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Alternative sicure e sostenibili potrebbero ridurre l’uso di PFAS nei tessuti e migliorare il riutilizzo e il riciclo

I tessuti sono una delle maggiori fonti di inquinamento da PFAS in Europa. Le sostanze alchiliche polifluorurate (PFAS), un gruppo di sostanze chimiche altamente persistenti, sono ampiamente utilizzate in molti prodotti a base tessile, tra cui abbigliamento, tappeti e altri articoli per la casa per l’impermeabilizzazione, la protezione dal calore e una maggiore durata.
Tuttavia, persistono anche nel tempo e possono accumularsi negli esseri umani, negli animali e nell’ambiente, aumentando il rischio di gravi impatti sulla salute e sull’ambiente.
Un nuovo rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) offre una panoramica di come il processo in corso per limitare l’uso dei PFAS nell’UE potrebbe avere un impatto sulla possibilità di riutilizzare e riciclare i tessuti usati.
PFAS nei tessuti nell’economia circolare europea
Si stima che esistano più di 10.000 diversi composti PFAS, ma non si sa quanti di questi possano essere trovati nei tessuti. Entrambe le forme non polimeriche e polimeriche di PFAS sono utilizzate nei prodotti tessili per fornire proprietà come la repellenza dall’acqua, la repellenza dall’olio, la resistenza alle macchie, la durata e la stabilità termica.
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