tratto da https://ambientenonsolo.com/litalia-continua-a-dipendere-dallauto-cosa-ci-dice-il-nuovo-rapporto-isfort/
L’Italia continua a dipendere dall’auto: cosa ci dice il nuovo Rapporto Isfort

Il nuovo Rapporto sulla mobilità degli italiani di Isfort è un documento prezioso — e in parte inquietante. Conferma qualcosa che già sappiamo, ma che raramente affrontiamo con onestà: l’Italia è un Paese costruito attorno all’automobile, anche quando gli spostamenti sarebbero perfettamente compatibili con mezzi meno impattanti.
Ci muoviamo sempre più vicino — ma sempre in auto
Secondo i dati raccolti da Isfort, l’81,3% degli spostamenti avviene entro 10 km e quasi tre quarti restano dentro il confine urbano. È una mobilità da città compatta, che però viene gestita con un sistema da città dispersa, dove l’auto è praticamente obbligatoria.
Se non ci sono piste ciclabili, marciapiedi decenti, trasporto pubblico affidabile o servizi condivisi efficienti, le persone non hanno alternative. E i numeri lo dimostrano: nel primo semestre 2025 l’auto rappresenta ancora il 60,8% degli spostamenti.
Intermodalità ai minimi storici
Il Grafico 8 del Rapporto è eloquente: l’intermodalità — cioè l’uso combinato di più mezzi — è ferma al 2,8%, meno della metà rispetto al 2019 .

Significa che per la maggior parte degli italiani non è nemmeno immaginabile lasciare l’auto e fare il resto del tragitto con bus, treno o bicicletta. E questo ha conseguenze enormi sulla qualità dell’aria, sulla vivibilità e sulla sicurezza.
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