lunedì 26 gennaio 2026

Trovato materiale radioattivo: stop a bonifica del “mostro” di Crotone. Comune e Provincia: “Rinvii inaccettabili” di Lucio Musolino. Le istituzioni locali sul piede di guerra: "È un fatto di estrema gravità che non può essere liquidato come un semplice imprevisto tecnico. Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di arresto di un percorso che dura da oltre vent’anni". Per l'ex presidente della Regione Mario Oliverio, il sospetto è che Eni voglia "evitare una bonifica reale per non sborsare la cifra di oltre 1 miliardo e 800 milioni di euro"

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/16/bonifica-crotone-rifiuti-radioattivi-eni-notizie/8257908/

dall'articolo di Lucio Musolino: "A Crotone si muore mentre Eni Rewind e le istituzioni locali discutono del luogo dove smaltire i rifiuti radioattivi da bonificare. All’improvviso, infatti, l’8 gennaio l’Eni ha comunicato di aver sospeso le attività di scavo perché sono stati trovati materiali contenenti tenorm, residui radioattivi di origine naturale derivanti da lavorazioni industriali. Lo scontro vale quasi due miliardi di euro ed è sempre sulla pelle dei crotonesi che hanno il “primato” di vivere in uno dei luoghi a più alto rischio tumori. La colpa è del “mostro”. E il “mostro” è sempre lì, a fare bella mostra di sé per chi, percorrendo la statale 106, si appresta ad entrare nella città che si affaccia sullo Jonio. È l’“ex Sin”, un sito di interesse nazionale che dall’inizio degli anni 2000 deve essere bonificato dall’Eni. Complessivamente un milione di tonnellate di rifiuti interrati, frutto di un’illusione durata oltre 70 anni in cui Crotone ha creduto di essere la “Torino del Sud”. Una zona industriale grazie all’ex Montedison e alla Pertusola, due stabilimenti che oggi sono un ammasso di zinco, cadmio, piombo, rame, arsenico ma anche amianto e, appunto, tenorm. Metalli pesanti che hanno contaminato un pezzo di Calabria. Per capire di cosa si tratta è sufficiente leggere i dati dell’Istituto Superiore di Sanità. Numeri impietosi che certificano “un impatto sanitario già in atto”, si legge nella relazione sull’ex Sin approvata nelle settimane scorse dalla Commissione parlamentare bicamerale di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali e agroalimentari."

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