lunedì 11 agosto 2014

Presidio dei cittadini davanti la Kyklos, interviene anche il senatore del M5SIvana Simeoni: "A settembre chiederemo di visitare il sito"

INCIDENTE, PERITI DI PARTE ANCORA AL LAVORO di 
L’Ars, l’Arpa, la Asl, i vigili del fuoco, la polizia locale e i carabinieri. Una vera e propria task force, questa mattina alle 10.00 ha varcato i cancelli della Kyklos, per i rilievi dei tecnici di parte. Dopo 12 giorni trascorsi dalla chiusura dell’impianto di via Le Ferriere, posto sotto sequestro da parte della procura di Latina 3 giorni dopo il tragico incidente che è costato la vita agli operai della Mira di Orvieto, Fabio Lisei e Roberto Papini, solo oggi la struttura è stata riaperta per qualche ora, per dar modo ai legali e ai periti delle parti in causa di effettuare nuovi rilievi. Esami che hanno richiesto più tempo del previsto, protraendosi oltre le ore 13.00. Dall’altra parte della barricata, un presidio dei cittadini, muniti di mascherine hanno manifestato tutte le proprie paure, i disagi legati ai miasmi e il timore che questi possano nuocere alla salute. Voci per troppo tempo rimaste inascoltate, che dopo la morte dei due lavoratori, ora chiedono risposte chiare.
IL PRESIDIO Fuori dalla Kyklos  questa mattina c’erano i residenti, i rappresentanti dei comitati Sacida, Campoverde e Casolare Alto. Promotore del presidio il Comitato No Miasmi di Marina Gobbato, che da anni porta avanti battaglie per la tutela ambientale e della salute pubblica. Anche la politica locale non ha voluto far mancare il proprio sostegno alla battaglia dei cittadini, che le opposizioni, a novembre 2013, avevano portato all’attenzione della massima assise. La politica locale, rappresentata dai consiglieri comunali Carmen Porcelli di Sel, Vincenzo La Pegna per la lista Aprilia Valore Comune, i rappresentanti del gruppo di lavoro i Cittadini Pentastellati, ma anche il senatore pontino del Movimento 5 Stelle Ivana Simeoni. Proprio dai rappresentanti pontini del Movimento 5 Stelle, nei giorni scorsi, erano partite due interrogazioni, una alla camera e una al senato, per chiedere al governo centrale una modifica della normativa nazionale per incrementare controlli e livelli di sicurezza nelle aziende dedite al trattamento dei rifiuti, tra cui appunto la Kyklos, che produce compost dalla lavorazione della frazione organica dei rifiuti derivanti dalla raccolta differenziata. I cittadini pentastellati, insieme al portavoce in senato del movimento di Grillo, chiedono risposte chiare sulla tragica morte dei due operai all’interno dell’impianto. “Una notizia che mi ha sconvolto- spiega il senatore Simeoni- ancora due morti sul lavoro. Oggi sono qui in supporto dei cittadini, che hanno organizzato un presidio per chiedere alle istituzioni più controlli e maggiore tutela del diritto alla salute”. Resta alta l’attenzione dei parlamentari del Movimento 5 Stelle sul caso Kyklos. In che il governo dia risposta alle due interrogazioni presentate venerdì, a settembre senatori e deputati di area pontina torneranno alla Kyklos, chiederanno di varcare i cancelli e visiteranno la struttura.
LA BATTAGLIA DEL COMITATO NO MIASMI La struttura intanto, dopo le perizie dei tecnici, tornerà a chiudere le porte. L’impianto è sotto sequestro da 12 giorni, su disposizione del procuratore della repubblica Luigia Spinelli. Si attendono i risultati dei prelievi effettuati dall’ente regionale quel tragico lunedì, sui campioni di percolato che i due operai stavano caricando al momento del decesso. Solo quei dati potranno confermare o smentire la presenza di acido solfidrico, una sostanza in grado di uccidere in pochi istanti se inalata in concentrazioni elevate, ma che anche a basse concentrazioni può arrecare disturbo e costituire un pericolo per la salute. L’ipotesi, tutta da confermare, fa tremare i polsi ai residenti, che da anni denunciano la convivenza forzata con terribili miasmi e timore che dietro questi si celino insidie ben più pericolose per la salute. Odori nauseanti, che sarebbero peggiorati da quando le forze dell’ordine hanno posto i sigilli alla struttura, perché la produzione è ferma, ma il materiale, compost e percolato, sono ancora presenti all’interno del sito. Oggi, in occasione del sopralluogo dei legali di parte, supportati da Arpa, Asl, Ars e Vigili del fuoco, i miasmi sembrano essersi attenuati. Tuttavia, chi vive quotidianamente a stretto contatto con la struttura, dopo la tragedia, è deciso a proseguire in una battaglia, che ha come unico fine quello di avere risposte chiare. “La preoccupazione dei residenti- ha spiegato il referente del comitato No Miasmi Marina Gobbato- è quella di ottenere tutele, che la salute pubblica venga anteposta agli interessi di queste aziende”. Perché ciò avvenga, servono controlli, che riguardino la qualità dell’aria, del suolo e delle falde, ma anche studi epidemiologici condotti da esperti, per stabilire con chiarezza l’incidenza di alcune patologie sulla popolazione e soprattutto stabilire se possa esistere una correlazione tra la presenza degli impianti e i disturbi dei residenti. Mentre da anni l’odore acre appesta quello che prima del 2009 era considerato un angolo di paradiso per le colture e proliferano mosche e insetti, le istituzioni restano al palo. “La politica, le amministrazioni- prosegue ancora il portavoce del comitato no miasmi- a livello comunale, provinciale e regionale, sembrano non essere interessate a raccogliere le istanze dei cittadini, che da anni denunciano la grave situazione senza aver mai ottenuto risposta. Eppure quello dei rifiuti è un settore delicato, dove l’alto numero di investitori e la presenza di interessi sovranazionali impone di mantenere alta l’attenzione”. http://www.corrieredilatina.it/news/notizie-locali-nord/9166/Presidio-dei-cittadini-davanti-la-Kyklos.html

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