tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/22/inquinamento-aria-citta-italiane-direttiva-europea-notizie/8265423/
dall'articolo di Elisabetta Ambrosi: "I progressi ci sono, ma limitati e infatti le nostre città sono ancora pesantemente inquinate. Nonostante questo, è concreto il rischio che il governo decida di chiedere una proroga rispetto all’entrata in vigore della Direttiva europea sulla qualità dell’aria (2881/2024). Con conseguente aumento della mortalità per patologie respiratorie acute e patologie croniche, non solo respiratorie. La conferma dei rischi che corriamo semplicemente respirando arriva da un rapporto che, analizzando in modo sistematico i dati ufficiali delle reti regionali di monitoraggio delle Arpa/Appa, ha classificato le città italiane una per una in base al tipo di inquinante – Pm10, Pm 2,5, NO2 ovvero biossido di azoto, ma anche ozono – mettendole al tempo stesso in relazione a tre diversi tipi di normativa: quella attuale (D.Lgs.155/2010), la Direttiva Europea 2881/2024, infine le più stringenti direttive dell’Oms (Linee Guida 2021). In particolare, il riferimento di “Cambiamo aria. Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane”, promosso da Isde Italia in collaborazione con l’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities Campaign, è proprio la Direttiva Europea: i limiti entreranno in vigore dal gennaio 2030, ma gli Stati membri hanno tempo fino a dicembre per recepirla."

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