domenica 13 ottobre 2013
messaggio al Colle per salvare la Costituzione decine di migliaia di persone ieri alla manifestazione in difesa della Carta
MESSAG GIO
AL COLLE
di Antonio Padellaro
Piazza del Popolo, a Roma,
gremita come non si vedeva
da tempo. L’adesione di centinaia
di movimenti, la rete dei beni
comuni, del volontariato, dell’accoglienza,
la politica che si
occupa delle persone. E poi le
440 mila firme raccolte dal Fatto
e che verranno consegnate ai
presidenti di Camera e Senato
perché rammentino che la sovranità
appartiene al popolo e
non invece a un sinedrio di nominati.
Dall’altra parte, un comitato
di saggi imposto dal Quirinale
con l’inchino del governo
Letta. Rinchiusi da mesi nelle segrete
stanze, tagliano a pezzi la
Costituzione come se fosse una
nave in disarmo. Ne modificano
l’impianto, ne stravolgono lo
spirito, ma il risultato finale lo
scopriremo solo all’ultimo momento,
quando probabilmente
sarà troppo tardi per rimediare.
Il tutto in un clima quasi da regime
caucasico. C’è voluto un
bel coraggio a organizzare una
manifestazione di piazza avendo
contro tutti i poteri costituiti. Il
giorno prima, guarda caso, arriva
l’ordine di Napolitano a procedere
senza indugi al cambiamento
della Carta. Segnale che al
Pd è giunto forte e chiaro. A parte
qualche deputato senza collare,
per la prima volta il partito un
tempo immancabilmente presente
con le proprie bandiere nei
cortei a difesa dei valori costituzionali
ha preferito disertare per
non irritare Re Giorgio. Che viltà,
che tristezza. Con garbo tagliente
il professor Zagrebelsky,
già presidente della Consulta,
coglie il punto: “Dicono che
questa Costituzione è inadatta a
governare. Ma loro sono adatti?”.
Rodotà guarda la folla e
completa il concetto: “Oggi tantissimi
cittadini hanno deciso di
riappropriarsi della Costituzione”.
Proprio così. Chi sperava
nel logoramento delle coscienze
e nella rassegnazione che arma
gli arroganti si segni la data di ieri.
C’è un’altra politica pronta a
scendere in campo. Non sarà un
partito come qualcuno va sperando,
ma molto di più. Non sarà
guidata da leader carismatici e
neppure da miliardari pregiudicati.
Avrà l’attuazione della Costituzione
come programma e
una frase di Sandro Pertini come
viatico: “Dietro ogni articolo ci
sono centinaia di giovani morti
nella Resistenza. È una conquista
nostra e dobbiamo difenderla,
costi quel che costi”. Noi saremo
lì. Il fatto quotidiano 13 ottobre 2013
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