domenica 10 agosto 2014

Sulla produzione del compost ci sarebbe un vuoto legislativo che non tutela la salute Kyklos, il caso in Parlamento L’interrogazione del Movimento 5 Stelle al ministro Gian Luca Galletti

  DOPO LA TRAGICA
MORTE DI DUE
OPERAI UCCISI
DALLE ESALAZIONI
«Gli impianti di compostaggio
nell'immaginario
collettivo
sono erroneamente associati al
nobile scopo del riciclaggio e
riutilizzo delle materie organiche
ma, purtroppo, il ciclo del
compostaggio non è inquadrato
da alcuna normativa specifica né
europea né tantomeno nazionale,
dunque ci si rimette alla prassi
individuata dalle BAT, cioè le
migliori tecniche a disposizione,
che suggeriscono procedimenti
di lavorazione e che, nella maniera
più assoluta, non prevedono
alcuna sanzione per chi non le
rispetta». I portavoce del Movimento
5 Stelle Vacciano, Simeoni,
Moronese, Nugnes e Martelli
hanno presentato una interrogazione,
sia al Senato che alla Camera,
al ministro dell'Ambiente
e della Tutela del territorio e del
mare. Nell’interrogazione si
chiede al Ministro e quindi allo
Stato di provvedere alla produzione
di norme per la caratterizzazione
dei rifiuti in base alla
loro natura e composizione, al
fine di consentire controlli mirati
e specifici, nonché prevedere
l’irrogazione di sanzioni certe
nei confronti di chiunque non
rispetti gli estremi procedurali e
di qualità del prodotto che verrebbero,
così, individuati per
legge [...] per escludere materiali
di risulta tossici o potenziali da
dalla categoria idonea al riciclaggio,
rafforzando le garanzie
per un compost più sicuro sia in
fase del processo di fermentazione
aerobica sia come ammendante
da destinare all'agricoltura
».
I cinquestelle ripercorrono i
recenti fatti di cronaca, la morte
dei due operai viterbesi, le indagini,
il sequestro del sito e
ricordano anche che «...si tratta
della stessa che fu proposta dalle
amministrazioni come luogo
adatto all’educazione ambientale
dei bambini delle scuole
secondarie che effettivamente
si sono recate in visita. Già nei
mesi addietro i Meetup locali
M5S avevano pubblicato un comunicato
stampa congiunto
che voleva, appunto, lanciare
un allarme ai genitori fuorviati
dalle iniziative in merito delle
amministrazioni locali, informandoli
su come la zona dove
sorge l’azienda venga considerata
zona insalubre’ anche dal
Ministero della Salute. La stessa
azienda fu protagonista del
rogo che divampò sotto i tralicci
dell’alta tensione e tenne impegnati
i vigili del fuoco per
svariati giorni prima che lo
stesso venisse domato. Ancora,
questo impianto è il destinatario
delle proteste dei residenti
delle zone circostanti, che da
sempre lamentano malesseri fisici
legati alle emissioni odorigene
moleste che si levavano
dai cumuli di compost. Sempre
la Kyklos (gruppo Acea), poco
prima dell’incidente, aveva annunciato
il raddoppio della capacità
di trattamento passando
da 60 mila a 120 mila tonnellate
annue di rifiuti organici, avendo
avuto il benestare di Zingaretti
dalla Regione Lazio». La
nota a margine dell’interroga -
zione, si chiude con alcune
considerazioni, prima delle
quali «se si debba considerare
gli impianti di compostaggio
come strutture di congiunzione
tra il ciclo dei rifiuti e la reimmissione
dei composti organici
in agricoltura o se debbano essere
assoggettate alla Direttiva
Seveso. Questo comporterebbe
svelare la loro vera natura di
industrie che trattano palesemente
sostanze nocive e potenzialmente
pericolose, producendo
un tipo di ‘digestato’
pienamente degno della politica
dell’incenerimento dei rifiuti;
in questo caso, però, l’azien -
da sarebbe obbligata a redigere
una variante urbanistica per il
rischio di incidente rilevante, in
modo da salvaguardare la popolazione
in caso di un malaugurato
quanto ulteriore guasto.
E’ un atto doveroso delle istituzioni
impegnarsi a riconoscere
come aree protette le zone abitate
preesistenti agli impianti di
nuova generazione».
Il testo dell’i nterrogaz ione:
«Si chiede di sapere quali iniziative
- il ministro ndr - intenda
intraprendere, in considerazione
della gravità delle circos
t a n z e e d i n v i r t ù
dell'importanza del recupero
della frazione organica dei rifiuti
solidi urbani, al fine di
stabilire una classificazione
suddivisa in più voci per quanto
concerne la qualità del compost,
visto che l'unica definizione
compost di qualità’ non assicura
un prodotto di eccellenza
ma esclusivamente un prodotto
entro i limiti».

G.B. Il quotidiano di Latina 9 agosto 2014  

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