Nella difesa della fauna selvatica americana a rischio, il presidente Barack Obama ha messo a segno 99 vittorie durante la sua amministrazione. Fra queste storie di successo ci sono la conservazione del Gallo della salvia, il Silvilago del New England (un tipo di coniglio dalla coda di cotone) e l'orso bruno della Luisianache sono stati recuperati dall'estinzione grazie all'Endangered Species Act (Esa) e alla collaborazione ad ogni livello da quello locale a quello federale. Lo dice unrapporto del Consiglio sulla qualità dell'Ambiente dell'Ufficio esecutivo del presidente degli Usa dal titolo "Wildlife wins: Obama administration successes in protecting our nation's species" (La fauna selvatica vince: i successi dell'amministrazione Obama nella protezione delle specie nazionali), reso noto nella Giornata delle specie minacciate che ricorre oggi negli Stati Uniti.
Sono più di 2.250 le specie animali selvatiche in pericolo elencate nell'Endangered Species Act (Esa) degli Usa, e quindi è ancora lunga la strada per recuperare la fauna che è sull'orlo dell'estinzione. Nel rapporto si rileva che dal suo insediamento l'amministrazione del presidente Obama ha protetto più terreno e acqua di qualsiasi altra nella storia Usa, più di 265 milioni di acri (oltre un miliardo di chilometri quadrati). Si evidenziano, poi, gli sforzi e i successi per la protezione e il recupero di animali selvatici, icone d'America, come l'orso bruno, i lamantini o altre specie meno note ma ugualmente importanti indicatori della salute dell'ecosistema come il Gallo della salvia.
A causa dell'intensificazione del cambiamento climatico, viene spiegato, molte specie dovranno affrontare nuove minacce ai loro habitat e alle fonti di cibo e saranno costrette alla migrazione. Fra le minacce c'è anche lo sviluppo economico degli uomini. Secondo una recente analisi, spiega il rapporto, le aree naturali nella fascia occidentale stanno scomparendo al ritmo di un campo di calcio ogni due minuti e mezzo. Per supportare il crescente bisogno di conservazione della fauna selvatica oggi e per pianificare le sfide di domani, l'Esa rimane uno strumento essenziale ed efficace.
Il 21 maggio è la Giornata mondiale dei pesci migratori. Questa specie dipende dal flusso libero dei fiumi. Attualmente ci sono oltre sei milioni di barriere in tutti gli Stati Uniti che impediscono ai pesci di raggiungere la propria destinazione che fornisce non solo habitat ma zone di sopravvivenza e riproduzione. Da quando nel 1999 è stato lanciato il National Fish Passage Program (programma nazionale per il passaggio del pesce) sono stati rimosse 1.530 barriere, riaperte 21.406 miglia di fiume e ricollegati 166.751 acri di zone umide, beneficiando più di 90 specie di pesci.
Sono più di 2.250 le specie animali selvatiche in pericolo elencate nell'Endangered Species Act (Esa) degli Usa, e quindi è ancora lunga la strada per recuperare la fauna che è sull'orlo dell'estinzione. Nel rapporto si rileva che dal suo insediamento l'amministrazione del presidente Obama ha protetto più terreno e acqua di qualsiasi altra nella storia Usa, più di 265 milioni di acri (oltre un miliardo di chilometri quadrati). Si evidenziano, poi, gli sforzi e i successi per la protezione e il recupero di animali selvatici, icone d'America, come l'orso bruno, i lamantini o altre specie meno note ma ugualmente importanti indicatori della salute dell'ecosistema come il Gallo della salvia.
A causa dell'intensificazione del cambiamento climatico, viene spiegato, molte specie dovranno affrontare nuove minacce ai loro habitat e alle fonti di cibo e saranno costrette alla migrazione. Fra le minacce c'è anche lo sviluppo economico degli uomini. Secondo una recente analisi, spiega il rapporto, le aree naturali nella fascia occidentale stanno scomparendo al ritmo di un campo di calcio ogni due minuti e mezzo. Per supportare il crescente bisogno di conservazione della fauna selvatica oggi e per pianificare le sfide di domani, l'Esa rimane uno strumento essenziale ed efficace.
Il 21 maggio è la Giornata mondiale dei pesci migratori. Questa specie dipende dal flusso libero dei fiumi. Attualmente ci sono oltre sei milioni di barriere in tutti gli Stati Uniti che impediscono ai pesci di raggiungere la propria destinazione che fornisce non solo habitat ma zone di sopravvivenza e riproduzione. Da quando nel 1999 è stato lanciato il National Fish Passage Program (programma nazionale per il passaggio del pesce) sono stati rimosse 1.530 barriere, riaperte 21.406 miglia di fiume e ricollegati 166.751 acri di zone umide, beneficiando più di 90 specie di pesci.
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