mercoledì 20 agosto 2014

Arpa conferma le denunce L’inquinamento infinito Dietro i miasmi della discarica di Borgo Montello vi sarebbero problemi gestionali. I dati di m aggio

ill caso
«Odori molesti, rifiuti non coperti, residui di percolato», il rapporto 
Tecnicamente le chiamano
«emissioni
odorigene moleste».
Un modo diplomatico per
nominare il miasma insopportabile
della discarica di
Borgo Montello: intenso,
che attraversa i pori di chi lì
vive da sempre, costringendo
intere famiglie a vivere
in una sorta di reclusione
domestica, con le finestre
sbarrate. Negato dai gestori,
ma presente per l’Arpa
Lazio, che l’8 e il 9 maggio
scorso ha effettuato due sopralluoghi,
su richiesta degli
abitanti di via Monfalcone.
Non solo la puzza
esiste e risulta - nei pressi
degli impianti gestiti da Indeco
e Ecoambiente - «intensa
»; a preoccupare sono
anche - e soprattutto - le
condizioni di gestione dei
due inva s i a n n o t a t e
dall’agenzia regionale per
l’ambiente. L’8 maggio
l’Arpa rilevava che «terminate
le attività giornaliere
di abbancamento dei rifiuti,
il fronte degli stessi si presentava
soltanto parzialmente
coperto», violando
così una delle norme essenziali
nella gestione degli
invasi. Lasciare esposti
all’aria quei residui - in
teoria inerti - provoca
l’emissione di sostanze volatili,
percepite dagli abitanti
come un insopportabile
odore acre. E ancora, «si
rilevava un residuo sversamento
di percolato, mentre
i nebulizzatori della sostanza
di abbattimento odori
erano in condizioni di riposo
temporizzato e il vento
che spirava al momento del
sopralluogo causava la percezione
dell’odore caratteristico
delle discariche». La
Regione Lazio al momento
non chiarisce in quale dei
due impianti verificati i tecnici
abbiano trovato le anomalie
- la parziale copertura
dei rifiuti e i residui di
percolato -; dato, questo,
che probabilmente emergerà
dagli altri controlli che
l’Arpa sta eseguendo, i cui
risultati diverranno pubblici
nei prossimi giorni.
La relazione dell’Agenzia regionale
punta il dito direttamente
sulla gestione della discarica
di Borgo Montello:
«Le misure poste in essere per
il contenimento dei miasmi
sono scarsamente efficaci -
scrivono i tecnici - e, in particolare,
le modalità adottate
per la chiusura giornaliera del
fronte di abbancamento dei
rifiuti, insieme alle modalità
di gestione della rete di captazione
del biogas/ percolato e/
o della modalità di coltivazione
del bacino, rappresentano i
punti critici del problema odorigeno;
anche la parziale copertura
del fronte di abbancamento
dei rifiuti può diventare
la principale fonte di diffusione
degli odori ed il punto di
fuga di quantità non trascurabili
di biogas». Un quadro che
conferma le preoccupazioni e
le denunce presentate ormai
da anni dagli abitanti della
zona, rimaste quasi sempre
inascoltate. La presenza degli
odori è poi il segnale dell’ar -
rivo nell’invaso di residui probabilmente
non sempre inerti
(ovvero stabilizzati, non più in
grado di produrre emissioni
critiche), come prevede la normativa
europea ed italiana.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’ASSESSORE CIRILLI
CORRADO CARRUBBA
DI ARPA LAZIO. L’AGENZIA
CONFERMA LE IRREGOLARITÀ
TEMPI
NONOSTANTE
L’ALLARME E GLI ESITI
DEL MONITORAGGIO
LA REGIONE LAZIO
HA GIÀ CONCESSO
NUOVI AMPLIAMENTI
«DI SERVIZIO»
DETTAGLI
I CITTADINI DELLA ZONA
AVEVANO RAGIONE:
SUSSISTONO IRREGOLARITÀ
NEL TRATTAMENTO
DEI MATERIALI
CONFERITI NEI DUE INVASI
DI INDECO ED ECOAMBIENTE
NICOLETTA VALLE, DIRIGENTE
DEL SETTORE AMBIENTE HA
AVANZATO I PRIMI DUBBI
PASQUALE FUSCO DELLA
POLIZIA PROVINCIALE HA
EFFETTUATO I SOPRALLUOGHI
LE TAPPE
L’A R PA LA PROVIINCIIA II CONTROLLORII
Hanno già inquinato le falde,
hanno fatto una bonifica non
credibile e continuano ad inquinare.
L’ultima verità amara e
maleodorante sulla discarica di
Borgo Montello l’ha appena
scritta l’Arpa Lazio che a maggio
scorso, seppure in gravissimo
ritardo, ha deciso di effettuare
un serio sopralluogo in via
Monfalcone. Ed è stato subito
evidente che i cattivi odori di cui
da mesi si lamentavano gli abitanti
della zona derivano dal
trattamento non perfetto
dell ’immondizia accumulata
nei due invasi. In questo scenario
la Regione Lazio, come si sa,
ha appena autorizzato nuovi
amliamenti cosiddetti di servizio.
E nessuno ha ancora la
forza di imporre un sistema valido
di trattamento nelle discariche.

il quotiidano di Latina 20 agosto 2014

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