sabato 7 dicembre 2013

Tarquinia Viterbo: mistero sui veleni nella terra delle centrali: boom dei tumori nessun dato sui controlli effettuati

BOOM DI TUMORI VICINO
A L L’IMPIANTO A CARBONE
DI CIVITAVECCHIA. NEL 2010
AVVIATI CONTROLLI SUI TERRENI:
MA DEI DATI NON SI SA NULLA
di Luca De Carolis il fatto quotidiano 7 dicembre 2013
Aun’ora di macchina da Roma c’è la
terra delle centrali, dove i tumori
dilagano, come i morti. Un lembo
del Lazio dove fanno la conta dei
veleni, da anni. Ma di quei numeri non si riesce
a sapere nulla. Non si capisce chi e quando
debba renderli pubblici: anche se altre cifre di
altri rapporti raccontano di una valanga di malati.
È un mistero per nulla buffo, quello del
piano di biomonitoraggio dell’agricoltura a
Tarquinia (Viterbo), cittadina a meno di 20
chilometri dalla centrale termoelettrica a carbone
di Torrevaldaliga Nord, di proprietà dell’Enel.
Impianto con tre sezioni da 660 megawatt
l’una, convertito dall’olio combustibile
al carbone nel 2009, nonostante le proteste degli
ambientalisti perché “questa è la fonte fossile
che genera le più alte emissioni specifiche
di CO2” (Legambiente). Ma il “gigante” è solo
uno degli impianti della zona: a Torrevaldaliga
Sud c’è la centrale termoelettrica a gas della
Tirreno Power. Mentre a Montalto di Castro è
attivo un altro impianto termoelettrico dell’Enel,
sorto accanto a una centrale elettronucleare
mai completata. Ambientalisti e comitati
cittadini sono in perenne agitazione. A
gonfiare le proteste, i rapporti sulla salute. Il
più recente, diffuso nel febbraio 2012, è del
Dipartimento di epidemiologia della Regione
Lazio. Spiega che tra il 2006 e il 2010 nell’area
di Civitavecchia, compresa Tarquinia, è stato
registrato “un eccesso di mortalità, sia per gli
uomini che per le donne” rispetto alla media
regionale. Soprattutto, c’è stato un “eccesso di
mortalità per tumori maligni”. Collegato, il
boom dei ricoveri per neoplasie. Impressionante
il dato sul tumore alla pleura: + 356 per
cento negli uomini. Tantissimi anche i tumori
maligni cutanei (+ 67 per cento) e le infezioni
alle vie aeree (+ 284 per cento). Da qui si spiega
il biomonitoraggio a Tarquinia, che deve verificare
l’eventuale impatto di contaminanti
sui suoli agricoli e sulle relative produzioni
vegetali”, tramite “una serie di campionamenti
del terreno”. Così prevede l’allegato all’accordo
sul piano, sottoscritto nell’ottobre 2008 dal Comune
ed Enel, in cui l’azienda si impegna a
finanziare i controlli e programmi “per la valorizzazione
delle produzioni agricole del territorio”
E in cui si precisa: “Lo studio durerà 5
anni e sarà svolto dal Consiglio per la ricerca e
la sperimentazione in Agricoltura, sottoposto
alla vigilanza del ministero delle Politiche agricole”.
In più, si promette: “Verrà istituito un
comitato tecnico formato da rappresentanti
del Comune, Enel, Cra, Arsial (Agenzia regionale
per lo sviluppo dell’agricoltura, ndr)
per monitorare l’andamento delle attività, verificare
gli adempimenti contrattuali e approvare
i rapporti tecnici”.
Il comitato che non c’è,
le versioni di Enel e Cra
Cinque anni dopo, del comitato tecnico non c’è
traccia: perché non è stato mai costituito. I
prelievi invece sono iniziati nel 2010, per continuare
nel 2011 e riprendere quest’anno: dovrebbero
concludersi nel 2014. I tecnici hanno
rilevato la quantità di metalli pesanti e metalloidi
nei prodotti agricoli e nei terreni (coltivati
e non): dal piombo all’arsenico, sino allo
stagno e all’alluminio. “I campionamenti e le
rilevazioni analitiche sono svolte da un laboratorio
privato, committente di Enel” precisa il
Cra, a cui spetta di “valutare i risultati ottenuti
e di porli in riferimento ai limiti di legge”. Ogni
anno, l’ente ha mandato all’Enel una relazione
con i risultati: quel rapporto che avrebbe dovuto
inviare al Comitato tecnico. Di quei numeri
non ne sa nulla nessuno. Neppure il Comune
di Tarquinia, come ha scoperto il consigliere
di M5S Cesare Celletti. Qualche settimana
fa aveva chiesto una copia dei rapporti
annuali. Gli hanno risposto che non erano mai
arrivati, ma che l’amministrazione ne aveva
sollecitato l’invio a Enel e Cra con due note,
l’estate scorsa: inutilmente. Il Fatto ha chiesto
ragguagli al Cra e all'Enel, ricevendo risposte
scritte. L’ente spiega che “a fronte di un contratto
stipulato con Enel, sussiste la riservatezza
dei dati acquisiti: quanto emerso deve
essere veicolato dal committente (l’azienda,
ndr)”. E chiosa: “Nel momento in cui si avrà la
tanto auspicata apertura del tavolo tecnico fra
Comune ed Enel (che dovrebbe portare alla
pubblicazione dei dati) il Cra sarà disponibile
per qualsivoglia approfondimento”. L’Enel replica:
La ricerca si è svolta per più anni per
acquisire dati statistici significativi, tenendo
conto del contesto generale dell’area. Siamo in
attesa dei risultati da parte del Cra: verranno
consegnati all’amministrazione di Tarquinia,
che li renderà pubblici entro il 2013”. A margine,
l’interrogazione di Alberto Zolezzi (M5S)
e altri deputati al ministro dell'Ambiente, per
provare a saperne qualcosa di più. Ha risposto
il sottosegretario Marco Flavio Cirillo, premettendo
che “sul punto nulla risulta al ministero”.
Dall’istruttoria, emerge che “su richiesta
dell’Enel, a breve, il Cra provvederà a comunicare
i risultati degli ultimi campionamenti,
predisponendo anche un report riepilogativo”.
La verità del sindaco:
Niente da nascondere”
In attesa, anche il sindaco di Tarquinia, Mauro
Mazzola (Pd). Si difende: “Abbiamo sempre
chiesto i dati verbalmente, poi siamo passati
alle note scritte. Il monitoraggio è iniziato un
po’ tardi, ma non trovavamo i terreni”. Ma il
comitato tecnico che doveva controllare non è
mai partito: “L’Arsial non ci dava il nome, appena
arriveranno i risultati formeremo il comitato.
E se qualcuno non ce lo dà i controlli ce
li faremo da soli, con tecnici nostri. Noi finanziamo
il registro dei tumori con la provincia
di Viterbo (presentato il 18 novembre,
ndr), mica stiamo fermi”. Ma alla fine chi diffonderà
i dati?. “Li aspetto da Enel, e comunque
non ho niente da nascondere. Non capisco
tutta questa pressione su di noi. La centrale è a
Civitavecchia, gli altri Comuni della zona non
hanno mica fatto questi controlli”. L'Enel nell’accordo
del 2008 si impegnava a sostenere
l'agricoltura: vi hanno aiutato? “Ci hanno dato
dei fondi. Quanti? Onestamente non me lo
ricordo”.
Twitter: @lucadecarolis


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