venerdì 11 luglio 2014

Ilva, no al risanamento coi soldi dei Riva

PER SALVARE l’Ilva di Taranto Il Governo Renzi è costretto
a tutelare le banche, ormai le uniche in grado di garantire il
salvataggio della fabbrica ionica. Il nuovo decreto, il sesto
dal luglio 2012, approvato ieri dal Consiglio dei ministri,
infatti, oltre a escludere la promozione del subcommissario
ambientale Edo Ronchi a commissario, ha scelto di tenere
fuori dal testo definitivo l’ipotesi di utilizzare i soldi sequestrati
alla famiglia Riva dalla Procura di Milano per le
opere di risanamento degli impianti dell’acciaieria di Taranto.
Una decisione maturata probabilmente alla luce
sull’ipotesi di incostituzionalità della norma ventilata da più
parti e che, secondo iniscrezioni, la famiglia Riva era pronta
a far valere dinanzi alla Consulta. Come ha spiegato il
premier in conferenza stampa il testo contiene anche “la
riorganizzazione dei tempi di risanamento”: entro il 31 luglio
2015, cioè, dovrà essere “attuato almeno l'ottanta per
cento delle prescrizioni in scadenza prima di quella data”
mentre rimane invariato “il termine ultimo già previsto del
4 agosto 2016 per l'attuazione di tutte le altre prescrizioni”.

Fra. Cas. il fatto quotidiano 11 luglio 2014

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