giovedì 14 agosto 2014

La giurisprudenza conferma: il benefit ambientale va usato per i ristori «Come usate quei soldi?» Il comitato «Sacida»: l’azienda ha versato al Comune già un milione

I DUBBI
UNA LETTERA
AL SINDACO,
AGLI ASSESSORI,
AI CONSIGLIERI
COMUNALI,
ALLA REGIONE
E ALLA CORTE
DEI CONTI
ALLA REGIONE
«L’AMMINISTRAZIONE
ILLUSTRI SE QUEL
BENEFIT AMBIENTALE
CHE RIDA VERSA
PUNTUALMENTE
POSSA ESSERE USATO
DAL COMUNE
PER CONTRIBUIRE
AL BILANCIO»
DI GIUSEPPE BIANCHI
Il «benefit ambientale» deve
essere usato, quantomeno
principalmente, a specifiche
finalità di ristoro e miglioramento
del tessuto territoriale e ambientale
della zona Sacida. A sostenerlo
in una lettera inviata al
sindaco Antonio Terra, a tutti gli
assessori, a tutti i consiglieri di
maggioranza, alla Regione Lazioe
e alla Corte dei Conti, è il
comitato di quartiere «Sacida»
che ritiene che le «generiche necessità
di bilancio, incluse le spese
correnti» non siano una finalità
prevista dalla legge per la quota
percentuale di tariffa percepita
dai comuni conferenti e dovuta al
Comune di aprilia dalla Rida
Ambiente, l’impianto di pre-trattamento
dei rifiuti alle porte di
Aprilia. Il quesito rivolto agli amministratori
ricorda che Rida versa
regolarmente il dovuto e ad
oggi il totale versato ammonterebbe
e circa un milione di euro.
«Il sindaco di Aprilia su sollecitazione
dello scrivente comitato
aveva inizialmente assicurato che
il suddetto benefit ambientale sarebbe
stato utilizzato dall’ammi -
nistrazione comunale principalmente
quale ristoro in favore dei
residenti nell’area in cui è sito
l’impianto. Trattandosi di area
urbanizzatasi spontaneamente,
oggetto di variante speciale di
recupero, molte e pressanti sono
infatti le esigenze di miglioramento
ambientale e urbano ancora
da soddisfare (rete idrica, viabilità,
fognature, illuminazione
pubblica, condutture del gas,
pensiline alla fermata dello scuolabus
etc.). Alla iniziale disponibilità
non è stato dato però sostanziale
seguito. Anzi, con dichiarazioni
rese nella seduta del
Consiglio comunale del
22/07/2014, il sindaco di Aprilia,
contraddicendo il suo precedente
orientamento, ha affermato che le
somme derivanti dal versamento
del benefit ambientale non costituiscono
entrate di scopo’ ed
essendo quindi destinate, al pari
delle normali entrate tributarie, a
contribuire al bilancio dell’ente,
non possono essere vincolate a
finalità specifiche». Insomma,
nessun ristoro o opera nel quartiere
Sacida direttamente (anche nei
tempi) finanziata dal benefit ambientale.
Posizione che per il comitato
non sarebbe «conforme
alla normativa in materia. Le vigenti
disposizioni, infattyi, configurano
il benefit non come una
generica entrata tributaria, bensì
come uno specialecontributo funzionale
al ristoro delle esternalità
dovute alla presenza e all’operati -
vità di impianti del genere... Il
Comune, quindi, non può utilizzare
liberamente le entrate derivanti
dal contributo, ma deve destinarle,
quantomeno principalmente,
a specifiche finalità di
ristoro e miglioramento del tessuto
territoriale e ambientale interessato
».
In conclusione la lettera, che
sebbene non specificato potrebbe
essere il prodromo per una futura
causa, chiede alla Regione Lazio:
«...trattandosi della corretta applicazione
di disposizioni regionali
in materia, si chiede a codesta
spettabile Amministrazione regionale
di chiarire quale sia la
legittima e doverosa destinazione
delle somme introitate dai comuni
a titolo di benefit smbientale ai
sensi dell’art. 20 comma 2, della
legge regionale 27/1998 e della
Dgr 516/2008 e, in particolare, se
tali somme debbano essere funzionalizzate,
quantomeno in via
principale, a specifiche finalità di
ristoro e miglioramento del tessuto
territoriale e ambientale interessato
dall’impianto di trattamento/
smaltimento».

il quotidiano di Latina 14 agosto 2014 

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