mercoledì 11 dicembre 2013
Bonifica con i «buchi» L’Arpa non si fida del progetto, oggi si torna a valutare il metodo proposto
Latina Editoriale Oggi 11 dicembre 2013
ambiente
La settimana più difficile
del 2013 sul fronte dei rifiuti
sembrava essere stata la
seconda di gennaio, quando
il Ministro dell’A mbiente
aveva detto che bisognava
usare solo impianti
di tmb ma non aveva calcolato
che ne funzionava uno
solo, quello Rida di Aprilia,
la quale sta per chiudere i
cancelli perché ha raggiunto
la quota annuale autorizzata.
E si potrebbe tornare
in discarica, la stessa
che sconta un forte inquinamento
difficile da bonificare.
Se ne discute, appunto,
oggi in conferenza di
servizi.
Eccezioni anche dalla Provincia nell’ultima conferenza di servizi. Disinteresse della Asl
Bonifica con i «buchi»
L’Arpa non si fida del progetto, oggi si torna a valutare il metodo proposto
DI GRAZIELLA DI MAMBRO
Troppi dubbi e molti
elementi da correggere:
per questo l’ultima
conferenza di servizi sulla
bonifica di Borgo Montello è
stata rinviata ancora e se ne
riparlerà oggi con gli stessi
soggetti istituzionali. Il nodo
più importante riguarda le
modalità e i costi stimati per
gli interventi di immissione
dei reagenti nei pozzi, operazione
ritenuta congrua da
EcoAmbientre una delle società
di gestione delle discariche
che sta eseguendo i lavori
di riassetto ambientale a
Montello. In particolare secondo
il rappresentante di Arpa
(agenzia regionale per la
protezione dell’ambiente) «si
evidenziano perplessità sulle
modalità applicative di immissione
dei reagenti» e pertanto
è stato chiesto alla società
«se tali modalità garantiscano
risultati definitivi». In
pratica l’Arpa non si fida fino
in fondo del metodo dei reagenti
per bloccare l’inquina -
mento delle falde. Il sistema
proposto si articola sull’inie -
zione, attraverso i pozzi spia,
di notevoli quantità di per
carbonato di sodio (uno
sbiancante non inquinante)
che, secondo lo studio e il
progetto presentato, dovrebbe
attutire il livello di inquinamento.
Come si sa i dati
Arpa riferiti all’ultimo biennio
danno un incremento della
presenza di sostanze altamente
inquinanti nei campioni
prelevati attraverso i pozzi
spia, anche su quelli posti
al l’esterno della zona già
considerata bonificata, ossia
oltre il sarcofago che contiene
le discariche più vecchie,
quelle dove si poteva scaricare
di tutto perché i limiti legislativi
erano più blandi. E
infatti al periodo di coltivazione
di quelle discariche si fa
risalire l’origine dell’inqui -
namento attuale, argomentazione
che, comunque, non
convince tutti. Ma nella conferenza
di servizi per decidere
come procedere adesso con
la bonifica c’è anche un rilievo
sulla metodologia e in specie
sulla scelta di effettuare i
prelievi finalizzati alla valutazione
del risultato del reagente
sugli stessi pozzi utilizzati
per l’immissione della sostanza
disinquinante. Ci potrebbe
essere un effetto non
realistico sulla reale efficacia
dell’uso del reagente e quindi
sempre Arpa Lazio ha chiesto
che siano utilizzati pozzi diversi
per le immissioni e i
prelievi successivi posti, peraltro,
a «determinate distanze
». Per l’amministrazione
provinciale, chiamata a dare
un parere vincolante alla decisione
finale sulla bonifica,
ogni modifica va motivata e
giustificata considerato lo
stato in cui versa attualmente
il complesso delle discariche
di Borgo Montello. I tecnici
di EcoAmbiente si sono impegnati
a portare il piano modificato
alla nuova riunione di
questa mattina, che si apre
alle 9.30 per gli enti e verrà
allargata ad Ecoambiente alle
11. A latere va detto che questo
tortuoso cammino volto a
salvare le sorti della falda
acquifera che scorre sotto
Borgo Montello non hanno
partecipato tutti i soggetti che
avrebbero dovuto. Per esempio
è stato clamorosamente
assente il responsabile del
Servizio igiene e alimenti
della Asl di Latina, ossia esattamente
il soggetto che dovrebbe
tutelare i residenti e
agli agricoltori di quella zona
che producono alimenti destinati
al mercato comune. D’al -
tro canto questo stesso ufficio
della Asl è tra quelli (come
Provincia, Comune e Regione)
che non hanno reso noti i
dati sull’inquinamento registrato
dai pozzi della discarica
nonostante fossero in possesso
del dossier completo da
marzo dello scorso anno. Per
la cronaca era assente all’ulti -
ma conferenza di servizi anche
il rappresentante del Settore
ciclo integrato dei rifiuti
della Regione Lazio, esattamente
l’ufficio da cui promanano
le direttive sulle modalità
di gestione dei rifiuti con
fine di renderle ad impatto
ambientale il più basso possibile.
Il Comune di Latina,
attraverso l’assessorato, non
ha posto eccezioni al piano
che si sta seguendo, pur avendo
chiesto formalmente
massima tutela per la falda
gli insediamenti agricoli. Ma
il punto è che il Comune
Latina è indirettamente socio
della srl che ha redatto
progetto di bonifica e in qualche
modo ne assume una quota
di paternità.
LA SOCIETÀ
ECOAMBIENTE
VUOLE UTILIZZARE
UNO SBIANCANTE
IL PROBLEMA
DEI POZZI SPIA USATI
PER LE ANALISI
E LE IMMISSIONI
IL PROBLEMA
DEI POZZI SPIA USATI
PER LE ANALISI
E LE IMMISSIONI
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