giovedì 8 gennaio 2015

Con aumento CO2 a rischio riserve carbonio nel suolo Non esclusa reazione a catena tra piante e microrganismi

I livelli crescenti di anidride carbonica nell'atmosfera potrebbero scombussolare la più grande riserva di carbonio del pianeta: il suolo. A dirlo è uno studio condotto da ricercatori della Princeton University, che sottolineano come l'aumento di CO2 possa dare il via ad una reazione a catena tra piante e microrganismi del terreno.

Secondo la ricerca, pubblicata su Nature Climate Change, il carbonio stoccato nel suolo potrebbe diventare sempre più volatile, soprattutto a causa della crescita delle piante, favorita proprio dall'aumento di CO2 nell'atmosfera: le loro radici potrebbero stimolare l'attività microbica del suolo che accelera la decomposizione del carbonio contenuto nel terreno, rilasciandolo così nell'atmosfera. Ma a frenare l'allarme sono gli stessi ricercatori, che non escludono, al contrario, che l'attività microbica favorita dalla crescita delle radici possa anche 'fissare' il carbonio sulle particelle minerali, proteggendolo dalla decomposizione e aumentando in questo modo la conservazione a lungo termine dell'anidride carbonica nel suolo.

La novità più importante introdotta dallo studio è che per la prima volta i ricercatori hanno sviluppato un modello in grado di rappresentare la complessa interazione tra anidride carbonica, piante e terreno, dove microrganismi, batteri e funghi rispondono in modi complessi alle temperature, umidità e carbonio. Questo modello è in contrasto con quelli precedenti, che dipingevano il suolo solo comedeposito di CO2. "La crescita e le attività delle radici sono fattori importanti di ciò che accade nel suolo e sapere che cosa stanno facendo potrebbe essere importante per capire come il suolo reagirà", ha detto Benjamin Sulman, ricercatore a Princeton e tra gli autori dello studio".
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