sabato 14 settembre 2013

Nulla di fatto nella riunione del Cda di giovedì pomeriggio La spa appesa a un filo Ultimi spiragli per la sopravvivenza di Latina Ambiente

N uova fumata nera nel Consiglio di amministrazione di Latina Ambiente riunito giovedì pomeriggio per cercare di mettere a punto la relazione reddituale-patrimoniale aggiornata da sottoporre all’A ss em bl ea dei soci già convocata per mercoledì 18 settembre prossimo. L’incombenza è irrinunciabile, perché l’assemblea dei soci dovrà decidere mercoledì del futuro di Latina Ambiente, ovvero se andare avanti con una ricapitalizzazione della spa oppure prendere atto della impossibilità di continuare a gestire l’impresa e dunque imboccare la strada della liquidazione. Ricapitalizzare vuol dire immettere nuove risorse finanziarie all’interno della compagine societaria, o alternativamente farsi carico di una parte consistente dei debiti della spa, e questo è il punto su cui da almeno un paio di mesi il Consiglio di amministrazione non riesce a trovare un punto di convergenza tra i membri espressione del socio pubblico e quelli di parte privata. Unendo non vuol saperne di sposare la linea prudenziale di gestione proposta dal Presidente del Cda Massimo Giungarelli e condivisa dal sindaco Giovanni Di Giorgi, né intende prendere per buona la tesi del socio pubblico secondo cui il titolare del 49 per cento delle azioni deve restituire alla Latina Ambiente somme per circa un milione di euro che avrebbe impropriamente trattenuto nel corso degli ultimi anni di gestione. Un riconoscimento che equivarrebbe implicitamente ad una adesione del socio privato alle richieste del partner di parte pubblica di procedere alla ricapitalizzazione della società. Un obiettivo al quale il Comune di Latina potrebbe concorrere rinunciando alla restituzione da parte di Latina Ambiente delle somme già anticipate dall’amministrazione comunale per fronteggiare un mutuo contratto a suo tempo dalla spa. Si tornerà a parlarne lunedì mattina, nel corso di una nuova riunione del Cda, l’ultima prima dell’assemblea dei soci, ed anche l’ultima occasione per ritrovare un minimo di intesa all’interno del Consiglio di amministrazione, che altrimenti dovrà presentarsi mercoledì davanti ai soci per invitarli a prendere definitivamente atto dell’incapacità del Cda a gestire la delicata fase societaria e votarne lo scioglimento. L’unico spiraglio positivo è quello che arriva dalla presenza dei consiglieri di parte privata nelle ultime sedute del Cda: se avessero davvero voluto la rottura definitiva, avrebbero potuto disertare. Latina Oggi 14 settembre 2013

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