ill
caso
Tecnicamente
le chiamano
«emissioni
odorigene
moleste».
Un
modo diplomatico per
nominare
il miasma insopportabile
della
discarica di
Borgo
Montello: intenso,
che
attraversa i pori di chi lì
vive
da sempre, costringendo
intere
famiglie a vivere
in
una sorta di reclusione
domestica,
con le finestre
sbarrate.
Negato dai gestori,
ma
presente per l’Arpa
Lazio,
che l’8 e il 9 maggio
scorso
ha effettuato due sopralluoghi,
su
richiesta degli
abitanti
di via Monfalcone.
Non
solo la puzza
esiste
e risulta - nei pressi
degli
impianti gestiti da Indeco
e
Ecoambiente - «intensa
»;
a preoccupare sono
anche
- e soprattutto - le
condizioni
di gestione dei
due
inva s i a n n o t a t e
dall’agenzia
regionale per
l’ambiente.
L’8 maggio
l’Arpa
rilevava che «terminate
le
attività giornaliere
di
abbancamento dei rifiuti,
il
fronte degli stessi si presentava
soltanto
parzialmente
coperto»,
violando
così
una delle norme essenziali
nella
gestione degli
invasi.
Lasciare esposti
all’aria
quei residui - in
teoria
inerti - provoca
l’emissione
di sostanze volatili,
percepite
dagli abitanti
come
un insopportabile
odore
acre. E ancora, «si
rilevava
un residuo sversamento
di
percolato, mentre
i
nebulizzatori della sostanza
di
abbattimento odori
erano
in condizioni di riposo
temporizzato
e il vento
che
spirava al momento del
sopralluogo
causava la percezione
dell’odore
caratteristico
delle
discariche». La
Regione
Lazio al momento
non
chiarisce in quale dei
due
impianti verificati i tecnici
abbiano
trovato le anomalie
-
la parziale copertura
dei
rifiuti e i residui di
percolato
-; dato, questo,
che
probabilmente emergerà
dagli
altri controlli che
l’Arpa
sta eseguendo, i cui
risultati
diverranno pubblici
nei
prossimi giorni.
La
relazione dell’Agenzia regionale
punta
il dito direttamente
sulla
gestione della discarica
di
Borgo Montello:
«Le
misure poste in essere per
il
contenimento dei miasmi
sono
scarsamente efficaci -
scrivono
i tecnici - e, in particolare,
le
modalità adottate
per
la chiusura giornaliera del
fronte
di abbancamento dei
rifiuti,
insieme alle modalità
di
gestione della rete di captazione
del
biogas/ percolato e/
o
della modalità di coltivazione
del
bacino, rappresentano i
punti
critici del problema odorigeno;
anche
la parziale copertura
del
fronte di abbancamento
dei
rifiuti può diventare
la
principale fonte di diffusione
degli
odori ed il punto di
fuga
di quantità non trascurabili
di
biogas». Un quadro che
conferma
le preoccupazioni e
le
denunce presentate ormai
da
anni dagli abitanti della
zona,
rimaste quasi sempre
inascoltate.
La presenza degli
odori
è poi il segnale dell’ar -
rivo
nell’invaso di residui probabilmente
non
sempre inerti
(ovvero
stabilizzati, non più in
grado
di produrre emissioni
critiche),
come prevede la normativa
europea
ed italiana.
©RIPRODUZIONE
RISERVATA
L’ASSESSORE
CIRILLI
CORRADO
CARRUBBA
DI
ARPA LAZIO. L’AGENZIA
CONFERMA
LE IRREGOLARITÀ
TEMPI
NONOSTANTE
L’ALLARME
E GLI ESITI
DEL
MONITORAGGIO
LA
REGIONE LAZIO
HA
GIÀ CONCESSO
NUOVI
AMPLIAMENTI
«DI
SERVIZIO»
DETTAGLI
I
CITTADINI DELLA ZONA
AVEVANO
RAGIONE:
SUSSISTONO
IRREGOLARITÀ
NEL
TRATTAMENTO
DEI
MATERIALI
CONFERITI
NEI DUE INVASI
DI
INDECO ED ECOAMBIENTE
NICOLETTA
VALLE, DIRIGENTE
DEL
SETTORE AMBIENTE HA
AVANZATO
I PRIMI DUBBI
PASQUALE
FUSCO DELLA
POLIZIA
PROVINCIALE HA
EFFETTUATO
I SOPRALLUOGHI
LE
TAPPE
L’’A
R PA LA PROVIINCIIA
II
CONTROLLORII
Hanno
già inquinato le falde,
hanno
fatto una bonifica non
credibile
e continuano ad inquinare.
L’ultima
verità amara e
maleodorante
sulla discarica di
Borgo
Montello l’ha appena
scritta
l’Arpa Lazio che a maggio
scorso,
seppure in gravissimo
ritardo,
ha deciso di effettuare
un
serio sopralluogo in via
Monfalcone.
Ed è stato subito
evidente
che i cattivi odori di cui
da
mesi si lamentavano gli abitanti
della
zona derivano dal
trattamento
non perfetto
dell
’immondizia accumulata
nei
due invasi. In questo scenario
la
Regione Lazio, come si sa,
ha
appena autorizzato nuovi
amliamenti
cosiddetti di servizio.
E
nessuno ha ancora la
forza
di imporre un sistema valido
di
trattamento nelle discariche.
il quotiidano di Latina 20 agosto 2014

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