lunedì 14 ottobre 2013
Bilancio Acqualatina, i numeri non tornano Ieri l’ultimo affondo del comitato civico
Latina Oggi, Domenica 13 Ottobre 2013
Non convincono i numeri forniti dal gestore Acqualatina nel corso della presentazione del bilancio. Il comitato civico per l’acqua pubblica ha preso in mano il documento finanziario, facendogli le pulci e trovando alcuni passaggi che vengono definiti «poco chiari». Ma soprattutto «non convincono le dichiarazioni dell’Ad Raimondo Besson e del presidente Giuseppe Addessi circa lo stato di tranquillità dei conti della spa», sostengono i referenti del comitato «L’amministratore delegato vuole rassicurare i sindaci sulla salute della società - affermano i rappresentanti del comitato per il ritorno all’acqua pubblica - e tra l’altro dice che Acqualatina al 2013 ha fatto 151 milioni di investimenti, che per il mutuo Depfa di 88 milioni non c’è rischio per i comuni ed è un affare, che la società ha solo 60 milioni di debiti e che il prossimo anno chiuderà anche in attivo per 2,5 milioni. Come al solito ci sono tante cose da chiarire. Innanzitutto la società ha avuto da Depfa Bank un prestito totale di 93 milioni 949mila euro e non di 88. Tale prestito fino al 2012 ci è costato di interessi, net swap (derivati) e consulenze, 32,2 milioni. Inoltre il prestito totale è stato tutto utilizzato tra il 2005 ed il 2009 e nello stesso periodo sono stati fatti investimenti solo per 78,5 milioni. Per cui 15,5 milioni sono stati utilizzati per altre spese, ed in particolare nel periodo 2006-2007 sono stati utilizzati poco più di 60,5 milioni a fronte di investimenti pari a circa 31 milioni. Il che vuol dire, come sostenuto sempre da noi, che il prestito è servito per salvare la società dal fallimento specialmente negli anni 2006-2007». Ma non c’è solo questo, secondo il comitato. «L’amministratore delegato non dice che nel 2013 sono stati fatti solo 81% degli investimenti previsto da piano revisionato nel 2011. I debiti societari non possono poi essere 60 milioni, visto che lo scorso anno erano 215 milioni 600mila, forse l’Ad si riferiva solo ai debiti verso fornitori, che lo scorso anno erano 73,3 milioni. L’Ad sostiene che quest’anno il bilancio chiuderà in positivo ma come sappiamo già, sarà solo merito delle solite alchimie di bilancio per cui la società iscrive a credito milioni di euro che gli sarebbero dovuti dall’Ato4. Nel 2012 infatti con un bilancio negativo di circa 500mila euro, erano iscritti crediti “fa s u l l i ” per oltre 15 milioni 500mila. Quando i sindaci passeranno la società alla lente d’ingrandimento si accorgeranno del castello di carta creato attraverso le alchimie di bilancio».
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