lunedì 20 ottobre 2014

da Aprilia (LT) il comitato no miasmi a Monterotondo Marittimo (GR): analogie tra impianti di compostaggio e progetti centrali a biogas Kyklos e Solemme?

Sabato una delegazione di cittadini e tecnici del comitato No Miasmi che difende l'agricoltura di qualità, la salute pubblica e l'ambiente è stata invitata dal Gruppo di minoranza "Insieme per Monterotondo" di Monterotondo Marittimo (GR) a partecipare al dibattito pubblico sull'impianto “Solemme” simile a quello della Kyklos di Aprilia (LT). L'incontro di sabato ha avuto una buona partecipazione da parte del pubblico, vista la presenza di circa 70 persone in teatro nonostante l'assenza della maggioranza consiliare (fatta eccezione del sindaco) e degli elettori della stessa maggioranza. L'incontro, come nelle aspettative, è stato di ottimo livello informativo, scientifico, urbanistico, tecnico, legislativo e ambientale. Fino all'incidente mortale del 28 luglio, la Kyklos veniva indicata come l'esempio da seguire per far sviluppare Monterotondo M.mo secondo i fautori dell'ampliamento di Solemme. Si prospettavano gite in pulman per visitare l'8.a meraviglia di Aprilia. In seguito all'incidente hanno tentato di prendere le distanze dalla Kyklos. Oggi ovviamente nessuno rischierebbe la propria vita nemmeno se fosse pagato profutamente per spostarsi da Monterotondo alla Kyklos. Stando a quanto affermato dalla stessa società Solemme che propone il progetto, la centrale a biogas che verrebbe installata nell'impianto di compostaggio avrebbe emissioni nocive di PM10 (polveri sottili), anidride solforosa, monossido di carbonio, ossidi di azoto, acido cloridrico, acido fluoridrico, idrogeno solforato e idrocarburi incombusti. Inoltre, sempre secondo la società proponente, a fronte di un consumo di 5.000.000 kWh/anno ci sarebbe una produzione energetica in perdita pari a 4.173.858. Dal punto di vista economico il Piano industriale di Solemme prevede ricavi dalla vendita di compost, pari a circa l'1,5% di quanto invece derivato dal conferimento dei rifiuti, quindi non può certo essere essere definito impianto di compostaggio. Ma in realtà è un impianto inutile che serve solamente a smaltire i fanghi di ACEA provenienti dai colli Albani.
Dai dati di progetto dell'impianto di Solemme si deduce che:
 Non ci sarà compost vendibile in quanto inquinato dai fanghi di depurazione
 Non ci saranno sufficienti rifiuti urbani compostabili o da fermentare in gassificatore a Monterotondo
 L’energia prodotta servirà tutta ad essiccare i fanghi
 È prevedibile che i fanghi essiccati verranno inceneriti
 Aumenteranno le nano patologie.
L'impianto di Solemme confina con la strada di accesso e con centinaia di ha di verde e di bosco.
Secondo la società proponente, i progetti del digestore anaerobico e di un cogeneratore di biogas (centrale a biogas) ne fanno un impianto soggetto alla direttiva Seveso perchè a rischio di incidente rilevante. Non solo, sempre secondo il progetto, l'impianto è a rischio di esplosione (direttiva Atex, appunto per gli impianti a rischio di esplosione).
Anche il neo sindaco del pd (favorevole al progetto) individua almeno 4 criticità nell'impianto di Solemme: la strada di accesso all'impianto non idonea (larghezza di circa 3,5 m, curve continue con dislivello e senza visibilità), la necessità del monitoraggio continuo di emissioni moleste più volte registrate, i rifiuti e l'indennità. Inoltre l'urbanista, architetto Andrea Modelli, ha redatto una relazione "pro veritate" per conto dell'Amministrazione comunale di Monterotondo nel 2013 da cui si evince che l'impianto esistente non è conforme alla normativa urbanistica e a convenzioni e accordi sottoscritti.



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