mercoledì 7 gennaio 2015

caso discarica di Borgo Montello Indeco e Comune avversari, sull’Aia regionale si va al Tar Nel ricorso valutazioni durissime sull’operato della Regione

SI CHIEDE
LA SOSPENSIONE
DEL PROVVEDIMENTO
DI SETTEMBRE
«GRAVI EFFETTI
SULL’AMBIENTE
E LA SALUTE
DEI CITTADINI» 
Ancora una volta potrebbe
essere la magistratura
amministrativa a
sbrogliare l’ingarbugliata matassa
dei rifiuti e del proseguimento
dell’attività di abbancamento
di materiale di risulta dei
rifiuti a Borgo Montello. Domani
infatti si discute davanti al
Tribunale amministrativo il ricorso
presentato dal Comune di
Latina e con cui si chiede la
sospensione del rilascio dell'AIA
ai fini della «tutela e
salvaguardia della salute pubblica
e dell'ambiente, seriamente
e gravemente compromesse
dalla prosecuzione delle attività
in difetto della bonifica del sito
». Come si sa il Comune di
Latina aveva posto come condizione
essenziale il completamento
della bonifica secondo
l’iter e i metodi stabiliti in conferenza
di servizi, obiettivo che
non risulta, al momento, raggiunto
e ciò nonostante la Regione
Lazio lo scorso 9 settembre
ha comunque autorizzato
Indeco a proseguire con la coltivazione
dell’invaso e anzi si
prevede l’ampliamento in un
contesto territoriale e ambientale
già molto compromesso.
Sia l'Arpa Lazio che l'Asl di
Latina hanno più volte evidenziato
l'inconciliabilità delle attività
di abbancamento dei rifiuti
in assenza degli interventi di
bonifica disposti, appunto, dal
Comune di Latina. La sospensione
cautelare del provvedimento
contenente l’Aia viene
considerata nel ricorso «necessaria
per la tutela dei lavori primari
nella persistenza della
mancata attuazione delle misure
disposte». Sempre nel ricorso si
sottolinea che l’eventuale prosecuzione
dell’attività potrebbe
causare «pregiudizio grave ed
irreparabile» all’ambiente e alla
salute dei cittadini. Di qui la
necessità di arrivare subito alla
sospensione di ogni efficacia.
Come si sa questa autorizzazione
è stata avallata dalla Regione
in assenza di alcuni elementi
fondanti della domanda, che comunque
non vengono richiamati
nel procedimento davanti al Tribunale
amministrativo. Indeco
al momento della presentazione
della domanda non ha presentato
la prova delle polizze di garanzia,
necessarie e previste dalle
legge; ciò nonostante la Regione
ha dato il via libera,
imponendo un termine di 90
giorni per il deposito delle polizze;
termine che Indeco non ha
rispettato adducendo tra le motivazioni
anche l’inchiesta in corso
da parte della magistratura
ordinaria che avrebbe pesato sul
giudizio e l’atteggiamento di
banche e asicurazioni. In questo
modo la società ha chiesto e
ottenuto dalla Regione un’ulte -
riore dilazione per il deposito
delle polizze assicurative e adesso
il termine scadrà a fine mese.
Ma nel frattempo il Tar si pronuncerà
sulla legittimità dell’au -
torizzazione regionale e in caso
di accoglimento del ricorso del
Comune verrebbe meno del tutto
la necessità di produrre le
polizze. Secondo il ricorrente la
bonifica non è adeguata e la
Regione ha rilasciato l’autoriz -
zazione prima che intervenisse il
provvedimento finale della conferenza
di servizi. In particolare
non sarebbero state tenute in
considerazione le risultanze delle
verifiche sullo stato di attuazione
del procedimento di bonifiche.
In altri termini: la Regione
non ha valutato con la dovuta
attenzione il fatto che le falde
sono ancora a forte rischio inquinamento
e che l’isolamento dal
percolato non è completo né
credibile e in queste condizioni
ha acconsentito che Indeco potesse
proseguire e ampliare l’at -
tività di abbancamento di materiale
di risulta del pre trattamento
dei rifiuti.
IL QUOTIDIANO - Mercoledì 7 Gennaio 2015
4 Latina


Nessun commento: