martedì 17 settembre 2013

Ecoambiente Ipotesi risolutiva nel Consiglio di amministrazione di ieri Spiraglio di salvezza Unendo pronta a lasciare, il Comune prende tutto

DI ALESSANDRO PANIGUTTI A nche ieri il Consiglio di amministrazione di Latina Ambiente non ha raggiunto la meta dell’accordo tra i diversi soci della spa, ma stavolta la riunione è senonaltro servita a fare chiarezza sulle intenzioni di Unendo, il socio privato che detiene il 49 per cento delle azioni dell’azienda che gestisce il servizio dei rifiuti in città. Colucci, patron di Unendo, ha espressamente fatto sapere di non avere alcuna intenzione di ricapitalizzare l’azienda, ed ha mandato a dire di essere pronto ad acquistare le quote del Comune di Latina, oppure a cedere le sue. Una terza via non c’è, e dunque è come dire che Latina Ambiente può diventare tuta privata o tutta pubblica, ma che non ci sono altre prospettive per andare avanti insieme, fatta eccezione per quella del fallimento. Il messaggio non è stato raccolto come un ultimatum dai commissari della parte pubblica, ma piuttosto come uno spiraglio per uscire da un’impasse che da mesi tiene inchiodata Latina Ambiente al palo di un pericoloso immobilismo. La condizione che Unendo avrebbe posto per uscire di scena senza creare problemi insuperabili al socio pubblico, è quella di procedere alla rivalutazione della reddività dell’investimento iniziale di 2 milioni di euro sostenuto dalla famiglia Colucci. «Ridateci quella posta e ce ne andiamo, lasciandovi anche la quota degli utili di esercizio (600.000 euro) che il Comune rivendica». Pare sia bastato questo per mettere il Presidente del Cda Massimo Giungarelli e gli altri consiglieri di parte pubblica nelle condizioni di riflettere sulla congruità della proposta. dato per scontato che un servizio come quello dei rifiuti non può essere lasciato nelle sole mani del privato, non resta che sondare la fattibilità di un percorso che veda il Comune unico gestore. Se Unendo sarà disposta a vedersi rateizzare le somme dovute dal ricalcolo della reddività degli investimenti, lo scenario che si apre è quello di una nuova scommessa per garantire la continuità aziendale e salvare le maestranze, con l’obiettivo ultimo di trasformare Latina Ambiente in una municipalizzata. Naturalmente ci vorrà una strategia credibile e percorribile di risanamento aziendaIL PRESIDENTE DI LATINA AMBIENTE GIUNGARELLI E IL SINDACO GIOVANNI DI GIORGI le, a cominciare dal nodo cruciale della ristrutturazione del debito col fisco, che ammonta a circa 7 milioni di euro. Non sarà un percorso indolore, ma il Comune di Latina è alle corde: l’idea di dover affrontare la debacle politica di un fallimento aziendale ed essere comunque costretto a garantire un servizio irrinunciabile, non è una prospettiva che fa gola al sindaco Di G i o rg i . Per domani è convocata l’assemblea dei soci, ma Unendo ha già chiesto un rinvio, proprio per consentire al Comune di valutare il da fa r s i . Nelle prossime ore ci sarà comunque una corsa tra riunioni e consulenze per arrivare in pochi giorni a mettere insieme gli elementi capaci di consentire una valutazione serena e obiettiva sulla praticabilità del percorso suggerito da Unendo. Una volta presa la decisione, se dovesse essere quella di avviare una gestione esclusivamente pubblica del servizio di igiene ambientale, resterà la parte più complicata, quella di dare una veste spendibile all’inte - ra operazione. Bisognerà dire ai cittadini che il Comune ha fatto un affare e che finalmente il servizio torna nelle mani giuste. Una bella acrobazia Latina Oggi 17 settembre 2013

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