lunedì 14 ottobre 2013
Greenpeace,per D'Alessandro si decide domani. Chiede di uscire dalla gabbia, giudice dice no
Il tribunale di Murmansk ha rinviato a domani l'udienza che valuterà il ricorso dell'italiano ambientalista imprigionato per pirateria. Questa mattina il no alla richiesta dell'italo-argentina Camila Speziale. Il ragazzo di Napoli ha chiesto al tribunale di Murmansk di rivedere l'accusa che prevede una pena fino a 15 anni di reclusione. Intanto Putin pensa a chi dare l'amnistia
14 ottobre 2013
Greenpeace,per D'Alessandro si decide domani. Chiede di uscire dalla gabbia, giudice dice no
(ansa)
MOSCA - Con un Tweet Greenpeace ha fatto sapere che la corte di Murmansk ha rimandato a domani l'udienza per valutare il ricorso di Cristian D'Alessandro contro l'arresto per pirateria. Ma un no all'attivista italiano l'hanno già detto. Il ragazzo aveva chiesto di partecipare all'udienza uscendo dalla gabbia di vetro dei detenuti. Ma il giudice ha respinto la richiesta sostenendo che "non è una umiliazione stare dietro le sbarre".
fino a 15 anni di reclusione. Intanto Putin pensa a chi dare l'amnistia
14 ottobre 2013
Greenpeace,per D'Alessandro si decide domani. Chiede di uscire dalla gabbia, giudice dice no
(ansa)
MOSCA - Con un Tweet Greenpeace ha fatto sapere che la corte di Murmansk ha rimandato a domani l'udienza per valutare il ricorso di Cristian D'Alessandro contro l'arresto per pirateria. Ma un no all'attivista italiano l'hanno già detto. Il ragazzo aveva chiesto di partecipare all'udienza uscendo dalla gabbia di vetro dei detenuti. Ma il giudice ha respinto la richiesta sostenendo che "non è una umiliazione stare dietro le sbarre".
Oggi il tribunale distrettuale Leninsky di Murmansk ha respinto anche il ricorso di Camila Speziale, l'attivista italo-argentina, titolare di doppio passaporto, ma assistita dalle autorità diplomatiche argentine. E deve ancora valutare i ricorsi contro l'arresto del capitano della rompighiaccio Peter Henry Wilcox e del neozelandese David John Haussmann. Se i 30 attivisti venissero ritenuti colpevoli di pirateria, rischiano fino a 15 anni di carcere.
"Se dovessi ricominciare - ha detto Peter Willcox, il capitano americano della Arctic Sunrise - resterei a New York". "È da 40 anni che faccio questo lavoro e non ho mai ricevuto una simile accusa", ha detto Willcox in aula davanti al tribunale di Murmansk, durante l'udienza per l'esame del suo ricorso. Il capitano ha riferito anche di soffrire di "problemi cardiaci". Willcox era al comando anche di un'altra nave di Greenpeace, la Rainbow Warrior, quando nel 1985 i servizi segreti la fecero saltare in aria nel porto di Auckland, in Nuova Zelanda, durante una campagna contro gli esperimenti nucleari francesi in Polinesia: un raid che causò la morte di un fotografo.
Non possono tirare un sospiro di sollievo neanche in vista dell'amnistia che il presidente Putin vuole concedere ad alcuni 'volti noti' imprigionati da Mosca in occasione dei vent'anni della Costituzione russa. Il consiglio per lo sviluppo della società civile e dei diritti umani ha redatto un testo,che sarà consegnato domani al capo dello stato. Sulla stampa e i siti russi si moltiplicano di ora in ora le ipotesi di "scarcerazioni illustri": tra i nomi più gettonati ci sono quelli dell'ex oligarca nemico numero uno del capo del Cremlino, Mikhail Khodorkovksy e della Pussy Riot, il gruppo punk colpevole di una preghiera anti-Putin nella cattedrale di Mosca.
Secondo Novaya Gazeta, che ha visionato il progetto di amnistia, le due esponenti del gruppo punk Pussy Riot "hanno buone chance di tornare in libertà, in base a diversi punti del piano". In particolare, l'amnistia sarebbe prevista in molti casi per le madri di minorenni e sia Nadezhda Tolokonnikova, sia Maria Alekhina sono mamme di bambini piccoli. Niente amnistia invece per gli attivisti di Greenpeace, in carcere in attesa di giudizio: sono accusati di "pirateria" e questo articolo del codice penale è stato inserito nella cosiddetta "lista nera" dei reati non previsti per l'amnistia.
fino a 15 anni di reclusione. Intanto Putin pensa a chi dare l'amnistia
14 ottobre 2013
Greenpeace,per D'Alessandro si decide domani. Chiede di uscire dalla gabbia, giudice dice no
(ansa)
MOSCA - Con un Tweet Greenpeace ha fatto sapere che la corte di Murmansk ha rimandato a domani l'udienza per valutare il ricorso di Cristian D'Alessandro contro l'arresto per pirateria. Ma un no all'attivista italiano l'hanno già detto. Il ragazzo aveva chiesto di partecipare all'udienza uscendo dalla gabbia di vetro dei detenuti. Ma il giudice ha respinto la richiesta sostenendo che "non è una umiliazione stare dietro le sbarre".
Oggi il tribunale distrettuale Leninsky di Murmansk ha respinto anche il ricorso di Camila Speziale, l'attivista italo-argentina, titolare di doppio passaporto, ma assistita dalle autorità diplomatiche argentine. E deve ancora valutare i ricorsi contro l'arresto del capitano della rompighiaccio Peter Henry Wilcox e del neozelandese David John Haussmann. Se i 30 attivisti venissero ritenuti colpevoli di pirateria, rischiano fino a 15 anni di carcere.
"Se dovessi ricominciare - ha detto Peter Willcox, il capitano americano della Arctic Sunrise - resterei a New York". "È da 40 anni che faccio questo lavoro e non ho mai ricevuto una simile accusa", ha detto Willcox in aula davanti al tribunale di Murmansk, durante l'udienza per l'esame del suo ricorso. Il capitano ha riferito anche di soffrire di "problemi cardiaci". Willcox era al comando anche di un'altra nave di Greenpeace, la Rainbow Warrior, quando nel 1985 i servizi segreti la fecero saltare in aria nel porto di Auckland, in Nuova Zelanda, durante una campagna contro gli esperimenti nucleari francesi in Polinesia: un raid che causò la morte di un fotografo.
Non possono tirare un sospiro di sollievo neanche in vista dell'amnistia che il presidente Putin vuole concedere ad alcuni 'volti noti' imprigionati da Mosca in occasione dei vent'anni della Costituzione russa. Il consiglio per lo sviluppo della società civile e dei diritti umani ha redatto un testo,che sarà consegnato domani al capo dello stato. Sulla stampa e i siti russi si moltiplicano di ora in ora le ipotesi di "scarcerazioni illustri": tra i nomi più gettonati ci sono quelli dell'ex oligarca nemico numero uno del capo del Cremlino, Mikhail Khodorkovksy e della Pussy Riot, il gruppo punk colpevole di una preghiera anti-Putin nella cattedrale di Mosca.
Secondo Novaya Gazeta, che ha visionato il progetto di amnistia, le due esponenti del gruppo punk Pussy Riot "hanno buone chance di tornare in libertà, in base a diversi punti del piano". In particolare, l'amnistia sarebbe prevista in molti casi per le madri di minorenni e sia Nadezhda Tolokonnikova, sia Maria Alekhina sono mamme di bambini piccoli. Niente amnistia invece per gli attivisti di Greenpeace, in carcere in attesa di giudizio: sono accusati di "pirateria" e questo articolo del codice penale è stato inserito nella cosiddetta "lista nera" dei reati non previsti per l'amnistia.
TagsArgomenti:greenpeaceambientalistiamnistiaRussia
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