Terzo giorno di blocco dinanzi all'inceneritore. Scene già viste, l'incubo di un muro contro muro che potrà portare solo tensione ed emergenza rifiuti.
Perché la situazione, qui nella piana ex industriale di Acerra, comincia a complicarsi. Ora arriveranno anche rinforzi , e intanto è scesa la Digos con i suoi vertici ad analizzare il campo delle possibili soluzioni.
Un primo varco nel blocco di presidio di cittadini (mamme e studenti, soprattutto) - come annunciato - è stato aperto dunque in mattinata, con un intervento soft studiato a tavolino già nella serata precedente, da questore e prefetto. Ma questo non impedisce ad un uomo di 40 anni di provare a darsi fuoco: non ci riesco per fortuna, ma questo galvanizza il blocco.
È un blitz efficace quanto fulmineo quello che scatta poco dopo le 6: sufficiente , peró, solo a far entrare nell'impianto 16 camion carichi di rifiuti tritovagliati provenienti dagli Stir, mentre continuano a restare lontane le balle provenienti dal sito salernitano di Coda di Volpe. Proprio quegli ammassi di rifiuti - "che di eco non hanno nulla", protestano i comitati - sono all'origine di questa nuova stagione di rivolta e sit-in davanti al termovalorizzatore.
Entrano solo 16 tir, pochissimo insomma : un carico "assolutamente inferiore al fabbisogno di mezza giornata" , fanno sapere dalla Regione, mentre almeno altri 70 restano in attesa sulle strade di mezza Campania e negli Stir. Mentre là fuori il popolo di Acerra e dintorni torna a riunirsi compatto, in centinaia, per bloccare i due ingressi frontali e uno laterale dell'impianto. Arrivano a frotte anche studenti di ogni ordine e grado: maggiorenni e minori, da licei, istituti tecnici, alcuni anche dalle medie con mamma al fianco.
E ora tutto viene rimesso in discussione: non solo i dimostranti non vogliono più le "presunte ecoballe", rivendicano il giusto elenco di "controvalori che in questo territorio non abbiamo mai visto: né bonifiche e pulizia dei campi, né sconti sull'erogazione di energia, né strutture come palestre o piscine o palazzetti dello sport come avvenuto in altre città ". Anzi, rovesciano il tavolo : accusano l'inceneritore di dispersione di presunti "veleni" , attaccano quelle "ciminiere troppo basse rispetto alla norma " , chiedono insomma che "si vada verso lo spegnimento" dell'impianto.
Tutto nella regione cui basta un soffio di protesta per tornare nella crisi più nera. È la Campania istituzionale che, in 5 anni - proprio mentre l'impianto di Acerra faticosamente cominciava a ingoiare tonnellate di rifiuti tritovagliati e il resto continuava a viaggiare verso l'estero o le regioni del sud - non si preoccupava di completare il ciclo e tener fede agli impegni assunti, solennemente, anche con l'Europa. http://napoli.repubblica.it/cronaca/2014/11/05/news/rifiuti_alta_tensione_ad_acerra_rimosso_il_blocco_scatta_la_nuova_protesta_uomo_minaccia_di_darsi_fuoco-99799932/?ref=HREC1-16

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