sabato 14 dicembre 2013

«Disseppelliremo i segreti tossici»parte dalla Camera l’«operazione trasparenza» sul racket dei rifiuti pericolosi. Intervista alla presidente Laura Boldrini

Andrea Palladino, Andrea Tornago, 13.12.2013 —    Intervista. parte dalla Camera l’«operazione trasparenza» sul racket dei rifiuti pericolosi. Intervista alla presidente Laura Boldrini per prima ha deciso di desecretare gli atti di inchiesta. La Terra dei fuochi, le navi dei veleni, i traffici con la Somalia: dopo la richiesta di Greenpeace, Montecitorio avvia l’apertura degli archivi http://ilmanifesto.it/disseppelliremo-i-segreti-tossici/ ↳ La presidente della Camera, Laura Boldrini 14soc1f01mauro pagnano terra dei fuochi 1Prima la Terra dei fuo­chi, ora le navi dei veleni e i traf­fici con la Soma­lia. L’«operazione tra­spa­renza» sui rifiuti tos­sici lan­ciata dalla pre­si­dente della Camera Laura Bol­drini – ini­ziata a fine otto­bre con la pub­bli­ca­zione delle dichia­ra­zioni dell’ex boss dei casa­lesi Car­mine Schia­vone sugli sver­sa­menti nell’agro cam­pano – è arri­vata al cuore dei silenzi che da vent’anni avvol­gono alcuni dei più fitti misteri ita­liani. Come gli affon­da­menti di navi cari­che di sco­rie nel Medi­ter­ra­neo e i traf­fici di armi e rifiuti con la Soma­lia. E la sto­ria di due morti irri­solte: l’omicidio della gior­na­li­sta Ila­ria Alpi e del suo ope­ra­tore Miran Hro­va­tin il 20 marzo del ’94 a Moga­di­scio, e la morte sospetta dell’investigatore che inda­gava sugli affon­da­menti delle “navi a per­dere”, il capi­tano di cor­vetta Natale De Gra­zia, avve­le­nato il 13 dicem­bre ’95 a Nocera Infe­riore. Dopo la richie­sta di Green­peace, l’ufficio di pre­si­denza di Mon­te­ci­to­rio ha avviato il per­corso per la dese­cre­ta­zione dei docu­menti riser­vati delle Com­mis­sioni par­la­men­tari d’inchiesta – più di 600 dos­sier segreti, come ha rive­lato il mani­fe­sto – girando la richie­sta ai ser­vizi di intel­li­gence italiani.Pre­si­dente Bol­drini, sul traf­fico dei rifiuti lei ha avviato un’operazione di tra­spa­renza e verità. Fare chia­rezza sul traf­fico nord-sud, sulle navi dei veleni e sul caso Alpi-Hrovatin, solo fino a pochi mesi fa, sem­brava impen­sa­bile. Cos’è cambiato?Non so cosa avesse impe­dito pre­ce­den­te­mente di avviare un per­corso di tra­spa­renza. Quello che so è che oggi la que­stione è asso­lu­ta­mente deci­siva per la cre­di­bi­lità delle isti­tu­zioni: se vogliamo pro­vare a ripri­sti­nare un rap­porto di fidu­cia coi cit­ta­dini, è indi­spen­sa­bile togliere il velo del segreto ogni volta che sia pos­si­bile e giusto.È un’iniziativa impor­tante, per­ché su que­sti temi spesso è sem­brato che ci fosse una “ragion di Stato”.Non pos­siamo dimen­ti­care di vivere in un Paese nel quale, troppo spesso, il segreto è stato appo­sto e invo­cato non a tutela dei diritti di molti, ma a guar­dia degli inte­ressi e dei pri­vi­legi di pochi. Ciò ha fatto con­so­li­dare nell’opinione pub­blica un muro di scet­ti­ci­smo che chi opera nelle isti­tu­zioni si deve porre l’obiettivo di sgre­to­lare. È per que­sto che ad esem­pio a fine otto­bre l’ufficio di pre­si­denza della Camera ha deciso di togliere il segreto sulle dichia­ra­zioni rese nel ’97 da Car­mine Schia­vone alla Com­mis­sione bica­me­rale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti sulla cosid­detta “Terra dei Fuo­chi”. E quell’iniziativa ha sol­le­ci­tato nuove curio­sità e nuove domande.Per le “navi dei veleni” però è diverso: la que­stione è ancora più spinosa.Sulle “navi dei veleni” ho rice­vuto pochi giorni fa una richie­sta da parte di Green­peace e dei Verdi e ho sot­to­po­sto imme­dia­ta­mente la que­stione all’ufficio di pre­si­denza, dove è stato con­di­viso da tutti l’avvio di una pro­ce­dura per togliere il segreto sul più alto numero pos­si­bile di docu­menti in mate­ria. Ricordo che delle cosid­dette “navi dei veleni” si sono occu­pate sia le Com­mis­sioni sul ciclo dei rifiuti che hanno ope­rato negli ultimi dieci anni, sia la Com­mis­sione di inchie­sta sulla morte di Ila­ria Alpi e Miran Hro­va­tin isti­tuita nella sedi­ce­sima legi­sla­tura. Que­gli atti sono con­ser­vati presso l’archivio sto­rico della Camera.Quali sono gli osta­coli che ora potreb­bero ren­dere dif­fi­cile la dese­cre­ta­zione? Che cosa potrebbe non funzionare?Non par­le­rei di «qual­cosa che può non fun­zio­nare». Credo – anche qui per amore di tra­spa­renza – che sia neces­sa­rio spie­gare bene la pro­ce­dura che è stata avviata. I docu­menti di cui par­liamo sono essen­zial­mente atti che le Com­mis­sioni par­la­men­tari di inchie­sta hanno acqui­sito da altre auto­rità, che li hanno tra­smessi con il vin­colo di riser­va­tezza o segre­tezza. Per togliere il segreto dun­que dovremo inter­pel­lare loro affin­ché pos­sano rimuo­vere o con­fer­mare il vin­colo. Que­sta è la pro­ce­dura pre­vi­sta dal rego­la­mento dell’archivio sto­rico della Camera. Nel caso invece di atti o docu­menti pro­dotti dalle Com­mis­sioni stesse, e poi sot­to­po­sti al cosid­detto “segreto fun­zio­nale” – quello che può essere posto per tute­lare il buon esito dell’inchiesta par­la­men­tare e che, ad esem­pio, si pone per pre­ser­vare certi testi­moni chia­mati a rila­sciare dichia­ra­zioni davanti alla com­mis­sione d’inchiesta –, si potrà pro­ce­dere alla loro dese­cre­ta­zione una volta veri­fi­cato che ciò non intralci l’attività di altri organi dello Stato, ad esem­pio inchie­ste giu­di­zia­rie in corso.Che cosa si impe­gna a fare sin d’ora la pre­si­denza della Camera per supe­rare even­tuali intoppi?La pre­si­denza farà tutto quello che si ren­derà neces­sa­rio per­ché il cam­mino che si è intra­preso vada a buon fine. Natu­ral­mente tutto ciò avverrà nel rispetto delle regole det­tate dal nostro ordi­na­mento e delle com­pe­tenze spet­tanti agli altri sog­getti isti­tu­zio­nali coin­volti. Come ho detto prima, l’iter coin­vol­gerà anche valu­ta­zioni di altri organi dello Stato.Quali sono i tempi?L’attività degli uffici di Mon­te­ci­to­rio è già comin­ciata, stiamo lavo­rando per indi­vi­duare gli atti e i docu­menti in que­stione. Si trat­terà poi di dare alle altre auto­rità il tempo di svol­gere le loro istrut­to­rie. Non escludo che si possa “fra­zio­nare” il per­corso in più tappe, qua­lora alcune rispo­ste giun­ges­sero già in tempi brevi.Si è sen­tita con il col­lega Grasso? C’è un coor­di­na­mento tra voi su que­sto tema?Al momento gli atti e i docu­menti dovreb­bero essere tutti depo­si­tati presso l’archivio sto­rico della Camera, e quindi la pro­ce­dura sarà gestita presso la Camera stessa. Se doves­sero emer­gere esi­genze diverse comun­que è evi­dente che vi sarà un coor­di­na­mento tra Camera e Senato.L’Italia negli anni ’80 e ’90 ha espor­tato rifiuti peri­co­losi nei paesi afri­cani e latino-americani. Poi sono ini­ziati i traf­fici verso il Mez­zo­giorno. Nono­stante que­sti pre­ce­denti non abbiamo ancora una legge che puni­sca seve­ra­mente i reati ambien­tali, pre­scritti oggi in pochis­simo tempo. Ci potrà essere, secondo lei, un inte­resse di que­sto Par­la­mento a varare riforme in que­sto settore?Nel calen­da­rio dei lavori dell’assemblea della Camera per il mese di dicem­bre è già inse­rito l’esame di alcune pro­po­ste di legge attual­mente all’esame della Com­mis­sione Giu­sti­zia. Sono testi che riscri­vono com­ple­ta­mente la mate­ria dei reati ambien­tali, ina­sprendo in par­ti­co­lare le san­zioni e pre­ve­dendo la puni­bi­lità di con­dotte oggi prive di disci­plina nor­ma­tiva. Anche sotto que­sto pro­filo penso pro­prio che la Camera riu­scirà a dare una rispo­sta con­creta in tempi ravvicinati.Per­ché non è ancora stata isti­tuita la Com­mis­sione bica­me­rale d’inchiesta sugli ille­citi con­nessi al ciclo dei rifiuti?Il pro­getto di legge di isti­tu­zione della Com­mis­sione la Camera lo ha appro­vato già lo scorso 11 luglio. Il testo ora è all’esame al Senato e a quanto mi risulta la com­mis­sione com­pe­tente del Senato potrà pro­ce­dere alla sua appro­va­zione senza neces­sità di pas­sare per l’assemblea, avendo avuto asse­gnato il pro­getto di legge in sede deli­be­rante il 18 otto­bre scorso. Sono fidu­ciosa che pre­sto anche il Senato lo voterà.

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