Attacco dei vertici comunali del partito: "La Regione farà la sua parte per verificare lo stato delle autorizzazioni e regolarsi di conseguenza anche rispetto alle indagini"
La vicenda Indeco e l'inchiesta che ha travolto i vertici della società continua a tenere banco anche sul fronte politico. Il Pd, dopo le polemiche sollevate dal Comune di Latina contro la Regione Lazio accusata di non avere eseguito i dovuti controlli sia sulle autorizzazioni che sull'accantonamento dei fondi post mortem (oggetto della stessa inchiesta e delle indagini della Questura di Latina), attacca in generale la politica locale "sorda per 40 anni al grido di allarme lanciato dai residenti sul sistema dei rifiuti e sulla gestione delle discariche". "È imbarazzante - proseguono Gioacchino Quattrola, segretario comunale PD Latina ePaola Serangeli, responsabile ambiente e territorio PD Latina - , grottesca e strumentale la polemica di questi giorni messa in atto dall'amministrazione comunale al solo fine di tirarsi fuori da responsabilità politiche che ormai vengono al pettine. Bene ha fatto il nostro consigliere regionale, Enrico Forte, a chiedere conto all'amministrazione comunale del livello di raccolta differenziata nel comune di Latina che si attesta intorno ad un misero 30% rispetto al 65% previsto dalla legge. Il che si è tradotto negli anni in un maggiore conferimento in discarica e in un incremento dei costi di gestione del servizio rifiuti (Latina Ambiente). Di questo i cittadini sono ben consapevoli, anche perché negli anni hanno dovuto sopportare una gestione del servizio dei rifiuti inefficiente, inefficace ed onerosa. Oggi l'amministrazione comunale punta il dito sulla Regione. Domandiamo al sindaco Di Giorgi e al vicesindaco Cirilli, autorevoli esponenti della classe politica del centrodestra che negli ultimi 20 anni ha amministrato questo territorio, perché non hanno preteso dall'ente Provincia di Latina, che fino a qualche giorno fa amministrava, un piano provinciale dei rifiuti. Domandiamo perché nel procedimento penale che si svolge a Latina e che vede coinvolti figure che hanno svolto ruoli di primo piano all'interno della Ecoambiente (di cui la Latina Ambiente detiene quote societarie, società quest'ultima partecipata dal Comune di Latina al 51℅) il Comune di Latina non si sia costituito parte civile. Lo hanno fatto associazioni e lo ha fatto la Regione Lazio. Sarebbe stato un serio e preciso segnale politico, ma forse il Comune di Latina era distratto da cose ben più importanti. L'udienza è fissata per il 29 ottobre e per quella data dovrebbe essere depositata la relazione finale sui danni ambientali arrecati al sito di Montello, peraltro già anticipati in una prerelazione già nota. Il Partito Democratico darà discontinuità a quanto finora accaduto in ambito provinciale adottando la Provincia di un piano provinciale dei rifiuti. È doveroso nei confronti dei cittadini di Montello e di Bainsizza affrancare il loro ed il nostro territorio da servitù che si perpetrano da 40 anni e che hanno determinato un danno insostenibile alle famiglie e alle attività agricole e commerciali che operano a nord del comune di Latina. Lo dobbiamo alla memoria di Don Cesare Boschin ucciso dalla camorra nel 1995. Lo dobbiamo a tutti quei cittadini che si sono ritrovati uniti nella Giornata della Memoria e dell'Impegno organizzata da Libera e tenutasi a Latina lo scorso 22 marzo. Montello, Bainsizza e Le Ferriere, oltre ad essere territori a grande vocazione agricola per l'alta qualità del terreno, sono siti naturalistici e archeologici di notevole pregio. Nessuna politica di sviluppo dell'amministrazione comunale di centrodestra si è concentrata in questa direzione, relegando di fatto il territorio dei borghi del nord a pattumiera della provincia e non soltanto. Il Partito Democratico di Latina si batterà per dare un futuro alternativo a questi territori. Per quel che riguarda la vicenda Indeco e il depredamento di denaro pubblico operato, reso ancor più grave e insopportabile perché incide pesantemente sulla salute dei cittadini, il Partito Democratico è al fianco della magistratura alla quale manifesta piena fiducia. Allo stesso tempo siamo certi che qualora emergessero elementi per revocare l'autorizzazione da ultimo rilasciata la Regione non esiterà a prendere i provvedimenti necessari".
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