venerdì 2 maggio 2008

l'emergenza in un paese anormale

In Italia si va avanti con l'emergenza per qualsiasi problema, vista l'incapacità (a volte voluta?) di programmare la gestione di opere, di eventi o semplicemente la soluzione di problemi che si possono prevedere e gestire.
Cirilli oggi dice, a proposito dei rifiuti della provincia di Latina e della discarica, quello che verdi e ambientalisti affermavano 20 anni fa, cioè che l'emergenza rifiuti allora come oggi, sembra voluta.
Due decenni fa chiedevamo la raccolta differenziata spinta come hanno fatto comuni di tante regioni d'Italia, dimostrando che si può fare.
Invece la provincia di Latina è commissariata da anni sull'argomento incapace di attuare soluzioni, metodi e modi già sperimentati e attuati da decenni.
Non c'è nulla da inventare, se non, forse, a chi dare i soldi dei finanziamenti (tra l'altro già previsti e disponibili), come farne avere il più possibile all'imprenditore amico (che forse non c'è) o scegliendo una nuova azienda municipalizzata e nuovi incarichi e poltrone (tipo le società Acqualatina e Latinambiente).
Come scrivono Rizzo e Stella (quelli de La casta) su Il Corriere della sera la colpa è l'inefficienza delle istituzioni e della burocrazia a bloccare la realizzazione di cose normali in un paese normale, per le quali bisogna sempre inventarsi un'emergenza.
Non sono certo verdi e ambientalisti a bloccare le opere, a ritardare lo sviluppo, ma è l'eccessiva burocrazia o meglio l'inefficenza di questa che blocca anche le opere normali.
A Latina comune non si trova chi riesce a mettere segnaletica stradale che potrebbe salvare la vita di persone che costa poche migliaia di euro sulle strade via Piscina Scura e Zì Maria, per fare un esempio.
Non si fanno opere di poche decine di migliaia di euro che avrebbero dovuto evitare l'erosione della costa di Latina e Sabaudia.
Non si approva un progetto fermo da una decina d'anni in comune di Latina per il raddoppio (già finanziato) della via Bassianese e della SS 156 dei Monti Lepini tra via Bassianese e il Piccarello.
Potremmo continuare con gli esempi che tutti conoscono e che molti fanno finta di non vedere, forse per non perdere la loro (piccola o grande che sia) parte di potere, poltrona, incarico bloccando poi le aziende e i cittadini.
Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella interpretano molto bene ciò che affermo da anni.
http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_01/focus_stella_rizzo_emergenza_e_le_leggi_si_aggirano_c5a8171a-174c-11dd-8da7-00144f02aabc.shtml
Pontinia 2 maggio 2008 Ecologia e territorio Giorgio Libralato

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