HO VISITATO di recente le zone dei prin- cipali focolai di disseccamento delle piante, ho parlato con tanti coltivatori interessati, ho partecipato ai loro presidi contro l’eradica - mento degli alberi, potendo conoscere di- rettamente fatti di grande interesse. Anzi- tutto: il “Codiro”(il Complesso di dissec- camento rapido deli olivi) può essere con- tenuto e risolto efficacemente, evitando lo sradicamento delle piante, sia di quelle ma- late sia di quelle ancora sane vicine. L’ho toccato con mano osservando l’intelligente lavoro svolto dall’associazione Spazi Popo- lari: è stato istruttivo vedere, sullo stesso campo, filari di ulivi rinsecchiti e, accanto, filari floridi. La differenza decisiva sta nel fatto che, circa un anno fa, all’inizio del generale dissecca- mento, le piante ora rigogliose sono state trattate con irrorazioni di poltiglia bordolese e calce, mentre le altre, non trattate allo stesso
modo, sono morte. È la prova, inoppugna- bile, che i rimedi dei “vecchi”, insieme alla buone pratiche agricole, funzionano. Ho constatato de visu che le piante salvate sono cariche di gemme a fiore: vuol dire che frut- tificheranno. Dunque: non è vera e propria follia, priva di evidenze scientifiche a soste- gno, il ricorso allo sradicamento previsto dal piano regionale Silletti? Sradicamento già co- minciato e solo temporaneamente sospeso per l’opposizione degli ulivicoltori. Coloro che hanno guarito le piante, ricorrendo alla antica sapienza contadina, non sono “san - toni”(come, con inaccettabile delegittima- zione morale, sono definiti dai sostenitori del “piano Silletti”): sono, semplicemente, oli- vicoltori esperti, molto più affidabili, visti i risultati positivi ottenuti, di certi ricercatori scientisti, che non hanno mai tenuto in mano una zappa o guidato un trattore. Sono i fatti –contrari alle chiacchiere e agli allarmismi –a dire che lo sradicamento degli ulivi deve essere l’ultima opzione immagi- nabile, dopo aver provato ogni rimedio al- ternativo. Partire, invece, dall’eradicazione come prima opzione è una illogicità pura, sia sul piano scientifico che su quello del buon senso. Per di più ho visto con i miei occhi ulivi maestosi, condannati allo sradicamento senza che abbiano una sola foglia secca. Cre-
do che tu sappia meglio di me come sul Salento si stiano da tempo concentrando appeti- ti speculativi sia nazionali che stranieri.
MASSACRARE l’immenso patrimonio dei suoi splendi- di ulivi secolari significhe- rebbe cambiare irreversibil- mente i connotati di una del- le terre più belle del mondo. No, non si può e non si deve! E, per riuscire a impedirlo, c’è un modo. La politica smetta di essere latitante –come è accaduto finora –e ponga fine al suo ruolo ancillare rispetto all’ignoranza scientifica camuffata da solu- zione salvifica. Quando su dei cartelli leggi: “Stop frode Xylella”, devi intenderlo come una richiesta di aiuto. Tu puoi dare l’esempio di una politica sana che torni al posto di comando, come è suo dovere: Vai Tu (non aspettare che loro vengano da Te) a parlare con i cittadini dei presidi e ascolta le loro buone ragioni. Troverai persone competenti, capaci e pacifiche. Ti prego di farlo adesso, prima che si arrivi al punto in cui le ruspe siano accompagnate dai carabinieri e tutto degeneri. La triste vicenda degli ulivi salentini, se gestita con intelligenza
e razionalità, può dare insegnamenti utili: il primo dei quali è che la ricerca scientifica sia partecipata, con i cittadini che si appropriano delle conoscenze (come sta accadendo nel Salento) e la politica li aiuti in tal senso, anziché scoraggiarli. La gestione civica della conoscenza sarà la chia- ve del futuro. Sulla importanza della posta in gioco relativa agli ulivi del Salento si sta allargando la con- sapevolezza: gruppi di ulivicoltori e di gio- vani si stanno organizzando da ogni regione per venire in aiuto ai presidi locali. Ex malo, bonum, dunque. Trarre il positivo dal ne- gativo. Credo sia Tuo dovere fare tutto il possibile per favorire questo processo. Ti sa- rò grato per un cortese cenno di risposta. Con il saluto più cordiale, Mario Capanna ex leader del movimento del ’68 e deputato (Democrazia proletaria / Verdi) dal 1983 al ’92
il fatto quotidiano 18 aprile 2015
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