domenica 10 luglio 2016

Seveso dall'incidente di 40 anni fa all'Icmesa, alla direttiva Seveso per il rischio di incidenti rilevanti



Sono passati 40 anni dal terribile incidente di Seveso con l'esplosione del reattore all'Icmesa. Ma come per tanti altri incidenti gravi che hanno messo in pericolo la sicurezza e la salute di decine di migliaia di persone abbiamo imparato poco o nulla. Da quell'esplosione è nata una delle direttive europee più conosciute appunto come "Direttiva Seveso" per prevenire il ripetersi di simili (o peggiori) incidenti. La direttiva Seveso recepita in Italia dal D. Lgs. 334 /1999 (con successive modifiche e integrazioni) doveva imporre un maggior controllo (o almeno un controllo) degli impianti pericolosi nel territorio. Anche in provincia di Latina non sempre è successo considerato che negli anni si sono avuti incidenti di un certo rilievo in fabbriche chimiche, 2 impianti di compostaggio, diversi impianti di trattamento rifiuti, centrali a turbogas, anche con vittime degli incidenti accertati. Quelli che non sono accertati (o ammessi) sono le persone ammalate, danneggiate, inquinate da questi impianti pericolosi dagli impianti insalubri e pericolosi. Uno degli obblighi della Direttiva Seveso è dato dall'informazione, sopratutto ai cittadini e alle aziende limitrofe agli stessi impianti a rischio di incidente rilevante sul pericolo e su eventuali evacuazioni e interventi di emergenza. Purtroppo sono i cittadini a denunciare i pericoli temuti come nei casi previsti della turbogas di Aprilia e dell'impianto di compostaggio della Kyklos, entrambi i quali non sono nell'elenco ufficiale degli impianti soggetti alla Direttiva Seveso. Per la turbogas di Aprilia il comune ne aveva dimostrato l'assoggettabilità. Alla nostra provincia piace il rischio anche grave. O meglio questo è il risultato di mancanti controlli e prevenzione, attuazioni di obblighi e informazioni, attuazione di varianti urbanistiche. Il comune di Pontinia che ha adottato tale variante urbanistica, guarda caso, è l'unico in Italia ad aver respinto la centrale a turbogas da 400 MW e quella a biomasse da 20 MW. Mancano le stesse varianti agli altri comuni che ospitano questi impianti pericolosi, amministrazioni cui forse piace giocare con il rischio della salute e dell'incolumità delle persone. Qui l'elenco dei siti "ufficiali" a rischio di incidente rilevante http://www.minambiente.it/pagina/inventario-nazionale-degli-stabilimenti-rischio-di-incidente-rilevante-0
questi quelli della regione Lazio http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/stabilimenti_rischio_industriale/2015/STABILIMENTI_LAZIO_REV1.pdf
interessati i comuni di Fondi DN033 SIS SPA Deposito di tossici Fondi FONDI (loc. QUARTO IANNOTTA) DN011  Deposito di fitofarmaci
Pontinia PONTINA DN025 Produzione e/o deposito di gas tecnici
 Latina Aprilia NN012  Deposito di fitofarmaci Aprilia DN003 ACRAF S.P.A. Stabilimento chimico o petrolchimico Aprilia CAMPO VERDE DI APRILIA DN001  Stabilimento chimico o petrolchimico Aprilia CAMPOVERDE DI APRILIA NN020 INDUSTRIA CHIMICA E FARMACEUTICA Stabilimento chimico o petrolchimico SPA Cisterna di Latina NN017 Stabilimento chimico o petrolchimico Gaeta Arzano/Casalarga/Porto NN001 Deposito di oli minerali Latina LATINA SCALO NN027 Stabilimento chimico o petrolchimico Pontinia Mazzocchio NN081 Deposito di gas liquefatti Sermoneta NN019 Deposito di gas liquefatti Sermoneta NN028 Stabilimento chimico o petrolchimico
A proposito dell'incidente di Seveso. http://pontiniaecologia.blogspot.it/2016/07/il-disastro-di-seveso-40-anni-dopo.html
http://www.wired.it/scienza/ecologia/2016/07/10/seveso-40-anni-dopo/
https://pbs.twimg.com/media/Cm-53WaWAAA6Z_i.jpg

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