martedì 7 gennaio 2014

Le manutenzioni di Acqualatina per 7,6 milioni I contratti facili per gli amici La storia si ripete sulle gare della spa

Latina Oggi, Martedì 7 Gennaio 2014

Le manutenzioni di Acqualatina per 7,6 milioni
I contratti facili per gli amici
La storia si ripete sulle gare della spa

DI GRAZIELLA DI MAMBRO

Senza saper far troppo bene i conti la manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti idriche e fognarie di Acqualatina si può dire che valga poco meno di otto milioni di euro. Se li prenderanno, spacchettati in otto lotti da 950mila euro ciascuno, otto ditte tutte riconducibili a politici di primo piano del Pdl o loro fidati collaboratori, uno dei quali è dirigente della stessa società che ha indetto la gara. Fin qui non ci sarebbe neppure niente di nuovo perché si tratta di un film già visto con i contratti per la lotta alle dispersioni idriche, il recupero dell’evasione e via elencando. Ma c’è qualcosa che cambia un po’ il giudizio su questo modus agendi, ossia sulla scelta di spacchettare appalti che avrebbero tutte le caratteristiche per essere aggiudicati con unica gara europea. Si tratta di alcuni passaggi inseriti nell’a ccordo di luglio scorso per concedere la solidarietà ai lavoratori di Acqualatina. In quella circostanza, considerate le difficoltà economiche della spa e la necessità di tagliare sul costo del lavoro (ora a carico del welfare fino a luglio 2014) era stato annunciato che la società per sanare l’esube - ro di personale avrebbe cercato di internalizzare il maggior numero possibile di servizi. Dunque la manutenzione almeno ordinaria delle reti poteva essere l’occasione per tentare di utilizzare il personale collocato in regime di solidarietà e, in teoria, destinato ad uscire dall’azienda nel caso in cui non si dovesse risolvere la crisi industriale in atto e che ha giustificato il ricorso agli ammortizzatori sociali avallato dalla Regione Lazio e dai sindacati. Ma con la promessa delle internalizzazioni. Invece, a quattro mesi dall’accordo, si è proceduto ad affidare tutta la manutenzione della rete idrica e fognaria a società esterne, di amici fidati naturalmente. In questo modo i tecnici in organico vengono pagati con ammortizzatori (rimettendoci anche una piccola quota dello stipendio) mentre le stesse mansioni vengono eseguite da ditte esterne incaricate senza gara d’appalto europea e casualmente riconoscibili come «vicine» a politici che indicano anche i membri del consiglio di amministrazione della società, quella che poi stipula i contratti. Sembra un groviglio ma in realtà si capisce bene il meccanismo. 


Latina Oggi, Martedì 7 Gennaio 2014

Si occuperanno di interventi ordinari e straordinari
Otto lotti per reti e impianti
Quali sono e da dove vengono le imprese scelte a trattativa privata

Tutte le società affidatarie della manutenzione delle reti idriche e fognarie hanno sede nel Lazio e, in genere, nel circondario in cui andranno ad operare. I contratti sono stati siglati senza gara d’appalto ma a seguito della cosiddetta «procedura negoziata », in altri termini un affidamento diretto. Della manutenzione ordinaria dei Comuni di Anzio, Nettuno, Aprilia, Bassiano, Cisterna di Latina, Cori, Norma, Roccamassima e Sermoneta si occuperà la Fraem di Nettuno, società facente capo alla famiglia Lalli che ha eseguito ed esegue anche lavori per conto dell’a m mi n is t ra z i on e Chiavetta in affidamento diretto. Il sindaco di Nettuno, nonostante alcune critiche al servizio idrico, in conferenza dei sindaci dell’Ato4 ha sempre votato con fedeltà i punti portati in aula dal presidente Armando Cusani, pur contestati da altre amministrazioni di centrosinistra. La manutenzione straordinaria delle reti e degli impianti negli stressi Comuni dell’area Nord è andata invece alla società Papaleo di Aprilia. La manutenzione ordinaria nell’area centro nord (Latina, Pontinia Sabaudia, Sezze, Amaseno, Giuliano di Roma, Maenza, Priverno, Prossedi, Roccagorga, Roccasecca dei Volsci, Sonnino, Villa santo Stefano) è stata affidata sempre con procedura negoziata a Igeco Terramare, mentre la manutenzione straordinaria per gli stessi centri va alla Plenzich di Guidonia; per i Comuni del centro sud (San Felice Circeo, Terracina, Fondi, Lenola, Monte San Biagio, Sperlonga, Vallecorsa) il contratto di manutenzione ordinaria va alla Edumol di Fondi di Eduardo Molinaro mentre quella ordinaria va alla Green Planet di Fondi. Quest’ultima società è legata ad uno dei dirigenti di Acqualatina spa. Infine l’area sud (Gaeta, Itri, Castelforte, Formia, Minturno Santi Cosma e Damiano, Spigno Saturnia); qui la manutenzione ordinaria va alla Cedils di Formia mentre quella straordinaria va alla Te cnova di Itri di Gaetano Papa, già vincitore dei lavori delle fogne di Formia su gara bandita da quel Comune. 


Latina Oggi, Martedì 7 Gennaio 2014

E ci sono precedenti
La vicenda Gest Italia e l’Ati che è finita nelle mani di Domenico Capitani

Sono corsi e ricorsi storici, ma sempre dentro Acqualatina. Il metodo dell’affidamento diretto (che impone meno controlli e grane) nella società era di moda sin dal primo momento. Nel 2005 ecco cosa succede con il «progetto di recupero delle dispersioni idriche» che per Acqualatina sono sempre state molto alte e hanno richiesto notevoli sforzi che pesano sui bilanci da anni. Nel 2005 la spa affida il progetto sperimentale per il recupero delle dispersioni idriche alla Gest Italia spa di Domenico Capitani, l’imprenditore di Cisterna di Latina che aveva appena lasciato la Margherita (partito che pure gli aveva «fruttato » la nomina di membro del cda dell’ingloriosa Gemma spa) per approdare in Forza Italia, poi Pdl. Quindi la Gest procede al progetto sperimentale di recupero dispersioni (su Nettuno, Anzio e Gaeta, poi Formia). Nel 2009 viene bandita la gara europea (quella volta sì) per l’intero territorio di competenza, suddiviso in quattro lotti. Partecipa un’associa - zione temporanea di imprese composta da Abaco spa (capofila con quota di partecipazione del 50%), Bedei Tributi spa e Gest Italia di Domenico Capitani. Ognuna delle ultime due aveva una quota del 25% nell’Ati. La quale vince la gara su tutti e quattro i lotti. Dopo la gara però le cose cambiano radicalmente e in modo che, tecnicamente, sarebbe un po’ sospetto se la stazione appaltante (Acqualatina spa) fosse stata un po’ attenta. Invece nessuno dice nulla e Gest Italia, Abaco e Bedei confluiscono il ramo d’azienda dell’appalto vinto con Acqualatina spa ad una nuova società di servizi che si chiama Gesteel ed è al 100% di Capitani, il quale, a quel punto, diventa l’unico beneficiario dell’appalto. In questo modo l’astro nascente di Forza Italia, che poi sarà anche assessore della Giunta Provinciale di Armando Cusani, diventa il titolare di uno degli appalti più importanti della società che in quel momento era governata nel con consiglio di amministrazione da due potentissimi dello stesso partito, ossia Claudio Fazzone, oggi senatore, e Giuseppe Simeone, oggi consigliere regionale, e controllata da una conferenza di sindaci il cui presidente era Armando Cusani, il terzo uomo più importante in provincia per quello stesso partito. Per la verità questo non è l’unico appalto andato a finire a società con referenti politici: c’è stata anche la Formia Soccorso considerata più che vicina al segretario Udc e già sindaco di Formia Michele Forte; senza contare la ancor più famosa società riconducibile alla parlamentare di Forza Italia, poi Pdl, Maria Rosaria Rossi, anch’essa vincitrice di un appalto con la stessa Acqualatina. Alla luce delle esperienze pregresse l’ultima lottizzazione delle manutenzioni della rete idrica e fognaria non è neppure la più grave. 




Latina Oggi, Martedì 7 Gennaio 2014

Tempistica

La decisione di suddividere il maxi appalto da 7,6 milioni di euro in otto lotti è stata presa dalla società tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre scorso. E così per i «Lavori di manutenzione sulle reti idriche e fognarie» si è passati dalla gara unica alla cosiddetta «procedura aperta»; questa prevede che si vada a trattativa privata con individuazione delle imprese da invitare che vengono attinte dal sistema di qualificazione interno sulla base di un ordine di iscrizione, sempre secondo la tipologia di appalto, la categoria e classe di importo di appartenenza. In questo modo dovrebbe essere chiamata la ditta che è idonea e si è iscritta per prima, seguendo poi la rotazione di tutte quelle iscritte. Tra le società chiamate a trattativa privata risulta ve ne siano alcune che, in realtà, si erano appena iscritte. E in teoria non avrebbero quindi avuto tutti i requisiti. Se questo elemento non diviene oggetto di eccezione in pratica si supera e la procedura va avanti, anche in modo spedito. 

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