venerdì 13 settembre 2013

Latina è caduto il tabù «La mafia c’è» Il video di Schiavone in Consiglio

DI GRAZIELLA DI MAMBRO C ade il tabù mafia e il consiglio provinciale fa outing. «Il problema esiste», seppure sotto diverse sfaccettature e «bisogna tenere alta la guardia». Ci sono volute le interviste di Carmine Schiavone, ex luogotenente del clan dei casalesi, ex collaboratore di giustizia nonché profondo conoscitore del metodo utilizzato per nascondere i rifiuti tossici, per portare nell’aula consiliare di via Costa il problema della presenza della criminalità organizzata sul territorio oggi come venti anni fa. Il dibattito non è stato semplice ed è cominciato di buon mattino con la proiezione delle interviste di Schiavone a Sky e a Lazio Tv, seguite da un’analisi esegetica delle frasi del boss fatta dal presidente Armando Cusani. Che ha parlato di «affermazioni gravissime che vanno provate o smentite... ma la cosa più importante è chiedersi perché questo tizio fa tali dichiarazioni adesso e soprattutto cosa possiamo fare noi». Il lunghissimo preambolo del presidente è stato improntato alla cautela ma per la prima volta anche Cusani ha preso atto che forse in questa provincia c’è stato un interessamento della criminalità organizzata. In tutte le altre occasioni in cui lui stesso o il Consiglio avevano affrontato il «problema della sicurezza» mai era stato ammesso che la camorra o i clan in generale fossero un intoppo per l’eco - nomia e la società pontina. Al massimo era stata accettata la presenza deleteria dei soggiornati obbligati, come ha più volte sottolineato in questi anni il presidente del Consiglio provinciale, Michele Forte. I lavori sono andati avanti fino alle 15 e poi aggiornati a lunedì per cercare di approvare un documento condiviso da tutte le forze politiche. Al momento però sono state presentate due mozioni. Una di maggioranza che chiede di togliere il segreto a tutte le dichiarazioni fatte da Carmine Schiavone nelle Commissioni parlamentari e agli inquirenti della Dia; l’altra del Pd chiede, tra l’altro, che la Provincia si costituisca sempre parte civile nei processi di mafia e per reati ambientali e che consegni alla Procura di Latina tutte le relazioni della polizia provinciale sulla discarica di Montello. Atti che la Procura ha smarrito durante il trasferimento e su cui quindi non può più indagare. Latina Oggi 13 settembre 2013

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