
Sono passati 40 anni dal terribile incidente di Seveso con l'esplosione del reattore all'Icmesa. Ma come per tanti altri incidenti gravi che hanno messo in pericolo la sicurezza e la salute di decine di migliaia di persone abbiamo imparato poco o nulla. Da quell'esplosione è nata una delle direttive europee più conosciute appunto come "Direttiva Seveso" per prevenire il ripetersi di simili (o peggiori) incidenti. La direttiva Seveso recepita in Italia dal D. Lgs. 334 /1999 (con successive modifiche e integrazioni) doveva imporre un maggior controllo (o almeno un controllo) degli impianti pericolosi nel territorio. Anche in provincia di Latina non sempre è successo considerato che negli anni si sono avuti incidenti di un certo rilievo in fabbriche chimiche, 2 impianti di compostaggio, diversi impianti di trattamento rifiuti, centrali a turbogas, anche con vittime degli incidenti accertati. Quelli che non sono accertati (o ammessi) sono le persone ammalate, danneggiate, inquinate da questi impianti pericolosi dagli impianti insalubri e pericolosi. Uno degli obblighi della Direttiva Seveso è dato dall'informazione, sopratutto ai cittadini e alle aziende limitrofe agli stessi impianti a rischio di incidente rilevante sul pericolo e su eventuali evacuazioni e interventi di emergenza. Purtroppo sono i cittadini a denunciare i pericoli temuti come nei casi previsti della turbogas di Aprilia e dell'impianto di compostaggio della Kyklos, entrambi i quali non sono nell'elenco ufficiale degli impianti soggetti alla Direttiva Seveso. Per la turbogas di Aprilia il comune ne aveva dimostrato l'assoggettabilità. Alla nostra provincia piace il rischio anche grave. O meglio questo è il risultato di mancanti controlli e prevenzione, attuazioni di obblighi e informazioni, attuazione di varianti urbanistiche. Il comune di Pontinia che ha adottato tale variante urbanistica, guarda caso, è l'unico in Italia ad aver respinto la centrale a turbogas da 400 MW e quella a biomasse da 20 MW. Mancano le stesse varianti agli altri comuni che ospitano questi impianti pericolosi, amministrazioni cui forse piace giocare con il rischio della salute e dell'incolumità delle persone. Qui l'elenco dei siti "ufficiali" a rischio di incidente rilevante http://www.minambiente.it/pagina/inventario-nazionale-degli-stabilimenti-rischio-di-incidente-rilevante-0
questi quelli della regione Lazio http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/stabilimenti_rischio_industriale/2015/STABILIMENTI_LAZIO_REV1.pdf
interessati i comuni di Fondi DN033 SIS SPA Deposito di tossici Fondi FONDI (loc. QUARTO IANNOTTA) DN011 Deposito di fitofarmaci
Pontinia PONTINA DN025 Produzione e/o deposito di gas tecnici
Latina Aprilia NN012 Deposito di fitofarmaci Aprilia DN003 ACRAF S.P.A. Stabilimento chimico o petrolchimico Aprilia CAMPO VERDE DI APRILIA DN001 Stabilimento chimico o petrolchimico Aprilia CAMPOVERDE DI APRILIA NN020 INDUSTRIA CHIMICA E FARMACEUTICA Stabilimento chimico o petrolchimico SPA Cisterna di Latina NN017 Stabilimento chimico o petrolchimico Gaeta Arzano/Casalarga/Porto NN001 Deposito di oli minerali Latina LATINA SCALO NN027 Stabilimento chimico o petrolchimico Pontinia Mazzocchio NN081 Deposito di gas liquefatti Sermoneta NN019 Deposito di gas liquefatti Sermoneta NN028 Stabilimento chimico o petrolchimico
A proposito dell'incidente di Seveso. http://pontiniaecologia.blogspot.it/2016/07/il-disastro-di-seveso-40-anni-dopo.html
http://www.wired.it/scienza/ecologia/2016/07/10/seveso-40-anni-dopo/
https://pbs.twimg.com/media/Cm-53WaWAAA6Z_i.jpg
Nessun commento:
Posta un commento