tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/27/niscemi-i-geologi-la-frana-e-nota-dal-1997-e-avanzera-il-fronte-non-e-mai-stato-interessato-da-interventi-di-messa-in-sicurezza/8270809/
dall'articolo di Redazione Scienza: "La frana sul versante occidentale di Niscemi non è un episodio isolato né un evento improvviso: è un movimento lento ma continuo, che sta progressivamente avanzando verso la parte meridionale dell’abitato. La parete del distacco, in alcuni punti alta oltre venti metri, si estende su un fronte di più di quattro chilometri e continua a esercitare una pressione crescente sulle abitazioni che sorgono a ridosso del precipizio. Case che, secondo gli esperti, rischiano di essere progressivamente inglobate dal dissesto.
La dinamica è legata in modo diretto alla natura del terreno. Come spiega all’Ansa Riccardo Ferraro, consigliere della Sigea, la Società italiana di geologia ambientale, l’area poggia su un substrato sabbioso che, secondo la letteratura scientifica, ha un angolo di resistenza al taglio di circa 35 gradi. Un valore ben lontano dall’attuale inclinazione del versante, che raggiunge punte di circa 85 gradi. Una condizione instabile che, per ritrovare un assetto naturale, potrebbe portare il fronte della frana a spingersi ancora più avanti, inghiottendo ulteriori edifici. Non a caso, la zona rossa, inizialmente delimitata a cento metri dal profilo dello smottamento, è già stata estesa di altri cinquanta metri."

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