PER
SALVARE l’Ilva
di Taranto Il Governo Renzi è costretto
a
tutelare le banche, ormai le uniche in grado di garantire il
salvataggio
della fabbrica ionica. Il nuovo decreto, il sesto
dal
luglio 2012, approvato ieri dal Consiglio dei ministri,
infatti,
oltre a escludere la promozione del subcommissario
ambientale
Edo Ronchi a commissario, ha scelto di tenere
fuori
dal testo definitivo l’ipotesi di utilizzare i soldi sequestrati
alla
famiglia Riva dalla Procura di Milano per le
opere
di risanamento degli impianti dell’acciaieria di Taranto.
Una
decisione maturata probabilmente alla luce
sull’ipotesi
di incostituzionalità della norma ventilata da più
parti
e che, secondo iniscrezioni, la famiglia Riva era pronta
a
far valere dinanzi alla Consulta. Come ha spiegato il
premier
in conferenza stampa il testo contiene anche “la
riorganizzazione
dei tempi di risanamento”: entro il 31 luglio
2015,
cioè, dovrà essere “attuato almeno l'ottanta per
cento
delle prescrizioni in scadenza prima di quella data”
mentre
rimane invariato “il termine ultimo già previsto del
4
agosto 2016 per l'attuazione di tutte le altre prescrizioni”.
Fra.
Cas. il fatto quotidiano 11 luglio 2014
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