venerdì 6 dicembre 2013

discarica di Borgo Montello equo scambio a chi? e i cittadini? sempre e solo calpestati i diritti e le norme?

Uno scambio una volta era uno scambio alla pari, dove tutte le parti in causa avevano soddisfazione. Quello che viene definito così dalle cronache (vedere http://pontiniaecologia.blogspot.it/2013/12/discarica-di-borgo-montello-scambio.html) , ai cittadini che subiscono sembra l'ennesimo schiaffo alla dignità e ai propri diritti. In merito all'impianto di TMB per il quale il comune di Latina (stando alle cronache) si dichiara favorevole a patto che la società ritiri il ricorso non può definirsi lo scambio equo. Così come riportato sembra un ricatto. Un accordo equo lo è quando c'è il rispetto delle norme, delle leggi, ma sopratutto quando tutte le parti sono soddisfatte. Invece Ecoambiente e comune di Latina, secondo l'articolo, hanno interessi economici condivisi attraverso le società. Quindi sembra un unica parte. Manca clamorosamente ancora una volta quella dei cittadini, del bene comune. Infatti i cittadini che da decenni la servitù, l'inquinamento delle falde, le emissioni odorigene, contro legge e contro le prescrizioni nelle autorizzazioni, che sono private della libertà di irrigare, come di affacciarsi al balcone, far cambiare l'aria in casa, che non possono uscire in giardino o nell'orto per le puzze che hanno visto perdere qualsiasi valore degli immobili vedono questa richiesta di accordo come l'ennesima scelta sempre in favore delle aziende e sempre contro i cittadini stessi. Nello specifico nel testo dell'articolo è evidente che “l'accordo equo” significa cambiare (solo a favore delle società contro quello dei cittadini e tutti gli accordi presi con loro) una delibera che tra l'altro era stata votata all'unanimità dal consiglio comunale e che era stata presentata come unico argine possibile al proliferare degli impianti. Invece sembra si inizi con la prima deroga. Che poi è l'ennesima per una discarica cresciuta a dismisura a colpi di decreti che calpestavano leggi, regolamenti e norme per decenni che hanno portato al massacro del territorio, come sancisce l'ArpaLazio dal 2005 ad oggi. Se si fa una deroga per Ecoambiente perchè non farla per Indeco o per altra società? Quale credibilità si può avere da norme che vengono sempre calpestate sempre nella stessa direzione? Il problema della disponibilità dei suoli, più volte segnalate dai cittadini, dalle associazioni, da alcune forze politiche non riguarda solo il terreno (guarda caso non di proprietà della società proponente che sembrerebbe avere solo un preliminare alla vendita) dove mettere l'alberatura, riguarda grosse parti dell'impianti. Non solo la delibera non viene rispettata proprio verso via Monfalcone e le abitazioni che esistono da prima della discarica. Anche nell'incontro della “trasparenza” dove nessun Ente pubblico ha saputo rispondere alle obiezioni tecniche dei cittadini sulla bonifica proposta, il comune di Latina nella persona del sindaco aveva annunciato la costituzione di parte civile nel processo per l'inquinamento delle falde, proprio a carico di alcuni rappresentanti di Ecoambiente. Mercoledì 11 dicembre c'è la prossima udienza per l'inquinamento delle falde. Il comune di Latina non ha dato alcun incarico legale per costituirsi parte civile, almeno questo non risulta nell'albo pretorio, quindi è probabile che nemmeno questa volta si costituirà. Intanto prepara “l'accordo equo” proprio con una società nella quale, solo in teoria, si dovrebbe costituire parte civile. Perchè dovrebbe valere il ricorso al TAR di Ecoambiente e non il processo delle falde? Perchè l'accordo equo non lo si fa sull'inquinamento delle falde? E perchè preoccuparsi di un ricorso al quale evidentemente non ci crede nemmeno la società proponente visto che non ha richiesto la sospensione, nessuna richiesta di udienza, nessuna richiesta di prelievo documenti come risulta dal sito del TAR in merito al ricorso n. 174 del 2013 http://www.giustizia-amministrativa.it/WEBY2K/DettaglioRicorso.asp?val=201300174. Vedreemo se almeno la Regione Lazio si presenterà mercoledi 11 dicembre per costituirsi parte civile. Ai cittadini per difendersi non rimane che la diffida per far rispettare almeno questa volta norme, leggi, regolamenti e delibere.
Ancora una volta le notizie che arrivano dal “palazzo” sulle trattative per nuovi impianti nell’area pluri inquinata e insalubre di Borgo Montello, incutono timore e preoccupazione per la salute e l’interesse dei cittadini e del bene comune. Tralasciando le promesse e gli impegni disattesi dai rappresentanti dei vari Enti ed Istituzioni mai mantenute, rimane la tragedia dell’inquinamento del suolo e delle falde certificate almeno dal 2005, ma le Istituzioni conoscono da oltre 20 anni tra denunce e condanne per interramento abusivo di rifiuti tossici e nocivi. Le notizie degli organi di informazione di oggi su quanto, come se non bastasse il passato, starebbe per succedere a Borgo Montello danno l'idea dell'ennesima farsa che per i cittadini significa ulteriore servitù. Non si discute che gli impianti di Tmb (quando sono fatti a regola d'arte quindi non nella Regione Lazio visto che sono sotto procedura di infrazione europea) siano necessari per ridurre la quantità e la qualità del conferimento in discarica

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