Potrebbero essere gli allevamenti di cozze a salvare dall'erosione la costa apuana: lo sostengono due studiosi di Massa, il geologo Riccardo Caniparoli e l'ingegnere Umberto Nesi, in un progetto dal titolo "Rimedio all'erosione e posti di lavoro". Il progetto prevede la creazione di 'barriere morbide', fatte di uno speciale materiale organico, simile a calze, dette reste. "Con le reste si crea una sorta di reticolato subacqueo - spiega Nesi - attorno a cui poi, per natura, crescerebbero mitili e più ne crescono, aggrappati a queste reste, più l'onda sbattendoci contro perde potenza e arriva sulla costa senza energia, quindi incapace di erodere". Gli allevamenti di cozze, secondo gli studiosi, potrebbero poi essere utilizzati a vantaggio dell'economia locale, attraverso una filiera mare- terra che darebbe lavoro a centinaia di persone. Il progetto è stato inviato anche al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.
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Potrebbero essere gli allevamenti di cozze a salvare dall'erosione la costa apuana: lo sostengono due studiosi di Massa, il geologo Riccardo Caniparoli e l'ingegnere Umberto Nesi, in un progetto dal titolo "Rimedio all'erosione e posti di lavoro". Il progetto prevede la creazione di 'barriere morbide', fatte di uno speciale materiale organico, simile a calze, dette reste. "Con le reste si crea una sorta di reticolato subacqueo - spiega Nesi - attorno a cui poi, per natura, crescerebbero mitili e più ne crescono, aggrappati a queste reste, più l'onda sbattendoci contro perde potenza e arriva sulla costa senza energia, quindi incapace di erodere". Gli allevamenti di cozze, secondo gli studiosi, potrebbero poi essere utilizzati a vantaggio dell'economia locale, attraverso una filiera mare- terra che darebbe lavoro a centinaia di persone. Il progetto è stato inviato anche al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.
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