lunedì 14 ottobre 2013
L’inadeguato Fazzone Dal caso Fondi ai rapporti con Nicola Mancino «Le infiltrazioni? Una congiura mediatica»
Il senatore del Pdl è tra i componenti della commissione Antimafia
IL SENATORE DEL PDL
CLAUDIO FAZZONE
APPENA DESIGNATO
NELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA
LE PRIME REAZIONI
L’ASSOCIAZIONE
VALORE COMUNE:
«LA DESTRA PONTINA
BALUARDO DI LEGALITÀ
NON PUÒ ACCETTARE
IN SILENZIO
QUESTA FORZATURA»
Da ex autista di Nicola
Mancino a senatore
della Repubblica e, oggi,
componente della commissione
bicamerale Antimafia. La
carriera di Claudio Fazzone
sembra davvero inarrestabile.
Cade sempre in piedi, nonostante
tutto. E certo ci sarebbe
da interrogarsi a fondo su un
partito che, in Antimafia, infila
un commissario che nel suo
feudo elettorale si è speso per
negare, nonostante l’ev i d e n z a ,
la presenza di infiltrazioni criminali
nella pubblica amministrazione.
Venerdì, quando la
notizia ha iniziato a diffondersi,
il sentimento comune di molti è
stato l’incredulità. Ma davvero
colui che si è battuto strenuamente
per evitare lo scioglimento
del Consiglio comunale
di Fondi per infiltrazioni della
criminalità organizzata, farà
parte della commissione Antimafia?
Ebbene sì. Ricordiamo
che in sede giudiziaria, ha retto
l'impianto accusatorio, la mafia
a Fondi c'era. Ma nel biennio
2008-2009 il senatore Claudio
Fazzone parlava, invece, di
complotto politico e mediatico.
Nella relazione, redatta allora
dal prefetto Bruno Frattasi,
spuntava anche il nome del senatore.
Era in una società sfiorata
dall’inchiesta, con l’ex sindaco
Luigi Parisella e il cugino
del primo cittadino Luigi Peppe.
Il caso Fondi ebbe ribalta
nazionale e decine furono le
interrogazioni presentate al Governo.
Da Laura Garavini a
Claudio Fava, da Sesa Amici a
Walter Veltroni, in molti si occuparono
della vicenda. Ma anche
nell’allora maggioranza ci
fu chi avanzò sospetti. Tipo
Angela Napoli, ex parlamentare
del Pdl, che nel luglio 2009
scrisse: «Il 6 luglio 2009, è stata
condotta dalla Dia di Roma e
dal Comando Provinciale dei
Carabinieri di Latina un’ im -
portante operazione frutto di
un’inchiesta relativa alla Città
di Fondi, con l’esecuzione di
diciassette ordinanze di custodia
cautelare. Dall’inchiesta è
emerso che la ‘ndrangheta calabrese
è diventata padrona
nell’agro pontino: dalla gestione
del mercato ortofrutticolo di
Fondi al controllo di importanti
lavori pubblici nella provincia
di Latina». La Napoli chiedeva,
con questa interrogazione, che
si provvedesse allo scioglimento
del Comune di Fondi. L’ulti -
mo aspetto della vicenda è una
curiosità: Claudio Fazzone è
stato, agli inizi della propria
carriera, l’autista di Nicola
Mancino, proprio negli anni del
presunto coinvolgimento
dell’allora ministro della trattativa
Stato-mafia. Certo lui faceva
il suo lavoro e con l’inchiesta
che oggi coinvolge Mancino,
c’entra nulla. Ma comunque
non è un passaggio da usare
come biglietto da visita. Intanto
ieri sono arrivate le prime reazioni
di chi sul territorio pontino
vive e opera. Come quelle
delle associazioni «Valore Comune
», «Vittime di mafia» e
«Area Sociale» che con Cristina
Rossi e Giuseppe D’Anna,
Adriana Fiormonti, usa parole
sferzanti nei confronti del sena-
tore e del suo nuovo incarico:
«Questo è un ulteriore schiaffo
morale inferto ai cittadini della
provincia pontina. Come può
passare sotto la rassegnazione
generale la nomina a questo
delicato uffizio proprio di colui
che fu noto alle cronache più
squallide per lettere di raccomandazione
andate in prescrizione,
forzature sui concorsi
Asl, abusi edilizi e per il caso
Fondi. Come può l’Italia accettare
che vengano messi i lupi a
guardia degli ovili? E come non
si indigna quella destra che fece
della legalità uno dei propri
punti cardine?»
di Tonj Ortoleva Latina Oggi 13 ottobre 2013-10-14
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