La
moria di pesci all’in -
terno
del Lago di Paola
ha
un’origine ben precisa
e
determinabile: la carenza
di
ossigeno legata alla scarsa
manutenzione
della pompa di
Caterattino.
A spiegare tecnicamente
quanto
accaduto nei
giorni
scorsi nel bacino lacustre
è
il geologo Nello Ialongo,
già
sindaco di Sabaudia, che
più
volte ha esortato gli enti
competenti
ad intervenire per
scongiurare
quel che invece è
poi
accaduto proprio a Ferragosto.
Centinaia
e centinaia di
pesci
morti sono stati immortalati
sulle
sponde del lago o a
galla
sotto il ponte Giovanni
XXIII
e non solo. Di sicuro
non
un gran bel biglietto da
visita
per Sabaudia. Ma andiamo
con
ordine e partiamo dalle
ipotetiche
cause che hanno
scatenato
la moria. «Finalmente
in
aprile, quando il lago
versava
già in uno stato comatoso
essendo
in gran parte
ricoperto
da plaghe di alghe
putride,
sono stati effettuati gli
interventi
più volte richiesti,
quale
un’adeguata pulizia
dell’alveo
del canale Caterattino,
il
sollevamento di entrambe
le
paratie che regolano i
flussi
in entrata e in uscita
dall’emissario
e la messa in
funzione
di una potente pompa
che
spinge una buona quantità
di
acqua di mare verso il
lago.
A distanza di poche settimane
– sottolinea
Ialongo - si
sono
visti inequivocabili risultati
».
Ma poi, poco dopo l’ini -
zio
dell’estate, la pompa si è
guastata
e per oltre un mese e
mezzo
– racconta il geologo –
nessuno
si è preoccupato di
ripararla.
Anzi: sono state
sciolte
le catene che tenevano
alzata
una delle due cateratte,
facendo
sì che si dimezzasse
anche
l’apporto in via naturale
delle
acque del mare. Di qui la
carenza
di ossigeno che ha
portato
ad una nuova moria di
pesci
a Ferragosto. « La pesantezza
di
quanto è accaduto
è
al di là di ogni misura.
L’indifferenza
di troppi enti
che
in qualche modo hanno il
dovere
di intervenire in modo
diretto
o indiretto è sconfortante.
Le
responsabilità – con -
clude
il geologo - vanno comunque
accertate
quanto prima
».
il quotidiano di Latina 19 agosto 2014
Nessun commento:
Posta un commento