giovedì 13 dicembre 2012

BiQueen-Biomasse di qualità', importante contributo dal Cnr per definire green le biomasse


Energia | Rifiuti e bonifiche

'BiQueen-Biomasse di qualità', importante contributo dal Cnr per definire green le biomasse

[ 12 dicembre 2012 ]
Per saperne di più sull'origine delle biomasse, è nato "BiQueen-Biomasse di qualità" lo studio sperimentale condotto dall'Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio nazionale delle ricerche (Ivalsa-Cnr) di San Michele all'Adige, in collaborazione con l'Università di Trento, l'Istituto dei materiali per l'elettronica e il magnetismo del Cnr, la Fondazione Bruno Kessler, il Distretto tecnologico trentino (Habitech) e l'Università di Poznan. Il monitoraggio della biomassa dei prodotti a base di legno e delle ceneri derivanti dalle combustioni sperimentali è stato eseguito tramite spettroscopia nel medio infrarosso (Ft-Ir) e tramite fluorescenza a raggi X (Ed-Xfr).
«Le analisi hanno verificato l'assenza di elementi chimici pericolosi- ha dichiarato Marco Fellin, ricercatore dell'Ivalsa-Cnr- anche se circa il 16% dei materiali prodotti a base di legno non è conforme a essere utilizzato come "legno ecologico", secondo la direttiva Ce 894 del 2009, perché contaminato da cadmio, cloro, cromo, rame, mercurio e piombo oltre i livelli di soglia».
I risultati della ricerca, durata due anni, pubblicati sulla rivista "Wood Science and Technology", presentano tra gli aspetti più significativi l'utilizzo della spettroscopia a infrarosso (Nir) per definire la tracciabilità delle biomasse.
«Abbiamo perfezionato un metodo per verificare l'origine della materia utilizzata, grazie a procedure e modellizzazioni software basate su una banca dati di spettri prodotti da un ampio campionamento- ha spiegato Anja Sandak, ricercatrice Ivalsa-Cnr e coautrice dello studio- La classificazione del legno tramite spettroscopia Nir permette di controllare i flussi di biomassa boschiva senza ricorrere alla costosa chimica tradizionale, è rapida e non distruttiva. E soprattutto si tratta di un metodo applicabile su mercato a larga scala».
Lo studio consente di inserire tra i criteri di valutazione della qualità della biomassa, anche la presenza di sostanze esogene potenzialmente inquinanti come spiega Fellin. «Attualmente la produzione di energia basata sulle biomasse considera la materia prima prevalentemente in termini di contenuto energetico, ovvero di potere calorifico, di efficienza, di disponibilità, di movimentazione e di costo, mentre vengono esaminati in maniera solo sommaria gli aspetti legati all'origine e alla presenza di sostanze terze, ovvero di inquinanti solidi e composti volatili. Ma nella produzione di energia tramite combustione, quella impiegata per la trasformazione delle biomasse, questi aspetti risultano particolarmente critici» ha concluso il ricercatore dell'Ivalsa-Cnr. http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=19394&lang=it

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