Uno scambio una volta era uno scambio
alla pari, dove tutte le parti in causa avevano soddisfazione. Quello
che viene definito così dalle cronache (vedere
http://pontiniaecologia.blogspot.it/2013/12/discarica-di-borgo-montello-scambio.html)
, ai cittadini che subiscono sembra l'ennesimo schiaffo alla dignità
e ai propri diritti. In merito all'impianto di TMB per il quale il
comune di Latina (stando alle cronache) si dichiara favorevole a
patto che la società ritiri il ricorso non può definirsi lo
scambio equo. Così come riportato sembra un ricatto. Un accordo equo
lo è quando c'è il rispetto delle norme, delle leggi, ma sopratutto
quando tutte le parti sono soddisfatte. Invece Ecoambiente e comune
di Latina, secondo l'articolo, hanno interessi economici condivisi
attraverso le società. Quindi sembra un unica parte. Manca
clamorosamente ancora una volta quella dei cittadini, del bene
comune. Infatti i cittadini che da decenni la servitù,
l'inquinamento delle falde, le emissioni odorigene, contro legge e
contro le prescrizioni nelle autorizzazioni, che sono private della
libertà di irrigare, come di affacciarsi al balcone, far cambiare
l'aria in casa, che non possono uscire in giardino o nell'orto per le
puzze che hanno visto perdere qualsiasi valore degli immobili vedono
questa richiesta di accordo come l'ennesima scelta sempre in favore
delle aziende e sempre contro i cittadini stessi. Nello specifico
nel testo dell'articolo è evidente che “l'accordo equo”
significa cambiare (solo a favore delle società contro quello dei
cittadini e tutti gli accordi presi con loro) una delibera che tra
l'altro era stata votata all'unanimità dal consiglio comunale e che
era stata presentata come unico argine possibile al proliferare degli
impianti. Invece sembra si
inizi con la prima deroga. Che poi è l'ennesima per una discarica
cresciuta a dismisura a colpi di decreti che calpestavano leggi,
regolamenti e norme per decenni che hanno portato al massacro del
territorio, come sancisce l'ArpaLazio dal 2005 ad oggi. Se
si fa una deroga per Ecoambiente perchè non farla per Indeco o per
altra società? Quale credibilità si può avere da norme che vengono
sempre calpestate sempre nella stessa direzione? Il problema della
disponibilità dei suoli, più volte segnalate dai cittadini, dalle
associazioni, da alcune forze politiche non riguarda solo il terreno
(guarda caso non di proprietà della società proponente che
sembrerebbe avere solo un preliminare alla vendita) dove mettere
l'alberatura, riguarda grosse parti dell'impianti. Non solo la
delibera non viene rispettata proprio verso via Monfalcone e le
abitazioni che esistono da prima della discarica. Anche
nell'incontro della “trasparenza” dove nessun Ente pubblico ha
saputo rispondere alle obiezioni tecniche dei cittadini sulla
bonifica proposta, il comune di Latina nella persona del
sindaco aveva annunciato la costituzione di parte civile nel processo
per l'inquinamento delle falde, proprio a carico di alcuni
rappresentanti di Ecoambiente. Mercoledì
11 dicembre c'è la prossima udienza per l'inquinamento delle falde.
Il comune di Latina non ha dato alcun incarico legale per
costituirsi parte civile, almeno questo non risulta nell'albo
pretorio, quindi è probabile che nemmeno questa volta si costituirà.
Intanto prepara “l'accordo
equo” proprio
con una società nella quale, solo in teoria, si dovrebbe costituire
parte civile. Perchè
dovrebbe valere il ricorso al TAR di Ecoambiente e non il processo
delle falde? Perchè l'accordo equo non lo si fa sull'inquinamento
delle falde? E
perchè preoccuparsi di un ricorso al quale evidentemente non ci
crede nemmeno la società proponente visto che non ha richiesto
la
sospensione, nessuna richiesta di udienza, nessuna richiesta di
prelievo documenti come risulta dal sito del TAR in merito al ricorso
n. 174 del 2013
http://www.giustizia-amministrativa.it/WEBY2K/DettaglioRicorso.asp?val=201300174.
Vedreemo se almeno la Regione Lazio si presenterà mercoledi 11
dicembre per costituirsi parte civile. Ai
cittadini per difendersi non rimane che la diffida per far rispettare
almeno questa volta norme, leggi, regolamenti e delibere.
Ancora una volta le notizie che
arrivano dal “palazzo” sulle trattative per nuovi impianti
nell’area pluri inquinata e insalubre di Borgo Montello, incutono
timore e preoccupazione per la salute e l’interesse dei cittadini e
del bene comune. Tralasciando le promesse e gli impegni disattesi dai
rappresentanti dei vari Enti ed Istituzioni mai mantenute, rimane la
tragedia dell’inquinamento del suolo e delle falde certificate
almeno dal 2005, ma le Istituzioni conoscono da oltre 20 anni tra
denunce e condanne per interramento abusivo di rifiuti tossici e
nocivi. Le notizie degli organi di informazione di oggi su quanto,
come se non bastasse il passato, starebbe per succedere a Borgo
Montello danno l'idea dell'ennesima farsa che per i cittadini
significa ulteriore servitù. Non si discute che gli impianti di Tmb
(quando sono fatti a regola d'arte quindi non nella Regione Lazio
visto che sono sotto procedura di infrazione europea) siano necessari
per ridurre la quantità e la qualità del conferimento in discarica
Nessun commento:
Posta un commento