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admin, Venerdì 30 agosto 2013
Il tono è pacato e riflessivo, come sempre. Anche davanti al disastro fognario che nel pomeriggio di giovedì ha interessato il molo Vespucci, il sindaco di Formia non perde il suo aplomb. Il rammarico è grande, certo. Ma davanti gli si piazza ora un’occasione irripetibile: il pretesto per rilanciare uno dei suoi principali cavalli di battaglia politici, “usciamo da Acqualatina”.
Sandro Bartolomeo, non le manda certo a dire e nell’intervista concessa a seguito dell’ennesimo sversamento sulla riviera formiana, appare ancora più convinto dell’idea di abbandonare il gestore idrico e pensare a una nuova organizzazione del servizio di gestione dell’acqua e della depurazione.
Il prezzo che i cittadini corrispondono sulle bollette non appare adeguato al servizio offerto sul territorio. Questo nella città di Formia è oramai evidente: acqua marrone alle prime piogge torrenziali; pompe di sollevamento poste sugli arenili e sprovvisti di gruppi elettrogeni di emergenza.
I tanto sbandierati investimenti tardano ad arrivare, mentre la popolazione registra un tasso di morosità al di sotto del 5%. Uno dei più bassi della Provincia. E quale la ricompensa? Spiagge invase dai liquami, in una stagione particolare per l’economia locale quale l’estate.
Carmine SCHIAVONE, ha detto chiaramente che a Casal diPrincipe, dietro il campo sportivo, sono stati interrati rifiuti tossici.Questo video terrificante è stato visto dal Commissario straordinario diCasale? Polizia e carabinieri ne sono al corrente? Il caro popolo casalese,tanto umiliato e offeso, è stato messo in guardia del pericolo che corrono iragazzi quando vanno a giocare su quel campo maledetto? Schiavone dice il veroo il falso? Non è difficile saperlo. Basta andare a scavare in quel luogo. I soldinon ci sono? Non è vero. Ma anche se così fosse, ci pensiamo noi. Facciamotutti una colletta. Lasciamo da parte lo Stato, almeno per adesso. Lochiameremo in causa dopo. Quando i bidoni tossici saranno stati tirati su.Quando le telecamere di tutto il mondo saranno puntate su queste schifezzeassassine. Il campo sportivo di Casal di Principe diventa oggi “ icona” delloscempio campano. Cominciamo da lì. Da parroco guadagno mille euro al mese. Donotutto il mio stipendio per dare inizio a questa raccolta. Chiedo agli amicicasalesi di farsi promotori di questa iniziativa. Diamoci da fare. Tutti. Lariscossa del nostro popolo partirà dal basso. Dobbiamo arrivare alla certezzadella verità. Dobbiamo evitare a chi ha interesse a negare il dramma che ci uccidedi poterlo fare ancora. Se il campo sportivo di Casale è stato avvelenato, vogliamo che sia interdetto ai nostrigiovani. Troppo preziosi e cari sono per mettere in pericolo la loro salute, illoro futuro, la loro vita.
Padre Maurizio PATRICIELLO https://www.facebook.com/notes/maurizio-patriciello/rifiuti-tossici-sotto-il-campo-sportivo-di-casal-di-principe/10151611037652894
L'ex cassiere dei Casalesi racconta il sistema dello smaltimento illecito dei veleni, anche radioattivi, in Campania. Dichiarazioni messe a verbale già negli anni Novanta, a cui però non sono seguiti interventi sui territori colpiti. E la sua audizione del 1997 in Commissione parlamentare è ancora secretata
di Andrea Palladino | 31agosto 2013Le parole diCarmine Schiavone– che accusa direttamente lo Stato sullemancate bonifiche dei siti inquinati dai veleni di Gomorra– hanno solide basi, riscontrabili in tantissimi atti giudiziari. Buona parte degli elementi che confermano la sua ricostruzione del traffico illecito di rifiuti sono contenuti negli atti di un processo in corso in questi mesi, condotto dal pm della Dda di NapoliAlessandro Milita. Imputati sono alcuni esponenti del gruppo diFrancesco Bidognetti, alias Cicciotto ‘e mezzanotte: nomi che ricorrono nella testimonianza di Schiavone, comeGaetano CercieCipriano Chianese. L’accusa è pesante,disastro ambientale.
Il complesso e difficile percorso della giustizia per cercare di scrivere una verità definitiva sui traffici di materiale contaminato – e forse radioattivo – dal nord al sud ha subito, negli anni, moltissimi ostacoli. La prima inchiesta della procura napoletana, conosciuta come “Adelphi”, non riuscì ad arrivare alle condanne degli imprenditori che avevano utilizzato i servizi del clan dei casalesi per smaltire illegalmente migliaia di tonnellate di scorie pericolose. La figura di Cipriano Chianese, avvocato oggi imputato nel processo per la contaminazione delle falde acquifere campane, è stata indicata – insieme a Gaetano Cerci e a Francesco Bidognetti – per la prima volta da Carmine Schiavone già nei suoi interrogatori del 1993.
Il Gip di Napoli Anita Polito, nell’ordinanza di custodia cautelare per l’indagine sul disastro ambientale conclusasi nei mesi scorsi, ricorda nei dettagli le date degli interrogatori del collaboratore di giustizia ex cassiere del clan: Schiavone venne ascoltato due volte nel 1993, due volte nel 1994 e poi nel 1996. Nel suo raccolto dell’epoca “il collaboratore riferiva in particolare, riassuntivamente, che verso la fine degli anni 80 — a partire dal 1988 — Chianese Cipriano (aderente ad un circolo culturale occultante una loggia massonica cui partecipava Cerci Gaetano), già operante per suo conto nello smaltimento dei rifiuti, ebbe ad avvicinarsi al gruppo diSandokan (il boss Francesco Schiavone, ndr) e Bidognetti Francesco, intessendo con loro rapporti di affari per le discariche. (…) Erano state rilasciate altresì alcune concessioni ottenute per la realizzazione di vasche ittiche, in realtà utilizzate per l’estrazione della sabbia, poi affidate a Cerci e riempite con rifiuti tossici”. E ancora: “Il Chianese procedette quindi a scaricare rifiuti nelle cave di sabbia che vanno dal Lago Patria fino a Mondragone (cave prodotte dal prelievo di sabbia destinate per le costruzioni del consorzio Con. Cav. per la superstrada Nola-Villa Literno)”. Tutte informazioni che, dunque, sono note da circa vent’anni. Tra il 1995 e il 1996 la Criminalpol di Roma – su delega della procura napoletana – ha ripreso i verbali delle dichiarazioni di Schiavone, effettuando una serie di sopralluoghi nella provincia di Caserta, per cercare di individuare con precisione i punti di interramento dei rifiuti tossici. Secondo il Gip di Napoli le dichiarazioni di Carmine Schiavone furono puntualmente riscontrate: “L’esito degli accertamenti disposti sul terriccio prelevato da alcuni dei siti individuati, consentiva di acclarare l’effettività della destinazione a discarica dei luoghi medesimi”.
Le denunce del collaboratore di giustizia furono raccolte nel 1997 anche dalla Commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti, presieduta all’epoca da Massimo Scalia. Secondo il suo racconto, Schiavone consegnò alla commissione appunti e documenti con l’indicazione delle società coinvolte, delle targhe dei mezzi usati e dei luoghi degli smaltimenti. La sua deposizione risulta ancora oggi secretata e non è possibile capire quanto realmente raccontò. Di certo quel mondo di trafficanti descritto fin dal 1993 non appare – se non per sommi capi – nelle relazioni finali approvate dal parlamento nel 2001. Oggi, vent’anni dopo, è giunto il momento di aprire quegli archivi. http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/31/traffico-di-rifiuti-il-boss-pentito-carmine-schiavone-mie-denunce-inascoltate/695878/#.UiG2fXZi5Ng.facebook
Indeco lavoratori a casa in seguito all'obbligo (in ritardo di 10 anni rispetto alla legge) del pretrammento prima dell'ingresso dei rifiuti in discarica. Società in crisi lo spettro della chiusura. Senza rifiuti mobilità per 10 dipendenti a settembre altri 8.
Schiavone: “Ho detto dove sono i rifiuti tossici, non bonificano perché costa troppo”
“Otto giorni è il tempo del dolore e della meraviglia. Per questo facevamo passare una settimana fra un omicidio e l’altro”. Così Carmine Schiavone, ex boss dei casalesie collaboratore di giustizia dal 1993. Ma se lo scalpore per certe notizie ha vita breve, al contrario i danni ambientali dello sversamento di rifiuti tossici nelle cave dellaCampania hanno una durata lunghissima. Fino a quando non vengono rimossi. E qui casca l’asino. “Io certe cose, come i luoghi esatti dove è interrata l’immondizia più pericolosa, le ho dette nel 1997 durante le audizioni in commissione Ecomafie – racconta Schiavone – Sapete cosa mi dissero? Che era impossibile bonificare perchéservivano troppi soldi”. A distanza di quasi vent’anni, quelle parole oggi sono ancoracoperte dal segreto, mentre milioni di persone rischiano di ammalarsi gravemente. Secondo l’ex capoclan, nelle terre dell’agro di Caserta sarebbero finite anche “cassette di piombo con materiale nucleare”, arrivate dal nordEuropa. “Andammo a fare un sopralluogo a Casale – ricorda – Siamo dovuti scappare via per il livello di radioattività di Andrea Palladino
la pagina di Pontinia ne il settimanale di Latina
emergenze ambientali e insicurezza stradale - rotatoria o torre di Pisa? - i falsi della via francigena e Bocca di Fiume - ambiente e rifiuti una provincia (intesa come insieme di enti territoriali che intervengono dalla Regione Lazio ai vari enti locali) incapace di risposte - a Pontinia politica in ferie. La giunta Tombolillo sta consegnando le prossime elezioni alla vittoria del Mochi bis e del dissesto ter.
IL PENSIERO BREVE di Pietro Antonelli
Problema risolto con Eni, ma...
La lettera dell'avvocato dell'Adoc è andata a segno e, dunque, ha messo fine alle ingiustizie da parte di Eni e delle sue letture "presunte" del contatore ai danni di una nostra lettrice. Mi domando però quanti saranno gli utenti sul territorio nazionale che non si rendono conto di pagare con mesi e mesi di anticipo il consumo del gas e soprattutto quanti di questi sono quegli anziani con pensioni di fame che debbono sottostare a queste vergognose truffe? Il caso della nostra lettrice invita tutti ad essere più attenti e a rivolgersi subito alle più affidabili e serie associazioni per i consumatori.
Indagine di Codacons, Adusbef e Federconsumatori sul prezzo del corredo scolastico Caro-scuola, in arrivo una nuova stangata Alla viglia della riapertura dell'anno scolastico, le famiglie italiane tornano in cartolibreria. L'aumento di zaini e astucci è del 3,5%, quello dei libri del 5% e per gli e-book bisognerà attendere il 2015p>
Pensavamo che al posto di penne e matite sui libri quest'anno avremmo visto scorrere sul display di un tablet le dita di studenti e insegnanti.
Invece una delle notizie che gli organi di informazione hanno maggiormente diffuso nell'ambito dell'argomento "caro scuola" è il mancato utilizzo di e-book.
i torna sui banchi e non senza polemiche.
La politica non dovrebbe mai andare in vacanza: è notizia di oggi che, in un'intervista rilasciata a SKY TG24 e riportata in un servizio del TGR delle ore 14.00, il pentito ed ex camorrista Carmine Schiavone ha ribadito quanto già a suo tempo rivelato e che cioè nel sito della discarica di Borgo Bainsizza la camorra
La Sezione di Latina di ITALIA NOSTRA e le Associazione Rinascita Civile e Villaggio Fogliano, intendono riportare all'attenzione degli Enti in indirizzo e della cittadinanza la situazione degli edifici del Borgo di Fogliano, in particolare di quelli maggiormente rappresentativi, il Casino Inglese ed il Casale Caetani.
L'artista romano Lorenzo Indrimi il 16 agosto ci ha lasciato.
IL BEL VEDERE
Che clima
di Francesco Iannella
L'articolo dello scorso numero
Bottoni assessore, resoconto festa patronale e appuntamenti amministrativi
i giornali locali hanno annunciato la nomina ad assessore di Giovanni Bottoni, ingegnere dipendente della provincia di Latina, al settore lavori pubblici. Da oltre 2 anni chiedeva la delega all'urbanistica. Dopo vari attacchi e assenze in consiglio comunale del consigliere dell'udc Tombolillo ne elencava sui giornali l'incompatibilità con la delega all'urbanistica, che dovrebbe andare invece a Franco Pedretti al posto di quella ai lavori pubblici per far posto all'esuberante Bottoni. L'udc aveva chiesto pure la presidenza del consiglio da togliere a Perfili per darla a Donnarumma che si era dimesso da assessore al bilancio. Non ci sono documenti ufficiali sull'albo pretorio ma la nomina di Bottoni è scontata. Intanto continua l'allargamento della maggioranza fuori e dentro il consiglio comunale, larghe e basse intese in salsa pontiniana. E' ovvio che questa coabitazione sempre più numerosa della maggioranza è il vero pericolo di tenuta amministrativa, aumentano le richieste da soddisfare e ognuno cerca spazio per il dopo Tombolillo. C'è il rischio che qualcuno ritenga di non essere valorizzato a sufficienza o tema che altri facciano passi in avanti per far saltare tutto. Così come si rischia che la nomina anticipata del delfino possa essere destabilizzante. I nodi verranno al pettine dopo il 20 agosto con i lavori nelle scuole e con le varie richieste di visibilità e di soddisfazione di parte. La festa patronale in onore di Sant'Anna è da sempre fonte di polemiche. Quest'anno è stata separata la parte ludica delle gioste, da quella degli stand dei panini e da quella delle bancarelle. La partecipazione alla festa è stata come sempre massiccia secondo tradizione con oltre 10 mila persone da fuori Pontinia rappresenta uno degli eventi più partecipati della provincia. Gli appuntamenti amministrativi saranno il rinnovo del direttivo del pd, ma anche numerose questioni rimaste irrisolte tra queste la gestione della biblioteca e gli adempimenti per il patto dei sindaci con un bilancio fittizio a causa dell'incapacità di governare da parte del premier nipote Letta prigioniero di Berlusconi. Le mancate scelte del governo nazionale rendono il bilancio un puro esercizio di fantasia. Rimane da decidere anche la sorte della municipalizzata Trasco e dei relativi servizi. Se ci fossero degli amministratori capaci e coraggiosi la questione era già chiusa mediante l'unione degli intenti con i comuni limitrofi. Anche l'informazione e la sensibilizzazione sulla raccolta differenziata sono rimasti solo sulla carta. La riapertura della scuola potrebbe essere utile allo scopo.
Il caos della rotatoria di Borgo Pasubio
come era stato previsto l'organizzazione del cantiere dell'attesa, da decenni, rotatoria di Borgo Pasubio, dal punto di vista dell'informazione, della segnaletica, del collegamento con strade alternative ha ripetuto gli errori di precedenti cantieri stradali. Intanto l'informazione burocratese con dati di strade che conoscono solo gli addetti ai lavori e che creano confusione nella popolazione. Dovevano anche essere indicati i nomi delle strade “popolari”. Comunque è arrivata la sospirata ripresa dei lavori dopo quasi 2 mesi di blocco e tutti si augura vengano ultimati senza ulteriori sospensioni che hanno aggravato il problema sopratutto per i mezzi pesanti durante l'apertura del cantiere.
Domenica 4 agosto alle ore 19 scambio internazionale dei giovani evento finale SOAP
Museo MAP in piazza Kennedy a Pontinia
Cemea Mezzogiorno Mobilità Internazionale e Cantiere Creativo sono lieti di invitarvi all'evento finale dello Scambio Internazionale SOAP - Sustainable Opportunities and Alternative Practices.
30 ragazzi, 3 nazioni...insieme per due settimane alla scoperta della sostenibilità nelle nostre azioni quotidiane...Venite a scoprire cosa si può fare con del materiale riciclato e del bicabornato..consigli per l'uso! :)
acqualatina restituisca i soldi http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/130831latina/index.html#/9/ dopo le rivelazioni di Carmine Schiavone (ma bastava leggere i verbali vent'anni fa) la richiesta di chiarezza di Sandro Bartolomeo e del pd (dormi tranquillo e asciutto) http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/130831latina/index.html#/17/ energia pulita e rinnovabile il sindaco di San Felice Circeo si impegna - Sabaudia rogo allo stabilimento le streghe http://ww7.virtualnewspaper.it/quotidiano/books/130831latina/index.html#/13/
“Non è possibile prendere decisioni così importanti contro il territorio e la popolazione che lo abita, non è possibile trincerarsi dietro i pareri di Conferenze dei Servizi per evitare il confronto e i chiarimenti auspicati.” L'ha detto il Comitato No biomasse? Non farebbe notizia. L'ha detto l'assessore provinciale de l'Aquila alla ricostruzione nonchè capogruppo Pdl in consiglio comunale Guido Quintino Liris. Pronto a votare contro.
fonte: http://www.abruzzo24ore.tv/news/Cenitrale-a-biomasse-di-Bazzano-l-assessore-Liris-si-schiera-per-il-no/124954.htm
Centrale a biomasse di Bazzano, l'assessore Liris si schiera per il no
(30.08.2013) Sono fermamente contrario alla realizzazione della centrale a biomasse nella località Caselle (Nucleo Industriale di Bazzano)!”
E' la presa di posizione dell'Assessore Provinciale alla Ricostruzione e Capogruppo PDL in Consiglio Comunale Guido Quintino Liris “Non concordo tempi e modalità con le quali si sta procedendo contro il territorio e la popolazione che lo abita” continua Liris “Da settimane gli abitanti di Monticchio, Bazzano, Paganica, Onna e frazioni limitrofe portano avanti iniziative civili ed equilibrate nel tentativo di farsi ascoltare, ma l'atteggiamento di mancanza di dialogo e di ascolto nei confronti dei dubbi e delle perplessità legittime della popolazione sono l'unica risposta ovvero l'unica non-risposta che si sta ottenendo”
“Non è possibile prendere decisioni così importanti contro il territorio, non è possibile trincerarsi dietro i pareri di Conferenze dei Servizi per evitare il confronto e i chiarimenti auspicati.”
“Se così dovesse continuare ad essere la situazione, senza esitazione voterò in maniera contraria in Consiglio Comunale, chiederò anche ai miei colleghi in Consiglio di sposare questa linea”.
“Troppe sono le condizioni che non convincono sulla fattibilità dell'intervento ed in particolar modo sulla sostenibilità dello stesso: il quantitativo di materia prima necessaria, i rapporti e la sovrapponibilità dei bacini di attingimento tra l'intervento pianificato a Bazzano e gli altri interventi previsti in Provincia dell'Aquila, il fatto che Enti ed Autorità interessati direttamente o indirettamente in questo tipo di intervento non siano stati chiamati in causa....”
“Auspico” conclude Liris “che il Comune dell'Aquila provveda a riaprire un tavolo di confronto che vedano presenti gli Enti Parco, le Amministrazioni Beni Separati, l'Ispettorato Forestale, i Comitati e le Pro-loco del territorio interessato, nel cui tavolo vengano dissolti dubbi e perplessità, e in cui venga presentato, numeri alla mano, la fattibilità e la sostenibilità dell'intervento in questione”.”Infine” chiosa Liris “dichiaro il mio appoggio alle iniziative poste in essere in questi giorni dal Coordinamento “NoCentraleBiomasse” http://sgonfiailbiogas.blogspot.it/2013/08/aquila-con-il-no-biomasse-ass.html
(30.13.2013) BESENZONE. La centrale in località Zapparola è stata realizzata dalla Emiliana Agroenergia Soc. Agricola Consortile a r.l. di Piacenza. Non sono poche (dieci per la precisione) le Società Consortili "gemelle" costituite negli scorsi anni, partecipate dalle Cooperative socie di Bietifin e finanziate in parte dal Consorzio Nazionale Bieticoltori sorte con lo scopo dichiarato di costruire un biodigestore da 1MW in Emilia o in Lombardia. Un business di decine e decine di milioni di investimenti. http://sgonfiailbiogas.blogspot.it/2013/08/biogas-piu-che-scandaloso-besenzone-pc.html
Un business che non sopporta bastoni tra le ruote e che può contare sugli intrecci consolidati tra Consorzi e politica. La storia che iniziamo a raccontare per sommi capi riguarda la centrale a biogas di Besenzone, comune della pianura piacentina. Così, anche se non ve ne sono i presupposti l'impianto da 998 kW viene autorizzato dalla provincia a gennaio del 2013.
Il comune esprime "perplessità e dissenso" rispetto a un piano del traffico che non viene presentato e alla situazione della viabilità del tutto inadeguata a sopportare il traffico indotto dall'alimentazione del digestore con polpe di bietola, foglie e colletti (tutte colture dedicate).
In realtà al momento dell'autorizzazione l'Emiliana Agroenergie non aveva neppure la disponibilità dei terreni. In forza di questi e altri elementi di criticità i confinanti e Italia Nostra richiedono a gran voce la revoca dell'autorizzazione in autotutela. Ad aprile la provincia conferma l'autorizzazione. I lavori della centrale proseguono ma la maggior parte dei vicini (che pur subiscono forti disagi in conseguenza del traffico e che - come da allegati al progetto - sono interessati al cono di ricaduta delle emissioni) sono indotti alla passività. Solo un confinante con abitazione a 100 m dalla centrale (anche se nel progetto si dice 200 e più m) non si rassegna e ricorre al TAR,
La sentenza del TAR arriva ai primi di agosto ed è una sentenza scandalosa perché viene dato torto su tutta la linea al ricorrente (condannato a pagare anche le spese legali della Agroenergie). Una sentenza politica mirante ad ammonire comitati, comuni e singoli cittadini danneggiati a non tentare in alcun modo la carta dei ricorsi. "Queste centrali hanno da farsi" proclamano i Don Rodrigo e i loro bravacci.
Quando il TAR ha dato torto al vicino la centrale era ancora in costruzione (per esempio mancava ancora la torcia) e non erano ancora state completate altre opere. Per esempio mancano ancora vasche del digestato che pure sono previste dal progetto. Come era possibile una chiusura lavori e inizio attività senza la realizzazione di quanto previsto nel progetto e necessario per la sicurezza e la riduzione degli impatti? Come dare torto a chi contestava queste circostanze?
La vicenda della centrale di Besenzone presenta altri aspetti sconcertanti che affronteremo in prossime puntate. Una, che ha molta rilevanza per le emissioni maleodoranti riguarda lo stoccaggio o meno di fogli e colletti, materiali che dovrebbero essere conferiti in funzione del fabbisogno senza dare adito a processi di fermentazione anaerobica in situ. Ma così non è.
Di seguito alcune immagine che mettono bene in evidenza l'inadeguatezza delle strade e delle "piazzole" di scambio realizzate in fretta e furia dalla provincia per mitigare parzialmente i disagi del traffico. Il diritto dei normali utenti e frontisti ad un utilizzo normale delle strade è palesemente leso. E' leso il diritto alla sicurezza e c'è un utilizzo e un logoramento anomalo da parte di un privato per puri fini di speculazione di un bene pubblico. Non è più la proprietà privata ad essere limitata nel suo utilizzo dal bene collettivo ma sono i beni pubblici ad essere limitati, di fatto monopolizzati ed espropriati per le finalità dell'arricchimento senza scrupoli dei privati. E' proprio vero che la Costituzione, le leggi e i diritti fondamentali sono pezzi di carta. Arrivano leggi sciagurate, su misura per la speculazione, che contraddicono tutti i principi di legalità e senza colpo ferire politicanti e burocrati le osservano scrupolosamente, ottusamente, senza far valere gerarchie del diritto, principi basilari di equità e giustizia il e buon senso.
LATINA - Emergenza questa sera a Bella Farnia per un'intossicazione collettiva che ha coinvolto diverse persone che hanno dovuto fare ricorso alle cure dei medici dell'ospedale Goretti. L'allarme è scattato intorno alle 22 quando alcune persone che abitano a Bella Farnia, una frazione di Sabaudia, hanno iniziato ad avvertire strani sintomi : nausea, gonfiore agli occhi, vomito, disgusto. In alcuni casi si è trattato soltanto di sintomi superficiali che hanno provocato fastidio ma lungo via Diversivo Nocchia il fenomeno ha assunto carattere più drammatico con svenimenti e malesseri più gravi. Sul posto sono state inviate diverse ambulanze e una quindicina di persone sono state trasportate al Goretti di Latina. Su posto carabinieri e vigili del fuoco. Si pensa che l'origine del fenomeno sia dovuto all'uso improprio di diserbanti o materiali chimici per l'agricoltura da parte di qualche agricoltore senza scrupoli che abbia prodotto una nube tossica. Le indagini sono in corso. Le persone soccorse non sarebbero gravi.
Sabato 31 Agosto 2013 - 00:26 Ultimo aggiornamento: 00:28
"Se ciò che Schiavone afferma risponde al vero - scrive Bartolomeo -, siamo di fronte ad un vero e proprio attacco alla salute, senza pari nella nostra storia".
Il sindaco di Formia, Sandro Bartolomeo, scrive al Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti, dopo le scioccanti dichiarazioni del pentito di mafia Carmine Schiavone durante l'intervista concessa a Sky Tg 24. Il primo cittadino del sud pontino chiede a Roberti un intervento urgente affinché, con l'ausilio della Dna, si faccia luce sulla vicenda e venga accertata la veridicità delle rivelazioni rese da Schiavone. L'ex boss dei Casalesi ha chiaramente parlato di "rifiuti chimici, termonucleari ed industriali, che negli anni sarebbero stati interrati presso la discarica di Borgo Montello, ma anche nel sud pontino. "Se ciò che Schiavone afferma risponde al vero - scrive Bartolomeo -, siamo di fronte ad un vero e proprio attacco alla salute, senza pari nella nostra storia".
"Mi aspetto - conclude il sindaco di Formia - che le Procure competenti abbiano già disposto l'apertura d'ufficio dei relativi fascicoli".
Istituito il tavolo della trasparenza sulla centrale nucleare di Borgo Sabotino
Su richiesta del consigliere regionale del Pd Enrico Forte
29/08/2013
Redazione ParvapoliS
La Giunta regionale del Lazio con una delibera del 7 agosto scorso ha istituito il Tavolo della trasparenza per le attività di dismissione della centrale nucleare di Borgo Sabotino dando seguito alla richiesta che il consigliere pontino Enrico Forte aveva presentato con una mozione discussa anche in Consiglio regionale.
Forte
– ha ritenuto indispensabile garantire il maggior livello possibile di conoscenza, partecipazione e comunicazione nei confronti di tutti i soggetti interessati alle attività di dismissione dell’impianto di Borgo Sabotino nonché verificare i lavori di messa in sicurezza del sito. Si tratta di un provvedimento importante che consente di monitorare in maniera costante quanto accade nell’impianto adottato sulla scorta dell’iniziativa della Regione Campania che già nel 2011 aveva istituito un Tavolo della trasparenza per le attività di dismissione della centrale del Garigliano, tavolo al quale partecipano peraltro come componenti permanenti sia la stessa Regione Lazio che alcuni Comuni della provincia pontina che ricadono nel raggio del sito nucleare>.
Al Tavolo, che sarà presieduto dal presidente della Regione Lazio, parteciperanno l’assessore regionale all’ambiente, i rappresentanti dei Ministeri dell’ambiente, dello sviluppo economico e della salute, la società Sogin, la Prefettura di Latina, l’amministrazione provinciale, i Comuni il cui territorio ricade nel raggio di 30 chilometri dall’impianto nucleare, il Parco Nazionale del Circeo, l’Arpa Lazio, l’Ispra, le associazioni ambientaliste interessate. La delibera prevede inoltre che alle riunioni possano essere invitati di volta in volta i soggetti politico-sociali che presentino una formale richiesta dimostrando un interesse specifico nella materia.
Il prossimo passaggio sarà l’approvazione del disciplinare per il funzionamento del Tavolo.
Secondo i magistrati i Riva avrebbero sottratto i soldi all’Ilva spa e alla holding di famiglia e si apprestavano, secondo quanto emerso dalle indagini, a nuovi spostamenti per sfuggire ai provvedimenti della magistratura di Taranto. La notizia riportata da IlSole24Ore
di Francesco Casula | 29agosto 2013Sale a quasidue miliardidi euro il tesoro della famiglia Rivaritrovato dalla Guardia di finanza di Milano nell’isola diJersey, in Inghilterra. Dopo il sequestro da 1,2 miliardi di euro del 22 maggio scorso, infatti, secondo Il Sole 24 oregli investigatori sarebbero riusciti a scovare altri 700 milioni di euro nel paradiso fiscale nel Canale della Manica. Il tesoro sarebbe stato scoperto in una nuova rete di società (trust) che farebbero capo adEmilio Riva, al fratello Adriano, entrambi indagati dalla procura di Milano, e ai loro otto figli. Denaro che secondo i magistrati i Riva avrebbero sottratto all’Ilva spae alla holding di famigliaRiva Firee sui quali i Riva si apprestavano, secondo quanto emerso dalle indagini, a nuovi spostamenti per sfuggire ai provvedimenti della magistratura diTaranto. Il gip Fabrizio D’Arcangelo, infatti, nella sua ordinanza di sequestro preventivo scrisse che l’obiettivo era “modificare la giurisdizione dei trust per effetto delle iniziative dell’autorità giudiziaria di Taranto” che infatti giunse una settimana dopo il sequestro milanese. Fu il gipPatrizia Todisco, su richiesta del pool guidato dal procuratore Franco Sebastio, il 24 maggio a disporre un sequestro per equivalente da oltre 8 miliardi di euro,ma gli accertamenti delle fiamme gialle ioniche, però, hanno rivelato che nelle casse delle società Riva Fire e Riva Forni Elettrici vi erano poco più di 250mila euro.
Ma i nuovi accertamenti dei finanzieri lombardi, coordinati dai pm Mauro Clerici e Stefano Civardi, hanno anche ricostruito l’esistenza della Master Trust, una nuova società che si aggiungerebbe alla complessa struttura con la quale i proprietari dell’Ilva hanno occultato il denaro necessario per rendere ecocompatibile la fabbrica di Taranto, dalla quale, secondo i periti, si diffondono “malattie e morte”. Le indagini degli inquirenti milanesi, intanto, proseguono: in questi giorni, infatti, dovrebbe tenersi un incontro tra i magistrati italiani e quelli inglesi per approfondire gli elementi raccolti fino a questo momento. L’incontro dovrebbe svolgersi a Londra, la stessa città nella quale si trova Fabio Riva, uno dei figli di dell’87enne Emilio, che attende la decisione della magistratura inglese sulla richiesta di estradizione formulata dall’autorità giudiziaria tarantina che lo ha indagato per associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale. Un’indagine che oramai punta alla chiusura. Sul tavolo degli inquirenti ionici pendono ancora le posizioni del “governo ombra” scoperto in fabbrica e quelle dei tanti – politici, funzionari e non – che sono comparsi nell’indagine denominata “ambiente svenduto”. http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/29/ilva-scoperti-in-inghilterra-altri-700-milioni-di-euro-riconducibili-ai-riva/695839/
A seguito di movimenti insoliti di camion avvenuto in questi ultimi due giorni nei terreni di Falcognana, il Presidio ha deciso di bloccare nuovamente l'Ardeatina.
Scendono di nuovo in strada gli attivisti del comitato "No discarica Divino Amore". A seguito di movimenti insoliti di camion avvenuto in questi ultimi due giorni nei terreni di Falcognana, il Presidio ha deciso di bloccare nuovamente l'Ardeatina. "Intendiamo vederci chiaro su quanto sta accadendo all'interno del sito della Ecofer" hanno detto i manifestanti - una cinquantina - che, questa mattina dalle 6.00 alle 9.00, hanno bloccato la strada all'altezza del chilometro 15,00 creando forti disagi alla circolazione. Già nel corso della notte alcuni cittadini si erano radunati davanti al sito. http://www.studio93.it/news/read_news.php?news=63743&category=6
Una giornata di fine agosto al centro della terra dei fuochi tra Giugliano, Villa Literno e Villaricca (tra le province di Napoli e Caserta), dove ogni giorno rifiuti di ogni genere vengono incendiati elevando il livello di tossicità e, quindi, degli indici tumorali nell’area. Nonostante un commissario governativo antiroghi, il prefetto Donato Cafagna, nel nostro viaggio incrociamo quattro incendi dolosi in poche ore: bruciano solventi, panni come esche, pneumatici, rifiuti pericolosi di ogni genere mentre amianto frantumato copre le strade. Eppure, proprio in quest’area un altro commissario ha indetto una gara per la costruzione di un inceneritore che dovrà bruciare 6 milioni di tonnellate di ecoballe. Sorgerà a Giugliano, in un territorio che dopo aver ingoiato gli scarichi tossici dell’imprenditoria criminale, ha ospitato negli anni oltre 40 discariche tra legali e non, oltre che un impianto Stir per il trattamento dei rifiuti solidi urbani. I comitati e il WWF denunciano l’illogicità di una scelta, visto che una legge dello Stato la 87 del 2007 vietava la realizzazione di impianti di smaltimento finale in questo territorio proprio a causa dell’alto livello di inquinamento. “Aspettiamo bonifiche e ci danno un inceneritore“, racconta Stefano Franciosi, responsabile locale del WWF. Ma il commissario straordinario per la realizzazione dell’impianto di termovalorizzazione, il professor Alberto Carotenuto, replica: “La legge che prevede la localizzazione dei termovalorizzatori è successiva al 2007 e comunque non è mia competenza interpretare. Ad ogni modo – conclude – io non sono molto ottimista sul fatto che vengano investitori privati a fare un investimento di questo genere. Questa è un’opera pubblica che dovrebbe essere a carico dello Stato”. L’energia prodotta dalla combustione dei rifiuti sarà incentivata con i Cip6, meccanismo tutto italiano visto che gli incentivi dovrebbero premiare solo energia prodotta da fonti rinnovabili di Andrea Postiglione e Nello Trocchia