Far
reperire un sacco pieno di carbone davanti
alla
porta di casa dell'ex procuratore
capo
Gian Carlo Caselli è stato
definito
un “gesto goliardico”. A
organizzarlo,
una dozzina di manifestanti
No
Tav con l'intento di
rivolgergli
gli auguri per l'Epifania.
È
stato lo stesso Caselli a segnalare
l'episodio
alla Digos. Nei giorni
scorsi,
era intervenuto sui No
Tav
in un'intervista e aveva dichiarato
che
“pretendere con la violenza di impedire
la
realizzazione di un'opera deliberata
rispettando
tutte le procedure, significa mettersi
contro
e fuori dalla democrazia". Quello
del
carbone, quindi, è un gesto con un chiaro
simbolismo
contro i “cattivi”. I No Tav, riuniti in
piazza
Castello a Torino, hanno indossato maschere
di
politici e giudici italiani favorevoli
alla
realizzazione della Tav e hanno improvvisato
una
gara di lancio del carbone per decidere
chi
fosse il “Sì Tav più carogna, più odioso,
tra
chi è stato eletto”. Alla fine della gara, il
ministro
dei Lavori Pubblici Maurizio Lupi è
stato
identificato come il “cattivo dell’anno”. Il
gruppo,
composto da circa cinquanta manifestanti,
ha
poi cercato di consegnare a casa
del
presidente della regione Piemonte Sergio
Chiamparino,
un sacco di carbone. Il corteo è
stato
però bloccato dalle forze dell’ordine prima
che
riuscisse nell’impresa. Lo scorso anno
c’erano
stati diversi episodi di minacce, rivolte
ai
Pm che lavorano alle inchieste contro il movimento
valsusino
di Cosimo Cariddi.
Il
fatto quotidiano 7 gennaio 2014
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