domenica 22 dicembre 2013

un ricordo di Chico Mendes

UN RICORDO DI CHICO MENDES:sindacalista, ecologista,
VITERBO-Il 22 dicembre 1988, venticinque anni fa, veniva assassinato Chico Mendes, sindacalista, difensore dei diritti umani e della biosfera.

Il “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo lo ricorda come un grande testimone della dignità umana, un luminoso maestro di nonviolenza.

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Chico Mendes,  amico della nonviolenza, martire; nato nel 1944, operaio nell’attività estrattiva del caucciù, sindacalista dei seringueiros, militante del Partito dei Lavoratori, difensore ecologico dell’Amazzonia, premiato dall’Onu per il suo impegno, per il suo impegno fu assassinato il 22 dicembre 1988. Scritti di Chico Mendes: Con gli uomini della foresta, Sonda, Torino 1989. Tra le opere su Chico Mendes: Andrew Revkin, La stagione del fuoco: l’assassinio di Chico Mendes e la lotta per salvare l’Amazzonia, Mondadori, Milano 1990; Vittorio Bonanni,Chico Mendes e la lotta dei seringueiros dell’Amazzonia, Datanews, Roma 1991; A. Schoumatoff, Il mondo sta bruciando. Chico Mendes e la tragedia dell’Amazzonia, Leonardo, Milano 1991.

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In calce si allega un testo in memoria di Chico Mendes già pubblicato anni fa nel notiziario telematico quotidiano “La nonviolenza è in cammino”.



CHICO MENDES:sindacalista
CHICO MENDES:sindacalista

Il “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo

“Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: nbawac@tin.it ecentropacevt@gmail.com , web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/



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UNA SERA DI CHICO MENDES



“Ho combattuto la buona battaglia,

ho terminato la mia corsa,

ho serbato la fede”
(2 Tm 4, 7)



La selva e nella selva l’altra selva
quella nei laghi neri del cuore
quella ove incontri lupe, leoni, lonze
e i killer prezzolati dai padroni.



La selva e nella selva vivi gli alberi
e sotto la corteccia il sangue loro
ed è mestieri di cavarne stille,
fratelli alberi, abbiamo fame anche noi.



La selva e nella selva gli abitanti
della selva. Ed ecco stabiliamo
un patto nuovo tra noi della foresta,
fratelli umani che dopo noi vivrete.



La selva e noi, le donne antiche e gli uomini
antichi e gli uomini e le donne che eccoci.
Stringiamo un patto, sorelle piante, ci diciamo
parole di rispetto e di dolore, fratelli alberi
abbiamo fame anche noi, hanno fame anche altri, tutti
vogliamo vivere.



La selva e nella selva io Chico Mendes
e tre proiettili che passo dopo passo
di ramo in ramo di talento in talento
dal portafogli e dalla scrivania
fino alla tasca e alla cintura e alla fondina
è tanto che mi cercano, e cercano me
Chico Mendes, il sindacalista
l’amico della foresta, l’amico della nonviolenza.



Ed è già questo ventidue dicembre
del mille novecento ottantotto
questa è la porta di casa mia, sono
le cinque e tre quarti. E mi sotterreranno
nel giorno di Natale antica festa.
Piangono nella selva lente lacrime
di caucciù le piante, piange l’indio
piange Ilzamar, Sandino ed Elenira
piangono e piangono i compagni tutti,
il sindacato piange e piange il cielo
in questa sera senza luce e senza scampo.



Mentre mi accascio guardo ancora il mondo
che possa vivere
ho fatto la mia parte.

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