Record
negativo per il servizio di raccolta: dal 2009 è crollato di oltre
il 14%
DI
FEDERICO DOMENICHELLI
Mentre
nelle località limitrofe
la
raccolta differenziata
ha
avuto un costante aumento
(basti
vedere Sabaudia, Terracina
o
anche Pontinia), a San Felice
Circeo
i dati sono tutt’altro che incoraggianti.
Cinque
anni fa, la percentuale,
stando
ai dati contenuti nel
Piano
finanziario del servizio di gestione
dei
rifiuti urbani per il 2014
stilato
dagli uffici del Comune di San
Felice
Circeo, si era assestata attorno
al
22%, con un incremento del 16%
rispetto
al 2008. Dal 2009 in poi,
però,
quella percentuale è precipitata
di
anno in anno: 17% nel 2010, 9,4%
nel
2011, 9,7% nel 2012 e infine il
dato
peggiore, ossia quello del 2013,
con
la raccolta differenziata che si è
arenata
all’8,3%. Un dato tutt’altro
che
entusiasmante per un territorio
immerso
in un Parco nazionale che
ha
da poco confermato il riconoscimento
di
riserva naturale Unesco e
per
un comune che anche quest’anno
è
riuscito a ottenere l’ambito riconoscimento
della
Bandiera Blu anche
per
la qualità ambientale. Qualità
che,
almeno teoricamente, dovrebbe
passare
anche attraverso la raccolta
differenziata.
Ma il servizio, a voler
usare
un eufemismo, fatica a decollare.
Vuoi
per inciviltà diffusa, vuoi per
carenza
di isole ecologiche e punti di
raccolta,
le discariche a cielo aperto
continuano
a rappresentare un problema.
Dagli
uffici comunali qualcosa
sembra
muoversi, visto che tra la
fine
2015 e l’inizio del 2016 – si
legge
sempre nel medesimo piano
finanziario
– dovrebbe partire il
sistema
di raccolta “porta a porta”,
grazie
al quale si proverà a ridurre
la
produzione di rifiuti che attualmente
si
aggira attorno ai 10 milioni
di
chili annui. Di questi, soltanto
869
tonnellate vengono differenziate.
Il
resto (9.499 tonnellate)
finiscono
dritte in discarica, con
tutte
le conseguenze (e non solo
ambientali)
che ne derivano. Quanto
spende
il Comune (e quindi la
collettività)
per un servizio di raccolta
e
smaltimento rifiuti tutt’altro
che
soddisfacente su cui ha protestato
su
Twitter anche l’o n o r evo l e
Roberta
Lombardi (M5S)? Tanto,
troppo:
2 milioni e 169 mila euro
sono
i costi operativi di gestione.
Di
questi, 1 milione e 900 mila euro
servono
per l’indifferenziata, mentre
soli
190 mila euro sono i soldi
«investiti»
per la raccolta differenziata,
il
cui potenziamento, oltre a
migliorare
la qualità dell’ambiente,
alleggerirebbe
anche la pressione
fiscale
sulle tasse dei contribuenti.
©RIPRODUZIONE
RISERVATA
IL
QUOTIDIANO - Mercoledì 20 Agosto 2014
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