venerdì 8 agosto 2014

Incidente alla Kyklos, scatta l'interrogazione parlamentare del M5s

L'ATTO INDIRIZZATO AL MINISTRO DELL'AMBIENTE 

Iannuzzi, Vacciano, Simeoni: "Normative più chiare e stringenti per le aziende che trattano i rifiuti, potenzialmente dannose"

Un’interrogazione a Palazzo Chigi e Palazzo Madama, sull’incidente all’interno della Kyklos del 28 luglio scorso, che ha portato alla morte dei due operai della Mira di Orvieto, Fabio Lisei e Roberto Papini. L’iniziativa parte dai banchi del Movimento 5 Stelle, attraverso i portavoce pontini Giuseppe Vacciano, Ivana Simeoni e Cristian Iannuzzi. I pentastellati, che da tempo si occupano dei gravi problemi legati ai miasmi e altre tematiche ambientale riguardo l’impianto di compostaggio del gruppo Acea, anche alla luce della svolta nelle indagini condotte dalla procura di Latina, chiedono al ministro all’ambiente e al governo nazionale controlli stringenti sugli impianti deputati al trattamento dei rifiuti, in particolare l’impianto di via Le Ferriere.
QUALITA’ DEL COMPOST Bisognerà attendere ancora per conoscere l’esito delle analisi dell’Arpa sui campioni di percolato prelevati dall’impianti di via Le Ferriere. Intanto, i deputati del M5S, nell’interrogazione presentata al ministro all’ambiente Galletti, oltre a fare riferimento al decesso istantaneo dei due uomini, impegnati a caricare nell’autocisterna della Mira il percolato, parla anche della ritrovamento nel liquame di “acido solfidrico”. Un elemento che, se confermato dalle analisi dell’Apra, potrebbe consentire di fare chiarezza sulla morte dei due uomini e chiarire le responsabilità dell’azienda su quanto accaduto. Intanto, l’appello rivolto al governo dai deputati pontini, è finalizzato a chiedere più chiarezza in una normativa lacunosa e insufficiente in ambito di compostaggio non domestico. “Nei fatti- precisano i portavoce del Movimento- un’azienda che produce compost trattando assieme la FORSU (Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani), fanghi di lavorazioni industriali e fanghi derivanti da impianti di depurazione, non potrà mai ottenere un “compost di qualità” (definizione ex lege) che definirebbe anche una partita di compost di poco nei parametri stabiliti dalla norma per gli ammendanti. Ovviamente, tutto ciò non è garanzia di pregio né del materiale organico sottoposto a fermentazione, né del prodotto finito destinato alle coltivazioni agricole. Gli impianti di compostaggio nell’immaginario collettivo sono erroneamente associati al nobile scopo del riciclaggio e riutilizzo delle materie organiche, ma purtroppo, il ciclo del compostaggio non è inquadrato da alcuna normativa specifica né europea né tantomeno nazionale, dunque ci si rimette alla prassi individuata dalle BAT, cioè le migliori tecniche a disposizione, che suggeriscono procedimenti di lavorazione e che, nella maniera più assoluta, non prevedono alcuna sanzione per chi non le rispetta”.
LA MODIFICA DELLA NORMATIVA Necessario dunque, secondo i pentastellati, adeguare la normativa sulla composizione dei rifiuti, in questo caso sulla produzione di compost derivante dalla frazione organica della differenziata, l’unica soluzione per poter prevedere controlli stringenti e sanzioni certe per i trasgressori, al fine di escludere dal riciclaggio materiali di risulta tossici o potenzialmente tali. Alta l’attenzione dei parlamentari sulla Kyklos. L’impianto di compostaggio del gruppo Acea è attualmente posto sotto sequestro. I camion che conferiscono l’umido non possono più entrare, dopo l’incidente mortale del 28 luglio e la lavorazione è ferma. Un dato che, per il  movimento 5 stelle, non cancella la troppa disinvoltura manifestata nei mesi scorsi dall’amministrazione comunale, nell’organizzare visite guidate al sito di compostaggio, coinvolgendo le classi 5 elementari delle scuole di Aprilia nella manifestazione Differenzio Anche io. L’iniziativa, promossa dai meetup locali di Aprilia, Latina e3 Pontina, era stata quella di indirizzare una missiva ai dirigenti scolastici degli istituti provinciali, per chiedere la sospensione di questa ed altre iniziative organizzate nei siti per la lavorazione dei rifiuti o negli impianti a biogas, luoghi considerati insalubri anche dal ministero alla salute. “L’azienda Kyklos- precisano ancora i referenti del 5 Stelle- fu protagonista del rogo che divampò sotto i tralicci dell’alta tensione e tenne impegnati i vigili del fuoco per svariati giorni prima che lo stesso venisse domato. Ancora questo impianto è il destinatario delle proteste dei residenti delle zone circostanti, che da sempre lamentano malesseri fisici legati alle emissioni odorigene molesteche si levavano dai cumuli di compost. Sempre la Kyklos (gruppo Acea), poco prima dell’incidente, aveva annunciato il raddoppio della capacità di trattamentopassando da 60 mila a 120 mila tonnellate annue di rifiuti organici, avendo avuto il benestare di Zingaretti dalla Regione Lazio”.
KYKLOS COME SEVESO? Il fine ultimo del Movimento 5 Stelle, attraverso il riordino della normativa vigente chiesto al governo, resta quello di fare chiarezza sulla reale natura dei siti di compostaggio, chiarire cioè se si tratti solo dell’anello di congiunzione tra ciclo dei rifiuti e reimmissione dei composti organici, oppure se si tratti di industrie a tutti gli effetti, da assoggettare dunque a normativa Seveso. “Questo – concludono Iannuzzi, Vacciano e Simeoni- comporterebbe svelare la loro vera natura di industrie che trattano palesemente sostanze nocive e potenzialmente pericolose, producendo un tipo di “digestato” pienamente degno della politica dell’incenerimento dei rifiuti; in questo caso, però, l’azienda sarebbe obbligata a redigere una variante urbanistica per il rischio di incidente rilevante, in modo da salvaguardare la popolazione in caso di un malaugurato quanto ulteriore guasto. E’ un atto doveroso delle istituzioni impegnarsi a riconoscere come aree protette le zone abitate preesistenti agli impianti di nuova generazione”.
  http://www.corrieredilatina.it/news/notizie-locali-nord/9103/Incidente-alla-Kyklos--scatta-l.html

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