Scarichi fuori legge presso le strutture sanitarie pubbliche e private, nei guai anche il responsabile degli ospedali di Formia e Gaeta. Inoltre Polizia Provinciale e Capitaneria di porto hanno passato al setaccio i cantieri navali. Ora si procede con i controlli presso i depuratori comunali
17/07/2014 - 15:00
Mare inquinato nel Golfo, si allarga l’inchiesta della Procura di Cassino. Le indagini delegate alla Capitaneria di porto di Gaeta e alla Polizia provinciale di Latina, partite sul fronte delle strutture sanitarie, si sono estese anche alla cantieristica navale e agli impianti di depurazione.
STRUTTURE SANITARIE, UN’INFORMATIVA DI REATO E COSPICUE SANZIONI AMMINISTRATIVE. I primi accertamenti erano stati disposti, dal procuratore capo Giuseppe Marcone, a fine 2013 per individuare le possibili fonti di inquinamento nel Golfo di Gaeta. L’attività ha interessato inizialmente le strutture ospedaliere e sanitarie pubbliche e private del comprensorio del sud pontino, analizzando a fondo i sistemi di smaltimento reflui di natura domestica ed industriale che hanno comportato l’inoltro di una informativa di reato alla Procura della Repubblica di Cassino, a carico di Marina Capasso, direttore sanitario degli ospedali di Gaeta e Formia, di Massimo e Maurizio Costa, in qualità di amministratori della clinica Casa del Sole, e dei titolari di due ditte appaltatrici dei servizi mensa degli ospedali di Forma e Gaeta. Si è quindi proceduto alla verifica della corretta annotazione nei registri della tipologia dei rifiuti e, in alcuni casi, il riscontro della mancanza assoluta delle scritture previste dalla legge, hanno determinato l’elevazione da parte della Polizia Provinciale e della Guardia Costiera di cospicue sanzioni pecuniarie.
ANCHE I CANTIERI NAVALI NEL MIRINO. Sono stati poi avviati specifici monitoraggi sui siti dei cantieri navali presenti nel Golfo allo scopo di accertare potenziali pericoli per l'ambiente marino. I controlli congiunti di polizia giudiziaria ambientale, da parte della Polizia provinciale, diretta da Pasquale Fusco, e della Capitaneria di Porto, guidata dal Marco Guzzon, hanno preso in considerazione i residui della lavorazione, la gestione interna del ciclo dei rifiuti ed altri tipi di emissione. Anche in questo caso sono state riscontrate diverse anomalie che saranno oggetto nei prossimi giorni di una nuova informativa di reato alla Procura della Repubblica di Cassino. Durante le ispezioni è stata analizzata anche la tenuta dei registri obbligatori prescritti dalla normativa in materia ambientale, con possibili risvolti sanzionatori di carattere amministrativo.
I CONTROLLI PRESSO I DEPURATORI. E poiché la qualità delle acque marine è legata anche ai reflui provenienti sia dalle utenze pubbliche che da quelle private, il pool degli investigatori coordinati dalla Procura di Cassino ha deciso di estendere gli accertamenti anche presso i depuratori dei diversi Comuni che insistono nel Golfo. “Al fine di prevenire il diffondersi di ulteriori forme di inquinamento, destinate a danneggiare la salute umana e l’ecosistema e tenute in considerazione le maggiori pressioni a cui è soggetto il territorio durante il periodo estivo, le indagini si intensificheranno nelle prossime settimane”, precisa la Capitaneria di Porto con una nota stampa.
http://www.corrieredilatina.it/news/notizie-locali-sud/8352/Mare-inquinato-nel-Golfo--si.html
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