I
DUBBI
UNA
LETTERA
AL
SINDACO,
AGLI
ASSESSORI,
AI
CONSIGLIERI
COMUNALI,
ALLA
REGIONE
E
ALLA CORTE
DEI
CONTI
ALLA
REGIONE
«L’AMMINISTRAZIONE
ILLUSTRI
SE QUEL
BENEFIT
AMBIENTALE
CHE
RIDA VERSA
PUNTUALMENTE
POSSA
ESSERE USATO
DAL
COMUNE
PER
CONTRIBUIRE
AL
BILANCIO»
DI
GIUSEPPE BIANCHI
Il
«benefit ambientale» deve
essere
usato, quantomeno
principalmente,
a specifiche
finalità
di ristoro e miglioramento
del
tessuto territoriale e ambientale
della
zona Sacida. A sostenerlo
in
una lettera inviata al
sindaco
Antonio Terra, a tutti gli
assessori,
a tutti i consiglieri di
maggioranza,
alla Regione Lazioe
e
alla Corte dei Conti, è il
comitato
di quartiere «Sacida»
che
ritiene che le «generiche necessità
di
bilancio, incluse le spese
correnti»
non siano una finalità
prevista
dalla legge per la quota
percentuale
di tariffa percepita
dai
comuni conferenti e dovuta al
Comune
di aprilia dalla Rida
Ambiente,
l’impianto di pre-trattamento
dei
rifiuti alle porte di
Aprilia.
Il quesito rivolto agli amministratori
ricorda
che Rida versa
regolarmente
il dovuto e ad
oggi
il totale versato ammonterebbe
e
circa un milione di euro.
«Il
sindaco di Aprilia su sollecitazione
dello
scrivente comitato
aveva
inizialmente assicurato che
il
suddetto benefit ambientale sarebbe
stato
utilizzato dall’ammi -
nistrazione
comunale principalmente
quale
ristoro in favore dei
residenti
nell’area in cui è sito
l’impianto.
Trattandosi di area
urbanizzatasi
spontaneamente,
oggetto
di variante speciale di
recupero,
molte e pressanti sono
infatti
le esigenze di miglioramento
ambientale
e urbano ancora
da
soddisfare (rete idrica, viabilità,
fognature,
illuminazione
pubblica,
condutture del gas,
pensiline
alla fermata dello scuolabus
etc.).
Alla iniziale disponibilità
non
è stato dato però sostanziale
seguito.
Anzi, con dichiarazioni
rese
nella seduta del
Consiglio
comunale del
22/07/2014,
il sindaco di Aprilia,
contraddicendo
il suo precedente
orientamento,
ha affermato che le
somme
derivanti dal versamento
del
benefit ambientale non costituiscono
‘entrate
di scopo’ ed
essendo
quindi destinate, al pari
delle
normali entrate tributarie, a
contribuire
al bilancio dell’ente,
non
possono essere vincolate a
finalità
specifiche». Insomma,
nessun
ristoro o opera nel quartiere
Sacida
direttamente (anche nei
tempi)
finanziata dal benefit ambientale.
Posizione
che per il comitato
non
sarebbe «conforme
alla
normativa in materia. Le vigenti
disposizioni,
infattyi, configurano
il
benefit non come una
generica
entrata tributaria, bensì
come
uno specialecontributo funzionale
al
ristoro delle esternalità
dovute
alla presenza e all’operati -
vità
di impianti del genere... Il
Comune,
quindi, non può utilizzare
liberamente
le entrate derivanti
dal
contributo, ma deve destinarle,
quantomeno
principalmente,
a
specifiche finalità di
ristoro
e miglioramento del tessuto
territoriale
e ambientale interessato
».
In
conclusione la lettera, che
sebbene
non specificato potrebbe
essere
il prodromo per una futura
causa,
chiede alla Regione Lazio:
«...trattandosi
della corretta applicazione
di
disposizioni regionali
in
materia, si chiede a codesta
spettabile
Amministrazione regionale
di
chiarire quale sia la
legittima
e doverosa destinazione
delle
somme introitate dai comuni
a
titolo di benefit smbientale ai
sensi
dell’art. 20 comma 2, della
legge
regionale 27/1998 e della
Dgr
516/2008 e, in particolare, se
tali
somme debbano essere funzionalizzate,
quantomeno
in via
principale,
a specifiche finalità di
ristoro
e miglioramento del tessuto
territoriale
e ambientale interessato
dall’impianto
di trattamento/
smaltimento».
il quotidiano di Latina 14 agosto 2014
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