LE ACCUSE DELL'EX ASSESSORE ALL'AMBIENTE DI LATINA
In conferenza stampa un durissimo attacco trasversale. "Noi abbiamo giocato a carte scoperte, sindaco e governatore no. Ma invito la città a un ragionamento più ampio, in troppi vogliono che la gente non capisca"Dice: è un appello al ragionamento. L’ultimo. Gli è rimasta solo questa speranza: parlare alla città e invitarla a vedere le cose da una prospettiva d’insieme, visto che certa politica ci ostina a non farlo. Fabrizio Cirilli da un pezzo non è più assessore all’ambiente del Comune di Latina ma quando parla di rifiuti continua ad infervorarsi, mulina le braccia come se avesse in mano un’ascia di guerra. “Ci sono storie che durano anni, decenni – attacca – e se tu non le segui bene rischi di perderne il filo. Col ripascimento è stato così, ma con la discarica è peggio”. E’ una conferenza stampa, e allora si sforza di seguire i punti con un ordine logico. Ma il ragionamento parte da un assunto. “Chi governa non vuole capire, e si sforza di non far capire a chi invece dovrebbe averne l’interesse. Prendete le dichiarazioni di questi giorni. In Comune c’è chi sbandiera intenzioni che sono una l’opposta dell’altra: la realizzazione di un impianto di Tmb, quello per il trattamento indifferenziato dei rifiuti, e il progetto di raccolta differenziata spinta. Io dico: possibile che nessuno abbia ragionato su questa assurdità? Possibile che nessuno abbia eccepito sul fatto che l’impianto di Tmb è la soluzione prevista per chi non effettua la differenziata?”.
A FAVORE DEL TMB Cirilli ricorda quando il suo movimento, L’altra faccia della politica, s’era prodigato a favore della realizzazione dell’impianto Tmb a Montello. “Ma era un momento storico diverso – dice – quella era la soluzione migliore a patto che l’impianto fosse a servizio di un invaso e servisse a chiudere il ciclo dei rifiuti in provincia di Latina. Noi abbiamo giocato a carte scoperte, ma poi la Regione ha sparigliato e autorizzato le famose quattrocentomila tonnellate alla Rida. Cosa avremmo dovuto fare? A quel punto era logico cambiare strategia, tant’è che abbiamo deciso di puntare tutto sulla differenziata spinta per raggiungere in un anno un obiettivo che inizialmente contavamo di raggiungere in una legislatura. E peraltro mi risulta che ad oggi il progetto non sia ancora stato presentato”. Il sospetto è quello di sempre: “In queste storie di monnezza i meccanismi, le strategie e i personaggi sono sempre gli stessi. Si ripetono con uno schema fisso che punta tutto sull’ignoranza degli interlocutori, perché è difficile capire se non hai una visione d’insieme. Per dire, quando Ecoambiente prese in carico Montello c’era una situazione ambientale grave da risanare, l’accordo che si fece allora era sacrosanto. Ma dopo vent’anni non si può replicare lo stesso schema, pretendere garanzie per procedere ancora alla bonifica. Per questo noi ci siamo sempre opposti, diffidando anche dal rilasciare la nuova Aia
I FONDI POST MORTEM L’altra grande questione è quella relativa ai fondi per le bonifiche post mortem, soldi trattenuti in bolletta e destinati ai gestori delle discariche affinché garantiscano alla fine del ciclo di vita degli invasi le opere di risanamento ambientale. Tra l’altro proprio sulla presunta sottrazione di questi fondi è in corso una importante inchiesta della polizia di Latina che ha già portato a numerosi arresti. “Fermo restando che non so a quali conclusioni porterà la vicenda giudiziaria – sostiene l’ex vicesindaco – voglio qui sottolineare un aspetto che rischierebbe di far saltare il sistema, e per questo a molti conviene non sollevare. Già quando ero consigliere regionale – ricorda – presentai una proposta di legge affinché i contributi post mortem non venissero destinati nelle tasche dei gestori delle discariche. Parliamo di centinaia di milioni di euro i cui interessi non sono mai stati codificati e che vengono sfruttati dai privati anziché dalla collettività. Decine di milioni di euro che solo a Latina consentirebbero ai cittadini di pagare bollette irrisorie. Dopo l'inchiesta della Procura molti esponenti politici si accodarono, nell'enfasi del momento, ma adesso non ne parla più nessuno, perché davvero una cosa del genere farebbe saltare tutto il sistema. Oggi mi fanno ridere certi amministratori comunali che adesso sbandierano ai quattro venti di aver fatto risparmiare quattro euro in bolletta rinunciando al servizio di pulizia delle spiagge, e mandando a casa cinque persone. Voglio vedere alle prossime mareggiate chi pulirà, e quanto costerà”.
I SIGNORI DELLA MONNEZZA Il terzo capitolo è quello dei personaggi. “Ma ricordate quando solerti amministratori fecero roboanti dichiarazioni per costituirsi parte civile nei processi ai vertici di Ecoambiente. E poi? Poi con gli stessi personaggi ci si siedono al tavolo per trattare? O peggio, aiutarli nei loro affari? La verità è che ci si scorda troppo presto degli interessi pubblici quando c’è di mezzo una società mista, e la storia italiana degli ultimi anni ce lo ha insegnato. Forse andavano bene 25 anni fa, le società miste, ma c’era ancora il muro di Berlino e il mondo era diverso…” Il ritornello allora è lo stesso: “Siamo alla follia assoluta, per questo invito la gente della mia città al ragionamento, a una visione d’insieme. Questa la vedo un po’ come l’ultima spiaggia, perché per far saltare il sistema serve consapevolezza e invece i signori della monnezza fanno di tutto per riportare i ragionamenti su compartimenti stagni, spezzare quel filo che collega le storie e i personaggi. Così ogni volta si ricomincia da capo, e ogni volta si attuano provvedimenti in nome dell’emergenza e dando la colpa all’amministratore che c’era prima. Un libro già scritto, e vedrete che lo leggerete ancora”
http://www.corrieredilatina.it/news/ambiente/13296/Cirilli--Le-storie-della-monnezza.html
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