BOOM DI
TUMORI VICINO
A L
L’IMPIANTO A CARBONE
DI
CIVITAVECCHIA. NEL 2010
AVVIATI
CONTROLLI SUI TERRENI:
MA DEI DATI
NON SI SA NULLA
di
Luca
De Carolis il fatto quotidiano 7 dicembre 2013
Aun’ora
di macchina da Roma c’è la
terra
delle centrali, dove i tumori
dilagano,
come i morti. Un lembo
del
Lazio dove fanno la conta dei
veleni,
da anni. Ma di quei numeri non si riesce
a
sapere nulla. Non si capisce chi e quando
debba
renderli pubblici: anche se altre cifre di
altri
rapporti raccontano di una valanga di malati.
È
un mistero per nulla buffo, quello del
piano
di biomonitoraggio dell’agricoltura a
Tarquinia
(Viterbo), cittadina a meno di 20
chilometri
dalla centrale termoelettrica a carbone
di
Torrevaldaliga Nord, di proprietà dell’Enel.
Impianto
con tre sezioni da 660 megawatt
l’una,
convertito dall’olio combustibile
al
carbone nel 2009, nonostante le proteste degli
ambientalisti
perché “questa è la fonte fossile
che
genera le più alte emissioni specifiche
di
CO2” (Legambiente). Ma il “gigante” è solo
uno
degli impianti della zona: a Torrevaldaliga
Sud
c’è la centrale termoelettrica a gas della
Tirreno
Power. Mentre a Montalto di Castro è
attivo
un altro impianto termoelettrico dell’Enel,
sorto
accanto a una centrale elettronucleare
mai
completata. Ambientalisti e comitati
cittadini
sono in perenne agitazione. A
gonfiare
le proteste, i rapporti sulla salute. Il
più
recente, diffuso nel febbraio 2012, è del
Dipartimento
di epidemiologia della Regione
Lazio.
Spiega che tra il 2006 e il 2010 nell’area
di
Civitavecchia, compresa Tarquinia, è stato
registrato
“un eccesso di mortalità, sia per gli
uomini
che per le donne” rispetto alla media
regionale.
Soprattutto, c’è stato un “eccesso di
mortalità
per tumori maligni”. Collegato, il
boom
dei ricoveri per neoplasie. Impressionante
il
dato sul tumore alla pleura: + 356 per
cento
negli uomini. Tantissimi anche i tumori
maligni
cutanei (+ 67 per cento) e le infezioni
alle
vie aeree (+ 284 per cento). Da qui si spiega
il
biomonitoraggio a Tarquinia, che deve verificare
“l’eventuale
impatto di contaminanti
sui
suoli agricoli e sulle relative produzioni
vegetali”,
tramite “una serie di campionamenti
del
terreno”. Così prevede l’allegato all’accordo
sul
piano, sottoscritto nell’ottobre 2008 dal Comune
ed
Enel, in cui l’azienda si impegna a
finanziare
i controlli e programmi “per la valorizzazione
delle
produzioni agricole del territorio”
E
in cui si precisa: “Lo studio durerà 5
anni
e sarà svolto dal Consiglio per la ricerca e
la
sperimentazione in Agricoltura, sottoposto
alla
vigilanza del ministero delle Politiche agricole”.
In
più, si promette: “Verrà istituito un
comitato
tecnico formato da rappresentanti
del
Comune, Enel, Cra, Arsial (Agenzia regionale
per
lo sviluppo dell’agricoltura, ndr)
per
monitorare l’andamento delle attività, verificare
gli
adempimenti contrattuali e approvare
i
rapporti tecnici”.
Il
comitato che non c’è,
le
versioni di Enel e Cra
Cinque
anni dopo, del comitato tecnico non c’è
traccia:
perché non è stato mai costituito. I
prelievi
invece sono iniziati nel 2010, per continuare
nel
2011 e riprendere quest’anno: dovrebbero
concludersi
nel 2014. I tecnici hanno
rilevato
la quantità di metalli pesanti e metalloidi
nei
prodotti agricoli e nei terreni (coltivati
e
non): dal piombo all’arsenico, sino allo
stagno
e all’alluminio. “I campionamenti e le
rilevazioni
analitiche sono svolte da un laboratorio
privato,
committente di Enel” precisa il
Cra,
a cui spetta di “valutare i risultati ottenuti
e
di porli in riferimento ai limiti di legge”. Ogni
anno,
l’ente ha mandato all’Enel una relazione
con
i risultati: quel rapporto che avrebbe dovuto
inviare
al Comitato tecnico. Di quei numeri
non
ne sa nulla nessuno. Neppure il Comune
di
Tarquinia, come ha scoperto il consigliere
di
M5S Cesare Celletti. Qualche settimana
fa
aveva chiesto una copia dei rapporti
annuali.
Gli hanno risposto che non erano mai
arrivati,
ma che l’amministrazione ne aveva
sollecitato
l’invio a Enel e Cra con due note,
l’estate
scorsa: inutilmente. Il Fatto
ha
chiesto
ragguagli
al Cra e all'Enel, ricevendo risposte
scritte.
L’ente spiega che “a fronte di un contratto
stipulato
con Enel, sussiste la riservatezza
dei
dati acquisiti: quanto emerso deve
essere
veicolato dal committente (l’azienda,
ndr)”.
E chiosa: “Nel momento in cui si avrà la
tanto
auspicata apertura del tavolo tecnico fra
Comune
ed Enel (che dovrebbe portare alla
pubblicazione
dei dati) il Cra sarà disponibile
per
qualsivoglia approfondimento”. L’Enel replica:
“La
ricerca si è svolta per più anni per
acquisire
dati statistici significativi, tenendo
conto
del contesto generale dell’area. Siamo in
attesa
dei risultati da parte del Cra: verranno
consegnati
all’amministrazione di Tarquinia,
che
li renderà pubblici entro il 2013”. A margine,
l’interrogazione
di Alberto Zolezzi (M5S)
e
altri deputati al ministro dell'Ambiente, per
provare
a saperne qualcosa di più. Ha risposto
il
sottosegretario Marco Flavio Cirillo, premettendo
che
“sul punto nulla risulta al ministero”.
Dall’istruttoria,
emerge che “su richiesta
dell’Enel,
a breve, il Cra provvederà a comunicare
i
risultati degli ultimi campionamenti,
predisponendo
anche un report riepilogativo”.
La
verità del sindaco:
“Niente
da nascondere”
In
attesa, anche il sindaco di Tarquinia, Mauro
Mazzola
(Pd). Si difende: “Abbiamo sempre
chiesto
i dati verbalmente, poi siamo passati
alle
note scritte. Il monitoraggio è iniziato un
po’
tardi, ma non trovavamo i terreni”. Ma il
comitato
tecnico che doveva controllare non è
mai
partito: “L’Arsial non ci dava il nome, appena
arriveranno
i risultati formeremo il comitato.
E
se qualcuno non ce lo dà i controlli ce
li
faremo da soli, con tecnici nostri. Noi finanziamo
il
registro dei tumori con la provincia
di
Viterbo (presentato il 18 novembre,
ndr),
mica stiamo fermi”. Ma alla fine chi diffonderà
i
dati?. “Li aspetto da Enel, e comunque
non
ho niente da nascondere. Non capisco
tutta
questa pressione su di noi. La centrale è a
Civitavecchia,
gli altri Comuni della zona non
hanno
mica fatto questi controlli”. L'Enel nell’accordo
del
2008 si impegnava a sostenere
l'agricoltura:
vi hanno aiutato? “Ci hanno dato
dei
fondi. Quanti? Onestamente non me lo
ricordo”.
Twitter:
@lucadecarolis
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