domenica 25 gennaio 2026

Il ciclone Harry dimostra che costruire sulla sabbia è un errore: è ora di ripensare la pianificazione costiera Ferdinando Boero. Naturalista Se una costa è soggetta a intensa dinamica del litorale non può essere utilizzata per la costruzione di infrastrutture “rigide”. Come ci si adatta? Prima di tutto decostruendo

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/22/cambiamento-climatico-harry-danni-coste-notizie/8265065/

dall'articolo di Ferdinando Boero: "Harry (un ciclone) flagella le coste italiane e causa danni importanti alle strutture costruite sulla linea di costa. Le tempeste ci sono sempre state, e hanno eroso le coste con le mareggiate, ma con il cambiamento climatico gli eventi estremi sono sempre più frequenti ed intensi.
videntemente chi ha pianificato l’uso delle coste non ha letto il Vangelo, visto che molte delle infrastrutture sono state costruite direttamente sul litorale, spesso su coste sabbiose. La dinamica del litorale è una disciplina geologica che insegna come la linea di costa non sia immutabile. L’erosione delle coste rocciose porta alle formazioni di cui ammiriamo la bellezza, come faraglioni, grotte, archi: il risultato dello smantellamento del litorale da parte delle onde. Sono strutture temporanee, destinate a cambiare: le onde che le hanno formate le distruggeranno, dando origine ad altre formazioni simili. Le rocce, frantumate dalle onde, diventano sassi e poi sabbia, ma molta sabbia viene dai fiumi, che portano sedimenti al mare e li accumulano sul fondo e sul litorale. Le mareggiate rimuovono la sabbia delle spiagge, ma le piene dei fiumi ne portano altra, con dinamici arretramenti e avanzamenti della linea di costa."

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