mercoledì 20 agosto 2014

San Felice, oltre 10 mila le tonnellate di rifiuti smaltite. Costi alle stelle: 2 milioni di euro l’anno Differenziata a passo di gambero

Record negativo per il servizio di raccolta: dal 2009 è crollato di oltre il 14%
DI FEDERICO DOMENICHELLI
Mentre nelle località limitrofe
la raccolta differenziata
ha avuto un costante aumento
(basti vedere Sabaudia, Terracina
o anche Pontinia), a San Felice
Circeo i dati sono tutt’altro che incoraggianti.
Cinque anni fa, la percentuale,
stando ai dati contenuti nel
Piano finanziario del servizio di gestione
dei rifiuti urbani per il 2014
stilato dagli uffici del Comune di San
Felice Circeo, si era assestata attorno
al 22%, con un incremento del 16%
rispetto al 2008. Dal 2009 in poi,
però, quella percentuale è precipitata
di anno in anno: 17% nel 2010, 9,4%
nel 2011, 9,7% nel 2012 e infine il
dato peggiore, ossia quello del 2013,
con la raccolta differenziata che si è
arenata all’8,3%. Un dato tutt’altro
che entusiasmante per un territorio
immerso in un Parco nazionale che
ha da poco confermato il riconoscimento
di riserva naturale Unesco e
per un comune che anche quest’anno
è riuscito a ottenere l’ambito riconoscimento
della Bandiera Blu anche
per la qualità ambientale. Qualità
che, almeno teoricamente, dovrebbe
passare anche attraverso la raccolta
differenziata. Ma il servizio, a voler
usare un eufemismo, fatica a decollare.
Vuoi per inciviltà diffusa, vuoi per
carenza di isole ecologiche e punti di
raccolta, le discariche a cielo aperto
continuano a rappresentare un problema.
Dagli uffici comunali qualcosa
sembra muoversi, visto che tra la
fine 2015 e l’inizio del 2016 – si
legge sempre nel medesimo piano
finanziario – dovrebbe partire il
sistema di raccolta “porta a porta”,
grazie al quale si proverà a ridurre
la produzione di rifiuti che attualmente
si aggira attorno ai 10 milioni
di chili annui. Di questi, soltanto
869 tonnellate vengono differenziate.
Il resto (9.499 tonnellate)
finiscono dritte in discarica, con
tutte le conseguenze (e non solo
ambientali) che ne derivano. Quanto
spende il Comune (e quindi la
collettività) per un servizio di raccolta
e smaltimento rifiuti tutt’altro
che soddisfacente su cui ha protestato
su Twitter anche l’o n o r evo l e
Roberta Lombardi (M5S)? Tanto,
troppo: 2 milioni e 169 mila euro
sono i costi operativi di gestione.
Di questi, 1 milione e 900 mila euro
servono per l’indifferenziata, mentre
soli 190 mila euro sono i soldi
«investiti» per la raccolta differenziata,
il cui potenziamento, oltre a
migliorare la qualità dell’ambiente,
alleggerirebbe anche la pressione
fiscale sulle tasse dei contribuenti.
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IL QUOTIDIANO - Mercoledì 20 Agosto 2014

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