stati presenti (parlo sempre dei politici e degli amministratori) in massa all'incontro dibattito di sabato 11 settembre a Pontinia con il professor Bandashevsky, massimo esperto mondiale dei fatti, analisi, condizioni di salute della popolazione di Chernobyl dopo l'incidente nucleare più noto.
Invece tra chi promuove referendum nazionali ed è impegnato nelle feste (e quindi non può partecipare certo all'approfondimento) e chi si candida a chissà cosa non interessa la Politica, quella vera e non la spartizione di poltrone, incarichi e nemmeno raccogliere voti e consensi dove l'attenzione è verso chi ha fatto della vita la completa dedizione agli altri, alla salute, al bene comune e alla verità.
Ma proprio per la mancanza di questi personaggi e partiti in cerca di autore o semplicemente di compratori o di votanti da illudere è stata la forza e l'importanza della manifestazione di sabato 11 a Pontinia, visti i numerosi consensi.
Oggi "Il Fatto quotidiano" (che non può certo dirsi una testata esperta in campo ambientale e della salute) riporta che anche l’Associazione italiana nucleare (Ain),ammette che il nucleare costa più del fotovoltaico. l'Ain è il comitato che raccoglie i principali centri di ricerca e gruppi industriali attivi nel nucleare, Enel in prima fila. Fondata nel 1958, membro del Forum atomico europeo e della European nuclear society, l’Ain è un po’ la punta di diamante tecnico-scientifica del mondo nuclearista.
La stima, contenuta in una nota ufficiale che contesta uno studio americano secondo il quale l’energia fotovoltaica sarebbe ora competitiva con quella nucleare, indica il costo dell'energia nucleare prodotta dalle nuove centrali tra i 10 e i 15 centesimi di dollaro al chilowattora. In euro, fa tra gli 8 e i 12 centesimi, vale a dire più del prezzo al quale l’energia è venduta nella Borsa elettrica italiana, che nel corso del 2010 è stato inferiore ai 7 centesimi.

Poveri nuclearisti tentano di difendere una tecnologia senza certezze e sicurezze, senza una soluzione degna di questo nome per le scorie, considerato il rapido consumo della materia prima (meno di 60 anni), smentita la favola che abbiamo bisogno del nucleare per la corrente consumata in Italia (prodotta nel nostro paese per l'87%), adesso cade pure la favola del costo inferiore.
Probabilmente l'unica giustificazione a questa tecnologia che non è certo in favore dell'umanità, della pace e del bene comune è quella data dai coniugi Bandashevsky http://pontiniaecologia.blogspot.com/2010/09/resoconto-incontro-professor.html.

Da ultimo mi meraviglia anche che nessun organo di informazione locale abbia ripreso le dichiarazioni del sindaco di Pontinia, dottor Eligio Tombolillo, durante lo stesso incontro dell'11 settembre: " La nostra amministrazione è contraria al nucleare ma anche alle centrali a metano e a biomasse importate fuori dal nostro territorio, di contro siamo favorevoli all’energia che serve, solare e rinnovabile per il nostro territorio, con piccoli impianti e insediamenti che servono per lavorare e valorizzare i prodotti del nostro territorio."

Chissà, infine, cosa diranno i nostri rappresentanti in consiglio provinciale quando, prima o poi ne dovranno discutere visto che è all'odg del consiglio da mesi, a proposito del nucleare.
Sarebbe già qualcosa se citassero dati veri e non la solita propaganda dei venditori di pentole che si sente dai sempre meno sostenitori del nucleare.
Giorgio Libralato

il fatto quotidiano 19 settembre 2010
CAOS SULLA SICUREZZA IN FINLANDIA
La costruzione della centrale nucleare di Olkiluoto 3 in Finlandia doveva terminare nel 2009, ma problemi sulla sicurezza hanno fatto slittare la consegna al 2012. Potrebbero però esserci altri ritardi. Come ha denunciato domenica “P re s a d i re t t a ” di Riccardo Iacona, gli operai dell’impianto hanno ricevuto solo nel 2006 le istruzioni relative agli standard di sicurezza per le saldature ma i lavori erano iniziati già nel 2003. A occuparsi dell’impianto è il gruppo francese Areva che presenterà lo stesso progetto anche in Italia.

ATOMO PIÙ CARO DEL PETROLIO L’AUTOGOAL DEI NUCLEARISTI
L’Ain fa sparire dal sito l’imbarazzante ammissione

Il chilowattora n u c l e a re p o t re b b e costare 8-12 centesimi di euro, mentre l’Enel dice 6
di Marco Maroni
Gli è scappata una cifra.
Una stima di costi in grado di far cascare tutto l’impianto retorico sulla convenienza dell’atomo in Italia. A pubblicarla è nientemeno che l’Associazione italiana nucleare (Ain), comitato che raccoglie i principali centri di ricerca e gruppi industriali attivi nel nucleare, Enel in prima fila. Fondata nel 1958, membro del Forum atomico europeo e della European nuclear society, l’Ain è un po’ la punta di diamante tecnico-scientifica del mondo nuclearista.
La stima, contenuta in una nota ufficiale che contesta uno studio americano secondo il quale l’energia fotovoltaica sarebbe ora competitiva con quella nucleare, indica il costo dell'energia nucleare prodotta dalle nuove centrali tra i 10 e i 15 centesimi di dollaro al chilowattora. In euro, fa tra gli 8 e i 12 centesimi, vale a dire più del prezzo al quale l’energia è venduta nella Borsa elettrica italiana, che nel corso del 2010 è stato inferiore ai 7 centesimi. “Rinascimento nu c l e a re ”

MA ALLORA che ne è della retorica dell’atomo come fonte di elettricità a prezzo super conveniente rispetto ai costi del termoelettrico a gas o petrolio?
Interpellata dal Fatto Quotidiano, l’Ain non ha voluto fornire dettagli sulla stima, affermando che è tratta da “fo n t i industriali, riservate”, tra le quali, ovviamente, l’Enel. Il colosso energetico campione del “rinascimento nucleare” italiano deve aver suggerito la parte bassa della “fo rche t t a ”, visto che la ricerca di 300 pagine recentemente commissionata allo studio Ambrosetti (“Il nucleare per l’economia l’ambiente e lo sviluppo”) e pubblicizzata con grande enfasi indica un costo di 6 centesimi al chilowattora.
A conferma che le stime piuttosto alte sul costo dell’energia nucleare devono essere state imputate agli esperti dell’Ain come una gaffe imperdonabile, va registrato che l’Associazione nucleare ha provveduto rapidamente a far sparire dal sito la nota incriminata.
La stima del costo dell’energia
prodotta da impianti nucleari è una faccenda complessa, troppo spesso affidata ai pregiudizi in un campo e nell’a costruzione della centrale. Esemplare il caso del primo reattore europeo in costruzione dopo l’incidente di Chernobyl del 1986, quello della cittadina finlandese di Olkiluoto. Avviato nel 2000 il cantiere avrebbe dovuto essere chiuso nel maggio 2009, spesa stimata: 2,5 miliardi di euro. I costi sono ora saliti a 5,5 miliardi e l’impianto secondo Areva, il colosso pubblico francese che lo sta realizzando, dovrebbe essere consegnato alla fine 2012.
Areva è il partner con cui l’Enel e il governo italiano hanno avviato
la nuova avventura nucleare italiana. Con Areva e con il gigante elettrico francese Edf, l’Enel sta costruendo la centrale di Flammanville (in Normadia), basata sulla stessa tecnologia di Olkiluoto, nota come Epr (Europen pressurized reactor). A Flammanville l’Edf è già stata costretta più di una volta a rettificare verso l’al to il costo previsto per il chilowattora prodotto, e proprio a causa dei ritardi nella costruzione, che fanno impennare i costi finali di tutta l’operazione.
Reattori all’italiana
IN ITALIA si parla di realizzare quattro reattori da 1.600 megawatt di potenza, per un costo stimato di 16 miliardi, 4
miliardi a centrale. La cifra appare ottimistica. Il gruppo energetico tedesco E.on, interessato alla partita, recentemente
ha affermato che centrali di questo tipo costeranno almeno 6 miliardi. La differenza tra 4 e 6 miliardi equivale un aumento del costo produzione del chilowattora almeno del 30 per cento. aprile un analista Citigroup, primo gruppo bancario mondiale, ha dichiarato che punto di vista economico, nucleare è una catastrofe, costi devono essere trasferiti contribuenti”.
Il decreto del febbraio con il quale il Governo l’avvio al nuovo programma nucleare prevede una massiccia campagna di “informazione” per far accettare le agli italiani. C’è da scommettere che la campagna spiegherà che il chilowattora nucleare
probabilmente costerebbe di più dell’energia consumiamo ora. Come i super-nuclearisti hanno scoperto.

Centrali, i tempi si allungano e qualcuno non ci crede più
DA UN RINVIO ALL’ALTRO PER LA COLLOCAZIONE DEI NUOVI IMPIANTI E L’AGENZIA È GIÀ IN RITARDO DI UN ANNO
di Giorgio Meletti

L’ ex ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, era convinto di aver scoperto il segreto della velocità.
Nel Paese che non riesce a rattoppare l’autostrada Salerno-Reggio Calabria annunciava l’apertura a tappe forzate dei cantieri per la costruzione di quattro centrali nucleari. Con l’ottimismo della volontà e con l’esibizione di un’aggressività futurista, assicurava che entro la fine naturale della legislatura (primavera 2013), le costruzioni sarebbero state avviate .
A DISTANZADI UNANNOdai roboanti annunci, e nonostante il tentativo del ministro dell’Economia Giulio Tremonti di surrogare le ventate di entusiasmo nucleare di Scajola, l’operazione accusa un clamoroso ritardo, al punto che gli stessi protagonisti confessano a mezza bocca di non crederci più tanto. Colpisce il fatto che la relazione semestrale dell’Enel, pubblicata di recente con i conti al 30 giugno 2010, non riservi una sola parola allo stato di avanzamento del “rinascimento nucleare”.
Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, che si è trovato sulla scrivania il fascicolo lasciato inevaso da Scajola, sta provando a mettere insieme i pezzi. E sembra stia per arrendersi.
INFATTI SCAJOLA aveva assicurato che entro febbraio 2010 la neonata Agenzia per la Sicurezza del Nucleare avrebbe battezzato i tre o quattro siti dove costruire le centrali atomiche.
Poi arrivò un piccolo colpo di freno: c’erano le elezioni regionali, in primavera, era impensabile affrontarle con tre o quattro regioni imbufalite perché destinatarie di una centrale. Si decise che a febbraio sarebbero stati stilati solo i criteri di individuazione dei siti. E si celebrarono le regionali con quasi tutti i candidati governatori, di destra e di sinistra, impegnati a giurare che mai una centrale sarebbe sorta a casa loro. Poi c’è stato il dramma di
Scajola, la casa regalatagli a sua insaputa, le dimissioni. E tutto si è fermato.
L’Agenzia per la sicurezza nucleare non esiste ancora perché non sono stati nominati i cinque mebri (il presidente, l’oncologo Umberto Veronesi in pole position, lo deve scegliere palazzo Chigi, due membri il ministro dell’Ambiente, due membri lo Sviluppo economico). Una volta fatte le nomine, i cinque dovrebbero darsi un regolamento, che è leggermente più complesso di un regolamento di condominio.
A quel punto l’Agenzia dovrebbe passare alla definizione dei siti.
Per adesso si sa che il ministero dello Sviluppo, per portarsi avanti con il lavoro, ha chiesto alla Sogin, braccio nucleare del governo, di preparare una lista delle localizzazioni possibili delle centrali nucleari, però dev’essere una lista che non crei nervosismi, quindi i siti possibili devono essere possibilmente diverse decine. Con questo listone sul tavolo comincerebbe il braccio di ferro con regioni e comuni.
MA ATTENZIONE: quello della
localizzazione dei siti, per quanto importante, è solo uno degli adempimenti normativi e autorizzativi. La legge 99 del 2009, che ha aperto la strada al “rinascimento nucleare”, prevede la formulazione successiva di 25 decreti attuativi. Ai quali dovrebbe dedicarsi assiduamente, in questi mesi, il ministro dello Sviluppo economico che non c’è. Infatti nel lungo elenco di atti di governo rivendicati da Silvio Berlusconi come ministro ad interim non c’è alcun colpo di reni sul nucleare.
MA C’È UNA QUESTIONE più politica, e quindi più rilevante, a gettare un’ombra preoccupante sul futuro del “rinascimento nucleare”.
L’obiettivo di avere i cantieri aperti prima delle elezioni si spiegava con la volontà di mettere l’operazione al sicuro
rispetto a possibili ribaltoni politici.
Fermare un progetto sulla carta è semplice, chiudere dei cantieri dove si sono già spesi dei soldi è più complicato, anche perché sarebbe la ripetizione dell’enorme spreco di denaro seguito al referendum anti-nucleare del 1987.
L’apertura dei cantieri entro la primavera del 2013 è un obiettivo già ufficialmente abbandonato dal governo.
Se poi le elezioni fossero anticipate, magari alla primavera del 2011, il discorso sarebbe ancora più gravemente compromesso.

domenica 19 settembre 2010

resoconto incontro professor Bandashevsky

Incontro dibattito con il professor Bandashevsky a Pontinia l'11 settembre 2010 e con la Signora Galina Bandashevkaya e il presidente di Mondo in Cammino Massimo Bonfatti

presentazione di Massimo Bonfatti
Bonfatti presidente volontariato mondo in cammino nata nel settembre 2005 che si occupa dello spazio post sovietico, con gli interventi nelle zone colpite dal fallout dell'incidente nucleare di Chernobyl e di politiche di riconciliazione e integrazione e inter etniche, inter religiosa, Caucaso, Cecenia, Ossezia. Sembrano argomenti tra loro lontani Chernobyl e Caucaso ma sono uniti dal filo rosso essendo compromessa in entrambi i casi la libertà di espressione, informazione, permesso di parola.
Abbiamo iniziato con l'iniziativa “dar voce alle voci” ascoltando coloro che hanno avuto il coraggio di dire determinate cose e per questo hanno pagato. Entro la fine dell'anno saranno in Italia gli attivisti del Caucaso.
Il nucleare può essere affrontato dal punto di vista dello scienziato, del medico, del geologo, del fisico. A me interessa dal punto di vista del cittadino per il quale necessaria l'informazione.
Il patto scellerato del 1959 AIEA (Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica) e l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità sono due agenzie dell'ONU, ha come conseguenza che tutti i dati degli incidenti nucleari vengono secretati. Dopo 10 anni dall'incidente di Chernobyl si sono riuniti a Ginevra gli scienziati portando faldoni di dati, che non sono mai stati rivelati in quanto secretati dall'AIEA , non solo di Chernobyl, dati che non conosceremo mai.
Come l'incidente del mese scorso che ha coinvolto nella penisola di Cola vicino la Norvegia ma i norvegesi se ne sono accorti con qualche giorno di ritardo.
Come per gli incendi in Russia che si sono sviluppati questa estate e la presenza di cesio 137 nessuno vuole parlare, si sta vivendo una seconda Chernobyl con la nuova emissione di cesio 137 simile a quella di Chernobyl.
Proprio per aver violato questo patto tra OMS e AIEA Bandashevsky stato incarcerato, per aver svolto degnamente il suo lavoro, perché ha denunciato anche in televisione, che i soldi stanziati per Chernobyl sono stati spesi malamente ed ha fatto un errore aggiuntivo nella sua ricerca di scienziato. Ha parlato di un libro pubblicato dieci anni prima dell'incidente radioattivo di Chernobyl con la mappa del fallout radioattivo in Bielorussia che la stesso fallout di Chernobyl già noto da oltre 10 anni (dopo che stato scoperto da Bandazhedvsky il libro stato ritirato dal commercio anche perché vi era la mappa del fallout radioattivo) prima dell'incidente nucleare di Chernobyl.
Tutti gli eventi che stavano venendo fuori erano gli esperimenti in atmosfera per gli esperimenti nucleari in America e in Russia. Il professore Bandashevsky ci parlerà della Bielorussia degli effetti in quel territorio, di cosa si può e si dovrebbe fare.
Non pensiamo che quello che successo in Russia non ci riguarda: voi sapete che anche in Italia c'è stato il fallout di Chernobyl.
Nel Piemonte dove si sono svolte le olimpiadi invernali, su queste valli in val Belice (dove vengono ospitati i bambini colpiti dalle radiazione di Chernobyl per il risanamento) la presenza di cesio 137 simile a quella di Chernobyl. Lo stesso vale nel Trentino (dove i funghi sono tutt'ora contaminati dalla radioattività dal cesio 137 di Chernobyl), nel Gran Sasso dove gli effetti del fallout di Chernobyl sono ancora ben presenti.
Non si può fermare la radioattività che viaggia sotto diversi aspetti. Un mese fa questi alti livelli di radioattività sono stati riscontrati negli animali, per esempio nei cinghiali in Germania.
Altro esempio il ferro che viene rubato negli automezzi della zona Chernobyl per poi essere lavorato in Cina per poi arrivare a noi sotto forma di giocattoli per i nostri bambini.
Anche i funghi con radionuclidi raccolti in Bielorussia e rivenduti per pochi soldi che arrivano dalle zone contaminate vanno a diluire le confezioni di funghi che arrivano nelle nostre tavole.
L'avventura del professore Bandashevsky cominciata come scritto nel libro "Bugie nucleari che viene venduta per sostenere questa campagna di aiuti e dell'indipendenza dell'OMS:
“anche questa notte arrivano di notte in vecchio stile sovietico mentre il professore Yuri Bandashevsky immette i dati degli ultimi esperimenti delle sue cavie di laboratorio a cui ha dato da mangiare cesio 137 nel suo archivio, con arresti cardiaci, danni al sistema nervoso centrale e necrosi delle cellule renali. Poveri topolini , pensa Yuri, come sono messi male mentre registra di dati. Pensa ai suoi famigliari. I pensieri vengono interrotti bruscamente dal rumore assordante, la porta viene abbattuta entrano 10 militari armati di tutto punto mitra spianati fanno irruzione in casa Bandashevsky come se fosse appena scoppiata la guerra 13 luglio 1999 ore 23.30 mettono a soqquadro disfano i letti, disfano il divano rovistano i cassetti, controllano ogni barattolo della cucina. I Bandashevsky sono allibiti. Cercano droga, armi e dollari, portano via computer, libri fascicoli anche in ospedale nell'ufficio in ospedale di Yuri. Yuri viene portato via, davanti agli occhi della moglie che chiede almeno di sapere dove viene portato il marito. in base al decreto speciale n. 21 per la lotta terrorismo con la possibilità di incarcerare senza capo di accusa specifica i criminali pericolosi per lo stato per un mese senza spiegazioni e senza diritto ad un avvocato. Bonfatti conclude con giudicate voi se questa persona che ascolterete adesso un pericoloso criminale.”

Intervento del professore Yuri Bandashevsky
Bandashevky espone i suoi ringraziamenti per l'ospitalità e per l'iniziativa.
Si rammarica per il l'impostazione del pc in lingua russa non compatibile con la configurazione del programma che non consente l'esposizione dei grafici.
Spiegherà gli avvenimenti in modo da spiegare in modo ugualmente comprensibile.
Il territorio della Bielorussia era già contaminato da elementi radioattivi prima dell'incidente di Chernobyl scoprendo l'informazione durante gli studi con i colleghi della università sullo stato fisico della popolazione circostante in seguito all'esposizione agli effetti radioattivi dopo l'incidente.
Questo esemplare della pubblicazione stato rintracciato in una sola biblioteca e non più reperibile perché racconta delle radiazioni fin dagli anni 60 e 70 nel territorio della Bielorussia molto prima della catastrofe. Si tratta (questo libro) di una vera relazione del ministero della salute ex repubbliche sovietiche fonte autorevole non un semplice libro. In questo libro non si parla degli effetti radioattivi sulla salute della gente ma delle sostanze stesse contenute nei cibi che contengono sostanze radioattive e la conseguenza diretta dovrebbe essere quella di evacuare la popolazione e di intervenire in qualche modo.
Quando successo la catastrofe di Chernobyl, invece gli autori di questo libro non hanno divulgato i dati già presenti per non allarmare.
Feci vedere questo libro nel parlamento della Bielorussia i cui componenti sono rimasti molto scioccati e il ministro della salute ha rilevato il grande impatto delle informazioni contenute perché molto significative.
Quando il professore Bandashevsky e i suoi collaboratori hanno iniziato ad analizzare l'inquinamento presente nel territorio bielorusso ed i suoi effetti hanno scoperto questa carta (la mappa del fallout radioattivo nella pubblicazione di cui sopra del ministero della salute), che era datata 20 - 30 anni, prima dell'incidente di Chernobyl.
A dimostrazione di quanto dichiarato sulla mappa si possono consultare le date.
Le informazioni sulla pericolosità delle sostanze radioattive cesio 137 ci hanno sollecitato (Yuri Bandashevsky parla del suo gruppo di lavoro che dirigeva) di osservare gli effetti sulla popolazione.
Dopo 5 anni dalla catastrofe di Chernobyl nella città di Gomor si manifestato il cancro nella tiroide nei bambini e nessuno poteva spiegare come mai questo cancro si fosse già rivelato considerando che dovevano passare almeno 10 anni dall'incidente stesso (quindi la metà delle previsioni).
Gli esperti in un primo tempo non si sono spiegati la rapidità dell'evoluzione e la velocità di propagazione del cancro della tiroide nei bambini, anche se la tiroide assorbe molto velocemente il cesio 137 che non perun effetto della tragedia di Chernobyl ma era già presente nel territorio bielorusso .
Dal 1987 le popolazioni della zona sono state esposte sia al cesio 137 sia allo iodio che si sviluppava da queste cellule.
Il cesio 137 si diffonde nell'aria, nell'acqua, in tutto l'ambiente.
La condizione di salute delle persone va analizzata in vari punti di vista, la disfunzione della funzionalità degli organi vitali.
Abbiamo constatato dopo le autopsie sugli animali contaminati e anche delle persone che quantità molto elevate di questo elemento, il cesio 137, colpivano reni sistema cardiovascolare.
Questi dati sono dovuti alla collaborazione con vari esponenti qualificati di medicina, universitari, medici dal 1990 al 1997. Il cesio 137 va ad intaccare le funzionalità degli organi si intaccano i sistemi vitali dell'organismo con gli stessi effetti di un veleno . La popolazione del territorio bielorusso e dell'est europeo a contatto con queste sostanze per una cinquantina di anni. La crescente mortalità e la diminuzione del livello delle nascite nel territorio contaminato sono dovute proprio a questa esposizione alle radiazioni. Nei dintorni di Kiev si conta il livello di mortalit4 volte superiore rispetto ai territori circostanti e la popolazione si sta estinguendo. L'aspetto che spaventa di piche nessuno interviene e nessuno aiuta la popolazione.
Dei 10 milioni di abitanti nessuno si esprime.
Quest'anno ho pubblicato su un giornale francese il problema umano del chiudere un occhio quasi a voler dimenticare la catastrofe.
Dei problemi che si risentono maggiormente causa della morte malformazioni, tumori maligni e malfunzionamento del sistema cardiovascolare ogni anno la gente affetta da queste malattie e problematiche ne aumenta la percentuale in continua crescita anche e sopratutto la percentuale dei bambini affetti e la relativa mortalità.
Cresce in maniera esponenziale nei bambini il cancro alla tiroide che colpisce sempre più rispetto agli adulti. Il problema fondamentale in queste zone contaminato la mancanza dell'assistenza medica da parte di personale medico specializzato per alleviare i danni e gli effetti. Questa oggi la situazione nei territori circostanti Chernobyl.
Dopo che ho passato 5 anni in carcere sono stato deportato in Francia ho preso la decisione di non rimanere in Francia anche se mi hanno offerto ottime condizioni come cittadino. Ho trovato il momento giusto per presentare la mia relazione al parlamento europeo, sulla tragedia di Chernobyl che era completamente diversa dalle altre relazioni in proposito presentate.
Il parlamento europeo ne ha trovato la rilevanza rispetto agli altri studi e si impegnato per migliorare le condizioni di vita.
E' stato quindi aperto un centro di ricerca a Kiev che si pone due obiettivi principali: informare la comunità europea di quello che successo relativamente all'inquinamento in quello zone e in seconda istanza sensibilizzare l'aiuto richiesto alla parte occidentale europea per approfondire maggiormente.
Di questo centro fanno parte i 5 esponenti del parlamento europeo, nonché scienziati autorevoli e insieme cerchiamo di concretizzare quelle che sono le soluzioni e le cose da fare .
La massima del centro garantire il livello del benessere concentrando il modello stato di salute minimo per sopravvivere in quelle zone per non essere nuovamente intaccati dalle radiazioni cercando di cambiare nel meglio la situazione questo si potrà fare solo dopo aver adottato opportune misure di cui ora ne elencherà alcune posizioni principali che possono interessare l'Europa.
Visto che non c'è nessuna garanzia che lo stesso incidente di Chernobyl non possa succedere anche in altre centrali nucleari.
In questo centro si creato un modello locale per poi arrivare alla diffusione su larga scala adottando lo stesso schema anche in altri territori rispetto alla sperimentazione.
Il primo principio del centro di ricerca di Kiev garantire la protezione dei cibi dagli elementi radioattivi: purtroppo le persone non sono a conoscenza delle quantità di radioattività presente negli alimenti che consumano perché non si possiedono gli strumenti per misurarne le quantità in quanto manca l'interesse piche delle persone delle strutture pubbliche ad informare del problema.
La cosa che mi ha stupito durante un convegno con scienziati francesi che hanno dichiarato la quantità anche nei termini precisi di cui però non ne erano a conoscenza gli abitanti interessati. Questo indica il fatto che manca un mezzo di comunicazione per garantire a tutti l'informazione visto che continuano i danni e gli effetti della radiazioni per vari fattori .
Oltre a non conoscere cosa contengono piante e cibi, la coltivazione doveva ridurre l'effetto delle radiazioni invece si ottenuto il risultato contrario.
Sprigionandosi nell'aria questi elementi radioattivi, il cesio 137 il bario (che deriva dal cesio) che sono molto difficili da rilevare e quindi da quantificare questi elementi si incorporano nell'uomo causando i danni negli organi vitali.
Perciò è importante introdurre nel territorio contaminato alimenti che non contengono sostanze radioattive, ma questo molto difficile perchè c'è la necessità di importare dall'estero e non si può coltivare nei territori locali per la presenza della radioattività.
Spero di riuscire a sensibilizzare l'opinione pubblica su questo importante problema. Sarebbe una buona cosa aumentare la diffusione delle informazioni a livello mondiale e almeno occidentale. Nono stante il centro di Kiev esiste da poco più di un anno ci sono state diverse conferenze a Vancouver e a Kiev per informare.
Stiamo iniziando a produrre film e documentari sulla situazione di Chernobyl e a sostegno dell'informazione e dell'iniziativa sono stati creati siti web appositi chernobyl-dai.org per diffondere queste notizie in maniera ufficiale.
Gli elementi radioattivi vengono trasmessi dalla mamma ai feti e quindi ai bambini, ci deve essere un controllo del genere potrà garantire una diminuzione delle malformazioni.
Ogni anno il 30% dei bambini sono affetti dal malformazioni. Fa impressione la forte percentuale dei bambini che hanno compromesso il sistema cardiovascolari per il sono stati rilevati malattie gravi e funzionalità ridotte per colpa di questo elemento (cesio 137).
Mia moglie Galina ha impiegato molto tempo per indagare su questi problemi in particolare gli effetti nei bambini nel sistema cardiovascolare.
Separando l'aspetto famigliare da quello professionale assicuro che mia moglie un esperta qualificata che ha studiato questi effetti molto gravi.
L'elevato livello della contaminazione aumenta in maniera esponenziale la percentuale delle malattie. Adesso passiamo la parola a Galina perchè lei stessa possa informarvi della sua importante attività.

intervento della dottoressa Galina Bandashevskaya
Duecentoquarantamila bambini sono stati colpiti dal malfunzionamenti dell’apparato cardiovascolare conseguenti alle radiazioni.
A differenza dell'Ucraina non posso dire che la Bielorussia non si occupi del problema che persiste nei bambini in seguito all’esposizione delle radiazioni provenienti dall’incidente nucleare di Chernobyl.
Difatti il ministero della salute della Bielorussia fa andare due volte l'anno i bambini all'estero per alleviare l'effetto nocivo e addirittura vengono fatte le misurazione nell'organismo dei bambini però tutto finisce le non si parla dell'effetto delle radiazioni nei bambini cesio 137 finisce non si parla dell'effetto delle radiazioni lavorando nella clinica a Minsk mi capitato un caso di recente di una ragazza di 16 anni che avvertiva dei disturbi cardiaci a livello dei reni abbiamo iniziato ad esaminare i suoi organi trovando la disfunzione dei battiti cardiaci in seguito alle ricerche abbiamo scoperto che aveva vissuto per 11 anni nel territorio maggiormente colpito dalle radiazioni di Chernobyl
Dall'età di 6 anni, esaminando le sue cartelle cliniche, era stata riscontrata la presenza di cesio 137 e precisamente si dichiaravano livelli tra 400 e 600 becquerel .
Sono cifre veramente importanti .
Quando chiesi alla madre quali fossero state le precauzione suggerite dai medici curanti, la risposta stata nessuna, a parte il fatto di misurare tale elemento .
Secondo i dati delle cliniche della città di Minsk raddoppiato il malfunzionamento e l'ostruzione dei canali cardiovascolari in seguito alle esposizione delle radiazioni dopo l'incidente di Chernobyl.
Il battito del cuore dei pazienti a cui sono state riscontrate malfunzionamenti derivanti dalle esposizioni delle radiazioni non può essere controllato e per questo viene confermato dagli stessi cardiologi che non riescono a tenere a bada e risolvere.
Svolgo la mia attività di cardiologo da più di 20 anni mentre prima questi problemi si riscontravano negli adulti adesso si riscontrano nei bambini.
Sopratutto c'un numeroso spaventoso di bambini che hanno più pace maker degli adulti e tutto ci viene confermato dal ministero della salute ma nessuno ricollega causa ed effetto con l'inquinamento ambientale.
L'inquinamento ambientale e la stanchezza fisica vengono accertati dagli organi di controllo nei bambini a scuola e da vanti al computer .
Loro (medici , ministero della salute) dicono che la causa di questo affaticamento lo stress, mentre invece nessuno affronta il problema principale ricollegandolo alle radiazioni del cesio 137. Tutti capiscono che ciò è dovuto alle radiazioni che hanno subito, ma non si rileva un interesse della presenza forte fissa , una decisione per avvicinarsi per vedere quale sono le relazioni con il cesio.
La scuola e l'istituto di ricerca sui danni delle radiazioni di Chernobyl fondata dal professor Bandashevsky dopo il suo arresto si sciolta e non si potuto continuare la ricerca sulle quali stava lavorando.
La maggior parte dei ricercatori si sono trasferiti in Germani e d in America.
I collaboratori si sono trasferiti altrove.
Quelli che non si erano trasferiti non riuscivano a trovare lavoro nelle strutture mediche.
Anche io per trovare lavoro ho dovuto aspettare 9 anni.
Oggi le patologie dovute alle radiazione vengono analizzate solo per il cancro nella tiroide nei bambini. Non vengono riportate le relazioni tra il cesio 137 e le patologie cardiovascolari. Considerando i risultati delle indagini scientifiche, abbiamo deciso di avviare il progetto per la riabilitazione dei bambini affetti da malformazioni cardiovascolari.
Il progetto molto importante consente di rilevare nei neonati il malfunzionamento intervenendo il prima possibile per garantire loro un sistema normale nel sistema cardiocircolatorio.
Oggi tale malfunzionamento degli organi cardiovascolari rappresenta il 54% della mortalità delle malattie degli adulti che ebbero inizio da giovani.
E' stato predisposto un preciso schema di riabilitazione dei bambini e introdurre questa schema nei territorio circostanti la catastrofe di Chernobyl.
Considerato questo progetto non solo collegato alla salute dei bambini ma dell'intera nazione.

Nuovo intervento professor Bandashevsky
L'aspetto positivo di questo progetto che i risultati conseguiti potranno essere utilizzati a livello mondiale per tutti coloro che hanno e avranno necessità di intervenire. Il progetto contiene una decina di punti che non il caso di elencare completamente. E’ importante l’impegno continuo di tutti per sostenere questa causa che potrebbe colpire tutti noi nessuno escluso ed avere la possibilità di essere curati nel miglior modo possibile
Distinguo due elementi di aiuto per sostenere chi ha subito gli effetti di Chernobyl
Diffondere la verità e consolidare la solidarietà perché tutti insieme possiamo sconfiggere la morte e le malattie derivanti dalla radiazioni ed questo l’argomento di cui vale veramente la pena di parlare.
L’informazione veritiera sarà diffusa nel prossimo libro in uscita i cui autori sono gli scienziati che non si sono arresi e che hanno continuato a lavorare e non bisogna far finta di niente inutile negare l’inesistenza del problema e saranno scritti dagli scienziati che non si sono arresi e che continuano a diffondere la verità per testimoniare
Il libro sarà intitolato “Chernobyl 25 anni l'incorporazione del cesio 137, radionuclidi, la salute degli uomini della gente.

Nuovo intervento Massimo Bonfatti
Sembra che il racconto del professore riguardi zone a noi lontani. Invece molti dati che sono in circolazione i dati ufficiali che ci possono riguardare con il fallout radioattivi anche nel centro Italia.
Pochi ne hanno parlato, nessuno ci ha detto quali sono le conseguenze.
I liquidatori (il personale intervenuto in seguito all’incidente di Chernobyl) hanno scavato 800 siti che non sono stati impermeabilizzati e che raggiungono due fiumi importanti (Dnepr e Dnestr) che alimentano 300 milioni di abitanti e quindi la radioattività ha raggiunto le falde acquifere e hanno raggiunto il Mar Nero e quindi il mar Mediterraneo per far capire come la contaminazione in qualche modo ci riguarda
Siamo stati fortunati perché sono intervenuti i robot umani “liquidatori” che hanno donato la propria vita a spegnere l’incendio radioattivo, in caso contrario, se non ci fossero riusciti in breve tempo, avremmo avuto una ricaduta non solo a livello europeo ma anche mondiale
Per questo è molto importante la controinformazione e quindi vi invitiamo ad andare nel sito del progettohumus.it o mondo in cammino per sottoscrivere la richiesta di indipendenza OMS e per rescindere il patto scellerato tra AIEA e OMS.
Vi invito a sostenere la pubblicazione perché tradurremo il libro in italiano scientifico di 300 pagine di cui parlava il professore con il contributo di diversi scienziati e stiamo cercando il contributo e l’aiuto.

Intervento del sindaco dottor Eligio Tombolillo
Ringrazia la Signora Galina e Yuri Bandashevsky per la loro dotta e chiara esposizione.
Perché oggi un convegno sul nucleare a Pontinia? per la presenza di due centrali nel nostro territorio Borgo sabotino e Garigliano, tornando di voga il nucleare potrebbero essere scelti nuovi siti.
E’ importante l’informazione alle popolazioni affinché gli amministratori locali possono fare scelte oculate. La nostra amministrazione è contraria al nucleare ma anche alle centrali a metano e a biomasse importate fuori dal nostro territorio, di contro siamo favorevoli all’energia che serve, solare e rinnovabile per il nostro territorio, con piccoli impianti e insediamenti che servono per lavorare e valorizzare i prodotti del nostro territorio.
Anche noi siamo disposti a dare un contributo a questi ragazzi esposti a questi elementi (cesio 137), con l’auspicio di incontrare nuovamente i relatori e concludo con una domanda al Professore chiedendo di sapere per quanti anni dovremmo ancora subire gli effetti delle radiazioni di Chernobyl.
Risposta del professore Bandashevsky
Purtroppo la situazione dell’inquinamento territoriale è una visione abbastanza pessimistica e registriamo solo l’aumento ci sono elementi che non si dissolvono anche a distanza di migliaia di anni. L’unica cosa che posso fare non alimentare il ritorno al nucleare, a al contrario la posizione appena affermata dal sindaco. L’energia atomica non giova da nessun punto di vista all’umanità che è stata usata e continuerà ad essere usata per scopi militari e di sicuro non per scopo umanitario e quindi va a nuocere e non serve all’uomo. Il territorio della Russia contaminato da questi elementi voi sapete della situazione attuale dell’incendio che si è sviluppato in Russia dove bruciavano gli alberi che contenevano al loro interno elementi radioattivi che si liberavano in aria gli elementi di inquinamento nucleare che andavano a posarsi sulle nubi circolando in un circolo chiuso.
Questo dimostra l’impossibilità a risolvere il problema dell’inquinamento radioattivo sui quali non c’è controllo con la diffusione nell’aria e nell’acqua dove non si può intervenire

Domanda dal pubblico
Cosa secondo voi spinge l’Europa ad una ricollocazione del nucleare in considerazione della mancanza di progetti sicuri per lo stoccaggio delle scorie.

Risposta del professore Bandashevsky
Si potrebbe benissimo dire che l’umanità viene sottomessa e soffocata agli interessi economici e militari. Purtroppo le guerre sussistono e quindi continuano i ricorsi agli armamenti e la prospettiva di un conflitto nucleare i programmi che sono connessi alle centrali nucleare sono collegati agli scopi militari ogni centrale nucleare in Russia era collegata alla produzione del plutonio per la distruzione di massa.
Di conseguenza i paesi dotati di centrali nucleari sono su posizioni differenti rispetto a chi non li ha. Quello che spinge la repubblica Bielorussa a costruire una nuova centrale atomica al confine con l’Europa perché nessuno va a pensare al vero motivo che ne dovrebbe impedire la realizzazione con il pretesto della mancanza di energia è invece l’armamento nucleare.

Risposta della dottoressa Galina Bandashevskaya
Come per tutte le cose sono i soldi hanno maggior peso nelle scelte. Purtroppo il ministero della salute ha un peso minore rispetto all’energia nucleare. Se l’autorità mondiale della salute pubblica continua a fare patti con l’AIEA O semplicemente a non ostacolare la realizzazione di centrali atomiche ed energia nucleare. Il problema delle patologie riguarda più il fatto sociale rimane ed è un argomento ristretto e di interesse in alcuni territori. L’energia nucleare atomica ha più possibilità rispetto alle organizzazioni mondiali della salute.

Risposta di Massimo Bonfatti
Il motivo è economico anche se tutti sappiamo che il nucleare è antieconomico. Dick Cheney (vice presidente degli USA ai tempi di Bush) negli anni 70 parlava dello Scià di Persia (attuale Iran) e diceva che era seduto su una fonte importante, quale il petrolio e si chiedeva perché costruisse centrali atomiche, visto che di energia ne poteva aver in gran quantità. 2 anni fa lo stesso Dick Cheney affermava che nessuno può credere che l’Iran avendo importanti risorse di petrolio ricorresse all’energia nucleare per produrre energia, ai fini civili.

Domanda di Libralato al Professor Bandashevsky:
Cosa pensa della nomina per l’agenzia nucleare del professor Veronesi medico, anche perché gli viene attribuita una dichiarazione che l’incidente di Chernobyl ha avuto effetti simili ad una influenza.
Risposta del professore Bandashevsky
Se non fossi stato un medico, per il mio lato umano avrei risposto un maniera brutale, brusca a questa affermazione. Speriamo che nessuno sia sottoposto a questo tipo di virus come viene definito.
Mi rapporto in maniera molto negativa con quelle personalità che fanno commenti dove non hanno competenza o dove non è il loro ambito di attività, in una materia dove non si ha la conoscenza specifica. Perché allora non sono rimasto in Francia? Perché a differenza di chi parla senza sapere sono tornato nei territori per studiare e verificare le persone colpite dalle radiazioni nucleari dell’incidente di Chernobyl. Se la vogliamo mettere in questo modo sono il loro avvocato mi sento di difenderli perché è molto pericoloso abitare in territori a livelli radioattivi. Guardando anche il mio stato di salute che sta peggiorando nell’ultimo anno e mezzo potevo rimanere comodamente in Europa essendo cittadino di 17 paesi europei possedendo il passaporto di libertà anzichè stare in paesi non influenzati sono tornato nelle mie zone per intervenire direttamente. La mia gente mi serve per rimanere umano e sono felice che mia moglie e le mie figlie siano d’accordo con me.
Domanda insegnante di matematica e fisica
da quando sono successi questi incidenti in Italia è cambiato l’insegnamento. Da voi in Russia vengono dati aiuti specifici e informazioni per aiutare studenti e famiglie?

Risposta del professore Bandashevsky
Forse è per questo che in Italia ancora non si è tornato al nucleare per gli effetti negativi di cui si parla sulla salute e sul cibo. Nelle ex repubbliche sovietiche questa informazione viene data solo in casi estremi e solo su alcuni argomenti. Trattano la storia non catastrofi e tragedie che vengono considerati episodi eccezionali mentre da noi si studiano la storia normale e non i fatti estremi.

sabato 18 settembre 2010

punteruolo la soluzione arriva dalla Malesia


http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/58a282b19fc5d20befce/pag25sabaudia.pdf
Latina Oggi 4 settembre 2010
PONTINIA, PIANTATI ESEMPLARI DI COCCO
Punteruolo, la soluzione dalla Malesia
IERI in Piazza Pio VI sono state messe a dimora dodici piante di Cocco (Cocos Nucifera) in Piazza Pio IV che sostituiranno le precedenti palme distrutte dal punteruolo rosso. Come ci ha spiegato il vivaista Antonio Aumenta, «si tratta di una pianta originaria della Malesia, ma diffusa anche nei Paesi tropicali e che resiste benissimo agli attacchi del coleottero killer che ha seminato la morte tra le palme che abbellivano le città della costa mediterranea». Ha assistito ai lavori l'Assessore Franco Pedretti che nei mesi scorsi aveva promosso un referendum tra gli alunni delle scuole per la scelta degli alberi da impiantare in quella piazza. In quella occasione l'albero di cocco neppure figurava, ma soltanto perchè si era in attesa di risposte certe circa la sua immunità di fronte al punteruolo rosso.
Per cui,una volta accertata questa sua caratteristica, è stato deciso di impiantarlo in Piazza Pio VI anche perchè si inserisce perfettamente nello stile architettonico degli edifici che la contornano ad iniziare dalla chiesa parrocchiale e al suo bel campanile a canne d'organo.
Pedretti aggiunge che la ditta Aumenta destinerà il terreno sottostante a prato verde e fiori di stagione mentre applicherà un prezzo speciale per l'intera esecuzione dei lavori. Insomma, il centro di Pontinia torna verde dopo l’attacco del punteruolo.
A.S.

Latina Oggi 17 settembre 2010 Pontinia, l’opera di Aumenta
Nuovo look, la piazza piace CONSENSO unanime per il nuovo look realizzato dal Comune in Piazza Pio VI su cui si affaccia la chiesa dedicata alla Patrona Sant’Anna con il suo artistico campanile a canne d'organo del Frezzotti.
La novità principale è data dalla presenza delle dodici palme, del genere cocos, inattaccabili al punteruolo rosso, che hanno sostituito le sedici palme uccise dal coleottero killer.
Sono state fornite e poste a dimora dal noto vivaista Antonio Aumenta che attualmente cura i giardini del Quirinale e le ville di Berlusconi. La scelta è caduta sul tipo cocos, dopo che l'assessore Pedretti, ha indetto un referendum tra gli alunni che ha fornito risultati alquanto contrastanti per cui l'amministrazione ha accolto la proposta di Aumenta di i m p i an t a r e le palme cocos perché inattaccabili al coleottero e più rispondenti alle linee architettoniche e urbanistiche del centro cittadino. L'assessore all'arredo urbano, Franco Pedretti, ha sottolineato il buon lavoro eseguito dalla ditta Aumenta dietro di un compenso largamente di favore, cioè 27 mila euro per l ' i m pi a n t o delle palme previa estirpazione delle radici delle precedenti e la successiva sistemazione delle aiuole con fioriere, cespugli e ciottoli di marmo. Con un secondo stanziamento il Comune ha realizzato l'impianto
sotterraneo d'irrigazione e l'impianto d'illuminazione dell'intera piazza. Sempre la ditta Aumenta ha piantumato con oleandri il tratto di via Lungo Sisto e Via Martiri di Nassyria.
Pedretti ha previsto che entro la fine dell'anno saranno appaltati i lavori per il rifacimento di via Leonardo da Vinci con la ri-asfaltatura del fondo stradale, nuovi marciapiedi, pista ciclabile e nuova piantumazione. Spesa prevista, 600mila euro già disponibili
A.S.

venerdì 17 settembre 2010

centrale biomasse la UE blocca i fondi inutili

Tempi duri per gli impianti inutili e dannosi, come la centrali a biomasse che emettono, come gli altri inceneritori una notevole quantità di emissioni e schifezze varie.
Secondo l'autorevole parere del Dr. Federico Valerio- S.S. Chimica Ambientale- Istituto Nazionale Ricerca Cancro, Genova, le biomasse che saranno usate come combustibile, anche dopo depurazione dei fumi prodotti, provocheranno l'immissione nell'ambiente di quantità non trascurabili di numerosi macro e micro inquinanti (polveri sottili ed ultra sottili, ossidi di azoto, idrocarburi policiclici aromatici, diossine..) con effetti potenzialmente pericolosi per la salute della popolazione esposta. (per leggere il parere completo
http://web.me.com/federico.valerio/Federico_Valerio/Centrali_a_biomasse.html). Dopo il post sulla centrale di Pignataro vi è uno stralcio della relazione del Professore Federfico Valerio.
Anche la UE ha bloccato, finalmente, i fondi per la costruzione dell'ennesima inutile e dannosa centrale a biomasse quella di Pignataro, ritenendo irregolare questo aiuto di Stato. Con due accuse che bruciano.
La prima: «Il progetto fu lanciato ben prima della richiesta di contributo, il che indica che l´incentivo finanziario non era necessario a attrarre l´investimento».
La seconda: «Un aiuto a un singolo beneficiario comporta un alto potenziale di distorsione della competizione» e «le autorità italiane non hanno dimostrato che il progetto comporti benefici significativi alla regione e il contributo alla creazione di posti di lavoro e alla produzione di elettricità è scarso».
Qualcuno ricorderà che anche il progetto della centrale a biomasse di Pontinia (bocciata dalla conferenza unificata e pure dal TAR) aveva ricevuto un finanziamento a fondo perduto di circa 8 milioni di euro.
Fortuna che c'è la UE.
Giorgio Libralato

Vi ricordate l’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere per
truffa aggravata in danno alla stessa Regione Campania, corruzione e
falso per la costruzione di una centrale per biomasse a Pignataro
Maggiore ?
Settembre 16, 2010 by admin
Filed under: Regione Campania
Ecco quello che scrive Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli oggi,a proposito
di una altra centrale ad Acerra.
-rassegna stampa -
Centrale a biomasse la Ue blocca i fondi “Stato, aiuti inutili”
NON pagate quella centrale.
La commissione europea ha dato una ennesima bastonata sull´uso dei
fondi Ue, vietando il finanziamento da 19,5 milioni che la Regione
Campania aveva chiesto per la centrale a biomasse di Acerra.
Siamo nell´area dell´ex Montefibre, dove il vecchio impianto della Ngp
era stato rilevato per un progetto di centrale elettrica a biomassa da
74,8 Megawatt, alimentato a olio vegetale.
La storia inizia addirittura nel 2004 con l´idea della riconversione.
Nel 2006 il progetto viene affidato alla Fri-El, società che ha rilevato l´area.
Un anno dopo la Regione chiede di contribuire con 19,5 milioni agli 80
milioni totali richiesti dall´investimento.
Le fonti finanziarie individuate sono i fondi Por del 2000-2006,
quelli del 2007-2013 e anche i famosi Fas, fondi per le aree
sottosviluppate.
Ieri la Ue ha stoppato tutto, ritenendo irregolare questo aiuto di Stato.
Con due accuse che bruciano.
La prima: «Il progetto fu lanciato ben prima della richiesta di
contributo, il che indica che l´incentivo finanziario non era
necessario a attrarre l´investimento».
La seconda: «Un aiuto a un singolo beneficiario comporta un alto
potenziale di distorsione della competizione» e «le autorità italiane
non hanno dimostrato che il progetto comporti benefici significativi
alla regione e il contributo alla creazione di posti di lavoro e alla
produzione di elettricità è scarso».
E dire che nel marzo scorso la Fri-El aveva ottenuto dalla Sace, la
finanziaria del Tesoro, una fideiussione bancaria da 15 milioni per
avere i certificati verdi dal gestore dei servizi energetici prima
dell´effettiva messa in produzione dell´impianto. Impianto peraltro
ancora contestato anche dal Comune di Acerra, che ha chiesto una serie
di garanzie sul piano dell´impatto ambientale.
Prescrizioni che, come dice il sindaco Tommaso Esposito, «sono state
accolte anche dalla conferenza dei servizi».
Tags: AMBIENTE
http://www.mondocattoliconapoli.it/blog/?p=670

Solo per citare qualche passaggio della prestigiosa relazione del Professor Federico Valerio, che allega 2 pagine di bibliografia a sostegno, con 27 citazioni: “Nostra conclusione pertanto è che l’inquinamento ambientale indotto dall’impianto a biomasse che si intende realizzare a Mazzocchio-Pontina, pur nel pieno rispetto delle norme vigenti, peggiora l’attuale qualità dell’aria con le emissioni da camino e con quelle del traffico veicolare indotto (ossidi di azoto, polveri fini (PM10) ed ultra fini (PM2,5) e peggiora anche la qualità del suolo, e dei prodotti agricoli di questi stessi suoli, con le ricadute di composti organici persistenti (diossine, furani, idrocarburi policiclici) e probabilmente di metalli pesanti.
I rischi sanitari indotti da questa contaminazione, per quanto piccoli possano essere stimati, non sono giustificati dai benefici collettivi indotti dalla realizzazione dell’impianto, il cui principale scopo è quello di massimizzare gli utili dei proponenti, in base agli attuali incentivi alla produzione di elettricità da biomasse.
Diversi indicatori dello stato di salute della popolazione laziale segnalano nel territorio del comune di Pontinia alcuni tra i più elevati fattori di rischio, in particolare per l’apparato respiratorio. In questo contesto, riteniamo inopportuno aggiungere, con la centrale a biomasse, nuovi fattori di rischio che si andrebbero inevitabilmente ad aggiungere ad altri, presumibilmente già presenti.
Riteniamo pertanto fondata e corretta, nonché pertinente ai suoi specifici compiti d’istituto, la scelta del Sindaco di Pontinia di opporsi alla realizzazione di quest’opera. Questa opposizione è ancor più giustificata dal fatto che la centrale a biomasse proposta non è assolutamente una scelta obbligata, né tantomeno una scelta strategica allo sviluppo del Paese. .” Prof. Federico Valerio.

giovedì 16 settembre 2010

referendum acqua la vita vince

Padre Alex ZANOTELLI REFERENDUM ACQUA LA VITA VINCE! Napoli,12 /09/2010

La cittadinanza attiva italiana ha ottenuto una straordinaria vittoria raccogliendo un milione e quattrocentomila firme per chiedere un referendum contro la privatizzazione dell'acqua(Legge Ronchi ,19 novembre 2009).
Questo grazie a una straordinaria convergenza di forze sociali che vanno da associazioni laiche come Arci o Mani Tese, o cattoliche come Agesci o Acli, da sindacati , da movimenti come NO TAV o NO Dal Molin, da reti come Lilliput o Assobotteghe.... In nessun referendum si era mai visto un tale schieramento di forze sociali così trasversali , che hanno trovato poi la capacità di organizzarsi a livello locale, provinciale, regionale. E' stata l'acqua, fonte della vita, che ha riunito in unità la cittadinanza attiva. E' fondamentale notare che tutto questo è avvenuto senza l'appoggio dei partiti, senza soldi e senza la grande stampa. I partiti al governo ci hanno attaccato pesantemente (le dure dichiarazioni di Ronchi e Tremonti), mentre i partiti dell'opposizione presenti in Parlamento(PD e IDV)ci hanno remato contro.
Il Comitato Referendario ha sfidato il popolo italiano con delle scelte ben precise. In piena vittoria del mercato e della finanza, i 3 quesiti referendari chiedevano che , primo, l'acqua venisse dichiarata un bene di non rilevanza economica, secondo, l'acqua venisse tolta dal mercato e, terzo, che non si facesse profitto sull'acqua. E' il massimo che si può chiedere a un popolo in pieno neo-liberismo.
Intorno ai banchetti della raccolta firme, si è svolta “la battaglia antropologica fra la persona, dotata di diritti e doveri e l'homo economicus, furbo, speculatore irresponsabile e pronto a tutto, pur di arricchirsi”- così ha scritto il costituzionalista Ugo Mattei.
Ha vinto la persona, ha vinto il diritto umano. Ed è la prima grande vittoria per un bene comune(insieme all'aria) più prezioso che abbiamo.
A Roma abbiamo festeggiato questa vittoria a Piazza Navona il 19 luglio, portando poi gli scatoloni contenenti le firme alla Corte di Cassazione. Che festa!
Ma ora si apre la campagna referendaria vera e propria!
Per questo, il 4 settembre, i referenti regionali del Forum italiano dei movimenti per l'acqua pubblica, si sono ritrovati a Roma per valutare come procedere e sopratutto per preparare l'incontro nazionale di tutto il movimento in difesa dell'acqua pubblica, che si terrà a Firenze (18-19 settembre).
La Corte Costituzionale entro il 15 ottobre dovrà esprimersi sulla validità delle firme raccolte e poi darci i quesiti referendari, ed infine dovrà fissare la data del referendum dal 15 aprile al 15 giugno 2011.
E' un appuntamento fondamentale questo,per cui dobbiamo organizzarci così bene da portare almeno 25 milioni di italiani a votare (è il quorum necessario per la validità del referendum).
Mi appello a tutti perchè ogni cittadino italiano e ogni cristiano si impegni per salvare “sorella acqua”. In questo cammino referendario, abbiamo avuto l'impegno serio di tante associazioni cristiane, di parrocchie e anche di diocesi (la diocesi di Termoli per esempio), ma ci è mancata la voce dei Vescovi, sopratutto della CEI. Dopo le parole così chiare del Papa sull'acqua nella sua enciclica sociale, mi aspetto che i vescovi facciano altrettanto ,perchè questo è un problema etico, morale, vitale per il nostro paese e per l'umanità.Se perdiamo il referendum sull'acqua, abbiamo perso tutto.
Per questo chiediamo a tutti di impegnarsi a tutti i livelli.
A livello personale chiediamo uno sforzo per informarsi e informare sull'acqua tramite internet (www.acquabenecomune.org), tramite cd o dvd (come Per amore dell'acqua), libri, opuscoli per potere poi coscientizzare la gente con incontri pubblici, dibattiti, conferenze e serate sul tema. Solo così potremo portare 25 milioni di italiani a votare. La grande stampa e i media non ci aiuteranno!
A livello comunale, chiediamo a tutti di fare pressione sui propri consigli comunali perchè votino a maggioranza che l'acqua è un bene di non -rilevanza economica, modificando poi lo statuto comunale per inserirvi quella decisione. Questo potrebbe diventare un altro referendum popolare. Perché, per esempio, per la Giornata dell'acqua (22 marzo 2011), non potremo invitare quei Comuni che hanno così votato ad esporre un simbolo e a contarsi?Potrebbe essere questo il referendum dei Comuni.
Ma c'è di più! Dobbiamo far passare la notizia che la legge Ronchi non proibisce il totalmente pubblico. E quello che la legge non proibisce , facciamolo! Dobbiamo gridare dai tetti che i Comuni, le province, le regioni e le comunità di valle che vogliono gestire la loro acqua come Azienda Speciale o Ente di Diritto Pubblico, lo possono fare. E' questo il contributo della cittadinanza attiva di Napoli alla lotta contro la privatizzazione dell'acqua.E' stato l'avvocato M. Montalto, sostenuto dall'Ordine degli avvocati dell'Ambiente di Napoli, e il costituzionalista A.Lucarelli della Federico II di Napoli, a dimostrare che questo si può fare. E' questa la sfida in atto in Puglia per trasformare l'Acquedotto Pugliese da Spa a Ente di diritto pubblico. E' la sfida in atto nel Comune di Napoli di far passare l'Arin da Spa a Azienda Speciale. Speriamo che questo avvenga presto e Napoli diventi la “capitale dell'acqua pubblica”, anticipando il risultato del referendum.
Ci conforta in questo la decisione dell'assemblea Generale dell'ONU, che ha approvato lo scorso luglio la risoluzione che “dichiara il diritto all'acqua potabile e sicura e ai servizi igienici ,un diritto umano essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani” .
“Questa risoluzione è un fatto storico importante- ha detto R.Petrella - , un significativo passo in avanti sul cammino dell'accesso all'acqua potabile per tutti.” Questo nostro impegno per l'acqua pubblica, ha infatti una portata mondiale, sopratutto per i più poveri.
Sull'acqua ci giochiamo tutto sia per noi, sia per i poveri. Se perdiamo l'acqua, abbiamo perso tutto.
Dobbiamo vincere! Se ce l'ha fatta l'Uruguay, la Bolivia, l'Ecuador, Parigi, ce la possiamo fare anche noi.
Diamoci da fare : si tratta di vita o di morte per noi, per i poveri, per il pianeta.


Alex Zanotelli

19 ottobre udienza consiglio di stato turbogas Pontinia

il 19 ottobre udienza pubblica presso il Consiglio di Stato, sezione 4, per discutere il ricorso n. 4120 del 2010, depositato l'11/05, dopo l'udienza del 4 giugno nella quale si è deciso, vista la richiesta di sospensiva, di decidere nel merito.
Il ricorso è stato proposto dal comune di Pontinia avverso la sentenza del TAR di Latina n. 1350 del 2009, ex art. 23 bis legge 1034/1971.
Il comune di Pontinia è difeso dagli avvocati Carlo Bassoli e Luciano Falcone.
Si è costituita la società Acea Electrabel Produzion e spa difesa dagli avvocati Eugenio Picozza e Annalisa Di Giovanni, il Ministero dell'Interno dall'avvocatura generale dello Stato.
Altri appellati la società Agrob Italiana srl, la Direzione Regionale del Lazio del Comitato Tecnico e la Difesa Civile del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, il Ministero dello Sviluppo economico.
Il Collegio giudicante è composto dal presidente Luigi Maruotti, componenti Pier Luigi Lodi, Anna Leoni, Salvatore Cacace.
E' continuato anche questa estate il lavoro del tavolo tecnico comunale che difende il comune di Pontinia, i cittadini, l'economia, l'ambiente, la salute della pianura pontina dall'ennesimo progetto dichiarato sgradito perchè incompatibile.
Progetto che non è previsto né dal piano energetico provinciale, né da quello regionale, né dal protocollo di Kyoto e dalla direttiva europea 20 – 20 – 20 sulla riduzione delle emissioni in atmosfera.
Ma non si tratta di programmazione territoriale, né di autonomia decisionale locale e delle istituzioni che dovrebbero gestire il territorio (comune, provincia, regione si sono espressi tutti in modo preciso e contrario), ma della confusione generata da leggi in contrasto con altre e con gli strumenti regolatori.
Questa situazione continua a generare tensioni che potevano e dovevano essere evitate.
Le istituzioni continuano a perdere tempo, spendere denaro importante dei contribuenti a causa di leggi sbagliate e della mancanza di logica, nonché dell'autonomia locale anche detto federalismo.
Ancora una volta non sarà la politica, i rappresentanti dei cittadini a decidere, ma la magistratura.
Ai tanti Davide di questa bistrattata Italia non rimane che difendersi con tenacia dai pochi Golia pigliatutto. Con coraggio, determinazione, conoscenze, competenze, professionalità. Come era scritto nello striscione durante l'incontro di sabato con il professor Bandashevsky “Pontinia resiste. No a turbogas e biomasse. Sì alle energie rinnovabili.
Pontinia 16 settembre 2010 Ecologia e territorio Giorgio Libralato

martedì 14 settembre 2010

nucleare, mappa contaminazioni, istruzioni

La mappa della contaminazione è stata scaricata all'indirizzo
http://www.progettohumus.it/chernobyl.php?name=mappe2
Le altre immagini sono state pubblicate nel materiale informativo distribuito dagli attivisti di Greenpeace: il pieghevole e le pasticche di ioduro di potassio





lunedì 13 settembre 2010

bugie nucleari

E' possibile acquistare il libro contattandomi. Me sono state lasciate alcune copie in conto vendita per continuare a sostenere l'iniziativa di verità.

BUGIE NUCLEARI
Disponibile dal 6 settembre 2010 la nuova edizione del libro “Bugie nucleari” di Silvia Pochettino.
Questa nuova edizione è arricchita dalla prefazione di Massimo Bonfatti e da un’ampia appendice in cui spicca il testo integrale dell’accordo OMS/AIEA.
Il libro esce in concomitanza con l’avvio della campagna di Mondo in cammino “DAR VOCE ALLE VOCI” e più precisamente con l’arrivo in Italia del professor Bandazhevsky.
Il Professor Yuri Bandazhevsky, assieme allo scienziato Vasili Nesterenko, è il protagonista del libro. Sullo sfondo della tragedia di Chernobyl, Silvia Pochettino narra la storia di questi due scienziati che, pagando di persona, hanno avuto il coraggio e l’onestà di mettere in discussione i dogmi sovietici (e non solo) sulla gestione del nucleare e delle sue conseguenze, sia in campo medico che ingegneristico. Esemplare la storia di Yuri Bandazhevsky che, dopo aver trascorso oltre 5 anni in galera, vive tuttora il dramma dell’esilio.
Le pagine del libro scorrono veloci, unendo vicende umane, cronaca e storia “vera” in un intreccio appassionante. Il lettore non ne resta solamente coinvolto, ma si addentra in scenari che pongono importanti riflessioni sulla scelta del nucleare.
Mondo in cammino ringrazia l’autrice Silvia Pochettino per avere messo il testo in disponibilità all’associazione e per averne condiviso i fini distributivi (le offerte derivanti dalla distribuzione andranno a sostenere i progetti e le iniziative di Mondo in cammino rivolti alle popolazioni vittime del fallout radioattivo di Chernobyl e a sostegno della campagna per l’indipendenza dell’OMS).
Ringrazia inoltre l’editore Carlo Spera per la scelta “coraggiosa” non solo di avere pubblicato un libro di denuncia e controinformazione, ma soprattutto di aver dato viva ad una collana di impegno civile, di cui il libro è la seconda proposta a sostegno delle attività di MIC.

Il libro può essere richiesto direttamente a MONDO IN CAMMINO con le seguenti modalità:

- eseguire versamento bancario o postale di 15 euro (12 euro offerta per libro più 3 euro di spese di spedizione) per ogni copia desiderata ai rispettivi conti di riferimento:
- cc/b: 512770; Codice IBAN:: IT 44 W 05018 01000 000000512770 - Banca Popolare Etica, Via San Pio, 15 bis, 10100 Torino. Causale: libro "Bugie nucleari"
- cc/p 000002926169 - IBAN postale: IT 76 U 07601 01600 000002926169 - Causale: libro "Bugie nucleari"

- Per versamenti online con carta di credito [CLICCA QUI (alla pagina seguente, clicca sul pulsante "Donazione")]

- Inviare ricevuta di pagamento al fax 011 9729994 oppure scannerizzata all'indirizzo e mail info@mondoincammino.org , specificando il nominativo del richedente

- Contestualmente compilare il seguente form specificando i propri dati e l'ordine: http://www.mondoincammino.org/index.php?name=form )
CHI NON PUO' DISPORRE O NON DISPONE DI UNA CONNESIONE INTERNET PUO' INDICARE TUTTI I DATI (RICHIEDENTE, INDIRIZZO, NUMERO DI COPIE) SULLA RICEVUTA DI VERSAMENTO DA SPEDIRE VIA FAX



SCHEDA LIBRO

Romanzo-inchiesta di Silvia Pochettino sulla vicenda umana di Vassili Nesterenko, fisico nucleare sovietico di grande fama, poi “liquidato” dal regime per le sue denunce, e Yuri Bandazhevsky, anatomopatologo, direttore del più grande Istituto di ricerca medica nelle zone contaminate, incarcerato per sei anni per le sue denunce

A metà strada tra romanzo, spy story e inchiesta giornalistica, il libro racconta 20 anni di bugie, occultamenti, alto spionaggio attraverso gli occhi di due testimoni privilegiati.

Scritto con stile rapido e alta tensione emotiva, il libro trasporta il lettore in un altro mondo dove si scoprono i retroscena internazionali che hanno portato all’irrimediabile falsificazione dei dati su Chernobyl.
http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=11

domenica 12 settembre 2010

mercoledì 8 settembre 2010

un mostro che genera mostri

Intervista a Tibaldi sulla centrale nucleare del Garigliano
http://www.youtube.com/watch?v=eMCyD8sPXR4

lo scandalo nucleare italiano
http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=823.0

Garigliano la Chernobyl italiana?
http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=823.0

altre notizie sull'incontro con Bandazhevsky


Invito a partecipare all'incontro con il maggiore esperto
internazionale sull'incidente alla centrale nucleare di Chernobyl e
sugli effetti alla popolazione.
Dopo l'incontro dibattito si terrà una cena autofinanziata con il
prof. Bandazhevsky presso l'azienda agricola La lupa Tenuta Mesa in
via Migliara 51, località Mesa di Pontinia che ha iniziato anche
l'attività di agriturismo oltre alla produzione propria dei prodotti
agricoli e di trasformazione tra i quali spicca l'attività casearia.
Il giorno seguente, domenica 12 il professore Bandazhesky resterà in
provincia di Latina ed è possibile incontrarlo, oppure intervistarlo,
previo appuntamento con Massimo Bonfatti 366 2089847 , o con il
sottoscritto.
Le ricerche del Professor Bandazhevsky
http://www.progettohumus.it/chernobyl.php?name=yuri ) (manifesto per
l'indipendenza dell'OMS
http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=8.0).
Intervista a Bandazhevsky pubblicata su Acqua e Sapone nel 2008
http://pontiniaecologia.blogspot.com/2010/09/intervista-bandazhevsky-di-acqua-e.html
Ultima intervista a Bandazhevsky
http://pontiniaecologia.blogspot.com/2010/08/intervista-bandazevsky-che-sara.html
Informazioni generali sull'iniziativa nazionale, sullo stato di
avanzamento delle costruzioni delle centrali nucleari, resoconto degli
incidenti alle centrali nucleari su www.progettohumus.it.

11 settembre Pontinia ore 17 - 20 incontro con Bandazhevsky

COMUNICATO STAMPA
11 settembre, sabato, ore 17 – 20, in piazza Indipendenza a Pontinia
si svolgerà l'incotro dibattito “Chernobyl: i veri effetti del
disastro nucleare”. Nell'ambito della campagna per l'Indipendenza
dell'OMS e “Dar voce alle voci” dell'OdV Mondo in cammino
(www.mondoincammino.org), sarà ospite a Pontinia (LT) il professore
Yuri Bandazhevsky che illustrerà le proprie ricerche sulle conseguenze
dell'incidente nucleare di Chernobyl e parlerà della sua esperienza
umana di scienziato perseguitato per averle divulgate. Bandazhevsky,
accademico e autore di 240 lavori di ricerca, dopo il disastro di
Chernobyl intuì le esatte dimensioni della tragedia. Dopo averle
diffuse alla TV di stato bielorussa, il 18 giugno 2001 venne
condannato da un tribunale militare a 8 anni di lavori forzati. Un
vasto movimento di opinione internazionale intervenne a suo sostegno
ed Amnesty International ne riconobbe lo status di "prigioniero di
coscienza".
Nel 2001 ha ottenuto il passaporto della libertà dall'Unione Europea.
In seguito alla mobilitazione diplomatica di diversi Paesi della UE è
stato liberato il l5 agosto 2005, dopo 6 anni e 1 mese. Dopo aver
soggiornato in Francia e Lituania. ora vive in Ucraina.
Alla serata, oltre al professor Bandazhevsky, interverranno la moglie
Galina, Massimo Bonfatti, presidente di Mondo in Cammino, dottor
Eligio Tombolillo, sindaco di Pontinia e Giorgio Libralato,
organizzatore.
A questa grande iniziativa nazionale, organizzata a Pontinia
aderiscono alcune associazioni locali ed abbiamo avuto contatti con
associazioni nazionali interessate all'iniziativa di informazione sul
dramma nucleare, oltre ai diversi partiti ed esponenti politici,
nazionali, regionali e locali.
L'invito alla partecipazione è stato inviato ad alcuni istituti di
scuola media superiore, ai sindaci dei comuni limitrofi, alla
Provincia di Latina, all'Arpa Lazio, alla Ausl, alla Regione Lazio, al
Parco Nazionale del Circeo.

sono arrivate le compostiere

Per ritirarle basta andare nell'Ufficio della Trasco al primo pinao in via Cavour (sopra l'ufficio della Polizia Municipale) e poi al deposito di fronte alla scuola media.
dopo circa 1 anno dalla domanda per installare la compostiera e ridurre la produzione dei rifiuti, di conseguenza, il costo per l'amministrazione comunale, i cittadini e sopratutto riduzione dell'inquinamento e la conseguente decisione del Comune di Pontinia, sono arrivate le compostiere per produrre compost domestico.
La compostiera da me richiesta è già all'opera in un'area della corte del fabbricato come indicato nelle istruzioni, possibilmente sotto un albero con foglie caduca o spogliante.
Spero che anche tutti i cittadini che dispongono di apposito spazio seguano l'esempio per diminuire la produzione esagerata di rifiuti che ha contribuito al degrado della discarica provinciale.
Pare che l'azione del comune di Pontinia, in materia di rifiuti, proseguirà incrementando il metodo porta a porta (che in molti comuni, grandi e piccoli, come fanno Capannori, molti comuni del trevisano o la stessa San Francisco è arrivata ai livelli del 70 – 80% e oltre di recupero dei rifiuti), come da me richiesto venga incrementato su via del Tavolato, dopo la Migliara 45 e una parte del centro.
Sembra inoltre che verranno, finalmente, aumentati anche i contenitori per la raccolta differenziata nelle zone dove non è praticato il porta a porta.
Sperando che la brutta abitudine di camion provenienti da altri comuni di scaricare di tutto nei cassonetti, riempendoli ed impedendo a noi di portare i rifiuti venga interrotta.
Giorgio Libralato