mercoledì 12 marzo 2014
Terra dei Fuochi, il governo dà i numeri LORENZIN ANNUNCIA: “SOLO IL 2% DI TERRENI A RISCHIO”. MA CANTONE: “SARÀ LA NUOVA CHERNOBYL”
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin
ha l’aria soddisfatta: “Su quello
che non è stato fatto in passato potremmo
scrivere libri. Oggi noi ci siamo
presi un impegno, con un lavoro immenso,
ripercussioni e derivate grandissime.
Ci saranno controlli a valle, a
monte e durante il percorso, e questa è
una cosa nuova per tutti e innovativa”.
Oggetto della rivoluzione culturale, la
Terra dei Fuochi, l’area tra Napoli e Caserta
dove i rifiuti tossici hanno contaminato
aria, acqua e terra. Nunzia De
Girolamo, prima delle dimissioni, aveva
avviato un’iniziativa speciale come
ministro dell’Agricoltura: un censimento
dei territori inquinati. Ieri il governo
Renzi ha ripreso il filo annun-
ciando i primi risultati: “Allo stato dei
risultati attuali e delle informazioni
complessivamente disponibili, non esistono
elementi per definire a rischio il
98% dei terreni sottoposti a mappatura
nei 57 Comuni identificati nella direttiva”.
Così recita il report dei tecnici, e la
reazione è immediata: solo un 2% di terreni
a rischio, certo. Ma in base a quali
esami e verifiche, fatte in poche settimane?
RAFFAELE CANTONE, il magistrato indicato
da Renzi come nuovo responsabile
dell’Authority anticorruzione, ieri
stava al Liceo classico Plinio Seniore di
Castellammare di Stabia, vicino Napoli,
per parlare di ecomafie. E non ha perso
l’occasione per dare il suo giudizio, severo:
“Ancora non conosciamo i livelli
di inquinamento e le conseguenze che
questo disastro ambientale ha provocato.
Forse nel 2060 quei luoghi saranno
una nuova Chernobyl, non vi crescerà
più un filo d’erba. Certo non tutta l’area
è stata colpita, e i danni all’agricoltura
sono ingenti quanto ingiustificati, se
non si fanno le dovute distinzioni. Infine
c’è il problema delle ecoballe, stoccate,
si disse, “temporaneamente” dieci
anni fa e che ancora non si sa che fine
devono fare. Queste bombe ecologiche
colano percolato nel terreno e le popolazioni
protestano se si parla di inceneritore,
ma stranamente non hanno protestato
quando sono state depositate in
terreni che alla camorra sono costati
50mila euro, il giorno prima dello stoccaggio,
ma poi sono stati dati in fitto per
500mila euro”. Insomma molto lavoro
da fare, e l’entusiasmo per quel 2% che
non basta a nessuno. Tranne al ministro
Lorenzin: “Per quanto riguarda lo screening
di massa della popolazione, con la
Regione Campania stiamo mettendo in
campo misure ad hoc. Fare screening
vuol dire individuare target, cluster da
esaminare. Appena saremo pronti anche
con il coinvolgimento di medici di
famiglia, pediatri e ospedali del territorio,
presenteremo il tutto”.
twitter@ chiarapaolin
il fatto quotidiano 12 marzo 2014
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